Tag Archives: bebé

Buddy e Spillo e il bebè gigante

25 Giu

Ritratto perfetto di un “nato per leggere” il bebè co-proptagonista della nuova avventura di Buddy e Spillo, probabilmente ad oggi la più divertente delle tre già pubblicate. Il cane e il riccio che ormai i lettori ben conoscono sono entusiasti all’annuncio della visita di un’amica della mamma di Maredith con il suo bebè. In realtà il bambino si rivela assai diverso dalle attese: non bada a loro due e fa buon uso dell’arte del camminare, da poco appresa, andandosene in giro per la casa ad assaggiare l’osso di gomma di Bauddy, ad assaggiare i croccantini di Spillo e ovviamente a evadere dalla sua “gabbia” (che è un box in realtà, spiega Buddy a Spillo). Quando i due animali lo cercano ovunque, paventando scenari drammatici, ecco che il buffo bambino impegnato in una nuova impresa: sta lavando una scarpa, per cui tutto a posto. Non esattamente perché la sta immergendo nel water e alla scarpa seguiranno un orologio, una ciabatta, un libro. Decisamente un pomeriggio faticoso per la coppia di bestiole, ma anche molto istruttiva: hanno imparato infatti che cani e bebè rendono il mondo un posto più felice… sempre se riuscite a sopravvivere alla fatica di correre dietro ai disastri dei cuccioli!

Formato quadrato e colori tenui a cui ci ha abituati Carey Sookocheff, per una serie di cui non si può fare a meno nelle letture coi più piccoli.

Maureen Fergus – ill. Carey Sookocheff, Buddy e Spillo e il bebè gigante (trad. di Gabriella Tonioli), LupoGuido 2019, 32 p., euro 12

Nino

3 Nov

ninoConcepito durante il primo anno di vita del figlio di Isol, ecco un albo che mostreremo volentieri a tutti gli adulti con cui lavoreremo nei progetti per i piccolissimi. Si narra di quel che succede all’arrivo di un nuovo bambino e soprattutto si analizza il nuovo arrivato come fosse un che di sconosciuto, andando a formare una sorta non di libretto di istruzioni, quanto piuttosto di guida alle dotazioni di cui è provvisto.

Nino – come viene genericamente definito, senza distinzione di sesso – giunge sulla Terra da un altro pianeta, nudo e urlante per annunciarsi. Il viaggio è stato lungo, quindi necessita di tanto riposo. Ha una ventosa, un gran megafono, due finestrelle curiose, orifizi vari e un set completo di articolazioni che gli permettono svariati piegamenti.Fatto di un materiale fantastico, cresce moltissimo e ha venti dita da tenere costantemente impegnate per addomesticarle e decidere quale fa cosa; inoltre si accende numerose volte per notte. Parla una lingua tutta sua, ma sarà capace di apprendere quella locale in modo che tutti lo capiscano. Ha una grande memoria e talvolta persino abbastanza pazienza da sopportare un berretto in testa per qualche minuto. Ha un sorriso contagioso e la vista lunga: sa riconoscere in chi gli sta accanto il Nino che è stato…

Buffo e ironico, l’albo mette in poesia i componenti di un neonato, compresi il vomito e l’urlo facile, accompagnandoli dal tratto di Isol, che ancora di più dà al tutto l’idea di linee guida per adulti inesperti, o semplicemente che hanno bisogno di ammantare di un po’ di poetica anche i momenti meno semplici in compagnia di un bebè 😉

Il sito di Isol.

Isol, Nino (trad. di Valentina Vignoli), Logos 2016, 60 p., euro 16,50

Piccolo Grande Bubo

3 Ott

BuboBubo è un cucciolo che abita in una di quelle belle e allegre case vissute, disordinate il giusto. Bubo Bubo (sì, anche di cognome, dice lui) è piccolo: ce ne accorgiamo dal ciuccio e dal doudou di pezza sempre nei paraggi, dai pochi denti in bocca e dal pannolino. Ma in realtà Bubo è grande e ce lo spiega lui stesso: sa andare in bicicletta (con le ruotine!), non ha paura di arrampicarsi, i suoi denti saran solo quattro ma son belli grandi e il pannolino lo porta una giorno solo alla settimana come i grandi (caspita, Bubo, che grandi conosci? E soprattutto, curiosità, che giorno si mette il pannolino? Forse la domenica per riposarsi). Anche gli occhi e il naso sono grandi e il suo status gli permette di andare al ristorante, chiedere un solo cuscino per raggiungere l’altezza del tavolo e ordinare da solo, ben sapendo quello che non vuole mangiare (piselli, guarda un po’!).

Bubo e il suo doudou sono così grandi che costringono persino il lettore a girare senso del libro perché il protagonista riempie ben due facciate; insomma, è grandissimo. Del resto, è quel che gli conferma sempre la mamma quando gli dà il bacio della buonanotte.

Sguardo ironico e dolce sul crescere, sul sentirsi grande. Un po’ di sana ironia sui bebè da parte di uno che ha giusto qualche mese in più di loro (un bebè è uno che tenta di arraffare qualsiasi cosa gli penzoli davanti). E soprattutto, signori grandi, attenzione a quello che dite 😉

Il sito dell’autrice.

Beatrice Alemagna, Piccolo Grande Bubo, Topipittori 2014, 32 p., euro 13