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La fabbrica dei colori

7 Mag

la-fabbrica-dei-coloriUn interessante strumento sia per chi vuole approfondire il lavoro di Hervé Tullet sia per chi vuole mettere in piedi un laboratorio artistico con bambini e ragazzi e si avvicina così al lavoro di questo artista. Chi ha avuto modo di assistere ad un’attività guidata da Tullet sa il divertimento, il coinvolgimento che la caratterizzano e soprattutto la forza creativa straordinaria che ne nasce.

Tullet parla nel libro della propria esperienza laboratoriale, dando consigli generali sia sui materiali che sulle modalità e sui partecipanti a  cui fa seguire una serie di schede, ciascuna descrittiva di una tipologia di attività: dal prato fiorito al ritratto, dal dipingere in musica al dado magico, con tanto di varianti, suggerimenti, nuovi temi da sperimentare.

Questo libro non è solo il racconto del lavoro dell’artista né una traccia per mettersi in gioco; è prima di tutto un libro curatissimo, piacere per gli occhi dal punto di vista grafico, fotografico, cromatico. E ovviamente un invito a partire dalla produzione editoriale di Tullet, tutta da presentare a bambini e ragazzi e su cui sbizzarrirsi.

Il sito di Tullet.

Hervé Tullet, La fabbrica dei colori (trad. di Lucia Corradini), L’Ippocampo / Phaidon, 72 p., euro 18

Giò il miliardario

20 Dic

gio-il-miliardarioFestival delle perplessità. David Williams è un popolare personaggio della scena britannica: comico, autore televisivo, attore. E anche autore di alcuni romanzi per ragazzi di cui in Italia sono già stati tradotti due titoli nel catalogo Giunti: Mr Stink e Campione in gonnella, entrambi con le illustrazioni di Quentin Blake. I suoi testi sono divertenti e irriverenti; alcuni lo hanno paragonato a Roald Dahl e Julia Eccleshare ha scritto appunto di come il titolo in oggetto sia ” a neat combination of hilarity and morality in the best spirit of the master story-teller of the genre, Roald Dahl”.

La storia è quella di Giò Patata, figlio di un uomo che ha fatto i miliardi con la carta igienica, dodicenne ricchissimo e senza amici, senza affetto paterno, che tenta di guadagnarsi un po’ di normalità frequentando sotto falso nome la scuola pubblica, acquistando e perdendo un amico come Bobo, innamorandosi di una ragazzina che si scopre pagata per essergli amica, venendo comunque a scontrarsi col fatto di essere figlio di un padre che pensa di poter risolvere tutto col denaro. “Mr Stink” era una lettura piacevole, non scontata e divertente. In questo caso invece non so cosa mi abbia convinto meno della storia: il finale superscontato (si perde tutto, ma si vince la felicità?) o il dover far ridere a tutti i costi ogni sei righe? O forse la traduzione. Non semplice e comunque riuscita nei giochi di parola, nelle coppie di nomi e cognomi che suscitano ilarità, ma forse esagerata nell’italianizzazione (dei nomi di persona e delle testate giornalistiche citate, dei luoghi geografici…). Una perplessità certa: se questo libro lo legge un decenne, sicuramente non gli dirà nulla una canzone dei Pooh messa tra l’elenco delle cose che non vuoi sentire quando sei seduto sulla tazza del water…

In compenso, a questo giro, le illustrazioni sono di Tony Ross. Dopo Quentin Blake possiamo davvero dire che Williams, in fatto di illustratori, è sempre in buonissima compagnia.

L’unica è la prova del nove: vedere la reazione dei giovani lettori. E parlare un po’ di più dei libri che non ci convincono del tutto (per scambiarsi opinioni e magari cambiare parere!), non solo di quelli che ci conquistano, come mi è capitato di recente di riflettere con alcuni gruppi di bibliotecari e di raccontare in questo articolo per “Biblioteche Oggi” dello scorso novembre.

Potete scaricare il primo capitolo on line dal sito dell’editore.

David Williams – illustrazioni di Tony Ross, Giò il miliardario, L’Ippocampo jnior 2013, 288 p., euro 14

Make love

19 Apr

makelove

Ho recentemente scritto, a proposito di censura e libri presenti sugli scaffali delle biblioteche, che talvolta mi “diverto” a fare un gioco. Trovo interessante contare dall’opac sbn in quante biblioteche civiche italiane siano presenti al prestito opere come “Il chiodo fisso” di Melvin Burgess, (Mondadori, 2005), oppure la raccolta di racconti “La prima volta” (Rizzoli, 2011) o ancora “Il mio corpo. Body Drama” di Nancy A. Redd (Giunti, 2010): due mesi fa erano rispettivamente 115, 49 e 47. Mi bastano i numeri, non sento il bisogno di commentare.
Ecco in questi giorni in libreria un manuale di educazione sessuale dalla grafica curata e dalla patinatura che lo fa assomigliare a una prima occhiata a un libro di fotografie. E le fotografie in effetti ci sono; sono di Heji Shin e le diresti artistiche, tanto sono belle. Probabilmente è il fatto che siano coppie reali – e non immagini costruite per l’occasione – a comparirvi, a farle così belle.

Le fotografie sono uno dei pregi di questo testo, e forse anche uno dei motivi per cui probabilmente molti adulti faticheranno a presentare, a catalogare, a metterlo a scaffale. Tanto esplicite quanto reali. Il manuale è diviso in capitoli (Toccati; La prima volta; La seconda volta; Scopri chi sei; Giù i pantaloni; Da un letto all’altro; Vieni, dai; Attenzione; Senza gravità) e alterna spiegazioni, luoghi comuni, verità e falsità. Si parla di sesso, ma anche di precauzione. Si parla della prima volta, ma anche di seconda volta e di tutte quelle che vengono dopo. Si parla di corpo, ma anche di sensazioni; di precauzioni, ma anche di fantasia; di limiti; di io e dell’altro. Ci sono specchietti che semplificano, grafici, immagini, elenchi di nomi e illustrazioni di posizioni. Ci si chiede cosa piace a te, ma anche di metterti nei panni dell’altro. E si dice come sono i panni dell’altro.

Un limite forse può essere appunto la patinatura che ne fa un testo elegante e molto bello, anche nella fattura, “serio” esattamente come quello che dice; forse non immediatamente vicino come poteva risultare invece la grafica scelta per Body Drama. Il libro ha una prefazione di Camilla Raznovich, che compare anche sulla fascetta e che il cui nome forse aiuterà a far parlare del testo: bene che se ne parli. Ma il fatto che sia necessaria la voce di un personaggio dello schermo per far parlare di un testo bello e necessario mi fa un attimo di tristezza, perché non ce ne dovrebbe esser bisogno. E invece così è. Intanto questo testo c’è, non solo utile, ma anche bello. E mi fa venir in mente chi dice “Come siamo belli”. Eh sì.

Ann-Marlene Henning & Tina Bremer-Olszewski, fotografie di Heji Shin, Make Love. Un manuale di educazione sessuale (trad. di Elena Doria), L’Ippocampo 2013, 256 p., euro 18.