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La rotta delle Ande

12 Lug

Abbiamo avuto modo di segnalare alcuni libri che fanno parte della collana “Libri corsari” e quindi di sottolineare più volte come ci sembri appropriata la misura di queste proposte dell’editore Solferino: una collana di avventure, un’ottantina di pagine ciascuna, illustrate e legate a un determinato periodo storico e uogo di cui vengono fornite indicazioni per approfondimenti e curiosità.

Trattandosi di Christian Hill non potevano non esserci gli aerei, visti anche i precedenti romanzi a cui ha abituato i lettori, da Il volo dell’Asso di Picche fino al più recente “Il ladro dei cieli”, ispirato a un’affascinante fatto realmente accaduto. L’altrettanto avvincente quadro storico è dato dall’avventuroso servizio dell’Aéropostale, messo in piedi da Latécoère dopo la Prima Guerra mondiale per muovere la posta tra Francia e Sud America (Brasile, Argnetina e Cile) e Africa occidentale. In questo caso sono protagoniste le Ande, insieme al giovane Ricardo che vorrebbe spedire un pacco dal Cile all’Argentina e invece finisce lui su quell’aereo, appesantendolo e trovandosi a vivere un’avventura al limite della sopravvivenza col pilota. Il libro è ambientato nel 1929, tra le pagine fa capolino Antoine de Saint-Exupéry insieme a tanti altri piloti coraggiosi.

Le illustrazioni di copertina e interne sono di Marco Paschetta.

Christian Hill – ill. Marco Paschetta, La rotta delle Ande, Solferino 2019, 86 p., euro 10

La città dei topi

21 Set

Eccovi servito un altro libro da leggere ad alta voce, perfetto nel suo richiamo al ritmo e all’andamento della fiaba e tanto vario nel suo intreccio filante da incuriosire il lettore e tenerlo lì sulla pagina, o appeso alla vostra voce se lo condividerete in questa modalità. Guido Quarzo riesce benissimo nell’impresa di scrivere una fiaba originale, rifacendosi ai canoni, ai personaggi e ai topoi; è sempre una bella scoperta, come lo fu La zuppa dell’orco di Cuvellier, trovare autori di oggi che sanno perfettamente muoversi nel filo senza tempo della tradizione fiabesca.

Qui inoltre c’è una narrazione di cornice – tre rappresentanti dei cittadini di Malaerba, paese sul lago di Garda dove tutti portano il cognome Malerba, che partono alla ricerca della soluzione all’invasione dei topi che tocca il villaggio – che racchiude almeno altre nove storie, dette in forma di leggenda, di richiamo al tempo passato, grazie all’idea che, durante il viaggio, i tre e i loro compari di strada raccontano gli uni per gli altri. Ecco allora un uomo selvatico, una donna faina, una gigantessa, un brigante. Non si sa davvero chi manca, visto che ci sono osti, preti, principi, maiali, fughe, disgrazie, astuzie e furbizie.

E che meraviglia gli elenchi che questo libro contiene: i formaggi catalogati dal Principe di Torre di Benaco, i profumi che popolano i sogni di Vezzoso di Bardolino, il catalogo di richiami per bestie di Mastro Leone e quello di fischi, ocarine e quant’altro di Berto Piumino. Gli ingredienti per una buona storia, una storia che durerà nel tempo, ci sono tutti; come si dice nel testo, del resto, in ogni storia ci sono  cose di legno e di ferro, di pietra e di cuoio, di terra e di pane: la realtà che si accompagna all’immaginazione (le cose d’aria, di odori e suono e buio e parole), ed entrambe sono vere.

La storia è accompagnata dalle immagini di Marco Paschetta, che disegna nasi puntuti, occhi sgranati e sguardi che puntano lontano. Qualcuno di voi conserverà sugli scaffali, magari quelli della biblioteca, questa storia nell’edizione Fatatrac del 1998 con le illustrazioni di Cecco Mariniello e il titolo “Viaggio col maiale”.

Guido Quarzo – ill. Marco Paschetta, La città dei topi, Piemme 2017, 168 p., euro 9,50