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Piccole storie della foresta (e del mare)

9 Ago

Arrivano in Italia i primi due volumi delle Piccole Storie di Brémaud e Bertolucci, già pubblicate in diversi Paesi. Piaceranno sicuramente ai bambini che amano la natura visto che, in forma di fumetto, presentano alcune informazioni e curiosità sugli animali. L’idea di base è quella dell’avventura e il format – se così possiamo dire – quello della sfida unito alla passeggiata. Una sfida infatti è quella che, in apertura di volume, un intraprendente scoiattolo lancia al suo amico cane, più tranquillo e sicuramente più pauroso. E poi si parte, per andare a vedere, a scoprire, a curiosare.

Sulla pagina il lettore trova grandi illustrazioni colorate che presentano i diversi animali incontrati e – in alto oppure in basso a seconda della situazione – la striscia di vignette in cui i due protagonisti si parlano e si confrontano. Nelle pagine finali invece brevi approfondimenti – sempre scritti in stampatello – sugli animali citati. Insomma ci pare proprio una formula azzeccata per i lettori tra cinque e sette anni, per chi se la cava a leggere da solo, per chi vuole saperne di più. Ad oggi sono disponibili i volumi ambientati nel bosco e nel mare (con tanto di squali e relitti): aspettiamo i prossimi!

Il blog di Bertolucci.

Frédéric Brémaud – Federico Bertolucci, Piccole storie della foresta, ReNoir kids 2017, 32 p., euro 9,90

Frédéric Brémaud – Federico Bertolucci, Piccole storie del mare, ReNoir kids 2017, 32 p., euro 9,90

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La parola alla natura

2 Gen

 

la-parola-alla-naturaNon ci sono parole in questo libro, se non nella breve istruzione data in apertura e poi nell’appendice finale. Le istruzioni invitano rispettivamente a osservare, indagare, stupirsi. Nel finale invece ecco la riproduzione delle tavole informato minore con l’indicazione degli animali che vi compaiono e la breve sintesi di alcune loro caratteristiche. In mezzo pura libertà: di guardare, sfogliare, fermarsi dove più si preferisce, interpretare. Le diverse strisce che  appaiono in ogni pagina raffigurano ciascuna una sequenza in cui si muovono gli animali – da soli o interagendo tra di loro – oppure assistiamo allo scorrere delle stagioni sulla chioma di un albero  o sul ciclo di vita di un fiore di tarassaco, dal suo fiorire fino al dissolversi del soffione.

C’è la talpa che va in letargo e si riaffaccia a primavera; una femmina di petrello inseguita dal compagno; pinguini che si dichiarano, animali che mettono al sicuro il loro cibo, che succhiano nettari o che si mangiano altre bestie più piccole di loro; c’è chi si affronta, chi scappa, chi insegue. Non sempre le strisce vicine sono in rapporto tra di loro, ma è bella la libertà data al lettore non solo di inventare una storia per ogni striscia, ma di provare a tessere un legame, magari anche solo di similitudine.

Ancora una volta un volume che ci ricorda dell’importanza di dare in mano ai bambini qualcosa di bello, fin dalla sua composizione grafica, dall’accostamento dei colori; nel contempo qui possiamo offrire ai lettori la piena libertà di essere creativi, partendo dalla semplice chiarezza delle illustrazioni che riassumono graficamente l’informazione che vogliono dare.

Davvero un prezioso regalo. Uno strumento nel senso migliore del termine, direi.

Thomas Hegbrook, La parola alla natura (trad di Lucia Feoli), Emme 2016, euro 22

Le memorie della menta piperita

31 Ott

memorie-della-menta-piperitaFa meraviglie in questo libro l’arte della serigrafia in cui a Else sono maestri, ora anche con Ronzinante la serigrafia ambulante un furgone attrezzato di tutto punto a serigrafia mobile. I colori da contrappunto al nero danno musi di cane ai protagonisti, danno materia ai gesti e ai sogni, fanno sentire suoni e rumori evocati nel testo. La storia che li accompagna è la narrazione di una crescita in quindici capitoli, quindici quadri tematici a loro volta suddivisi in brevi frasi che procedono esattamente come è naturale per la protagonista che parla in prima persona. Una bambina piccola, con una sorella più grande e con un nome corto, che scopre il mondo nel tempo magico dell’estate, che è il tempo più facile, quello in cui non sia ha altro da pensare se non nel caso suo ai capretti di Bianchina. Ma il tempo facile fa sì che si possa avere spazio per tutti i pensieri che girano dentro, nella vita sospesa sull’isola, mentre la mamma è a fare le lotte e le bambine stanno in campagna.

Così si dice, nel pensare poetico e realistico insieme dei bambini, di nidi e di serpi, della vigna e dei cani, del riflettere sul proprio corpo, sulla paura, ma anche su quella strega che si ha dentro, che fa dire le cose cattive; si dice della morte, quella del cane amato e quella del nonno, della differenza tra prendere il volo e tuffarsi e del coraggio che ci vuole, delle torte di fango e della fuga con un amico più piccolo, del prendersi cura e delle radici. Il legame tra il corpo e la terra è forte, come quello con la natura, con l’imparare a fare materialmente le cose.

E il tempo dell’estate è quello dell’infanzia: dura poco, e quando si diventa bambine grandi bisogna prendere il proprio posto accanto agli adulti per capire come fare a crescere, “mentre quando si è bambini non è necessario imparare niente perché si sa già tutto” e quel tutto viene detto in modo raro e prezioso in questo albo.

Il testo è stampato in tiratura limitata di 500 copie, con una serigrafia in omaggio. Fatevi questo regalo.

Il sito dell’illustratrice. Il blog dell’autrice.

Elena Morando – Anke Feuchtenberger, Le memorie della menta piperita, Else 2016, 32 p., euro 30

Wishgirl

25 Mag

wishgirl

Peter ha quasi tredici anni, i suoi genitori hanno appena cambiato casa per causa sua e lui pensa di esser nato nella famiglia sbagliata. In fuga dal rumore di casa, dalle incomprensioni e dalle domande, trova rifugio in una valle oltre la collina che sembra rispondere, con i suoni della natura e la bellezza del paesaggio, alla sua necessità di solitudine e di silenzio. Appena la scopre, Peter apprende di essere bravissimo nello stare immobile, visto che il crotalo che gli si è attorcigliato alle caviglie se ne va, credendolo forse un sasso o un tronco ed ecco raggiunta quella sorta di invisibilità che vorrebbe avere sempre.

La valle è incantata, misteriosa e carica di magia: sembra leggere nel pensiero di chi vi cammina, esaudire i desideri, trasformare i pensieri in realtà; fa parte della proprietà della signora Empson, che tutti considerano pazza e che difende gli animali a suon di schioppettate, guida un go-kart e sembra sapere tutto quel che ti passa in testa. Nella valle Peter incontra Annie che usa parole non comuni, che lo ribattezza “Peter Stone” e che lo trova straordinario per come riesce a rimanere immobile. Annie, con i capelli tinti color rosso semaforo, con i progetti di fare arte, con la risposta pronta e gli occhi attenti, salta nel bosco dicendosi una ragazza dei desideri. Solo in un secondo momento Peter capisce che non è la ragazza che esaudisce i desideri nella valle, ma che ha fatto parte del programma di Make-a-Wish, associazione che si occupa di realizzare i desideri di bambini che si pensa non avranno il tempo di diventare grandi. Annie si è ammalata di leucemia alcuni anni prima; ora la malattia è tornata e lei sta facendo i conti con il tempo a disposizione e con le scelte che gli adulti le vorrebbero imporre.

La manciata di giorni in cui nasce e cresce l’amicizia di Peter e Annie è sufficiente per farcela vedere in tutte le sue sfumature: la scoperta, lo stupore, le rabbie, le offese, i momenti in cui si vorrebbe mordersi la lingua o trovare la parola giusta o poter fare di più. All’ombra della valle e dello sguardo della signora Empson, i due ragazzi si riconoscono e si vedono per come sono: nella valle, scrive l’autrice, “l’onestà sembrava l’unica via possibile”, come del resto dovrebbe esserlo nella vita.

Vorrei che la magia della valle potesse far scomparire la frase che sulla copertina del libro dice che l’amicizia è più forte della malattia e che questo romanzo potesse non finire nella gruppo di quelli che parlano di ragazzi ammalati, anche perché potremmo farlo parimenti finire tra i libri sui bulli, sugli sfigati, sulle famiglie difficili. Mi piacerebbe invece che venisse considerata come un’ottima storia che dice di come sia difficile non essere ascoltati, non essere presi in considerazione per quello che si pensa davvero, che si desidera, che meglio si accorda a se stessi; una storia che parla della ingiusta fatica di non sentirti voluto o adeguato all’idea di figlio che i tuoi genitori hanno in testa e della difficoltà di non poter avere un posto e un tempo proprio, accordato alle necessità del momento (che non sono stranezze, ma bisogni). Un romanzo sulla bellezza dell’essere visti davvero, dell’essere riconosciuti bravi in qualcosa; in questo senso Annie è proprio la “ragazza dei desideri” per Peter: sa vederlo per come è, sa comprendere senza chiedere troppo sul suo passato, sa incoraggiare, dare forza e spuntare tra gli alberi al momento giusto. Sa seminare speranza e anche rabbia necessaria, sa trasformare chi la incrocia e dare dignità a quel che si è davvero. Tutto il resto è la vita che ciascuno dei protagonisti sta vivendo, quel che è toccato in sorte e la bravura di Nikki Loftin è di descrivere in modo assolutamente realistico e veritiero i suoi protagonisti: il senso di estraniamento disperato di Peter e la rabbia caparbia di Annie; perché sì, Annie – credete – è perfettamente realistica al punto di poter essere reale.

La copertina di Bianca Bagnarelli è bellissima (molto più dell’originale) e confesso che, a vederla a schermo tra le novità, ho per un attimo pensato che questo libro fosse una graphic novel. Approfittate per un giro sul sito di Delebile, etichetta indipendente di brevi racconti e antologie a fumetti.

Il sito di Nikki Loftin.

Nikki Loftin, Wishgirl (trad. di Anna Carbone), Mondadori 2015,262 p., euro 15, ebook euro 6,99