Netflix e le serie tratte dai libri

2 Feb

Sono mesi che seguo la programmazione di Netflix con grande interesse, sia per la politica del payperview adottata sia per la qualità delle serie e dei documentari direttamente prodotti dal canale. Ma negli ultimi mesi ho avuto modo di apprezzare ancora di più il loro operato per due motivi: l’intenzione di produrre una serie tv tratta dal romanzo 13 di Jay Asher e quel capolavoro che è Stranger Things.

Mi sono così ripromesso di condividere sul blog le serie pubblicate sul canale che sono tratte da libri.

Libri per ragazzi

Una serie di sfortunati eventi

Tratta dai primi quattro libri di Lemony Snicket, un incredibile Neil Patrick Harris nei panni del cattivissimo conte Olaf. Niente a che vedere con Jim Carrey. Harris è cattivo davvero!

Trollhunters

Qui trovate la recensione del libro da cui è stata tratta la serie, che ha messo insieme Guillermo del Toro e la Dreamworks. Non aggiungo altro

Giovani Adulti

13

Uno dei migliori libri per giovani adulti degli ultimi anni. Duro, spietato, ma bellissimo. Ne ho parlato qui (quasi 10 anni fa :-|). Speriamo che la serie non deluda.

Shadowhunters

In coda e per dovere di cronaca segnalo anche la serie di Shadowhunters che purtroppo non è all’altezza dei libri.

 

Altre produzioni tratte da romanzi e fumetti

The expanse

Tratta dai libri di James S. A. Corey è una bella serie sci-fi costruita come un classico giallo.

Dirk Gently

Ispirata alla serie di romanzi creati dal padre della Guida Galattica,  Douglas Adams, con un Elijah Wood in ottima forma 🙂

Tratte dall’universo Marvel

Jessica Jones, Daredevil, Luke Cage e prossimamente anche Iron Fist e la serie Defenders che li riunirà tutti.

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4 Risposte to “Netflix e le serie tratte dai libri”

  1. felice567 domenica, 5 febbraio 2017 a 10:12 #

    Salve. Commento perché è da tempo che ho un pensiero e, come dice Cipputi,”non vorrei che non condividessi”. Sarò vecchio, ma ho mille pregiudizi sia sulla invasione di ogni tipo e da ogni lato (compreso quello editoriale) da parte dell’industria americana sia sulla bontà (pedagogica) delle serie tivù (ho lavorato per motivi professionali per altri prodotti Netflix e amazon doppiati per l’Italia e sinceramente è meglio che non commenti…): io rimango dell’opinione che la tivù è una cattiva maestra. Certo, qualcosa di buono produce, ma mi pare un cavallo di Troia: per due serie buone, siamo immersi da reality, truh, B-movie e talent vari, nonché da abbonamenti al pensiero unico. Che ne pensa? Sto edagerando? Grazie mille. Felice

  2. Gian Maria Leone domenica, 5 febbraio 2017 a 10:23 #

    Condivido il suo giudizio sulla tv, per questo penso che una piattaforma come netflix riesca ad offrire delle alterative interessanti. Ad esempio il fatto che produca serie localizzate ( come Marsiglia o Midnight dinner) cioè pensate, girate e realizzate in altri paesi, Francia per Marsiglia e Tokyo per Midnight dinner. Oltre alla possibilità di vedere tutto in lingua originale. Non voglio difendere Netflix, ma mi pare che nel panorama televisivo sia qualcosa di molto diverso da quello a cui siamo abituati e con un livello qualitativo medio molto alto (come ad esempio i moltissimi documentari). Grazie per il commento!

  3. felice567 domenica, 5 febbraio 2017 a 11:12 #

    Azz! Mi ha fatto venier voglio di abbonarmi a Netflix! Maligno! Scherzo… Grazie mille a lei! Felice

  4. Stefania domenica, 5 febbraio 2017 a 18:03 #

    davvero interessante quanto hai scritto! Grazie. Ti aspetto da me, sul mio blog, abiamo la stessa passione.

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