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Il mestiere che più mi piace

17 Lug

mestiere che più mi piaceSalvat-Papasseit scrisse un testo sui mestieri “belli perché rendono la vita più bella” che si trova nella raccolta “Óssa menor” e che ora è disponibile in versione illustrata, in doppia lingua con testo a fronte catalano e italiano. Il catalano era infatti la lingua madre di questo autore di prosa e soprattutto di poesia attivo a inizio Novecento.

I mestieri che rendono bella la vita sono mestieri manuali, da cui nascono oggetti, migliorie e anche allegria; se infatti i falegnami, i fabbri e i muratori costruiscono meraviglie, come i calafati, con gli imbianchini l’autore ci ricorda il canto che accompagna il lavoro quotidiano di queste persone e che aggiunge un di più al risultato. Chissà se anche Enrico Macchiavello canticchiava mentre creava le illustrazioni per questo albo: di sicuro effetto, danno la possibilità di far gustare ai bambini un tipo di grafica a cui forse non sono avvezzi, ma che ben figura in un percorso nell’educazione alla differenza, per formarsi il proprio gusto. Così ne vien fuori un libro dal formato agile che si distingue sia per la scelta illustrativa che per il doppio registro linguistico, che ne fanno una chicca che peraltro non è sola; questo fa infatti parte della collana “Fiabe in viaggio” della casa editrice Egnatia, che propone albi illustrati in doppia lingua: per ora, oltre al catalano, trovate l’albanese (con le due fiabe tradizionali “Il mezzogallo” e “La vecchia e le capre”), lo spagnolo (“La povera vecchietta”, racconto del colombiano Rafael Pombo), l’occitano (la versione in occitano alpino de “La capra del signor Seguin” di Daudet e il racconto della tradizione “Caterina e l’asino”) e il genovese (“Il pidocchio e la pulce” e “La donnetta che andava alla fiera”). A dire la dignità di ogni lingua – che la legislazione le chiami lingue minoritarie o dialetti, noi diciamo lingua e basta – e a segnalare la ricchezza delle narrazioni e dei repertori anche tradizionali. Quindi occhio per le letture, gli scaffali e le attività in lingua!

Joan Salvat-Papasseit – ill. Enrico Macchiavello, Il mestiere che più mi piace-L’ofici que més m’agrada (trad. di Anselmo Roveda), Egnatia 2017, 32 p., euro 10

Drangon Boy

3 Nov

4834-Sovra.inddVita mica facile per Max Stanghelli alle scuole medie. E manco prima a dir la verità: per i problemi che ha dalla nascita, Max porta ha un impianto cocleare con annesso apparecchio acustico, si appoggia ad una stampella e la sua colonna vertebrale pare avere un andamento da montagne russe. Se alla scuola primaria tutti lo conoscevano e in qualche modo lui si sentiva accettato e anche protetto (col senno di poi), alle medie cambia la musica: prese in giro, nessun amico e desiderio folle di essere invisibile. Più semplice chattare on line senza mettere nessuna immagine personale sul profilo e rimpiangere gli amici della vecchia scuola.

Un giorno però Max raccoglie per caso, nel cestino della carta della sala professori, un foglio accartocciato dove un fumetto racconta le imprese di Dragon Boy, supereroe antiprepotenze che non può essere sconfitto da nessuno. E nelle settimane seguenti, altre avventure del supereroe lo aspettano in un buco del muro che costeggia la strada che percorre per andare e tornare da scuola. Chi è l’autore del fumetto? E come mai le sue avventure assomigliano a situazioni che lo stesso Max si è trovato a vivere?

Quello che il lettore sfoglia è il diario di Max, comprensivo di segreti, cancellature, osservazione sul mondo, siparietti di vita familiare e quotidiana. Ovviamente sono inserite tra le pagine anche le varie puntate delle avventure di Dragon Boy (sì, lo ammetto, ho iniziato a leggere questo libro per i fumetti di Macchiavello. Capita… 😉 ). Suona stonata, almeno alle mie orecchie quell’esortazione su quanto siano  superpotere la diversità, l’immaginazione, l’amicizia ecc. di Jovanotti in quarta di copertina che compare anche nella fascetta sul libro; la narrazione di Max  è sufficiente, senza che nessuno gridi che “diversità è bello”…  sì, però ogni tanto dillo a Max, che conosce benissimo  la sua condizione. Mi ricorda un po’ quanto già notato per Wishgirl: se una narrazione è valida, è sincera e sentita da parte dell’autore e narra dei personaggi per quel che sono (e quindi anche le loro condizioni di diversità, di malattia, di condizione sociale in quel momento, e chi più ne ha più ne metta) non c’è bisogno di sottolinearlo. Si rischia l’effetto contrario, di testo costruito intorno a uno specifico argomento quando poi invece lo leggi e non è così, ma “suona” bene a prescindere.

Il sito di Sgardoli. Il sito di Macchiavello.

Guido Sgardoli con i fumetti di Enrico Macchiavello, Dragon Boy, Piemme 2015, 232 p., euro 16, ebook euro … (ebook disponibile, dice la quarta di copertina, ma a oggi non pervenuto)

La camera delle meraviglie

31 Ott

cattivelli

Anticipata la scorsa primavera da “Il tesoro di Alarico”, avventura a fumetti che apriva il portone della casa del dottor Dottini Cattivelli, ecco la graphic novel che permette di prendere visione di alcuni dei più pregiati pezzi della bislacca collezione di questo avventuriero dal passato misterioso e sconosciuto. Ad ogni pezzo ovviamente una sosta e il racconto dell’avventura ad esso legata: dai peli dello yeti al tesoro di Alarico, dai cimeli sportivi ai reperti viscidi e repellenti fino all’urlo della banshee e alla chitarra di Robert Johnson. Scoprite quanti personaggi e quanti luoghi (e pure quante epoche, visto che è praticamente senza età) ha conosciuto il padrone di casa, sempre scortato dal fedelissimo maggiordomo Primo, in attesa che si aprano le porte di nuove stanze della collezione.

Al fondo del libro, Cattivelli paper dolls: armatevi di forbici per dare vita ad Alfonso Maria Dottini, al suo guardaspalle, all’uomo delle nevi, al mostro della laguna nera, allo spaventapasseri assassino, ma soprattutto all’uomo-cardo!

Provato in lettura insieme ad alta voce con una pluriclasse di seconda e terza di scuola primaria: ci siamo molto divertiti, ne abbiamo approfittato per parlare di fate, tradizioni, collezioni personali, attitudini da pugili, tempeste di neve. Con un solo problema: “alla prossima lettura, vediamo le altre stanze della collezione”. Sdeng! Ecco quel che succede quando trovi un testo che piace e lo proponi al primo incontro dell’anno scolastico…

Però il mondo di Cattivelli ha un seguito su questo blog, dove trovate tutto quel che lo interessa e lo incuriosisce: dicerie, leggende, mostri, curiosità, avvenimenti bizzarri o quasi inspiegabili. Un modo per mantenere l’atmosfera e nutrire la curiosità fino alla prossima avventura.

Per uno sguardo sul mondo di Macchiavello A questo giro l’ho fatta grossa! il catalogo Tunué, pubblicato in occasione della Mostra Internazionale dei Cartoonists di Rapallo che si è svolta tra settembre e inizio ottobre. Ci trovate i personaggi Ceres e Skifidol e tutto il resto (quel che sapevate e quel che no).

Il sito di Enrico Macchiavello. Il sito e il blog di Anselmo Roveda.

Anselmo Roveda – Enrico Macchiavello, I segreti del castello del dottor Cattivelli. La camera delle meraviglie, Coccole Books 2013, 48 p., euro 11