Tag Archives: Pia Valentinis

Che cos’è un amico

28 Giu

che cos'è un amicoMeraviglia meraviglia. Meraviglia per gli occhi, per le orecchie, per il cuore. Meraviglia per il dire ad alta voce e per il cullare nel silenzio. Meraviglia a quattro mani, quelle che scrivono e quelle che disegnano; meraviglia dell’amicizia da cui nasce questa storia, parlando delle sue autrici e di ciascuno di noi, permettendo a chi legge di rintracciare le perle preziose che fanno importante l’amicizia vera.

Riprendendo la struttura circolare che rende possibile una buona lettura ad alta voce condivisa anche con i più piccoli, ecco costruita la risposta alla domanda “Che cos’è un amico?” che un pulcino appena affacciatosi dal guscio rivolge alla gallina. Poi fa il giro del cortile, si spinge sul sentiero, nel prato, fino al bosco, interrogando i diversi animali che incontra. Chara Carminati ci dice nella sua prosa che l’amicizia è cammino e scoperta e regala al lettore una serie di definizioni che corrispondono ai doni che ogni animale – dall’asino al gufo, dal gatto al maiale passando per talpa, coniglio, lumaca – fa fisicamente al pulcino. Ci ricordiamo così che essere amici significa ascoltare, abbracciare, solleticare le idee, mostrare la strada e chi si è, dare sapore. E poi riconoscere, magari all’istante, nello stare bene come accade al protagonista quando incontra un anatroccolo.

Leggetelo ad alta voce, questo albo, e lasciatevi stupire dagli animali disegnati da Pia Valentinis, dal suo coniglio di cerfoglio, dal gatto di lana, dallo sguardo obliquo del gufo.

Il sito di Chiara Carminati; il sito di Pia Valentinis.

Chiara Carminati – Pia Valentinis, Che cos’è un amico, Rrose Sélavy 2016, 32 p., euro 13

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Oltre il giardino del signor Monet

15 Set

oltre il giardino del signor MonetIl giardino che Claude Monet fece costruire intorno alla nuova casa acquistata a Giverny è senza dubbio, in ogni stagione, carico di fascino. Negli anni Ottanta è stato al centro di un bell’albo di Christina Björk e Lena Anderson tradotto in italiano nel 1992 da Giannino Stoppani editore col titolo “Linnea nel giardino di Monet” e ripoposto nel 2010. La carta vincente di quel testo era di far fare al lettore conoscenza con Monet e l’impressionismo attraverso il viaggio della curiosa Linnea che parte da Parigi in compagnia del vecchio giardiniere vicino di casa per scoprire quanto più possibile: fotografie accanto a illustrazioni, notizie, racconti, prove di erbario, brani di diario.

Ecco oggi un nuovo albo che segue le vicende di Monet: l’arrivo con la famiglia alla nuova casa, la costruzione del giardino, i cambiamenti nella pittura, le scelte (i fiori, le stampe giapponesi alle pareti, gli abiti da gentiluomo di campagna) e poi l’irrompere della Prima Guerra Mondiale con la partenza dei giardinieri per il fronte. Sottolineando alcuni particolari – la stanza gialla, le ninfee, il ponte giapponese sullo stile di Hokusai – l’albo diventa una galleria che intreccia alle illustrazioni i particolari della pittura di Monet, la sua capacità di catturare la luce, l’evoluzione del giardino e del suo lavoro. Il giardino, la natura, la luce entrano nei quadri che Monet dipinge e si fondono col racconto che viene fatto al lettore, inframmezzato da pagine  sull’impressionismo, la Belle  Epoque, il conflitto mondiale e il giardino: questi approfondimenti sono – così come le suggestioni che vengono dalle illustrazioni sul giardino – dei semi gettati a chi legge per solleticare, metter curiosità e dare la possibilità di cercare notizie in più. Il libro in sé è una sorta di bulbo, che si legge e poi rimane a covare bellezza grazie alle sfumature, ai colori, all’esplosione di fiori e di sogni; Monet voleva inventare nuove varietà, nuovi colori per lasciare il segno nella natura così come lo ha lasciato grazie alla pittura.

L’albo è nato in collaborazione con la Royal Academy of Arts in occasione della mostra Painting the Modern Garden: From Monet to Matisse che verrà inaugurata al Cleveland Museum of Art in ottobre per poi trasferirsi a Londra,  Royal Academy of Arts dal 30 gennaio al 20 aprile 2016. Sfoglia alcune pagine.

Il sito della Fondation Monet a Giverny. Il sito di Pia Valentinis.

Giancarlo Ascari  – Pia Valentinis, Oltre il giardino del signor Monet, Lapis 2015, 40 p., euro 15

Sotto le ali del vento

28 Ago

sotto l ali del ventoSi viaggia tutto l’anno, ma l’estate è per la maggior parte delle persone il periodo in cui ci può dedicare alla scoperta di nuovi luoghi interessanti. Molte sono le guide  per bambini e ragazzi in formati diversi che sono uscite in questi ultimi mesi, gettonatissima Milano per via dell’Expo; oggi invece riprendiamo un’uscita editoriale di inizio anno che presenta la città di Cagliari da un punto di vista un po’ diverso. È infatti una narrazione che affida a due giovani gabbiani, alle loro domande e al saggio zio Capitano il racconto della città sia dal punto di vista monumentale che dal punto di vista storico, senza dimenticare la leggenda della sua nascita, anzi partendo proprio da quella.

Elia è un gabbiano curioso e tra le tante cose vuole anche sapere da dove nasce il vento. Proprio di lì nasce una sorta di viaggio cittadino che porta a scoperte, avventure, attenzione ai particolari che poi i giovani lettori potranno ritrovare durante la visita sul campo. Il volo dall’alto regala possibilità di guardi singolari che si ritrovano nelle illustrazioni che accompagnano il testo, a volte mostrando a mo’ di guida, altre volte suggerendo profumi, brezze e atmosfere e facendo venir voglia di esser lì, già solo per quegli azzurri di cieli e di mare delle carte di guardia. Una lettura che si può accompagnare a una guida turistica tradizionale su cui ritrovare luoghi e monumenti citati e evidenziati in neretto lungo il testo.

Realizzato in collaborazione con Camù – Centri d’Arte e Musei di Cagliari. Il sito di Dal Cin. Il sito di Pia Valentinis. Il sito di Ignazio Fulghesu. Un capitolo in anteprima sul sito dell’editore e una pagina FB dedicata.

Ne approfittiamo per ricordarvi che a Cagliari, dall’8 al 13 ottobre, si svolgerà la decima edizione del Festival Tuttestorie: cominciate a scoprire autori presenti e appuntamenti. Una buona occasione per visitare anche a città, no?

Luigi Dal Cin – ill. Pia Valentinis e Ignazio Fulghesu, Sotto le ali del vento, Lapis 2015, 173 p., euro 10

 

Yum! Il cibo in tutti i sensi

24 Giu

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La parata di forchetta sulle carte di guardia – di fogge, manici e anche età diverse – invita a preparare la pancia per quel che verrà, ma in verità il lettore deve preparare gli occhi (per gustarsi le illustrazioni e non solo) e tutti i sensi che vengono coinvolto nel viaggio, originale in questo periodo di Expo, che racconta di colori, sapori, curiosità; che stuzzica mica solo l’appetito e che alla fine invita a “facciamo che eri l’oca”, per cui se vi procurate dado e pedine potete immaginare di finire prelibato paté o imbottitura di piumino.

Si procede appunto in ordine di sensi per parlare di colori, profumi che vengono da lontano, rifiuti ed etichette; per dire dei buchi, dei cibi inventati (come i cornflakes e il cono gelato), delle usanze nei diversi Paesi. I cibi non hanno patria e non conoscono confini, si dice nel libro, possono essere un ottimo modo per conoscere il mondo e la storia del mondo a volte li ha influenzati al punto di far la carota arancione nella seicentesca Olanda degli Orange. Il cibo lascia il segno, e mica solo sulle lingue colorate che appaiono nelle prime pagine: semina briciole e riferimenti nelle storie tradizionali, segna memoria e ricordi, fa appassionare, incuriosisce. Proprio come questo libro, che è bello già per come è fatto e pensato; che fa brontolare lo stomaco e insieme solletica la voglia di saperne di più, di andare a cercare altre notizie, altre storie partendo da qual che mette in pagina e magari pure assaggiare qualcosa che lì e citato e che ancora non conosciamo.

Il sito di Pia Valentinis.

Giancarlo Ascari – Pia Valentinis, Yum! Il cibo in tutti i sensi, Panini 2015, 63 p. euro 16,50

Improvviso scherzo notturno

27 Apr

improvviso scherzo notturnoQuesto libro suona bene. Detto così è una banalità, o un vezzoso sciocco gioco di parole per un testo che racconta di Chopin e della sua vita e di mani che suonano un pianoforte sul pianale di un tir. Eppure non so dirlo diversamente: lo sfogli, lo assaggi e capisci che fila liscio e piacevole a leggerlo ad alta voce, come fosse fatto per esser condiviso con qualcuno; poi incontri accenni poetici, paesaggi che ti si svelano sotto gli occhi e pure quei due che viaggiano insieme nella cabina del camion ti paiono vicini, presenti, vivi a te lettore insomma.

La trama è semplice: un camionista sulla tratta Varsavia-Parigi, appassionato di musica classica, o meglio di musica da pianoforti, trasporta proprio uno di questi strumenti nel suo carico, insieme ad altro. Improvvisamente gli pare di sentirlo suonare e scopre un varco nell’imballaggio, ha la misura della mano e poi capisce anche che la mano appartiene a un passeggero salito chissà come, che non ha resistito al richiamo dei tasti e che gli racconta pian piano la propria vita, in dodici capitoli che corrispondono a dodici brani composti da Chopin, che il lettore può divertirsi a cercare e con cui può accompagnare la lettura. La trama in realtà è un intrecciarsi di storie, come sempre lo sono i viaggi e le possibilità di incontro a cui danno vita: tratti di strada condivisi, racconti di vita, persone incrociate per un attimo, per qualche chilometro, per una serata o il tempo di una fuga, un rondò, un preludio.

Non è mai facile raccontare personaggi storici senza cadere nella banalità di escamotage di salti nel tempo e incontri fortuiti. In questo caso invece, il racconto che il protagonista fa del suo compagno di viaggio – Chopin appunto, del loro condividere, delle notizie che ha seminato come sassolini a proposito di sé (ma anche degli altri, del mondo, della vita) assolutamente non stonano. Anzi, suonano bene, come detto.

Ed è sempre un piacere poter offrire ai ragazzi volumi come quelli della collana “Jeunesse ottopiù” di RueBallu che sono belli anche fisicamente: nella cura, nella fattura con elastico da taccuino d’antan, nella scelta della carta e in questo caso nelle illustrazioni di Pia Valentinis che si accordano alla bellezza lieve del testo con i loro tratteggi che si fanno note e strada e cieli e tempo che passa, con le strade e i veicoli quasi pixel sgranati che rendono sospeso e possibile l’incontro narrato.

Il sito di Matteo Corradini. Il sito di Pia Valentinis.

Matteo Corradini – ill. Pia Valentinis, Improvviso scherzo notturno. Un viaggio nella musica di Fryderyk Chopin, RueBallu 2015, 123 p., euro 20

Io disegno

24 Apr

io_disegno_coverHa l’aspetto di un album da disegno a fogli ruvidi, la copertina azzurra e cartonata e contiene effettivamente 32 fogli già occupati: è il più recente progetto di Vànvere edizioni e racconta dodici storie di bambini che hanno cominciato a disegnare fino a farne una professione: illustratori e fumettisti raccontano animali fantastici, supereroi, matite preferite, compagni di viaggio, scatole che si trasformano. Intanto raccontano qualcosa di sé: della propria infanzia, della loro famiglia, di come vedevano il mondo, di come vedevano il mondo, di come fosse affascinante poter portare un disegno addosso, su una maglia o in tatuaggio.

Ci sono Andrea Antinori, Paolo Bacilieri, Chiara Carrer, Manuele Fior, Anna Forlati, Gabriella Giandelli, Franco Matticchio, Simone Rea, Guido Scarabottolo, Sinome Tonucci, Pia Valentinis e Vanna Vinci; ci sono le loro facce bambine, un disegno che accompagna le loro parole e infine uno spazio da personalizzare con foto, descrizione e illustrazione in modo che chi riceve questo album-libro possa aggiungere qualcosa di sé e sentirsi in beata compagnia quando disegna, colora, fantastica.

Io disegno, Vànvere edizioni 2015, 32 p., euro 16

Il diavolo e la gubana

20 Feb

diavolo e la gubanaSabato 21 febbraio si celebra la Giornata Internazionale della Lingua Madre ed è – per me che non sopporto le giornate dedicate – l’unica celebrazione a tema sostenibile. Ci sono tante iniziative, tra cui quella che invita a twittare per una giornata solamente nell’idioma d’origine per dar cittadinanza sul web anche a quelle lingue che solitamente poco vi compaiono: anche un modo per ricordarsi come suonano nella lingua originaria di ciascuno di voi, nella lingua del cuore sperando che ne abbiate una, termini che siamo abituati a utilizzare in forma o in derivazione straniera, inglese per lo più. Ad esempio, se dovessi invitarvi a twittare e a parlare, chiacchierare, ciarlare nel mio occitano vi direi di piular (sì, proprio il pigolio dei pulcini!), charlar, charamlar, babìar, insomma menar la lenga 🙂

Per l’occasione mettiamo in vetrina questa pubblicazione curata dalla Biblioteca civica di Cividale del Friuli, con testo trilingue: italiano, sloveno e friulano. Si racconta la leggendaria origine della gubana, il dolce tradizionale delle valli del Natisone, nella cui nascita mise lo zampino il diavolo. In effetti proprio lui aveva deciso di manomettere, maledicendoli, tutti i forni per impedire di cuocere le focacce dolci che ogni famiglia preparava per poi scambiarle con amici, vicini e parenti la domenica di Pasqua. Peccato che dimenticasse il mulino di Michele Foramitti, generoso e buono che invitò tutti i compaesani a unire gli ingredienti rimasti per impastare un dolce da condividere insieme.

Un libro che riprende la tradizione, occasione per riscoprire altre leggende simili, altri dolci, altre storie dove il diavolo mette lo zampino.

Il sito di Chiara Carminati. Il sito di Pia Valentinis e il suo blog.

Chiara Carminati – Pia Valentinis, Il diavolo e la gubana (trad. in sloveno a cura di Michele Obit e Tjaša Gruden; trad. in friulano a cura di Priscilla De Agostini), Sinnos 2014, 36 p., euro 12

 

Ogni goccia balla il tango

28 Dic

9788817077170Corrono lungo i tempo dell’anno scolastico queste rime che Pierluigi Cappello scrive incalzato dalla nipote Chiara che chiede una poesia tutta per sé, facendone nascere una serie per i più piccoli, per dire in suono la natura intorno, gli animali, i fiori e il tempo. Hanno il ritmo delle stagioni, seguono il mutare del tempo – quello più ampio dello scorrere dei mesi e quello minimo del movimento di un insetto, del dondolare di un’erba, invitano a posare lo sguardo sull’intorno. Un intorno fatto di animali e piante, di pioggia e di luce, mirabilmente ripresi dai tratti di Pia Valentinis che offre ancora una volta un assaggio in particolare della sua capacità di rendere vivi sulla carta gli alberi e i venti; i suoi blu, i suoi azzurri che virano al verde dicono rami, cieli, ragni che tessono, incanti di lucciole.

Una nuova raccolta per avvicinare i ragazzi alla poesia, per nutrirli d’incanto, per guardare insieme la fila delle formiche, la tana del riccio, il volo lieve lieve di una piuma.

Il sito dell’autore. Il sito dell’illustratrice e il suo blog.

Pierluigi Cappello – ill. Pia Valentinis, Ogni goccia balla il tango, Rizzoli 2014, 77 p., euro 15, ebook euro 8,99

Il taccuino di Simone Weil

17 Giu

taccuino-Simone-WeilLa copertina di questo libro è sontuosa: un ritratto di Simone Weil nato dall’intreccio di foglie e rami mentre dietro corrono le nuvole. Ma è una sontuosità a tutto tondo, riflessa nella carta e nella chiusa con elastico proprio come un vero taccuino, nellka collana “Jeunesse ottopiù” del l’editore palermitano rueBallu che ai ragazzi ha già dedicato volumi sulle figure di Bach, Beethoven, Mozart, Ildegarda di Bingen.

Il romanzo ripercorre la vita di Simone Weil attraverso la sua stessa voce, o meglio immaginando il racconto a ritroso che ne fa in un diario durante il ricovero ospedaliero a Londra, nel 1943. In realtà, oltre alla suddivisione giornaliera tipica del diario, il lettore incontra dieci capitoli/argomenti, identificati ciascuno con un colore e un simbolo grafico che si ripete accanto alla numerazione delle pagine. Si legge così non solo della vita della protagonista, ma anche delle sue letture, del suo interrogarsi sul mondo, dei tentativi di comprendere e dei suoi viaggi (l’Italia; la fuga da Parigi invasa dai tedeschi; Marsiglia; gli Stati Uniti, meta salvifica come per tanti altri ebrei, ma anche il fronte della Guerra di Spagna e l’Inghilterra col tentativo di essere vicina e utile alla Francia resistente). Le immagini essenziali di Pia Valentinis accompagnano un altro viaggio parallelo di Weil: quello attraverso le persone che incontra, il suo farsi prossima a persone distanti dalla sua condizione di nascita, il suo farsi operaia e combattente e insegnante per comprendere, per aiutare, per svelare la verità e nella verità sentirsi uniti e forti. Con quel passaggio da sottolineare in cui Simone descrive come si rapporta coi bambini: senza trattarli da piccoli, senza raccontare storielle, sapendo che non hanno bisogno di bugie.

Un unico interrogativo: a chi proporre in lettura questo testo? È molto bello e insieme molto particolare, uno di quelli che non vanno in prestito in automatico, ma bisogna raccontare, accompagnare, far amare. Non avrebbe guastato certo una breve scheda che presentasse la figura di Simone Weil ai tanti lettori che non la conoscono e riassumesse la sua vita speciale al di fuori delle parole del diario, in modo da poter avere un’idea di chi sta raccontando e di quale sia il contesto storico in cui va inserita.

Il sito di Guia Risari. Il sito e il blog di Pia Valentinis.

Guia Risari – illustrazioni di Pia Valentinis, Il taccuino di Simone Weil, rueBallu 2014, 137 p., euro 22

Ferriera

22 Apr

ferriera-cover Ho cullato a lungo questo libro, ne ho provato a scrivere qui e adesso lo inserisco tra le recensioni del blog perché penso possa essere una lettura interessante da proporre ai ragazzi più grandi. Però è difficile dirne; la difficoltà che viene da una storia narrata con l’essenziale – di tratti e di parole – dove molto è lasciato semplicemente al disegno e al silenzio dell’intuizione e dei gesti, del sospeso, di quel che si vede se guardi bene, di quel che si sente anche se non lo pronunci. La difficoltà che si moltiplica quando l’economia di parole si fa in qualche modo poesia e quindi… e quindi dovete sfogliarlo e guardare e immergervi.

Il racconto dell’Italia corre parallelo al racconto della vita di Mario, il padre dell’autrice, di cui vengono ritratti i genitori, le scelte contro il regime del padre, e che ritroviamo orfano a quattordici anni, emigrante in Australia agli inizi degli Anni Sessanta, operaio in fonderia. La sua storia è fatta di gesti quotidiani, di poche parole, di passi nella bora, sigarette nazionali, cardellini da allevare. Ma è anche la storia della coscienza e della lotta operaia, delle manifestazioni, dello sgomento davanti alla morte in fabbrica, di rivendicazioni, di orgoglio per il proprio lavoro.

Un libro da proporre non solo perché è insieme racconto di un singolo e specchio di una parte di vita di molti, ma anche perché è innanzitutto il racconto che di un padre fa una figlia, col pudore, i silenzi e l’affetto nascosto tra i tratti, partendo da quel sentimento di vergogna che spesso si prova da adolescenti nei confronti dei propri genitori e in cui sarà facile per molti ritrovarsi.

Il sito e il blog di Pia Valentinis.

Pia Valentinis, Ferriera, Coconino 2014, 120 p., euro 15,50