Nella foresta non si parla d’altro

8 Apr

Siamo vicini alle elezioni europee, regionali, comunali per molti, e probabilmente non abbiamo mai smesso di essere in campagna elettorale dall’ultimo anno e mezzo a questa parte: cade a fagiolo allora uno dei nuovi albi editi da Terre di Mezzo, che arriva dal Brasile per spiegare il processo delle elezioni in democrazia. Già nel 2015 lo stesso gruppo di autori aveva pubblicato un altro libro per bambini sulla politica, frutto di alcuni laboratori realizzati in scuole e biblioteche; con lo stesso procedimento, ha dato vita a questo albo che utilizza lo scfondo della foresta per mettere in scena il meccanismo elettorale.

Tutto nasce dalla prepotenza del Leone che devia l’acqua del fiume per farsi una piscina, lascindo tutti gli altri all’asciutto; gli animali protestano, manifestano con cortei, slogan e cartelli e istituiscono la democrazia. Il saggio gufo spiega la campagna elettorale, affigge le regole per le votazioni stabilite da un comitato e in quattro si candidano. Sono irresistibili i manifesti elettorali accompagnati da stralci di discorso e slogan e – bisogna ammetterlo – faranno riflettere non poco gli adulti che si imbatteranno in questo libro; gli autori infatti sono riusciti a sintetizzare quattro tipologie di candidati e di discorsi politici che non suoneranno certo nuovi: chi si fonda su un passato tradizionalista e si dà merito di aver fatto lavorare altri (a suo vantaggio, però!); chi insulta l’avversario promettendo “tane per tutti”; chi abbraccia il populismo del “sono cresciuto nella giungla come voi”; chi cerca di andare oltre le apprenze e pensare a un buon governo. Il lettore segue gli sviluppi, i comizi, i dibattiti, la squalifica di chi bara, i risultati finali con commenti a caldo e il discorso di insediamento.

Il percorso del testo è chiaro come le sue illustrazioni, accompagnato inoltre da un glossario finale che spiega le parole chiave. C’è un QRcode per votare il proprio candidato preferito e c’è pure di che sorridere (non ditemi che il ghigno della scimmia sul manifesto accanto al simbolo PDS non ricorda qualcuno!). Ma soprattutto c’è un albo che linearmente dice cosa sono queste elezioni di cui tutti parlano e come funziona la democrazia; possiamo affiancargli il Come può essere la democrazia dell’Equipo Plantel edito da Becco Giallo ed essere pronti a raccontare ai bambini quel che avverrà tra poco più di un mese, perché anche loro siano partecipi a questo momento che è di e per tutti, anche se solo “i grandi” votano.

Larissa Ribeiro, André Rodrigues, Paula DesgualdoPedro Markun, Nella foresta non si parla d’altro. Le lezioni degli animali (trad. di Daniele Petruccioli), Terre di Mezzo 2019, 48 p., euro 12,90

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Annie. Il vento in tasca

7 Apr

La casa editrice Sinnos continua nel suo originale e mai banale racconto di donne che hanno compiuto cose “straordinarie” per il loro genere in certi anni e porta in libreria ai lettori un libro che, in commubio di testo e raffinate immagini a opera di Luogo Comune, narra di Annie Londonderry e della sua impresa.

Nel 1894, indignata di fronte a due uomini che commentano come nessuno sarebbe stato capace di far meglio di un certo Thomas Stevens (21.700 km e un quasi giro del mondo in bicicletta), si candida alla sfida senza manco pensarci un minuto. Annie è nata in Lettonia, è arrivata bambina a Boston con i genitori commercianti di stoffe e lì ha conosciuto Max: lei gli ha insegnato a leggere, lui ad andare in biciletta, senza immaginarsi che qualche hanno dopo l’avrebbe sposata, ma soprattutto che sua moglie sarebbe partita in sella a una bici, lasciandolo a casa con tre bambini. L’impresa di Annia comincia con una cartina, un vestito blu, un contratto da testimonial dell’acqua minerale e una scommessa che le porterà diecimila dollari in caso di riuscita. Continua con incontri, guai, confronti con culture diverse, scoperte di luoghi lontani. Da New York alla Francia, dall’Egitto a Gerusalemme, a Bombay, Annie incontra Monet e i rapinatori; chiama in causa Nellie Bly, altro affascinante personaggio dell’epoca; sceglie di indossare abiti tradizionali e maschili in ogni Paese per confondersi il più possibile con le persone del luogo; finisce in prigione in Cina come sospetta. A tessere un filo sottile le lettere che invia a Max e quelle che riceve, piene di vita quotidiana, del gattonare dei bambini, dei loro progressi, di attesa.

Roberta Balestrucci Fancellu – Luogo Comune, Annie. Il vento in tasca, Sinnos 2019, 95 p., euro 12

Una nave di nome Mexique * In mezzo al mare

5 Apr

Il mare è un posto che non finisce mai: dice così a un certo punto la bambina protagonista di questo albo. E chissà quante persone che il mare attraversano cercando salvezza pensano la stessa cosa. Qui si racconta la storia della nave Mexique che salpò da Bordeaux nel 1937 carica di 456 bambini da portare a Veracruz che poi col treno raggiunsero Morelia, in Messico: erano figli di repubblicani spagnoli che i genitori misero in salvo promettendo una “vacanza” che sarebbe durata tre o quattro mesi. In realtà quei bambini  – complici la sconfitta repubblicana in Spagna e la guerra mondiale che seguì – rimasero per sempre in Messico, cercando di integrarsi, e in rari casi provarono a tornare in patria anni dopo con esiti non facili. Il libro dà voce a una di loro, una piccola che racconta i giorni in nave, le lacrime, il tentativo di immaginarsi il posto dove andranno (“Morelia è un colore, un frutto, un animale morbido”), lla quasi filastrocca che dice quanto di importante hanno imparato a casa (“La Repubblica è una casa, un pugno che si alza, un passero”). Ana Penyas ha scelto di integrare alle sua illustrazioni (grigi, bianchi e neri puntinati da qualche nota di rosso) i tratti dei veri bambini che salirono sulla nave Mexique, ripresi dalla fotografie che immortalarono quel momento. Penso che sia originale anche la scelta di Maria José Ferrada di raccontare un episodio storico da pochi conosciuti per dire di tutti coloro che devono lasciare la loro casa distrutta dalla guerra, e di raccontare di una nave carica di speranza allora come tante ogni giorno solcano il mare immaginando possibile una vita senza paura.

La guerra è una mano enorme che ti scuote e ti sbatte su una barca, dice ancora quella bambina. E sono le guerre e le persecuzioni a determinare il partire di cinque ragazzi, protagonisti, con le loro storie vere, nel testo in cui Mary Beth Leatherdale riesce con grande capacità di sintesi a parlare di loro come rifugiati e del contesto che li ha visti partire e arrivare: Ruth in fuga dalla Germania nazista; Phu dalla guerra del Vietnam; José dalla dittatura di Castro; Najeeba dall’Afghanistan; Mohamed dalla Costa d’Avorio. In modo efficace – con cronologie, cartine, glossari, numeri e box che spiegano il momento storico – cinque testimonianze in cinque epoche diverse: di loro si dice perché sono partiti e cosa è successo, durante il viaggio e dopo. Un altro libro che ci ricorda come quello che oggi molti vivono ha a che fare con quello che molti hanno vissuto in anni precedenti.

Maria José Ferrada – Ana Penyas, Una nave di nome Mexique (trad. di Maria Pia Secciani), Clichy 2019, p. 32, euro 17

Mary Beth Leatherdale – Eleanor Shakespeare, In mezzo al mare. Storie di giovani rifugiati (trad. Mariella Bertelli coi ragazzi volontari biblioteca Ibby Lampedusa), Il Castoro 2019, 64 p., euro 15,50

AstroGatti. Missione luna

3 Apr

In questo cinquantenario dallo sbarco sulla Luna, tra le tante e diverse pubblicazioni ecco un fumetto che può essere letto dai 7 anni dove la Luna diventa lo scenario delle avventure – sì, questo è il primo volume di una serie – di un gruppo di gatti, i migliori gatti astronauti pronti a intervenire. Diversi e complementari (il goloso che pensa solo al cibo, l’inventore, l’impavido comandante…) si trovano a operare in una situazione quanto mai attuale: il fumetto si apre infatti nello Studio Ovale della Casa Bianca dove il Gatto Presidente tracanna caffé in una tazza patriottica e legge il giornale: i titoli sono riservati alla crisi energetica che ha colpito agli Stati Uniti, agli improvvisi black out sempre più frequenti. La situazione è grave e il tempo è poco: a causa di tutti i congegni c’è un elevato consumo di energia e la soluzione non può essere certo smettere di usare il tostapane o usare l’elettricità un martedì sì e uno no. Il piano del miglior scienziato è di costruire una centrale a energia solare sulla Luna: ecco allora i preparativi e lo svolgersi della missione per gli Astro Gatti.

Un fumetto che fa parlare di risparmio energetico e battaglie ambientali, ma tanto attuale anche in quel punto in cui il Presidente grida “Come possiamo guidare questo Paese se le luci non rimangono accese?”. Ecco, chissà se se lo chiede Maduro o qualcuno per lui nel Venezuela in cui la gente muore, anche, per la mancanza di corrente elettrica ormai da giorni e giorni e giorni.

Drew Brockington, AstroGatti. Missione luna (trad. di Omar Martini), Il Castoro 2019, 160 p., euro 14,50

 

Santa Muerte

31 Mar

Che piacere avere a disposizione un nuovo libro di Marcus Sedgwick che questa volta si rivolge ai lettori delle secondarie di secondo grado. Con la solita capacità narrativa, tesse una narrazione perfetta per essere lette anche ad alta voce, alimentando di tensione quello che a prima vista può essere definito thriller, ma che in realtà è una profonda riflessione su cosa significa scegliere da che parte stare nella vita. Un romanzo scritto nel 2016, ma quanto mai attuale visto che racconta di migranti, scontri tra bande e cartelli della droga sul confine in Messico, al confine con gli Stati Uniti, lungo la linea di quel muro di cui tanto si parla.

A giocarsi la partita più importante è Arturo, che vive in uno dei quartieri più poveri di Jaurez, si arangia spostando materiale nel cortile di un meccanico, si trascina nella vita come tanti che vivono introno a lui, tra baracche e la violenza dei clan. Improvvismente è tornato Faustino, l’amico d’infanzia, il quasi fratello che non vede da un po’; è tornato perché si è messo nei guai: lavora per un cartello della droga, ma ha usato il pacco di soldi che diveva custodire per far passare negli States la sua ragazza e il loro bambino. Ha bisogna di rimpiazzare la cifra e sa che Arturo può vincere la somma a carte. Arturo vince e poi perde, in un’altalena che rispiecchia il giocarsi la partita della vita col destino e con la Santa Muerte, con la Catrina che porta in forma di scheletro incisa sul coltellino.

Tutto si gioca nello spazio di 36 ore: ritmo serrato, passato che torna, conti che non tornano e improvvisa la certezza di chi si vuole essere, di come si vuole essere uomo in piedi. Temi come si è detto molto attuali, per tenere i riflettori accesi su un angolo di mondo, su una striscia di confine di cui non dimenticarsi.

Bella la copertina firmata Bebung.

Marcus Sedgwick, Santa Muerte (trad. di Giulia Guasco), Pelledoca 2019, 232 p., euro 16

Storie per bambini perfetti

29 Mar

Che irresistibili queste storie, irriverenti, perfide e sottilmente sinistre. E ancora più crudelmente sinistre e buffe forse sono le Favole a cui non badare troppo, altra uscita della stessa autrice che accompagna questo libro: tra i due però scegliamo le storie di bambini “perfetti” per altri bambini perché altro non sono se non una guida perfetta che concentra consigli essenziali per trionfare sugli adulti. I racconti sono brevi, scritti con interlinea di ampio respiro che permette una facile lettura anche a chi sta cominciando a sbrogliarsela da solo, accompagnate per di più dalle illustrazioni di Sergio Ruzzier che aggiungono un tocco di humor realistico. Sono di fatto una galleria di otto ritratti in cui alcuni piccoli mettono in mostra le loro qualità, sottolineando come la perfezione dipenda dal mettersi d’accordo su cosa significhi: perché si può obbedire pedestremente ai grandi ma non accontentarli comunque (eppure, li hai presi alla lettera!), aiutarli anche se si rischia di esagerare e così via. Florence Parry Heide, che pubblicò questi racconti ormai un classico della letteratura statunitense nel 1985, dimostra di essere un’acuta osservatrice e di aver conservato sagacia, pizzico di cattiveria e puro istinto di sopravvivenza che da bambini solitamente abbiamo. Certo, sono forse comportamenti portati all’eccesso, ma come non giustificare Ruby di fronte alla mamma che la sfida andandosi a fare un bagno con la schiuma mentre le affibbia il fratellino moccioso, o ancora Irving che terrorizza la noiosa cuginetta pur di guadagnarsi un felice pomeriggio al cinema.

I grandi rideranno di gusto, notando però – con un certo orrore, forse – la descrizione perfetta di certi comportamenti infantili (la descrizione della caccia ail tesoro dei vestiti a cui viene costretta la mamma da Bertha che non vuole uscire è esilarante e al contampo sfiancante); i piccoli potranno trarne ulteriori trucchi da aggiungere a quelli che già mettono in pratica e sentirsi sostenuti nelle loro battaglie: chi è bravo a frignare- dice il libro – non si arrende mai. E comunque, mi raccomando: sempre tenere in tasca un sacchetto di plastica per i momenti speciali.

Florence Parry Heide – ill. Sergio Ruzzier, Storie per bambini perfetti (trad. di Paolo Maria Bonora), Bompiani 2019, 112 p., euro 11, ebook euro 6,99.

21 giorni alla fine de mondo

25 Mar

Vi ricordate Fiato sospeso, quel fumetto che in modo delicato e profondo racconta com’è crescere? Ecco, i suoi autori tornano con una storia che ancora ha a che fare con lo sport, l’amicizia, il crescere.  Lisa, la protagonista, può essere una parente di Olivia a suo modo, un po’ le somiglia e gli echi della storia di una tornano in quella dell’altra. Lisa non fa nuoto, ma karate e vive in un paese sul lago, in una di quelle condizioni particolari per cui il tuo mondo si popola durante le vancanze e per il resto dell’anno vivi comunque nel campeggio di cui tua madre gestisce il chiosco, anche se l’atmosfera è ben diversa. Lisa fa karate appunto e i suoi principi accompagnano i capitoli del libro, un principio un capitolo; ha una dirimpettaia di nome Rima, di origine indiana, che l’ha eletta a migliore amica e che a volte forse le dà fastidio (è più piccola, è chiacchierona, vede anche quel che Lisa non vuole vedere). Poi c’è l’intorno: un capriolo che pare molti abbiano avvistato; un uomo che annuncia ogni giorno la prossima fine del mondo, un altro che gira con grandi cani neri. E ancora c’è Ale, l’amico inseparabile di quando era bambina, andato via improvvisamente quattro anni prima. Ora Ale torna e torna al vecchio progetto comune di costruire una zattera, anche se quello che cerca è il tentativo di far pace col grande segreto della sua famiglia, con quel che anche Lisa scopre.

Ci sono ragazzi che cercano, in questo fumetto, e adulti che a modo loro vegliano e indicano, anche quando non fanno parte della cerchia della famiglia, ma piuttosto della cornice che possiamo definire familiare perché è quella che la protagonista vede e incontra ogni giorno. Ci sono molte persone in questo libro che portano il peso di segreti, delle tragedie della vita, della fatica di crescere e di trovare se stessi. Ma l’unico modo di ripartire è – come sempre – la verità: andarle incontro, scoprirla, dirla ad alta voce.

Silvia Vecchini – Sualzo, 21 giorni alla fine del mondo, Il Castoro 2019, 205 p., euro 15,50

L’inverno degli animali

23 Mar

Il testo viene dalla tradizione russa e riprende un tema declinato in tanti racconti tradizioneli e anche in molti albi per bambini: il toro propone agli animali di cotruire una capanna in vista dell’inverno; loro rifiutano, ma poi corrono a chiedere ospitalità non appena arriva il gelo. Finché la volpe inganna orso e lupo e li convince a cacciarli dalla tana, con la promessa di un lauto pasto.

A rendere l’albo particolarmente interessante sono le illustrazioni di Deco, Elisabetta Decontardi, che cala la banda di animali nell’atmosfera giusta: la scelta di colori è azzeccata e le tavole sono davvero belle, tanto che a volte piacerebbe vederle sgombre dal testo per poterle gustare appieno.

La circolarità della storia ne fa un testo da tenere in considerazione per le letture ad alta voce.

L’inverno degli animali. Un favola popolare russa, adattamento di Mauro Di Leo – illustrazioni di Deco, Atmosphere Libri 2019, 42 p., euro 14,50

Il custode delle tempeste

18 Mar

L’atmosfera che Catherine Doyle costruisce intorno ai suoi personaggi è magica; forse però l’autrice si è limitata a far conoscere al lettora una magia reale, quella dell’isola di Arranmore, dove vivevano i suoi nonni e che lei stessa ha respirato. Situata di fronte alle coste del Donegal, a circa sei chilometri dalla terraferma irlandese, ha circa 500 abitanti che parlano il gaelico ed è un luogo dove la luce elettrica è arrivata solo a fine anni Cinquanta e l’acqua potabile a fine anni Ottanta; la sua storia e la sua natura ne fanno un luogo affascinante tanto quanto le leggende e i grandi miti che hanno sicuramente ispirato Doyle.

La trama ruota intorno al Custode delle Tempeste, un abitante scelta per ogni generazione direttamente dall’isola, per difendere la propria magia da forze oscure che possono ritornare. Fionn arriva sull’isola per l’estate: l’ha lasciata mentre era ancora nella pancia della sua mamma, che si è lasciata il luogo alle spalle quando il marito è scomparso in mare durante una tempesta. Fionn non sa nulla; nemmeno la sorella maggiore gli ha rivelato che il nonno, che vive isolato e costruisce candele, è il Custode delle Tempeste. Le candele non sono un semplice mucchietto di cera, ma custodiscono momenti particolari della storia dell’isola a cui è possibile tornare accendendole. Il nonno sta per cedere il proprio potere e l’isola dà i primi segnali di scelta del nuovo candidato: contro Fionn però si scatena anche la rivalsa di un’altra famiglia dell’isola i cui componenti credono che, anni prima, sia stato loro scippato il ruolo che spettava.

I romanzo procede tra evocazioni di ricordi passati e del mito su cui si fonda la storia dell’isola, ma anche tra i sentimenti di Fionn che fatica a trovare la propria forma, il proprio posto nel mondo, a ricucire il rapporto con un padre mai conosciuto e con una parte di famiglia di cui conosce pochissimo.

In copertina, un’illustrazione di Bill Bragg.

Catherine Doyle, Il custode delle tempeste (trad. di Simona Brogli), Mondadori 2019, 245 p., euro 17, ebook euro 8,99

Orangeboy

17 Mar

Incalzante: è di certo il primo aggettivo che viene in mente pensando a questo romanzo, una sorta di cavalcata nella vita e nei pensieri di Marlon, sedicenne che si ritrova improvvisamente in mezzo a un mistero che affonda parecchi anni addietro. Se la ragazza più bella delle scuola viene a casa tua, ti ascolta parlare e sembra capirti, se ti invita per un pomeriggio al luna park e poi ti propone di calarti una mezza pasticca, anche se non l’hai mai fatti, riuscirai a rifiutare? No. Solo che è tutto un grande inganno: Sonya lascia alcune pasticche in consegna a Marlon e i poliziotti gliele trovano addosso poco dopo; intanto lei muore all’improvviso e tutto precipita. Chi era davvero questa ragazza con due nomi, che aveva una sorta di cellulare di servizio con pochi numeri in rubrica tra cui quello di Marlon reistrato come Orangeboy? Chi è che continua a chiamare il ragazzo con una sorta di messaggio in codice e poi comincia a minacciare sua madre e a mettere a soqquadro la casa? Forse centra il passato di Andre, il fratello maggiore di Marlon, che per sei anni ha fatto parte di una gang di strada e che ora si trova in un centro di riabilitazione dopo un grave incidente.

Improvvisamente il passato torna, come se i tentativi della made di ricostruire la famiglia e di fare di Marlon un ragazzo con un buon futuro possibile non avessero presa. Bisogna trovare una soluzione, anche quando la tentazione è di farcela da soli, di non dire nulla alla polizia, di cercare dii ngannare anche l’amica che ti conosce da sempre. Patrice Lawrence costruisce un giallo che non dà fiato, dove la trama si avvolge a spirale intorno ai protagonisti fino a non lasciare via di scampo, ambientato nei sobborghi di Londra, ricostruendo le dinamiche interne delle gang e i rapporti tra gruppi nemici.

E poi non possiamo non dirlo: che bella copertina! Finalmente, una copertina non fotografica nei romanzi per i più grandi, di forte impatto, con sapiente uso del colore.

Patrice Lawrence, Orangeboy (trad. di Isabella Maria), EDT Giralangolo 2019, 446 p., euro 18