Una lucciola per lanterna

22 Ago

lucciola per lanternaC’è una certa magia nel vedere le lucine delle lucciole che aprono nel buio, nel seguirne la traiettorie e anche nell’osservarle più da vicino, quando nelle sere d’estate le si blocca per un attimo sotto un bicchiere, a patto di lasciarle andare in fretta, come impara la protagonista di questo albo.

Quando la lucina che Nina tiene sempre accesa la notte per combattere la paura del buio si spegne improvvisamente , ecco che la lucciola che brilla nel barattolo sembra la soluzione migliore. Ma Nina non ha più sonno, quindi si ingegna a intrattenere la nuova amica organizzando un tè per bambole e giocando con le ombre cinesi. Le ombre sono le protagoniste delle illustrazioni, sia quelle che spaventano la bambina sia quelle che lei stessa crea sul muro, e il contrasto di bianco e nero ravvivato dai particolari rossi dell’abbigliamento di Nina accompagna il lettore lungo le pagine, mentre la piccola prende coscienza che non si può ricaricare una lucciola, ma solo renderle la libertà.

Il testo è in stampatello maiuscolo,la copertina cartonata. Una bell’uscita da proporre ai lettori alle prime armi che possono soddisfarsi leggendo da soli una buona storia.

Il sito di Gabriel Alborozo.

Gabriel Alborozo, Una lucciola per lanterna, Sinnos 2016, 32 p., euro 10

Il coraggio di un campione

17 Ago

4431-Sovra.inddIl piccolo Arcady è un talento del calcio, per lui riuscire a fare gol non significa soltanto il piacere del bel gioco e della sfida, ma la possibilità di sopravvivere: nell’orfanotrofio in cui cresce, diviso dai suoi genitori considerati nemici del popolo, vincere la sfida con un compagno vuol dire avere una razione di più di pane. Quando il temibile direttore gli ingiunge di esibirsi durante la visita degli ispettori, Arcady vede il suo destino cambiare: poco tempo dopo, l’uomo che lo ha colpito in quell’occasione per i suoi modi così distanti dalla brutalità degli altri, lo viene a cercare per adottarlo e portarlo a vivere in una linda casa ai confini con la campagna. Arcady è convinto che sia un allenatore colpito dal suo talento e che possa aiutarlo a coronare il sogno di giocare nella Società sportiva della casa dell’Armata Rossa. Il loro duplice percorso sarà alla scoperta del momento storico che vivono, del valore della libertà e del significato dell’amicizia, in un reciproco addomesticarsi a vicenda.

Pur essendo ispirato ad una storia vera, il romanzo si distingue dai tanti che vengono in questi mesi pubblicati (a sfondo storico; con al centro della narrazione un personaggio realmente esistito) perché non è didascalico, ma cattura l’attenzione del lettore con una prosa fluida e soprattutto con le illustrazioni dello stesso Yelchin che accompagnano tutto il testo, impreziosendo il volume fin dalla copertina.

Il sito dell’autore.

Eugene Yelchin, Il coraggio di un campione (trad. di Giorgio Salvi), Piemme 2016, 187 p., euro 16

Chi ha paura della volpe cattiva?

12 Ago

volpe cattivaBenjamin Renner è fumettista e regista, premiato per il film di animazione Ernest e Célestine su testo di Gabrielle Vincent e sceneggiatura di Daniel Pennac; anche questo suo fumetto diventerà un cartone animato prossimamente e pensiamo che il risultato sarà altrettanto esilarante dell’originale. Con ritmo incalzante, Renner racconta della povera volpe che nessuno prende sul serio, anzi che tutti sbeffeggiano e che sempre torna a mani vuote dalla fattoria, o alla meno peggio con un cestino di rape. Sarà per il fatto che ha i muscoli di un’ostrica, mette soggezione quanto una lumaca sotto sale o è feroce come una talpa anemica in pensione? Il lupo non lesina certo complimenti e, di fronte alla nuda verità e all’incapacità della volpe di trarre giovamento dalle sedute di allenamento feroce a cui la sottopone, propone un patto: se è così difficile rubare un pollo oppure una gallina, è forse meglio sottrarre le uova e allevarsi dei grassi pulcini. Ovviamente il lupo è la mente e la volpe il gregario un po’ sfigato, quindi sarà lei a covare i tre ovetti e a essere conseguentemente  identificata come mamma dagli implumi. Nonostante i tentativi di distanza e di terrore, la volpe finisce inevitabilmente per affezionarsi, con conseguenze al limite dell’assurdo quando i pulcini cominciano a frequentare l’asilo – raccontando peraltro ai compagni di essere volpi – e lei, travestita da gallina, viene invitata dalle altre chiocce a partecipare al club per lo sterminio delle volpi.

Tra i vari passaggi, notevole anche quello in cui i pulcini chiedono alla loro ritrovata mamma chioccia di poter allargare la famiglia, con due mamme e con tutte le conseguenze che comporta l’integrazione di una volpe nella comunità del pollaio😉

Da dove nasce questa storia? Ve lo spiega lo stesso autore qui, ovviamente in fumetto!

Benjamin Renner, Chi ha paura della volpe cattiva? (trad. di Giovanni Zucca), Rizzoli 2016, 190 p., euro 17,50

Il sole col singhiozzo

9 Ago

Il-sole-colsinghiozzo-ZoolibriSi presta bene alla lettura ad alta voce questo coloratissimo albo ricco di particolari, la cui storia sfiderà le capacità interpretative di chi legge, per vedere quanto si è capaci con i versi e con le interruzioni. Sì, perché  il libro si apre in una bella mattina di primavera che improvvisamente mozza in gola il canto al gallo e blocca a metà il  trillo della sveglia; torna il buio e poi il sole e poi di nuovo il buio… il sole si è alzato col singhiozzo, la luna e le stelle stanno crollando dal sonno e gli animali devono trovare una soluzione. Si provano ovviamente  tutte le soluzioni classiche, tranne limone e zucchero: bere acqua, trattenere il respiro e poi prendere un bello spavento. A questo punto tutti possono contribuire a costruire con la voce il botto che può spaventare il sole e far tornare l’ordine consueto delle cose.

Il blog dell’illustratrice.

Pina Irace – Valeria Valenza, Il sole col singhiozzo, Zoolibri 2016, 40 p., euro 15

La ragazza di mezzanotte

4 Ago

la ragazza di mezzanotte5 motivi per leggerlo:

  1. Urban Fantasy sobrio: non troppo fantasy, il giusto. Molto urban, o meglio molte sono le città che ci si trova a visitare anche solo in parte con i protagonisti ( Kyoto, New York, Parigi, Londra, Strasburgo per citarne alcune).
  2. Avventura classica, ma non troppo: classica la caccia all’oggetto magico, al Graal che donerà il potere assoluto ad una fazione, ma molto meno il modo in cui l’avventura si dipana, con rapidi cambiamenti di fronti, colpi di scena e un pizzico di romance.
  3. Per ogni cosa c’è la parola giusta: la peculiarità della protagonista è quella di riassumere con una parola sensazioni, momenti, eventi atmosferici che ne richiederebbero molte. Ad esempio “petricore : l’odore della terra dopo la pioggia”. E lo fa in molte lingue diverse!
  4. Citazioni letterarie come se piovessero: anche Manzoni! Echo ama leggere, quindi spesso cita anche senza dichiararlo poeti e scrittori. Perché leggere è cool anche per un’eroina tosta e vispa come Echo🙂
  5. La biblioteca: appunto Echo vive all’interno della New York Public Library, ed è qui che incontra L’Ala, l’avicen (razza metà umana e metà volatile dai misteriosi poteri magici), che diventerà la sua tutrice.

La sinossi qui.

Frase preferita

“Cosa mai potrebbe andare storto?”

“Sinceramente?”rispose Echo.”Probabilmente tutto.”

Melissa Grey, La ragazza di mezzanotte (trad. Stefano Andrea Cresti), Mondadori 2016, pp. 369, € 17,00

Cercando l’onda

1 Ago

cercando l'ondaMagnifica sorpresa questo romanzo d’esordio, dal ritmo incalzante e dall’andamento mai banale che cattura il lettore e lo porta fino all’ultima pagina (e sicuramente anche l’ottima traduzione ha i suoi meriti). Ha proprio l’andamento di una delle onde che il protagonista prende la sua tavola da surf: appare all’improvviso tra la calma del mare, porta sempre più in alto e travolge.

Si racconta di Sam, sedici anni, tornato con mamma e sorella in Cornovaglia, dove ha vissuto i suoi primi quattro anni, fino alla morte del padre e al trasferimento a Londra. La prima persona che incontra è Jade, vicina di casa appassionata di surf, dall’aria inquieta, dalla risposta tagliente e sprezzante del pericolo; è lei a presentarlo al gruppo di amici che fa surf, in cui Sam viene simpaticamente nominato “lo sfigato”. Appassionato di astronomia e di fisica, sa bene la forza che può avere un’onda, conosce le caratteristiche dell’energia, ma non sembra affascinato dal saltare su una tavola e mettersi a surfare. Eppure pian piano gli pare la via più semplice per risaltare agli occhi di Jade e comincia da solo, di nascosto ad assaggiare al mare, fino a venire travolto dalla passione, dall’adrenalina che gli fa passare ore e ore sulla tavola. Intorno c’è il gruppo, le rivalità tra bande, la droga che uno degli amici più grandi spaccia, le bugie, la forza dell’amore per Jade e i suoi lati oscuri. Su tutto c’è il mare e quei leggendari scogli denominati Corna del Diavolo che nessuno sa identificare, ma che sembrano perfetti per generare onde enormi. Fino al giorno in cui Sam, frugando tra le carte del padre nella casa della nonna, scopre una sigla accanto a un punto preciso su una carta nautica: CD. Forse è proprio lì che il padre è scomparso in mare durante una terribile tempesta; sicuramente è lì che i ragazzi vogliono a ogni costo surfare.

Christopher Vick, Cercando l’onda (trad. di Alessandra Orcese), Giunti, 382 p., euro 14, ebook euro 8,99

Tutta la verità su Gloria Ellis

28 Lug

gloriaellis

Recensione in modalità Alta Fedeltà:

5 motivi per leggerlo:

  1. Jack Kerouac : i protagonisti hanno letto “Sulla strada” e citano spesso il libro, soprattutto una delle frasi più belle e intese, e decidono di partire anche sulla spinta di quelle parole.
  2. Interrogatorio: è costruito come un interrogatorio della polizia. Ogni capitolo è una domanda. Gloria è stata ritrovata dopo essere scomparsa per diversi giorni, tutti sono convinti che sia stata rapita dal suo nuovo compagno di classe Uman. Tocca a Gloria raccontare la sua verità alla polizia.
  3. Viaggio on the road: classico viaggio sulla strada, senza meta, soldi, ma con una grande voglia di andare e vedere cose nuove.
  4. Mistero: Gloria è stata plagiata? Uman ha detto davvero tutta la verità sul suo passato? E’ stato un rapimento o una fuga? Che fine ha fatto Uman?
  5. Lovestory non troppo edulcorata: è indubbiamente una storia romantica, ma non ricade negli stereotipi e riesce ad essere fresca e vitale come un’amore a questa età dovrebbe essere. Inoltre i dialoghi tra Gloria e Uman sono brillanti e non banali.

Frase preferita

Non è stato Uman a farmi pensare in quel modo. Mi ha solo fatto capire che pensavo già così.

Non è stato Uman a farmi fare quello che facevo. Mi ha solo fatto capire  che era quello che volevo fare.

La sinossi la trovate qui 

Martyn Bedford, Tutta la verità su Gloria Ellis (trad. Anna Carbone), De Agostini 2016, pp. 378, € 14,90, ebook euro 6,99

Colpo di fulmine

26 Lug

colpo di fulmineHo preso in mano questo libro per scommessa. Fa parte di una serie di quattro, originariamente The Ladybirds Series, in cui l’autrice sceglie di mettere come protagonista in ogni volume una delle amiche facenti parti di un gruppo legato fin dall’asilo (le coccinelle del titolo originale) da un’amicizia a corrente alternata. I personaggi quindi si rincorrono da volume a volume e il lettore – o meglio, la lettrice – può ritrovarli, come accade ad esempio per i libri di Katie McGarry editi da De Agostini. La serie è tradotta da Mondadori come “Stargirl. A un passo dalle stelle” e le copertine sono oggettivamente brutte e stereotipate, anche se quella  del quarto libro – questo – si differenzia comunque dalle altre; a me ricordava una possibile copertina da collana Junior Gaia ed è per questo che l’ho preso in mano.

Il romanzo fila, la scrittura è pulita e la storia non è certo banale. Pearl è una delle quattro amiche di cui parla la serie ed è la ragazza più popolare della scuola, non solo per il suo aspetto, ma per il suo comportamento e la sua leadership naturale. Non si fa mancare nulla: risponde agli insegnanti, si fa regolarmente espellere dalla classe, cerca in ogni modo di riavere dalla preside il cellulare che le è stato sequestrato e influenza tutte le compagne: tanto per capirci è lei che decide chi deve essere preso di mira, fa commenti sgradevoli su abbigliamento e modi e tutte le si accodano. Un segreto ce l’ha pure lei: a tutte le amiche è vietato frequentare casa sua, quella dove Pearl si prende cura di un grande acquario di pesci colorati, passa il tempo senza trucco e schiva i colpi di un fratello irascibile e manesco. Fino all’anno scolastico in corso, è stata protagonista di tutti i musical messi in scena per Natale e quest’anno tocca a “Romeo e Giulietta”, dove avrà l’occasione di baciare Jake Flower. Tutto cambia all’improvviso quando Hoshi, appena trasferitasi dal Giappone, arriva alle prove dichiarando di voler essere Giulietta e ottiene la parte grazie alle sue doti di recitazione, canto e ballo. Pearl le dichiara una guerra sotterranea, inaugurando un comportamento da amica-nemica, fingendo di darle consigli per farle fare orride figuracce, spedirla a prendere il treno sbagliato, convincere altre compagne a farle scherzi vari. Fino a capire che Hoshi non si è solo trasferita in Inghilterra dal padre, ma è fuggita da un futuro di successo dopo esser stata messa sotto accusa per un bacio. A Pearl Hoshi comincia a piacere, fino all’inatteso.

E comunque, se amate il Giappone, la sua cultura e le sue atmosfere, non vi deluderà.

Due note: 1) in alcuni punti la traduzione sembra un po’ affettata e poco naturale; 2) sul sito dell’editore, se la pagina dedicata al volume cartaceo lo consiglia a lettori +12 anni, la pagina dell’ebook vede una segnalazione “+9”: anche no.

Il sito dell’autrice.

Jenny MacLachlan, Colpo di fulmine (trad. di Mathilde Bonetti con la collaborazione di Nadia Toffanello), Mondadori 2016, 219 p., euro 12, ebook euro 3,99

Una cosa difficile

22 Lug

una cosa difficileNoi piccoli degli anni Ottanta abbiamo avuto a che fare con macchine giocattolo in pura plastica, a cui succedeva spesso di perdere una ruota o due. Esteticamente non erano un granché, ma ci hanno permesso di esplorare il mondo, cortili e parcheggi, per chi viveva in città o campi assolati nei paesi in provincia.
Un amarcord forte, poetico è quello che mi ha acceso questo senza parole di profonda bellezza, pensato da Silvia Vecchini e illustrato da Sualzo, un sodalizio felice che ci ha già regalato ottimi libri.
Pochissimi elementi in questa narrazione: un paesaggio, due protagonisti, un oggetto da mettere a fuoco, destinato alla centralità narrativa. Prima oggetto stridente, lanciato da fuori, rimbalza per terra.
Più avanti, ecco il primo protagonista: un cane umanizzato, anzi un bambino. Incerto sul da farsi, si china finalmente per raccogliere l’oggetto misterioso. Lo tiene in mano, solo in mezzo al campo. Poi si incammina.
La strada diventa salita, il campo una montagna da scalare a fatica. Sulla cima, il cane bambino raggiunge l’amico. E’ di spalle, riflette su quanto accaduto prima che la narrazione incominciasse. Adesso è di fronte a noi, e ci accorgiamo che piange. Più in basso, la macchinina senza la ruota. Senza l’oggetto recuperato e riportato lassù.
Una sola parola campeggia in tutta la storia, semplice e difficilissima da pronunciare: “Scusa”. Insieme si può aggiustare tutto, ricucire lo strappo e salire insieme sulla macchina per nuove avventure.
Si scende a perdifiato per una dolce collina, adesso, non più un’aspra montagna. Il vento accarezza l’erba, l’infanzia torna ed essere spensierata, l’amicizia resa più forte da un’incomprensione risolta.
Sul suo blog  Silvia Vecchini ci racconta come è nato il libro, offrendoci anche interessanti spunti su come proporlo ad un gruppo di bambini, lasciando poi spazio alle loro interpretazioni attraverso il disegno. Qui trovate le poesie disegnate e qui un blog di Sualzo.

Silvia Vecchini – Sualzo, Una cosa difficile, Bao Publishing 2016, 48 p., euro 13

Finché siamo vivi

19 Lug

bondouxAnne-Laure Bondoux ha abituato i suoi lettori alla sospensione del tempo narrativo: “Le lacrime dell’assassino” ad esempio avrebbe potuto – se non per qualche minimo particolare – essere ambientato in qualsiasi epoca storica; questo nuovo romanzo narra di avvenimenti che si potrebbero definire reali senza dar loro una collocazione precisa nel tempo e intrecciandoli con elementi magici. In questo modo l’autrice crea delle narrazioni che si prestano al vero senso del narrare (sembrano in qualche modo storie che vengono da un altro tempo, perfette per essere dette ad alta voce, per essere condivise, per lasciare un segno) e che veicolano, attraverso la poesia della parola, temi essenziali che attraversano la storia degli uomini.

Nella struttura circolare di questo romanzo trovano posto infatti la potenza dell’amore, la forza dell’accoglienza, ma anche il potere distruttivo della guerra e dei piccoli dubbi che si insinuano e che diventano presto fuoco che brucia, come la diffidenza verso l’estraneo, verso lo straniero di cui non si conosce nulla e a cui è facile allora e quasi immediato attribuire colpe di disastri, di crisi, di tempi bui. Il fuoco è elemento portante della storia, la storia che comincia ai tempi della Fabbrica, unica rimasta in città, dove si produce incessantemente materiale bellico tra fragore e sudore. Lì entra, con andatura disinvolta, Bo, un fabbro che arriva da non si sa dove, e subito, improvviso scocca l’amore con Hama, operaia dal turno diverso. Basta un attimo per ricordare a chi lavora in fabbrica che il fuoco con cui hanno a che fare nei forni è lo stesso che può bruciare nelle vene; basta una giacca colorata su un monumento grigio a dire la gioia della vita. La tragedia è dietro l’angolo: lo scoppio della Fabbrica, Hama che perde le mani, i sospetti e le violenze degli abitanti: Bo e Hama sono costretti a partire e a vagare tra i boschi, fino ad incontrare una strana famiglia dove tutti i fratelli si chiamano secondo il loro numero d’ordine di apparizione al mondo, ultimi rimasti di un popolo a sua volta cacciato e inseguito. Nel loro mondo sotterraneo cresce Tsell, la figlia di Bo e Hama; nella loro fucina, Bo forgia mani di metallo per la moglie e un’intelaiatura per contenere le forme molteplici che la figlia proietta come ombra, un dono particolare, forse una maledizione; dalla loro casa, la famiglia parte per raggiungere una penisola dove crescere Tsell che nulla sa fino all’adolescenza, del passato: sarà ancora una volta la partenza e il percorrere a ritroso i passi dei genitori a farglielo scoprire, in una circolarità che ricorda i momenti decisivi della vita, e come andare avanti sia saper lasciare andare, sia in qualche modo perdere per acquistare, esattamente come avviene crescendo. Di come le ombre possano svelare, di come sia bello correre per il solo fatto di essere vivi, di come  voler bene davvero sia il numero più difficile e azzardato del mondo.

Confesso la mia passione per la scrittura di Anne-Laure Bondoux; ho letto questo romanzo in francese e devo dire che il lavoro di traduzione è ottimo, anche se ovviamente non è stato possibile mantenere il sottile gioco di parole che c’è tra Dodici, il personaggio che accoglie la venuta al mondo di Shell, che pur essendo uomo è “sage-femme”, che in francese significa ostetrica.

Il sito dell’autrice. La copertina è di Hélène Druvet, colorata rispetto all’originale che forse rendeva un po’ di più.

Anne-Laure Bondoux, Finché siamo vivi (trad. di Simona Brogli), Mondadori 2016, 313 p., euro 16, ebook euro 7,99

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Segui assieme ad altri 8.690 follower