Mini. Il mondo invisibile dei microbi

4 Mag

miniQuesto libro ha due grandissimi pregi: innanzitutto parla di microbi, argomento mica comune e di fronte a cui tanti storcono il naso, tirano fuori la lingua ed esclamano: “che schifo”: ecco, qui si dice che non tutti i microbi fanno schifo, anzi, ci sono quelli che fanno pure bene. E quelli che pur essendo piccoli fanno cose grandi (colorare il mare di rosso, costruire una montagna…).

Poi sa mettersi all’altezza giusta dei lettori a cui si rivolge, sia nel tono discorsivo utilizzato, chiaro e semplice, sia nel farsi visivo davvero, facendo capire ad esempio di che ordine di misura stiamo parlando: ecco allora una goccia accanto ai grattacieli di New York per dire che in quella singola goccia di acqua di mare ci possono stare tanti microbi quanti gli abitanti di NY e dintorni. pagina dopo pagina si dà forma all’invisibile, alle tipologie di microbi, alle loro caratteristiche, alla loro funzione che non passa solo attraverso le malattie, ma trasforma il latte in yogurt e il cibo in compost.

Le illustrazioni di Emily Sutton sono lussuose, eleganti e ricche di particolari quando si fanno natura, verdure dell’orto, movimento delle onde, tavole imbandite.

Il sito dell’autrice. Il sito dell’illustratrice.

Nicola Davies – ill. Emily Sutton, Mini. Il mondo invisibile dei microbi (trad. di Beatrice Masini), Editoriale Scienza  2016, 40 p., euro 13,90

Verdad

3 Mag

VerdadL’utopia è parte profonda di Verdad fin dalla sua infanzia, dalla sua storia familiare: sua madre ha vissuto a Monte Verità, la comune libertaria nata sul Lago Maggiore a inizio Novecento con l’ambizione di creare individui liberi, umanità nuova. Per la bambina quel luogo è un nome sul retro di una fotografia che la nonna dispera di non aver bruciato, ora che è sola in un villaggio dei Pirenei con quella nipote, figlia a suo dire del peccato. Ma l’utopia di un mondo più giusto e migliore sostiene Verdad anche nelle scelte adulte di combattere contro il franchismo nelle file delle Brigate Internazionali e successivamente, perso un braccio in un’azione e volta al peggio la guerra, di non fuggire in Francia, ma di restare, esiliata sulla montagna in una scelta solitaria dettata non solo da motivi politici quanto piuttosto dalla condizione fisica, dal sentirsi ai margini perché quello che conta agli occhi altrui è quel che non riesci a fare e non la fatica a fare qualsiasi cosa.

A poco più di vent’anni Verdad è una donna scavata che si condanna alla solitudine per poi trovare un barlume di speranza in un indirizzo conservato su un pezzo di carta; è una donna sceglie ancora, fedele alo spirito combattivo che le è stato trasmesso col sangue. La sua storia è narrata attraverso il segno di Lorena Canottiere che, da abbozzo di linee, dà corpo a persone e natura declinandosi nella scelta di poche cromie che perfettamente si adattano al contenuto del fumetto. Una narrazione che tocca la parte più intima della protagonista e la ribalta storica del suo Paese, che procede per ricordi e per rimandi: la ragazza racconta se stessa bambina, poi l’incontro con Enrique, il paese di origine, Barcellona, la guerra, la scelta della montagna; il tutto cucito attraverso una leggenda locale della sua valle, quella della vecchia volpe, una storia di predatori e prede esattamente come lo sono la sua storia personale e la Storia del suo Paese in quel preciso momento storico. Ma la figura della volpe, esattamente come la storia di Verdad, ricorda che c’è e resiste comunque chi non vuole credere che sia tutto inutile e che l’idea di un mondo migliore, più libero passa attraverso le singole scelte che una persona fa nel quotidiano più proprio come di fronte agli avvenimenti che la coinvolgono nella società.

Qui le undici tracce di Verdad, la bella colonna sonora a cura di Stefano Risso che potete ascoltare on line o scaricare per accompagnare la lettura.

A proposito di Monte Verità, oggi è visitabile la parte museale.

Il blog di Lorena Canottiere dove potete leggere le strisce di  ça pousse.

Lorena Canottiere, Verdad, Coconino Press – Fandango 2016, 157 p., euro 19

Garrincha

2 Mag

garrincha coverUn fumetto in cui Antonio Ferrara racconta, con un andamento scarno di grafica monocolore e testo che restituisce essenzialità, la vita del grande calciatore brasiliano Garrincha, vincitore di due mondiali di calcio. Racconta la sua determinazione a giocare a calcio, nonostante tutto e nonostante soprattutto i difetti congeniti che gli avrebbero impedito, secondo i medici, l’attività fisica, al punto da dichiararlo invalido.

Nonostante le malformazioni fisiche e la fatica, il calciatore non si nega nulla: il testo in prima persona ne segue la vita privata e le imprese sportive, le vittorie e le cadute, le fortune che possono capitare e la cura che bisogna averne. Una forma biografica che sarà apprezzata dai lettori alla ricerca di “storie vere”.

Approfittiamo del fatto che si parli di calcio e di Brasile per farvi un assist e segnalarvi il film di Andre Jublin, Banana, uscito lo scorso anno in cui si racconta del quattordicenne Giovanni alla ricerca della felicità. Soprannominato Banana per la mania di indossare sempre la maglia della nazionale carioca, Giovanni è convinto che la vita vada vissuta “alla brasiliana”, ovvero con coraggio, determinazione, volontà di rischiare e che meriti comunque provare a dimostrare a chi non ci crede più che non tutti sono uguali, che qualcuno di diverso c’è. Qui potete leggere la recensione su Il Post; se non l’avete ancora visto, cercatevi il film.

Antonio Ferrara, Garrincha. L’angelo dalle gambe storte, Uovonero 2016, 120 p., euro 15

Il sogno di Youssef

30 Apr

YOUSSEF coverAspettavo da tempo un libro così, meraviglioso e toccante già nella dedica iniziale: “A tutti i bambini che scappano dai buchi neri delle guerre dei grandi. Ai loro sogni appesi tra cielo, terra e mare”. Basterebbe solo questo, forse. Ma Isabella Paglia ci regala un testo poetico, prima duro e poi dolce, più rarefatto nella parte finale. Lo accompagnano illustrazioni bellissime, nel racconto di un dettaglio dove si condensa la disperazione, nella coralità di eventi più grandi che i bambini subiscono senza comprendere.

È un libro per i nostri piccoli, certo. Ma non lascerei al riparo gli adulti, bisognosi, loro sì, di una “storia” reale per tornare a commuoversi.

Già sotto il titolo, pagina iniziale, il dettaglio di una ciabattina da bimba, come le tante, troppe, viste al tg, nella cronaca dell’ennesimo naufragio. L’amicizia tra due bambini, interrotta dalla guerra e dalla partenza di lei. Maryam e Youssef, sognatori di mare e avventure. Il mare lo vedono la prima volta quando arriva a separarli. Sebbene abbia il ritmo di una ninna nanna, non è benevolo, ma misterioso e scuro.Per chi resta cadono le bombe, portando lutti e disperazione. Di Maryam non si sa più nulla, ma Youssef coltiva ogni giorno il sogno di riabbracciarla. Da qui in avanti il libro abbandona la cronaca e diventa una favola, irreale, certamente, un sogno con un risveglio in cui i desideri si avverano.

L’immagine dell’abbraccio alla conclusione del libro dovrebbe campeggiare in ogni scuola, biblioteca, asilo. Semplicemente due bimbi che si stringono, dopo aver visto l’inferno. L’empatia più vera, quella che si è persa tra burocrazie, calcoli di quote, costruzione di muri.

Il sito di Isabella Paglia; il blog di Sonia ML Possentini.

Isabella Paglia – ill. Sonia MariaLuce Possentini, Il sogno di Youssef, Camelozampa 2016, 32 p., euro 15

Il Piccolo Regno

28 Apr

Degli eroi. Questo eravamo. Vivevamo estati eterne, dominate dalla voglia di lasciarci alle spalle la città in cui avevamo trascorso l’inverno, e guadagnare spazio, liberarci dalla costrizione delle sciarpe e dei cappotti.

Nell’estate inglese degli anni Trenta, quattro ragazzi vivono l’avventura che li trasporterà nell’età adulta, quella della Gente Alta, così diversa e incomprensibile.

Merlo, Lepre, Ranocchio e Tasso (voce narrante), passano da sempre l’estate nella casa di campagna. Sono anni in cui la Gente Bassa è ancora in grado di parlare e capire la voce degli animali, da cui i soprannomi dei protagonisti; è il tempo della spensieratezza, della leggerezza e dell’avventura. Fino a quando la scoperta e la violazione di un’antica tomba, trascinerà il quartetto a confrontarsi con altri aspetti della vita e con la durezza della maturità.

Un romanzo sull’età di passaggio, sul superamento della soglia, su cosa vuol dire essere bambini e su cosa significa non esserlo più. Tra i personaggi ritroviamo anche Lawrence d’Arabia, già protagonista di Stella del Mattino sempre di Wu Ming 4, che qui compare negli ultimi anni della sua vita, sotto una luce molto diversa.

Leggendo Il Piccolo Regno si ha l’impressione di leggere un classico della letteratura inglese per ragazzi, di immergersi nelle atmosfere del Giardino Segreto e degli altri romanzi inglesi dell’epoca (ma anche romanzi contemporanei, come il ciclo di Wildwood) C’è solo una nota più malinconica e dolente, che fa da sfondo a tutta l’opera e che la rende per questo, a mio parere, più adatta ad un pubblico più grande.

Come ogni classico che si rispetti è presente una mappa per orientarsi e per seguire gli spostamenti della Gente Bassa.

Per la Gente Alta che vuole approfondire i molti riferimenti del romanzo vi rimando a questo articolo di Wu Ming.

Wu Ming 4, Il Piccolo Regno, Bompiani 2016, pp.231, euro 13

Django, la leggenda del plettro d’oro

27 Apr

djangoUn albo quadrato, dalla copertina accattivante, accompagnato dal cd che contiene l’audiolibro: le tracce sono segnate in alto sulle pagine e permettono di seguire la storia con accompagnamento musicale e di conoscere un episodio fondamentale della vita di Reinhardt e la nascita della sua carriera.

L’albo infatti sceglie di raccontare dei manouche e di questo ragazzo dagli occhi color nocciola, dal dono magico di saper suonare meravigliosamente la chitarra (ma anche il violino, il contrabbasso, il banjo); racconta dell’incontro dal sapor di leggenda con un gigante dal mantello scuro e dal grande cappello, lungo le vie deserte di Parigi, che gli regala un pletto d’oro e gli ricorda la sua abilità di musicista al di là di ogni sventura. Ne avrà bisogna, Django, coinvolto poco dopo nel rogo del carrozzone in cui vive con la madre e destinato a rincorrere il destino di musicista al di là della fatica di una mano che non funziona più come dovrebbe.

L’albo ha anche il pregio di essere una storia “lunga”, se così possiamo dire, cioè di quella misura  proponibile a lettori delle classi seconde o terze della scuola primaria per dare loro la possibilità di leggere in scioltezza, di leggere anche le illustrazioni, di avere una misura giusta per le loro abilità di lettura. Accanto, l’editore propone un altro albo, giocato sul bianco e nero delle illustrazioni di Bruno Liance: Nina, col testo di Alice Brière-Haquet, racconta di Nina Simone, del jazz, ma anche della battaglia per i diritti civili degli afroamericani.

Il blog di Musica da Ripostiglio. Il blog dell’illustratrice.

Paolo Sassanelli – Luca Pirozzi – Musica da Ripostiglio – ill. Chiara Di Vivona, Django, la leggenda del plettro d’oro, Curci young 2016, 46 p., euro 16 con audiolibro

Omicidi per signorine

26 Apr

miss detectiveUna nuova serie di gialli che avuto un bel successo all’estero e che sicuramente sarà apprezzata anche dai lettori italiani, e ancor più dalle lettrici, visto che è tutta in chiave femminile e decisamente interessante per l’ambientazione e la costruzione dell’intreccio. Per ora Mondadori manda in libreria i primi due tomi di Miss Detective (le vicende sono autoconclusive e riepilogative, quindi si possono benissimo leggere separatamente), ma aspettiamo i successivi.  Le vicende si svolgono in Inghilterra a inizio anni Trenta e sono un ritratto autentico e avvincente della società del tempo, visto da Hazel Wong, tredicenne di origine cinese, mandata a studiare in quella che il padre considera una sorta di Paese mitico a cui ha cercato da sempre di ispirarsi, dalla costruzione della casa fino all’educazione dei figli. Gli inglese, scopre Hazel, sono decisamente diversi da come si aspettava, bizzarri per molti aspetti e soprattutto tendono a riconoscerla come estranea alla loro cultura: tra le righe infatti è decisamente interessante leggere delle implicazioni razziste o comunque dello strano modo in cui Hazel viene vista dai più e della consapevolezza che ne ha.

Ambientata in un collegio femminile, la prima vicenda si apre con la fondazione di una società investigativa segreta fondata da Daisy Wells, che ha precettato Hazel come segretaria e che le fa tenere traccia scritta di quel che succede: il lettore legge il resoconto riportato da Hazel, la descrizione del collegio, delle compagne di stanza, le regole e la vita quotidiana, ma anche il ritrovamento del cadavere di un’insegnante che improvvisamente scompare. Allora Daisy e Hazel si lanciano a cercare indizi e a stendere liste di possibili colpevoli, esattamente come faranno nel secondo volume quando un ospite dell’antica e antiquata residenza Wells morirà avvelenato durante le vacanze pasquali.

Le due ragazze formano un duo inossidabile e a tratti improbabile: Daisy è la ragazza più benvoluta del collegio, quella alla cui amicizia tutte aspirano e che anche i professori trattano con una certa deferenza; è brillante, pronta alla battuta, un po’ permalosa e convinta di aver sempre ragione. Al suo confronto, Hazel si sente bruttina, impacciata e sempre in difetto, ma nel contempo prova verso Daisy un sentimento tale d’amicizia che le lega profondamente e che è basato anche sulla sua capacità d’osservazione: Hazel si rende ben presto conto che Daisy nasconde un segreto; che è in realtà molto più perspicace, rapida e intelligente di quel che dimostra e che quasi nasconde molta della sua pur effervescente personalità. La descrizione dell’amica nel suo contesto famigliare rende perfettamente giustizia ala capacità di cogliere indizi da parte di Hazel, anche quando non c’è un omicidio in ballo, ma semplicemente si tratta di fare “osservazione umana” per capire la realtà degli altri e della situazione in cui ci si trova.

Se i prossimi volumi saranno ironici e coinvolgenti come i primi due sicuramente sarà una serie che avrà lunga vita presso i lettori amanti del giallo e dei misteri. Unico appunto: qualche refuso di troppo nel secondo volume.

Il sito dell’autrice, su cui potete leggere alcune pagine del diario di Hazel. Le illustrazioni in copertina sono di Nina Tara.

Robin Stevens, Omicidi per signorine (trad. di Manuele Salvi), Mondadori 2016, 272 p., euro 15, ebook euro 7,99

Robin Stevens, In vacanza con il morto (trad. di Manuela Piemonte), Mondadori 2016, 272 p., euro 15, ebook euro 7,99

Amali e l’albero

25 Apr

amali e l'alberoDi fronte alle pagine di questo albo subito ti perdi nelle illustrazioni di Paolo Domeniconi, nei suoi blu, nelle ombre, nelle sfumature scure che regala al cielo della notte e al mare profondo. E nei gesti e nelle posture umane che il suo tratto regala all’albero protagonista, piegato dalla nostalgia e dal dolore, chinato in ascolto verso Amali, dritto “in piedi” verso il cielo.

L’albero vaga alla ricerca delle radici perdute e solo una bambina ascolta e risponde al suo dolore: Amali conosce la tristezza dell’albero, gli è prossima quasi inconsciamente; anche lei ha lasciato le sue radici lontane, nel Paese che ha abbandonato insieme ai genitori, salendo su un barcone. Cambiano i paesaggi, il clima, la lingua; cambia anche la paura. Rimane l’invito che il padre le rivolgeva sulla barca e che lei ripete all’albero, di guardare sempre in alto, guardare il cielo che abbraccia tutti i Paesi del mondo.

Un albo che verrà apprezzato da molti in primo luogo per l’argomento trattato, ma così scopriranno un libro bello a partire proprio dalle illustrazioni che ne sono il punto di forza.

Il sito di Paolo Domeniconi.

Chiara Lorenzoni – Paolo Domeniconi, Amali e l’albero, EDT Giralangolo 2016, 28 p., euro 15

Il manuale delle 50 avventure …

23 Apr

50-avventureNell’arco di pochi mesi mi sono capitati in mano due libri che avrebbero reso felice la lettrice che ero a dodici anni; mi fanno felice ugualmente, ma penso al trillo di contentezza se li avessi incontrati allora. Uno è un romanzo francese che spero vi venga offerto presto nella traduzione italiana (si intitola Les Petites reines e l’ha scritto un’autrice da tenere d’occhio, Clémentine Beauvais, per Sarbacane); l’altro è questo manuale di avventure in cui Baccalario e Percivale sfidano il lettore a intraprendere attività pù o meno consuete. O meglio, consuete e più accessibili per chi cresce libero vagando tra boschi, case sugli alberi e torrenti, meno per altri. ma questa può essere l’occasione per accettare la sfida, munirsi degli indispensabili elencati a inizio libro (dallo spago al quadernino, passando per coltellino svizzero, biglie e via così), leggere le regole da rispettare giusto per non farsi male e sentirsi responsabili quel che serve e poi iniziare. Da 1 a 50 sono elencate le diverse attività, ciascuna corredata da descrizione e istruzioni, spazio finale per commenti e resoconti, tabella per dare un punteggio in base a coraggio/curiosità/cura/costruire/divertimento e un suggerimento su quel che ci si porterà dietro e dentro alla fine.

Le attività vanno dal dare da mangiare ad almeno sette animali diversi fino al nascondere un tesoro; trovate anche: osservare le stelle, fondare un club segreto, inventare una storia, imparare a riconoscere i funghi, esplorare la propria città ad occhi chiusi, scrivere un messaggio segreto, accendere il fuoco, dare battaglia (di neve!), riconoscere le impronte, rotolare da una collina.

Insomma, suggerimenti e istruzioni per fare, per esplorare, per occupare il tempo, magari pure per sbucciarsi le ginocchia o farsi qualche livido, per perdere la strada e poi ritrovarla, per avere un mucchio di avventure da ricordare, da raccontare, da rifare. Davvero una bella uscita, a cui si accompagnano anche cinquanta consigli di lettura diversi: al termine di ogni scheda dell’attività, infatti, ecco un titolo da leggere, in consonanza con l’avventura suggerita; grandi classici e ottimi libri di qualità. Unica nota: alcuni suggerimenti slittano leggermente in avanti rispetto all’età di lettura proposta (es Ogni giorno di Levithan), ma in fondo questo dovrebbe essere un libro che non ha età: insomma, potete raccogliere alcune sfide anche se avete più di 16 anni😉

Pierdomenico Baccalario – Tommaso Percivale – ill. Antongionata Ferrari, Il manuale delle 50 avventure da vivere prima dei 13 anni, Il Castoro 2016, 163 p., euro 15,50

Partigiano Rita

21 Apr

partigiano ritaDal 1938 al 1944 le vicende italiane narrate attraverso il quotidiano di una ragazza triestina, Rita Rosani, di famiglia ebraica benestante, arrivata da anni dalla Moldavia e perfettamente integrata in città dopo aver italianizzato il proprio cognome ed avere ottenuto la cittadinanza. Rita è nata in Italia, l’italiano è la sua lingua, le persecuzioni vissute in patria dai genitori fanno solamente parte di una storia di famiglia che pare lontana; lei pensa alle vacanze, ai vestiti, all’amore che verrà. La sua storia, una storia vera narrata da Paola Capriolo, diventa la narrazione dei mesi in cui l’Italia cambia, arrivano le leggi razziali, il confino per gli ebrei che non avevano cittadinanza, l’insinuarsi della certezza che anche la libertà per chi riesce a salvarsi è una concessione del destino che può essere revocata da un momento all’altro.

Il lettore che apprezza “storie vere” troverà tra queste pagine la carrellata di mesi e di anni che maturano e mutano Rita e la descrizione delle scelte che deve prendere, della lotta personale prima ancora che civile che intraprende, fedele all’idea delle eroine bibliche, descritte come molto più forti e coraggiose degli uomini. Maestra alla scuola ebraica, poi in fuga per proteggere i genitori, facendo “finta di nulla” come sempre dice la madre per passare inosservati, matura accanto all’uomo della sua vita la scelta di unirsi alla banda partigiana da lui fondata, pretendendo di essere riconosciuta come membro effettivo e combattente, prima che come femmina e donna del capo. Ed è un riconoscimento che al momento della sua uccisione, quando i fascisti arriveranno di soppiatto a colpire i partigiani sul monte Comune, che  le riconosceranno parimenti il compagno, che proseguirà la lotta col nome di “Comandante Rito”, e il tenente che l’ha uccisa; alla domanda dei suoi risponde che quella che ha finito sparando a bruciapelo “non era una donna, ma un bandito”.

Il romanzo ha il pregio di riprendere la storia di una partigiana, offrendo nel contempo uno spaccato quanto mai veritiero delle vicende italiane dal 1938, viste dalla parte di chi, ebreo, vede progressivamente cambiare la propria situazione, prima con incredulità, poi prendendo coscienza della tragica e assurda realtà che si trova a vivere.

A proposito di Rita Rosani, leggi la sua scheda sul sito dell’ANPI. La sua  storia ha ispirato Col sole in fronte, un disco e uno spettacolo teatrale del gruppo Regina Mab, scritto da Paolo Ragni e adattato da Franco Manzini: guardatene un pezzetto qui.

Paola Capriolo, Partigiano Rita, Einaudi Ragazzi 2016, 144 p., euro 11

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