Sarò io la tua fortuna

1 set

fortuna

Cresce, in questi mesi di anniversario, il numero delle narrazioni per ragazzi ambientate ai tempi della Prima Guerra Mondiale. Tra le tante proposte, come già detto in precedenti recensioni, è possibile trovarne di davvero buone e soprattutto, molto importante, che affrontano aspetti diversi di quel periodo storico, contribuendo così a dare ai lettori molteplici tasselli che possono formare un quadro ricco e più completo, specie sulla vita quotidiana, sulla società, su come si vivesse e si faticasse non solo al fronte.

Il romanzo di Frescura e Tomatis si caratterizza da un lato per i molti particolari e riferimenti anche curiosi che possono solleticare chi legge ad approfondire e a cercare altre notizie: sono citate Maria Plozner e le portatrici carniche che trasportavano nelle gerle munizioni e rifornimenti dalle retrovie alla prima linea; si parla dei moti per il pane a Torino nel 1917, della propaganda a scuola, e ancora strofe di canzoni dell’epoca,  Il cuore di Pinocchio rivisitazione del romanzo di Collodi piegata a lodare il sacrificio dei mutilati di guerra, l’eutrofina (cercate on line qualche immagine che reclamizzi il ricostituente dell’epoca!). Dall’altro il romanzo si dipana sul filo del carteggio tra il fronte e le famiglie, riportando il testo di molte lettere inviate a casa dai soldati e riprendendo il tema della censura ufficiale, ma anche quella dei singoli che non scrivevano la verità quasi a voler proteggere i genitori o le mogli e i figli che avrebbero letto; gli epistolari sono una forma di lettura coinvolgente, che fa sentire vicine le persone vissute in altre epoche e allora le lettere immaginate in questo volume possono essere l’occasione di riprenderne altre reali scritte in occasioni più o meno tragiche.

La vicenda narra di Rigo, già orfano dei genitori, che perde anche gli zii con cui vive quando una bomba caduta sulla loro cascina li uccide. Nel giorno del suo quattordicesimo compleanno, il ragazzo friulano si trova senza nulla e viene preso sotto l’ala protettrice da un soldato di nome Toni che lo convince a impiegarsi a servizio dell’esercito per due lire al giorno, evitando così l’orfanotrofio. Siccome sa leggere e scrivere, Rigo diventa il tuttofare dell’ospedale militare delle retrovie, dove conosce gli orrori e le mutilazioni della guerra, e dove aiuta i soldati analfabeti a scrivere a casa. Conosce Fortuna, che fa spettacoli di burattini con lo zio, e con cui intreccia un legame di amicizia, innamorandosene pian piano. Alla morte di Toni, i due ragazzi decidono di lasciare il fronte per cercare di recapitare l’ultima lettera alla famiglia del soldato, come da sue disposizioni. Prima i dintorni friulani, poi il viaggio verso Torino, il ferimento di Fortuna, la ripresa di una vita diversa e la scoperta della verità sul padre di Rigo, da lui mai conosciuto.

Il testo ha il pregio di farsi forte della documentazione storica su cui si appoggia, che rende particolarmente vivo il racconto agli occhi del lettore, fornendogli appunto un quadro a tutto tondo della realtà dell’epoca: il fronte, le città, le campagne, i soldati, i poveri e i ricchi. Tra le tante scene, quella in cui Rigo insegna a Toni a leggere basandosi sui nomi dei soldati morti, scritti sulle croci del cimitero di guerra è senza dubbio di particolare dolorosa bellezza.

L’illustrazione di copertina è di Sonia Maria Luce Possentini.

Loredana Frescura – Marco Tomatis, Sarò io la tua Fortuna, Giunti 2015, 213 p., euro 10, ebook euro 6,99

Regina Rossa

31 ago

regina-rossaQuesto nuovo romanzo YA riesce a mischiare e amalgamare bene tra di loro alcuni degli elementi tipici dei libri distopici: una dittatura spietata, un’eroina improbabile, un futuro post-qualcosadibrutto e una storia piena di colpi di scena. Ah dimenticavo, qui ci sono anche i super poteri!

Il mondo in cui vive Mare è diviso in due fazioni: i rossi e gli argentei. Il colore è quello del sangue, che determina anche la superiorità degli argentei sui rossi, dotandoli di super poteri. I rossi sono costretti a lavorare e a servire gli argentei che rispetto a loro sono come divinità: c’è chi può intervenire sulla crescita delle piante, chi modificare il metallo e chi, come il re, controllare il fuoco. Chi è come Mare invece deve vivere di espedienti, sopravvivere finché non viene il giorno in cui si deve andare al fronte a combattere. Ma la nostra protagonista non ci sta e, per cercare in tutti i modi di evitare il fronte a lei e al suo migliore amico, si ritrova a lavorare alla corte del re, dove senza volerlo darà dimostrazione di avere un potere unico e distruttivo. Questo avvenimento non lascia altre strade alla famiglia reale che inventare una colossale bugia per nascondere l’accaduto e per cercare di capire meglio il potere di Mare, che si ritrova così da serva a promessa sposa del secondogenito.
Come può una rossa avere un potere del genere? Cosa nasconde la casata reale? E chi sono davvero i due principi ereditari?

Il libro è pieno di colpi scena, ha una scrittura rapida, ma non banale. La sensazione che mi ha dato leggendolo è stata più quella di leggere un romanzo fantasy che non un romanzo distopico, nonostante gli stilemi del genere ci siano tutti, e questo secondo me non è un male, perché lo differenzia dai vari cloni di Hunger Games e Divergent che oramai stanno saturando le librerie. Se poi vi piacciono i supereroi Marvel, allora questo è il libro che fa per voi, da leggere sotto l’ombrellone o sull’amaca in pineta!

Aveyard Victoria (trad. E. Caligiana), Regina Rossa, Mondadori 2015, pp.430, € 19 – eBook € 6,99

Sotto le ali del vento

28 ago

sotto l ali del ventoSi viaggia tutto l’anno, ma l’estate è per la maggior parte delle persone il periodo in cui ci può dedicare alla scoperta di nuovi luoghi interessanti. Molte sono le guide  per bambini e ragazzi in formati diversi che sono uscite in questi ultimi mesi, gettonatissima Milano per via dell’Expo; oggi invece riprendiamo un’uscita editoriale di inizio anno che presenta la città di Cagliari da un punto di vista un po’ diverso. È infatti una narrazione che affida a due giovani gabbiani, alle loro domande e al saggio zio Capitano il racconto della città sia dal punto di vista monumentale che dal punto di vista storico, senza dimenticare la leggenda della sua nascita, anzi partendo proprio da quella.

Elia è un gabbiano curioso e tra le tante cose vuole anche sapere da dove nasce il vento. Proprio di lì nasce una sorta di viaggio cittadino che porta a scoperte, avventure, attenzione ai particolari che poi i giovani lettori potranno ritrovare durante la visita sul campo. Il volo dall’alto regala possibilità di guardi singolari che si ritrovano nelle illustrazioni che accompagnano il testo, a volte mostrando a mo’ di guida, altre volte suggerendo profumi, brezze e atmosfere e facendo venir voglia di esser lì, già solo per quegli azzurri di cieli e di mare delle carte di guardia. Una lettura che si può accompagnare a una guida turistica tradizionale su cui ritrovare luoghi e monumenti citati e evidenziati in neretto lungo il testo.

Realizzato in collaborazione con Camù – Centri d’Arte e Musei di Cagliari. Il sito di Dal Cin. Il sito di Pia Valentinis. Il sito di Ignazio Fulghesu. Un capitolo in anteprima sul sito dell’editore e una pagina FB dedicata.

Ne approfittiamo per ricordarvi che a Cagliari, dall’8 al 13 ottobre, si svolgerà la decima edizione del Festival Tuttestorie: cominciate a scoprire autori presenti e appuntamenti. Una buona occasione per visitare anche a città, no?

Luigi Dal Cin – ill. Pia Valentinis e Ignazio Fulghesu, Sotto le ali del vento, Lapis 2015, 173 p., euro 10

 

Stivali a Monte Sole

26 ago

Cover Casarini Montesole:Layout 1Torna in nuova edizione un testo edito nel 2008 da Falzea, ora riproposto da Pendragon. Lo segnaliamo perché ci sembra un buon modo per proporre vicende storiche e per raccontare ai ragazzi una tragedia come l’eccidio di Monte Sole, consumatosi tra il 29 settembre e il primo ottobre 1944, accanto a vicende simili recentemente riprese dall’editoria per ragazzi (tra le altre, il rogo di Stazzema dell’omonimo libro di Annalisa Strada e Gianluigi Spini).

In questo caso, la vicenda delle lotta partigiana sull’appenino bolognese, dei rastrellamenti nazisti e delle stragi che videro la morte di più di 700 persone in quella manciata di giorni d’autunno, è narrata dal singolare punto di vista di una lupa solitaria che scruta i modi degli uomini e pone domande e dubbi ad un asino di cui si è fatta amica. La sua voce fa così da descrizione alle azioni della Brigata Stella Rossa, guidata da Mario Musolesi che scelse Lupo appunto come nome di battaglia, ma anche alla vita in tempo di guerra di chi è rimasto a vivere nei piccoli centri sull’Appenino seguendo dal bosco per mesi le vicende che poi sfociano nell’assurdo gesto di cui l’animale è testimone.

Accompagnano il testo le illustrazioni di Antonio Ferrara, che ci siamo abituati più di recente a considerare come autore; può essere questa occasione per andare a recuperare il suo lavoro d’illustratore, sia nei testi da lui composti sia in quelli in cui ha lavorato su narrazioni altrui, come in Io sono così, di Fulvia Degl’Innocenti (Settenove, 2014) recentemente insignito del Premio Andersen 2015 come miglior libro fatto ad arte.

Questo è il sito del Parco storico regionale di Monte Sole.

Giulia Casarini – ill. Antonio Ferrara, Stivali a Monte Sole, Pendragon 2015, 77 p., euro 13 

Il numero 5

25 ago

4643-Sovra.inddQuando ti arrivano gli inediti da leggere prima della riunione di giuria di un premio, è inevitabile chiedersi chi c’è dietro le parole che stai leggendo. Identifichi piccoli vezzi, ritorni nella scrittura, similitudini e provi a indovinare chi abbia pensato a quella storia e quanto di suo, della sua vita e dei propri interessi ci sia nel mondo che ha inventato. Poi ti trovi con gli altri giurati a scambiare pareri e opinioni, a scegliere e quella scelta fa nascere un libro che ti diverti poi a proporre in lettura ai ragazzi per vedere cosa ne pensano loro e se, bene o male, coincide almeno un po’ con quel che ne hai pensato tu. Lo scorso autunno un meccanismo del genere avveniva intorno ai testi finalisti del Premio Il Battello a Vapore ed è interessante a posteriori verificare quanto immaginato con i meccanismi che hanno prodotto la storia. Contiene in parte elementi autobiografici che si rifanno al vissuto dell’autore: siamo a Rimini, a inizio anni Ottanta, nel quartiere Barafonda dove l’autore è cresciuto e dove ha giocato a basket proprio come il protagonista. Nelle prime righe Micky cerca in ogni modo di trovare una scusa, una febbre improvvisa, un valido motivo per evitare la trasferta che porterà la sua squadra – la squadra ragazzi della Pallacanestro Rimini – a partecipare a Zara ad un torneo giovanile. Vorrebbe trascorrere il tempo delle vacanze di Pasqua in piena libertà con i suoi due amici, raccontandosi storie di paura, e invece la partenza è inevitabile; a complicare il tutto, e anche a mettere un pizzico di folle curiosità, nel protagonista c’è il pacco che il temuto bullo della scuola gli consegna con l’ordine di recapitarlo al ragazzo che indosserà la maglia numero 5 della Locomotiva Praga. Micky non vuole partire, ma non può evitare di sentirsi coinvolto in una sfida, proprio lui che trasforma in sfida ogni gesto, dall’evitare le foglie secche sul percorso della scuola fino a tirare su dalla tazza di caffellatte il biscotto prima che diventi poltiglia.

Il meccanismo narrativo – che riecheggia quello de Lo spacciatore di fumetti di Baccalario (Einaudi Ragazzi 2011, riproposto nel 2013 con nuova copertina) – permette di presentare una storia che grazie allo sport e ai protagonisti può catturare facilmente anche i lettori maschi e far scoprire una pagina di storia di certo a loro sconosciuta: si ispira infatti al vero baratto messo in piedi tra squadre russe e occidentali negli anni Settanta per aggirare la cortina di ferro e permettere ai russi di procacciarsi qualche prodotto americano, impossibile altrimenti da acquistare. Così il romanzo diventa finestra su quel che è stato, in tempi nemmeno troppo lontani ma di sicuro ignoti ai ragazzini che affrontano queste pagine.

Un’intervista all’autore. L’illustrazione di copertina è di Sarah Mazzetti.

Gabriele Nanni, Il numero 5, Piemme 2015, 147 p., euro 11, ebook euro 4,99

Precious e le scimmie

24 ago

Forse questo breve racconto finirà per incuriosire principalmente gli adulti che apprezzano la scrittura di McCall Smith e i diversi universi da lui creati nelle diverse serie che porta avanti: che siano ambientate in Africa o a Edimburgo (o a Londra, ma quella di Corduroy Mansions è ancora inedita in Italia), l’autore ha la capacità di descrivere un microcosmo di cui il lettore entra in qualche modo a far parte, quasi camminasse a fianco dei protagonisti o osservasse dall’esterno i palazzi in cui vivono, le strade che percorrono.

La serie più conosciuta è certamente quella che vede all’opera Precious Ramotswe, responsabile della No. 1 Ladies’ Detective Agency, prima agenzia investigativa africana aperta da una donna. I casi tra cui si districa con l’aiuto della signorina Makutsi sono un modo per descrivere non solo l’Africa e in particolare il Botswana, ma per riflettere sui comportamenti umani e sul mondo. Molto spesso la detective fa riferimento alla sua infanzia, al padre, al villaggio in cui è cresciuta: ecco allora qui l’occasione per incontrarla bambina e per scoprire il suo primo caso. Volendo difendere un compagno di scuola ingiustamente accusato e tenuto a distanza da tutti, Precious si ingegna per dimostrare chi sia il vero colpevole dei furti di cibo che avvengono in classe.

Il racconto si presta – per il ritmo narrativo e per la sua costruzione – a essere letto ad alta voce. Si rivolge infatti a chi legge e ascolta direttamente e ha inoltre la misura giusta per essere lettura condivisa e autoconclusiva nel corso di un incontro.

Il sito dell’autore. La serie tv dedicata dalla BBc a Mma Ramotswe. Il sito dell’illustratore (prosit, a vedere gli ultimi lavori ;-) )

Alexander McCall Smith – ill. Iain McIntosh, Precious e le scimmie. Il primo caso di Mma Ramotswe (trad. di Serena Bertetto), Guanda 2015, 83 p., euro 10, ebook euro 6,99

Guarda che tipi!

20 ago

animali buffi_coverUna nuova collana Panini che affianca la tanto apprezzata “Apri gli occhi” curata da  Stéphane Frattini che, con le sue grandi finestre e ponendo l’accento sui particolari, invitava a indovinare l’animale prima e a scoprire poi curiosità in proposito. Il nuovo progetto, curato insieme al WWF, presenta dei libri cartonati dagli angoli stondati che raccontano, in ogni doppia pagina, un animale diverso: a sinistra vien fornito un identikit che lo posiziona geograficamente, indica le caratteristiche, cosa mangia, quali sono i suoi nemici (sì, anche il cacciatore che imbraccia il fucile!); l’immagine fotografica a destra è in realtà una carta staccabile per giocare con tanto di punti per le abilità e tecniche di attacco e difesa.

Come già l’altra collana citata, anche in questo caso è utilizzato lo stampatello maiuscolo che permette di proporre i libri a chi sta imparando a leggere soddisfacendo così le curiosità a proposito degli animali più diversi – dal tamarino al bradipo, dal diavolo spinoso alla volpe volante dagli occhiali, tanto per citarne alcuni.

Il progetto è a cura di Giulia Calandra Buonaura; le illustrazioni sono di Francesca Carabelli e sono per ora disponibili tre titoli:

Animali buffi, Panini 2015, 18 p., 7,50 euro 

Animali forti, Panini 2015, 18 p., 7,50 euro

Animali schifosi, Panini 2015, 18 p., 7,50 euro

Un posto per me

17 ago

Un posto per me Il libro fa parte della collana perchésì delle Edizioni Estemporanee che si popone di fare divulgazione scientifica per i più piccoli, in forma di albi che con grandi illustrazioni e testi brevi, di lievità quasi poetica, affrontano temi importanti e nozioni di biologia e di scienza in generale. Si dà voce alle cellule che formano gli individui e a chi si sta formando; si parla di cromosomi, geni, DNA, utero in affitto, fecondazione in vitro.

Questo titolo in particolare parla proprio attraverso la voce di una bambina che si forma in utero in affitto che dice dell’accoglienza e anche della difficoltà di abituasi inizialmente a suoni e profumi diversi da quelli che l’hanno cresciuta fino al suo ingresso nel mondo, ma insieme della possibilità di riconoscersi in più culture, di sentirsi a casa e soprattutto di sapersi desiderata e voluta.

Anche la postfazione, affidata alla biologa cellulare Irene Martini, diventa occasione per parlare di più piani: biologia e sentimenti, scienza della vita e vita quotidiana.

Tutti i titoli della collana hanno doppio testo in italiano e in inglese. Hanno la capacità di parlare in modo onesto e realistico – grazie anche a illustrazioni chiare e con rimandi simbolici – di argomenti che fanno appunto la vita di tutti giorni, che sono parte se non del vissuto di chi legge, magari di quello di chi gli sta accanto, del compagno di banco, del vicino di casa. E quindi sono libri importanti, in questi tempi in cui c’è chi fa liste e prende provvedimenti di fronte ad argomenti magari non comodi per tutti, ma che sono semplicemente i fatti della vita. Per questo li segnaliamo, perché magari non tutti li conoscono e perché ci siano sempre più, sugli scaffali di una biblioteca, testi di questo tipo.

Chiara Mezzalama – ill. Aline Cantono, Un posto per me / A place for me, Edizioni Estemporanee 2013, 34 p., euro 12

Hank Zipzer. Una gita ingarbugliata

13 ago

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Batte cinque, Hank, con questa nuova avventura: è infatti il quinto titolo della serie che racconta delle (dis)avventure di un ragazzino alle prese con dislessia e problemi di apprendimento, ritratto nelle sue paure, ma soprattutto nei lati brillanti della sua personalità. Ogni libro della serie racconta e diverte, mettendo l’accento di volta in volta su un tema particolare che non è al centro della narrazione ma che entra sottilmente tra le righe: l’amicizia, il confronto del protagonista con la sorella, i piccoli trucchi che ognuno mette in atto per rinfrancarsi e così via. In questa occasione vien fuori bene il parallelismo tra quanto Hank non riesce ad apprendere leggendo (un manuale che insegna a fare i nodi marinari) e quanto invece sia rapido e veloce facendo (se vede fare un nodo, lo sa riprodurre): non si negano quindi le difficoltà di lettura e di apprendimento del ragazzino, ma si sottolinea il diverso modo di arrivare allo stesso risultato richiesto. Hank non osa dire nulla delle sue difficoltà per paura che un nuovo amico lo ritenga uno stupido e così finisce per combinare un guaio a cui però pone rimedio con la velocità di reazione e la prontezza nell’organizzare i compagni: la sua classe partecipa – insieme ad un’altra quarta – a un’uscita notturna a bordo di un veliero ormeggiato nel porto di New York, vivendo per alcune ore proprio come i marinai d’un tempo. Peccato che la nave prenda il largo e i marinai a bordo si rivelino dei semplici attori ingaggiati per recitare una parte e assolutamente privi di ogni esperienza navale! Allora entra in gioco Hank, col lontano ma fondamentale aiuto del nonno.

Sul blog trovate anche le recensioni delle precedenti avventure: prima, seconda, terza e quarta! In questo video invece i due autori chiacchierano a proposito del personaggio che hanno creato.

Henry Winkler – Lin Oliver – ill. di Giulia Orecchia, Hank Zipzer. Una gita ingarbugliata (trad. di Sante Bandirali), Uovonero 2015, 208 p., euro 12

Dalla terra alla tavola

12 ago

Gli eventi, i momenti particolari, gli anniversari sono anche nell’editoria per ragazzi occasione di uscite a tema; ne abbiamo avuto assaggio ultimamente con il centenario dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, ne abbiamo prova ogni anni in vista del Giorno della Memoria, natale, festa del papà e chi più ne ha più ne metta. In molti storcono il naso e lo hanno fatto anche quando son comparsi i primi testi a tema cibo, in linea con l’Expo. Bisogna però saper distinguere e soprattutto saper cogliere i casi in cui l’occasione si fa davvero tale e cioè fa uscire in libreria dei libri necessari, dei libri di qualità, dei libri che hanno un respiro ampio.

dalla terra alla tavolaA chi incontra molte classi, e penso in particolare ai primi anni della scuola primaria, fanno sempre comodo le raccolte di racconti di qualità perché permettono di condividere delle letture ad alta voce – durante un laboratorio o al termine di una presentazione in biblioteca- che sono autoconclusive e che, nel breve spazio di poche pagine, incuriosiscono, catturano e… finiscono, cosa spesso apprezzata dai bambini che tornano a scuola con una o più storie su cui tornare. È il caso di questa raccolta curata da Grazia Gotti e Silvana Sola, dove trovano posto narrazioni da culture diverse, lasciando spazio alla scoperta di tradizioni differenti accanto a testi già noti, come quelli di Esopo, e a rimandi possibili: “La frittella delle tre sorelle” che viene dalla Germania dà ad esempio la possibilità di raccontare l’omino di panpepato nelle sue diverse versioni e magari anche nelle sue diverse versioni illustrate mettendo a confronto mani diverse e scelte stilistiche varie.

La particolarità del libro è data dalla scelta di più illustratori formatisi all’Isia di Urbino – Andrea Antinori, Marco Bassi, Martina Bonina, Eugenia Ciaramitaro, Giovanni Frasconi, Letizia Iannaccone, Matilde Lidia Martinelli, Giorgio Nicola, Davide Bartolomeo Salvemini, Luca Tagliafico – a sottolineare una volta di più il valore della pluralità che fa bellezza e ricchezza. Il testo è accompagnata da un’appendice di ingredienti: uno per ogni favola narrata, di cui si narrano peculiarità, varietà, produzione. Insomma, un bel giro del mondo per occhi, orecchie e bocca.

Dalla terra alla tavola. Venti storie di cibo, a cura di Grazia Gotti e Silvana Sola, Einaudi Ragazzi 2015, 148 p., euro 16

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