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Sacha e Tomcrouz. I vichinghi

28 Lug

Anais Halard e Bastien Quignon hanno creato la serie nel 2017 e finora hanno pubblicato in Francia due volumi, ciascuno ambientato in una diversa epoca storica. Il protagonista è Sacha Bazarec, brillante e curioso ragazzino molto popolare a scuola, che desidera disperatamente un topolino per il suod ecimo compleanno. Invece riceve in ragalo un chihuahua ribattezzato Tomcrouze in onore dell’idolo della sua mamma, la quale è un’antiquaria di prima qualità. Per un incidente avvenuto nel laboratorio da inventore del padre di Sacha, il cagnolino è in grando di funzionare come macchina del tempo ogni volta che starnutisce su un oggetto antico: in questo caso è una spada che li porta dritti dritti all’epoca dei vichinghi dove devono scampare a diversi guai.

Un fumetto molto interessante, fin dal tratto di Quignon, che fa scoprire al lettore nuovi mondi e lo rende curioso, coinvolgendolo in una lettura appassionante.

Anais Halard – Bastien Quignon, Sacha e Tomcrouz. I vichingi (trad. di Cristina Titone), Bao 2019, 88 p., euro 18

Un nemico per amico

8 Giu

nemico per amico

Una storia ambientata ai tempi in cui i vichinghi scorrazzavano sui mari, la natura dettata i ritmi di vita e una ragazzina di nome Manavilia sogna di essere capitano di una nave, veleggiare lontano e vedere il mondo. Figlia del fabbro dell’isola di Linnavuori, descrive al lettore lo scorrere della vita in mezzo alla natura, le attività quotidiane, la conformazione del villaggio sovrastato dal borgo fortificato che accoglie e protegge gli abitanti in caso di pericolo. Il mondo arriva sull’isola attraverso i racconti e le merci che i mercanti portano periodicamente, fermandosi a condividere la vita del villaggio e alimentando i sogni di Vilia. Sulle loro navi arriva anche Pekko, che naviga dopo aver perso la sua famiglia in un attacco vichingo, proprio come toccherà a Linnavuori che riuscirà a difendersi dalla furia di Olaf e dei suoi subendo poche perdite.

Pekko e Vilia hanno però un segreto: un ragazzo vichingo che tentava di arrampicarsi verso la fortezza è precipitato in mare, ma è ancora vivo. decidono allora di trasportarlo alla casa di Uvamela, la guaritrice che vive nel bosco perché lo curi ben sapendo che la legge punisce chiunque protegga o nasconda un nemico. Pian piano Vilia fa amicizia con Ergill che è il figlio del temibile Olaf, ma che non le pare in nulla diverso da lei. La gelosia di Pekko farà scoprire il segreto e l’intero villaggio si troverà di fronte al problema di un nemico che Vilia presenta invece come persona di fiducia. Si parla così lungo la trama di guerra e di pace, di diversità e di somiglianze, di pregiudizi, di verità, di modo di essere.

Peccato per il titolo abbastanza banale, mentre in originale era “il nodo vichingo” che effettivamente torna nella storia: è il nodo che Egill mostra agli amici, composto da tre anelli legati l’un l’altro che tirati si stringono. Tre insieme, proprio come i protagonisti della storia che superano diversità sociali e di provenienza, rabbie e luoghi comuni per stringersi in avventure condivise e in un’amicizia che è salda al di là delle singole contingenze e delle scelte per il futuro.

Il romanzo è ambientato nella zona sud-occidentale della Finlandia e porta gli echi del ritrovamento di novecento monete d’argento nascoste intorno al 1060 a Sauvala.

L’illustrazione di copertina è di Manuele Fior.

Roope Lipasti, Un nemico per amico (trad. di Irene Sorrentino), Feltrinelli kids 2015, 179 p., euro 13

Ivar e Svala fratelli vichinghi

14 Ott

9788858112731Laterza manda in libreria una nuova collana dedicata ai ragazzi che prende il nome dal Celacanto, il pesce preistorico dato per estinto e invece semplicemente nascosto agli occhi di tutti e ricomparso quando nessuno se lo aspettava. La collana, allo stesso modo, vuole mettere sotto gli occhi dei ragazzi lettori delle storie che vengono dal passato, ma che sono appetibili anche oggi e corredate da illustrazioni. Il formato e appunto le illustrazioni inseriscono di diritto questi libri tra gli illustrati da proporre subito anche ai ragazzi della scuola secondaria di primo grado, andando contro – come più volte già abbiamo detto – a certi pregiudizi degli insegnanti che ritengono un albo di grande formato solo destinato ai più piccoli.

L’incipit di “Ivar e Svala” sembra fatto per essere letto ad alta voce e quasi suscitare l’immagine della nave che descrive, uno knarr che viaggia vicino al Polo Nord, e della spiaggia su cui la nave deve approdare, dove un uomo ha acceso delle torce per segnalare la giusta direzione. L’uomo è Fulberth, che poche pagine più avanti darà voce a tutta la sua abilità narrativa per raccontare ai due fratelli protagonisti la storia vichinga. Fulberth narra accompagnandosi con canti e mappe, tracciando percorsi, ricordando episodi storici e riprendendo le figure di Odino, di Thor e la mitologia norrena. Fulberth narra per dare ai due ragazzi un passato e spingerli verso il futuro. E intanto il lettore conosce l’epopea vichinga e le caratteristiche di quel popolo (le tradizioni, la mitologia, l’arte della navigazione e quella della forgiatura dei metalli, la passione per i soprannomi).

In chiusura una brevissima nota storica parla del wic, insediamento in stile islandese, scoperto nel 1960 dall’esploratore norvegese Helge Ingstad e dalla moglie Anne nella parte settentrionale dell’isola di Terranova.

Il sito di Lucio Villani. Il sito di Franco Cardini. La pagina FB della collana Celacanto.

Franco Cardini – ill. Lucio Villani, Ivar e Svala fratelli vichinghi, Laterza 2014, 62 p., euro 18