Archivio per autore

Radici

18 mag

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Ci sono parole che danno luce, parole che nutrono, parole che sollevano, parole che portano lontano. Parole che sono sole e terra e acqua e aria. Ci sono parole che sono come abbracci, che scaldano, che fanno sentire meno soli, che aiutano a stare insieme, a camminare insieme, a riprendere il cammino. Ci sono parole che fanno gruppo e che fanno casa anche quando la tua casa è un mucchio di macerie o magari è ancora in piedi ma non ci puoi abitare perché è lesionata e la tua vita si sposta sotto una tenda.

Ci sono parole che fanno radici: ti ricordano le tue radici oppure te le tramandano nei racconti e nei ricordi dei tuoi famigliari che ti spiegano da dove vieni, chi ti ha sognato, chi ha fatto la tua storia prima ancora che venissi al mondo; oppure sono parole i cui stessi suoni sono radici perché a volte è la lingua ad essere radice, a legarti a un luogo, a una cultura, a chi condivide con te un dialetto, una tradizione o dei modi di dire di lessico familiare. Le radici fanno trama, danno misura al tuo passo, ti tengono ancorato senza legarti, dandoti la possibilità di essere libero di andare. E di ritornare.

Dopo il terremoto che un anno fa ha colpito l’Emilia, il progetto “Il Cantiere dell fantasia” ha portato per un’estate intera autori, illustratori e narratori che hanno incontrato bambini e ragazzi nei centri estivi di otto comuni della provincia di Modena:  San Felice sul Panaro, Mirandola, Concordia, Cavezzo, Medolla, Finale Emilia, Massa Finalese, Camposanto. Da quell’esperienza di incontro e di condivisione è nato questo libro, dove novanta autori scrivono, disegnano e raccontano (il libro infatti è accompagnato anche da un cd) a proposito di radici. Radici da cui si può ripartire.

Questo volume sarà presentato domani, domenica 19 maggio, in un incontro al Salone del Libro di Torino alle 15 (Spazio Book, pad. 5). Il ricavato delle vendite sarà interamente devoluto al Cantiere della fantasia affinché il progetto possa continuare al di là dell’emergenza.

Radici, Franco Cosimo Panini 2013, 106 p., euro 18 (con cd)

Hanno partecipato al libro: Elena BABONI, Anselmo ROVEDA, Marco PACI, Elisa ROCCHI, Michela DEGLI ANGELI, Giovanna ZOBOLI, Marina MARCOLIN, Andrea VALENTE, Anna CURTI, Laura SCAPINELLI, Lodovica CIMA, Pia VALENTINIS, Mauro BELLEI, Luigi DAL CIN, Alessandro SANNA, Claudia BIANCHI, Emanuela NAVA, Adriano GON, Gianluca PAGLIARANI, Alberto GALOTTA, Antonella ABBATIELLO, Maria Sole MACCHIA, Stefano BORDIGLIONI, Febe SILLANI, Gek TESSARO, Chiara CARMINATI, Massimiliano TAPPARI, Bruno TOGNOLINI, Andrea ALEMANNO, Fulvia DEGL’INNOCENTI, Allegra AGLIARDI, Ugo VICIC, Agostino TRAINI, Arianna PAPINI, Pietro FORMENTINI, Arianna VAIRO, Concetta FLORE, Dario MORETTI, Paolo SERVENTI, Milena BERTACCHINI, Annamaria PASSARO, Giorgio SCARAMUZZINO, Nicoletta COSTA, Cosetta ZANOTTI, Simone REA, Massimiliano MAIUCCHI, AnnaLaura CANTONE, Giuseppe VITALE, Renato CIAVOLA, Michela GRASSELLI, Gloria FRANCELLA, Gabriele CLIMA, Antonio FERRARA, Manuela MONARI, Sonia Maria Luce POSSENTINI, Agnese BARUZZI, Gabriele SALARI, Alberto RUGGIERI, Annalisa STRADA, Sophie FATUS, Claudia CAMICIA, Francesca AMAT, Roberto MORGESE, Barbara BONGINI, Vittorio CAVANI, Sonia FERRARI, Elisa MAZZOLI, Francesca SALUCCI, Loredana FRESCURA, Laura CREMA, Massimo MISSIROLI, Benedetta FREZZOTTI, Rossano GENTILI, Stefano FARISELLI, Daniele GOLDONI, Luca BARBI, Alessandro D’ORAZI, Gianluca MAGNANI, Alessandra BASCHIERI, Marco REMONDINI, Carlo FRANZINI, Marco VERSARI, Alessandro PIVETTI, Matteo FAGGIANI, Ciro Elio SALTARELLI, Nicola GROSSI.

Noi nella corrente

15 mag

Più riguardo a Noi nella corrente. Tre amici. Un amore. Un'estate. L'estate in cui tutto cambia

Il nome di Bérénice Capatti è per me associato a tante apprezzate traduzioni e mi è venuto spontaneo chiedermi, aprendo il suo primo romanzo da autrice, se scrivesse bene quanto traduce.

La storia a tre voci incrocia le vite di due sedicenni e un diciassettenne che si ritrovano, per incroci di famiglie e amori, a passare le vacanze in un campeggio al lago. Il fulcro è Michele, con cui Elisa ha appena cominciato una storia, giusto in tempo per assaporarne la novità prima che lui cambi città e vada a vivere con la nuova famiglia della madre, dove c’è anche Anna. La vacanza, unico modo per Elisa e Michele di ritrovarsi dopo la lontananza, costringe i tre ragazzi alla convivenza forzata e a dover fare i conti con le diversità di carattere e di aspirazione, ma anche con le persone che li circondano: vecchi conoscenti e nuove conoscenze che cambiano il precario equilibrio creatosi, dando vita a nuovi legami, a nuove alleanze.

Un finale non scontato e nello stesso tempo aperto, dove ciascuno dei protagonisti guarda se stesso e cerca di diventare quel che veramente è. Una storia raccontata attraverso punti di vista diversi che permettono al lettore di considerare le stesse situazioni da più angolature.

Bérénice Capatti, Noi nella corrente, Rizzoli 2013, 240 p., euro 13

Che fantastici mestieri!

14 mag

Più riguardo a Che mestieri fantastici!In questo grande quaderno quadrone, due racconti su mestieri particolari: il riparatore di nuvole e il cercatore di parole. Adesso che ho passato l’inverno a leggerli ad alta voce mi accorgo di non averli segnalati: racconti da condividere per affascinare i bambini in particolare con la storia di Nimbo che rattoppa e incolla nuvole dai nomi bellissimi, mette in sesto le nuvole anziane, regala la possibilità di piovere a quelle che si sono seccate. Ha pazienza, soprattutto quando si trova davanti situazioni e ospiti imprevisti e deve inventarsi una soluzione.

Dizzy invece è stipendiato dalla biblioteca comunale e ti aiuta a trovare le parole che ti mancano, quelle che non ti vengono in mente mentre fai il tema di italiano, quelle che nel bel mezzo del discorso hai lì sulla punta della lingua ma non riesci più esattamente a ricordare. Lui conosce parole, paroline e paroloni, a volte tira esibisce termini che il suo interlocutore ignora, ma anche lui non esente dal… oh, non mi viene la parola!

Le illustrazioni sono di Tullio Pericoli, bella occasione per avvicinare i giovani lettori al suo mondo, e il tutto è preceduto da un gioco di anagrammi di Stefano Bartezzaghi che mescola e rimescola le lettere del “quaderno” dando loro filo logico di racconto.

Massimo De Nardo – disegni di Tullio Pericoli e anagrammi di Stefano Bartezzaghi, Che fantastici mestieri, Rrose Sélavy 2012, 32 p., euro 12

Che ora è?

13 mag

Più riguardo a Che ora è?Un cartonato per leggere dello scandire della giornata e del passare delle ore e per prendere familiarità con l’idea del tempo che passa e con l’orologio. Il piccolo lettore può infatti seguire sulla pagina di destra lo scorrere delle lancette su una bella sveglia panciuta e sulla pagina di sinistra vedere le azioni che l’orso protagonista associa a quel momento e provare con lui a stiracchiarsi, leccarsi le briciole dai baffi, rotolarsi nel prato, galleggiare tra le bolle di sapone. Azioni quotidiane che vengono dette con parole più dolci. Una giornata in cui c’è l’ora delle stelle e quella di salpare coi pirati e quella di lucidare il sorriso. E di mettere Dido e banana nello zainetto. Oh sì.

Il blog dell’autrice. Il blog dell’illustratrice.

Una nota: in questo libro, come in altri  (ad esempio alcuni testi della serie “Tre passi” di Emme, alcuni della collana “Anch’io so leggere” de Il Castoro, alcuni cartonati di Nicoletta Costa sempre per Emme) il testo imita la scrittura, utilizzando font in corsivo che non sempre risultano di così semplice e immediata lettura da parte di un lettore alle prime armi. In qualche caso sarebbero testi più fruibili se fossero scritti in stampatello maiuscolo.

Fulvia Innocenti – Francesca Carabelli, Che ora è?, Lapis 2013, 24 p., euro 8,5

Sempreverde

9 mag

Più riguardo a Sempreverde. Il segreto di nonno TeodoroSiccome sono giorni di sole e di colline e prati verdi verdissimi e di primavera finalmente, recuperiamo questo libro verde uscito lo scorso anno che con le sue grandi e singolari illustrazioni racconta la storia di due anziani signori, nati nello stesso giorno, ora più che centenari ma ben diversi tra loro. Lo si vede fin dalla prima immagine: intorno alla loro torta di compleanno multipiano il signor Osvaldo è elegantemente vestito di nero, un po’ ingessato come se quel cappellino colorato sulla testa lo imbarazzasse. Invece il signor Teodoro sfoggia dei grandi occhiali dalla montatura rossa, una maglia a righe, dei pantaloni a pois e vanta un cuore sempreverde perché – confida all’amico – beve alla fonte della giovinezza.

Così Osvaldo decide di seguirlo per una settimana annotandosi tutto e cercando di carpirgli il segreto di tanta vitalità. Teodoro va sul monte la mattina a raccogliere fiori; ama mangiare di gusto e si prepara piatti appetitosi; fa esercizio da solo e in gruppo; cura il suo aspetto; legge e ride tanto. Insomma, mantiene il suo cuore tenero come quello di un bambino. E anche nel cuore di Osvaldo cresce del verde… E cin cin!

Sulla capacità di apprezzare la vita e gustarla nelle illustrazioni sempre allegre e efficaci di Ilaria Guarducci. Che bello.

Ilaria Guarducci, Sempreverde. Il segreto di nonno Teodoro, Fatatrac 2012, 28 p., euro 14,90

Verso casa

7 mag

Più riguardo a Verso casa La fuga da un paese in guerra raccontata attraverso l’eroica figura di un cane antibomba intorno a cui ruota l’intera vicenda. Nel testo si alternano tre voci: quella del protagonista Matt, quella del nonno con cui passa un periodo estivo, quella del suo amico Aman rinchiuso in un centro di raccolta e detenzione per immigrati in attesa di essere rimpatriato.

Matt convince il nonno a raggiungere il centro per vedere Aman racconta di come lui e la madre abbiano lasciato l’Afghanistan e le peripezie, le condizioni disumane, il dolore che hanno affrontato per raggiungere lo zio in Inghilterra. E di come, sei anni dopo, la polizia si sia presentata a casa per rimandarli indietro. Alla loro si intreccia la vicenda di Ombra, uno spinter spaniel arrivato per caso nella grotta in cui vivevano, che li ha accompagnati durante una parte del viaggio e che è stato riconosciuto come uno dei cani addestrati dall’esercito e creduto morto. Un cane che aiuterà anche a chiudere il cerchio della vicenda, che finisce e non finisce, lasciando mille domande e possibilità sul futuro di Aman e della sua mamma.

Pensavate che la stagione dei libri sui cani fosse finita… eh no ;-) Se invece volete saperne di più su Morpurgo, ecco la biografia uscita lo scorso anno. Il sito dell’autore.

Michael Morpurgo, Verso casa (trad. di Maria Bastanzetti), Piemme 2013, 187 p., euro 16

Messaggi da lontano

4 mag

Più riguardo a Messaggi da lontanoI messaggi a cui fa riferimento il titolo arrivano da lontano nel tempo e nella storia della famiglia di due dei protagonisti; una storia di cui non sono consapevoli perché fa parte delle pieghe della storia di famiglia, di quei fatti abbastanza lontani nel tempo da non essere raccontati, pensando che si possa prescindere in qualche modo dalla terra in cui affondano le radici di ciascuno e crescere senza conoscerle. Pietro e Fiorenzo sono due compagni di classe molto amici che insieme alle 
loro sorelle più piccole Alice e Sibilla costituiscono la Tribù del Coprifuoco, così chiamata perché l’ora di rientro in casa è fissata e obbligata dai rispettivi genitori e nonni, ma non per questo impedisce loro di godersi il tempo libero del pomeriggio, dedicarsi alle proprie passioni (come la scienza e l’osservazione di insetti e animali vari per Pietro) e incuriosirsi davanti a quel che non torna: i cartelli di minacciosi avvertimenti, composti con lettere ritagliate dai giornali, che cominciano ad apparire appesi alla cancellata della vecchia scuola materna ora in disuso, vicino alla quale si ritrovano abitualmente. Come se qualcuno li mettesse lì proprio per loro.

La storia si sviluppa sul filo dei tentativi di capire chi e cosa si nasconde dietro i messaggi, in un intrecciarsi di situazioni diverse. Però… Però tre cose che mi saltano all’occhio immediatamente: il protagonista Fiorenzo viene chiamato Lorenzo nel risvolto di copertina; nessun tredicenne credo direbbe mai chiacchierando con gli amici “apparecchio fotografico”;
qualcuno mi spiega come sia possibile che il padre di Pietro prenda delle “belle craniate” contro il poster di Lorenz che il figlio ha dovuto – per carenza di spazio sui muri tutti occupati da librerie – appendere al soffitto con fili di nylon sottilissimi? Se sta su appeso così, forse non è inquadrato… craniate contro un foglio di carta… Non per far le pulci, ma perché se certe cose saltano all’occhio a una prima lettura, tanto più le noteranno dei giovani lettori attenti.

Il sito dell’autrice, che conosciamo per i suoi romanzi Einaudi per adulti. Il blog dell’illustratrice.


Mariapia Veladiano – ill. di Zosia Dzierzawska, Messaggi da lontano, Rizzoli 2013, 173 p., euro 15

Ribelli in fuga

1 mag

Più riguardo a Ribelli in fugaQuesto romanzo, ambientato tra il 1926 e il 1927, racconta la storia di un gruppo di ragazzini di un piccolo paese sugli Appennini che, sotto la guida del parroco, vivono l’esperienza dello scoutismo, condividendone gli ideali di coraggio, onore e lealtà, vivendo avventure tra i boschi, sulle loro montagne. Finché il fascismo arriva più forte anche in quell’angolo di mondo, imponendo le proprie regole, cancellando il ruolo del sindaco e del consiglio comunale per sostuirli con podestà, portando l’arma di convinzione della violenza, impedendo ai ragazzi di continuare a essere un gruppo scout e intruppandoli nell’opera nazionale balilla con i suoi raduni obbligatori del sabato.

Nel gruppo sono ben delineati i caratteri dei ragazzi e le caratteristiche degli adulti che li circondano così come del momento storico: ci sono le invidie, le simpatie, chi è portato naturalmente a essere leader, chi segue; ci sono le persone che seguono gli avvenimenti senza chiedersi nulla e chi diffida; chi prende la tessera per convenienza, chi rimane scostato, guardando con diffidenza i cambiamenti che stanno avvenenndo anche nel piccolo paese: le scritte inneggianti e i motti fascisti che compaiono sul muro, il parroco che viene obbligato a diventare cappellano ufficiale dei balilla e poi inviato dal vescovo in altra sede quando la sua azione diventa di intralcio al partito; le insegnanti che fanno scelte diverse come i genitori dei ragazzi.

Il romanzo rappresenta sicuramente un mondo originale di affrontare questo periodo storico che è lasciato a margine solitamente nella narrativa dedicata ai ragazzi per privilegiare invece il periodo delle Seconda Guerra Mondiale, le storie di deportazione e di resistenza. Mostra come il fascismo si potesse insinuare in una piccola comunità stravolgendone i legami e portando con forza e con violenza le proprie leggi e le proprie assurdità e di come si potesse reagire (con sgomento, con la testa bassa, con coraggio, con ribellione), delineando figure di ribelli che – nell’epilogo datato 1943 – fanno intravedere echi di Resistenza.

Lascia diversi interrogativi (davvero quattro ragazzini potevano lasciare le proprie case e le proprie famiglie per andare a vivere in un rifugio sulla montagna? Davvero nessuno in paese avrebbe reagito se non chiedendosene la ragione? Hanno continuato la stessa vita fino al 1943 e oltre?), una personale buffa domanda (mi sono ritrovata a domandarmi perché una bambina di sei anni di un piccolo paesino appenninico girasse con un pupazzo a forma di pinguino), un interrogativo di curiosità (in anni nemmeno troppo lontani l’anno scolastico aveva una durata diversa rispetto ad oggi e solitamente non si entrava in classe prima di ottobre, quindi è possibile che a Pruneto la scuola sia cominciata il 13 settembre 1926?). E semina anche inesattezze storiche: l’insegnante Rachele non poteva essere membro del consiglio comunale quando, nel 1927, il sindaco e il consiglio furono sostituiti dal podestà: in Italia le donne ottennero il diritto di votare e di essere elette nel 1946…

La vicenda è ispirata al gruppo scout delle Aquile Randagie, che operarono durante la guerra per aiutare ebrei, renitenti alla leva, disertori e ricercati a fuggire in Svizzera e la cui vicenda è stata raccontata dal regista Fausto Toncelli nel documentario “Il grande gioco”.

Tommaso Percivale, Ribelli in fuga, Einaudi Ragazzi 2013, 246 p., euro 10

Castelli di fiammiferi

29 apr

Più riguardo a Castelli di fiammiferiLa testa e le orecchie di Jan sono piene di parole: non solo quelle dei suoi genitori e dei suoi amici, ma anche quelle del suo pappagallo Malcolm, del suo orsacchiotto, dell’automobilina dei pompieri, del supereroe con cui gioca. A volte borbotta persino il frigorifero. A Jan piacerebbe che ogni tanto facessero silenzio e lui riuscisse così ad ascoltare i suoi pensieri. Ma non silenzio come quello di sua sorella Lisa, che è più grande di lui anche se non sembra, che sa dire solamente sì e no, che mangia esclusivamente ravioli di ricotta e spinaci, che non ama i cambiamenti, che a volte urla così forte da non poterne più. Jan è convinto che la sua mamma non ne può più e teme che se ne vada; è anche convinto che Lisa voglia un cane e che prima o poi loro due fratelli riusciranno a comunicare.

Nel mondo quotidiano di Jan c’è spazio per le parole e per i silenzi, per litigare con gli amici e fare pace, per condividere domande a cui dare risposte proprie, a volte buffe, a volte estremamente serie e lineari come solo i bambini sanno fare. C’è posto per le vacanze a casa dei nonni e per una nuova amica che ha un fratello strano quasi quanto Lisa. C’è posto per ridere e per piangere, per il dolore della verità e per provare a ricucire certi lividi e certe ferite. C’è la pazienza: quella di Lisa, così brava a costruire coi fiammiferi, quasi quanto il nonno; quella della sua famiglia che, nonostante il dolore di certe scelte, sa inevitabilmente che vanno fatte e che si deve comunque camminare piano per andare avanti.

Questo libro, che racconta di una famiglia alle prese con una figlia autistica, assomiglia molto a quel diritto alla verità che Alain Serres invoca sempre come diritto primario per ogni bambino.

E la copertina di Peppo Bianchessi è di una semplice efficace bellezza. Il sito dell’autrice.

Bettina Obrecht, Castelli di fiammiferi (trad. di Barbara De Carli), Uovonero 2013, 123 p., euro 12,50

Sotto il cielo di Buenos Aires

24 apr

Più riguardo a Sotto il cielo di Buenos Aires

Un romanzo che mescola nella storia di Ines due temi importanti dal punto di vista storico: l’emigrazione italian (in questo caso dall’Abruzzo) verso il Sud America e il dramma dei desaparecidos durante la dittatura argentina e dei bambini cresciuti nelle famiglie dei militari e rintracciati dalle nonne di Plaza de Mayo.

Il piano narrativo procede su quattro  tempi diversi: il 1952, dove Ines e i suoi genitori aspettano “la chiamata” da parte dei cugini già emigrati in Argentina e la ragazzina si trova in biblico tra le speranze di realizzare i suoi sogni nel nuovo continente e la nostalgia di quel che lascia; il 1978, a Buenos Aires, dove Ines è madre e nonna e vive il dramma del rapimento e della scomparsa della figlia, del genero e di due dei tre nipotini; il 1992 sempre nella città argentina dove la donna ritrova i nipoti che vivono in maniera differente la scoperta della verità sul proprio passato; infine Madrid ai giorni nostri dove una nuova Ines, una ragazzina in ricerca, vìola la consegna materna e scopre grazie a una lettera cosa si nasconde nella storia della sua famiglia, abbracciando la prima Ines che il lettore ha conosciuto, ormai novantenne e rientrata in Italia.

Il blog dell’autrice. La copertina del libro è di Olaf Hajek.

Daniela Palumbo, Sotto il cielo di Buenos Aires, Mondadori 2013, 249 p., euro 15

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