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L’incredibile caso dell’uovo e del Raffaello perduto

16 Mar

l'incredibile caso dell'uovo

Theodora Tenpenny è abituata a scovare tesori: il nonno le ha insegnato a non buttare quello che può ancora essere riutilizzato e a recuperare qualcosa di utile in soffitta o per strada, tra quel che la gente accantona per poi gettar via e i marciapiedi di Manhattan possono celare vere sorprese. Quel che di certo non si aspetta è che, sotto il dipinto che da sempre è appeso sopra il camino nello studio del nonno, quello che ritrae un uovo, si celi un dipinto dal valore inestimabile, forse addirittura dipinto da Raffaello Sanzio seicento anni prima. Le ultime parole del nonno, quel che di arte le ha insegnato sembrano proprio portare in quella direzione allora la ragazzina si mette in caccia di notizie, di pareri, imbattendosi in una storia molto diversa che la porta a scoprire non solo il segreto sotto la stesura  superficiale di vernice, ma anche quello nella vita del nonno che, a differenza di quel che ha sempre raccontato, ha fatto la guerra, ha vissuto l’esperienza dell’internamento ed è stato uno dei Monuments Men la cui vicenda è stata recentemente raccontata in un film.

La ricerca procede per tentativi, intoppi testardaggini e va avanti per colpi di scena e grazie all’aiuto di tante persone che fanno sentire meno sola la protagonista, sulle cui spalle pesa il futuro della sua famiglia, con la madre immersa in teoremi e formule matematiche, e della vecchia casa in cui vivono. Il libro parla di arte, di artisti, di biblioteche pubbliche e bibliotecari, di amicizia e dei beni sottratti agli ebrei in Europa durante la Seconda Guerra mondiale. È un libro che fa ridere, che fa commuovere, che si legge d’un fiato; insomma, finalmente una nuova buona avventura per i lettori della scuola media, non a caso pluripremiata dai librai statunitensi. Una delizia da leggere e una carta vincente da consigliare.

Il sito dell’autrice. La mappa dei luoghi di Theo. L’illustrazione di copertina è di Matteo Piana.

Laura Marx Fitzgerald, L’incredibile caso dell’uovo e del Raffaello perduto (trad. di Giulia De Biase), Fabbri 2015, 223 p., euro 13,90, ebook euro 8,99

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Hemingway e il ragazzo che suonava la tromba

22 Ott

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Che bello questo romanzo di Luisa Mattia che fila via veloce nella lettura e avvincente nella trama, ma soprattutto nella resa del protagonista, delle sue sensazioni e dei suoi sentimenti.

Il primo capitolo si apre a Milano, nella tarda primavera del 1918, presentandoci quattro amici in uscita dal cinema dove hanno appena seguito le imprese di Maciste alpino; poi il racconto se li lascia alle spalle per focalizzarsi su uno solo di loro, Beniamino, il cui padre è un aviatore impegnato in guerra da tre anni. Benni sogna di essere come lui, di compiere imprese eroiche, di difendere la patria anche a mani nude e scalpita perché ha appena sedici anni. Ma un vecchio foglio di identità, la somiglianza col padre e l’omissione della data di nascita danno gambe e piedi alla sua voglia di arruolarsi. Uscito di casa con una bugia senza salutare nessuno, Benni lascia la sua vecchia vita insieme agli abiti abbandonati in cantina per vestirsi con gli abiti paterni e si presenta al Distretto militare: è convinto che in famiglia gli perdoneranno tutto non appena avranno notizia delle sue eroiche azioni. Alto e robusto, fuori misura quasi per ogni divisa, abbattuto subito dall’iniezione del vaccino e incapace di fare centro al bersaglio, Benni non finisce in prima linea, ma in fureria a Fossalta di Piave, a contare le uova, i sacchi di zucchero e i rifornimenti vari. Qui conosce Hem, americano arruolatosi volontario e impegnato nel servizio di autoambulanza della Croce Rossa, che gli racconterà la guerra – quella vera che si combatte nelle trincee più avanti – e la vita. Perché Benni, uscito di casa al mondo per la prima volta, si scontra con la realtà di una guerra che ha solo immaginato e che è fatta di sangue, di pidocchi, di fame, di rumore e di dolore, ma si scontra anche con il primo amore della sua vita che rende luminosi e brillanti anche i giorni più difficili in cui il fronte arretra fino a travolgere tutti.

Il sito dell’autrice. Il blog dell’illustratore. Peccato che il sito indicato nella nota finale a proposito delle vicende italiane di Hemingway non sia al momento raggiungibile; trovate alcune notizie qui.

Il libro fa parte della serie “La Grande Guerra” che, in occasione dell’anniversario della Prima Guerra Mondiale, Piemme manda in libreria per ricordare questo momento storico attraverso gli occhi di protagonisti ragazzi. Per l’occasione viene felicemente riproposta la grafica (già utilizzata nella serie dei classici sempre Battello a Vapore) che vede in alcune pagine, a lato del testo narrativo, la presenza di brevi note storiche che spiegano, sottolineano, approfondiscono e aiutano a contestualizzare la storia.

Luisa Mattia – ill. di Matteo Piana – introduzione e approfondimenti di Paolo Colombo, Hemingway e il ragazzo che suonava la tromba (con una nota storica di Luciano Tas), Piemme 2014, 186 p., euro 10, ebook euro 3,99

L’estate del coniglio nero

25 Feb

estate coniglio neroVolevo leggere questo libro da quando ho visto la copertina (questa volta ben più appetibile dell’originale) che occhieggiava da una anticipazione editoriale. Lo volevo leggere perché l’ha scritto l’autore di Una canzone per Candy, romanzo altrettanto essenziale e duro sull’adolescenza tradotto da Sonda nel 2010. Anche questa storia ha le caratteristiche della precedente e denota una capacità di mettere su carta i personaggi e le loro diverse strade semplicemente narrando, facendole emergere senza bisogno di forzare su descrizioni e analisi. In più questa storia diventa di fatto un giallo, dove i misteri che si nascondono non sono solamente quelli che hanno portato alla morte di una ragazzina di successo, ma quelli nascosti nella doppia vita di molti dei ragazzi che compaiono sulla scena.

La voce narrante di Pete svela l’attimo esatto in cui l’azione e l’estate si mettono in moto: una telefonata che risveglia i tempi andati, quelli in cui lui, Raymond, Pauly, Nicole e il suo gemello Eric condividevano le giornate, le bravate, i rifugi. Proprio al covo Nicole propone di ritrovarsi una sera, prima che lei e il fratello si trasferiscano a Parigi coi genitori. Una sorta di saluto, di ricordo dell’amicizia, ma Pete sa che ormai sono persone diverse che fanno cose diverse e hanno amici diversi. L’unico che lui continua a sentire vicino e amico è Raymond, da sempre suo vicino di casa, da sempre proprietario di un mondo proprio dove parla con un coniglio nero, considerato da tutti strano, preso in giro, deriso. L’alcol, le suggestioni del passato, le luci accecanti del luna park, la confusione che Pete sente addosso lo conducono attraverso una notte quasi folle, tra le parole che un’indovina rivolge a Raymond e la scomparsa del ragazzo stesso. Ma è scomparsa anche Stella, un tempo loro compagna di scuola e ora piccola diva della tv, e su di lei si concentrano le ricerche e le domande. Solo Pete si batte per tenere Raymond sotto l’attenzione di tutti, e come vittima, non come colpevole.

Pete guarda, somma, traccia linee di collegamento. Come gli spiega l’indovina c’è una sorta di catena di sguardi che, in quella notte misteriosa, ha legato tutti i protagonisti: chi nasconde qualcosa, chi viene messo in mezzo per coprire, chi passa di lì e solo dopo capisce.

Efficace ritratto della fatica di crescere, della difficoltà di parlare con gli adulti e di farsi ascoltare, di dare una misura al mondo e di rimanere se stessi.

L’illustrazione di copertina è di Matteo Piana.

Kevin Brooks, L’estate del coniglio nero (trad. di Paolo Antonio Livorati), Piemme Freeway, 427 p., euro 15, e-book euro 9,99

Totò va al Nord

29 Mag

totoTra i libri per ragazzi che raccontano di epoche storiche più o meno vicine, si inserisce questo romanzo di Renata Mabelli che affronta un’emigrazione molto più prossima nello spazio di quelle che si raccontano spesso ai ragazzi: l’emigrazione Sud-Nord che vide in Italia, nel secondo dopoguerra, tante persone e tante famiglie lasciare le loro case e i loro luoghi d’origine per trasferirsi nel nord del Paese alla ricerca di lavoro nelle fabbriche o nei cantieri edili.

Così capita anche al giovane protagonista della storia che lascia la Sicilia insieme alla nonna per raggiungere i genitori a Milano. O meglio, a Cologno Monzese “che non è Milano”. Per scoprire un mondo totalmente diverso da quello che lui ha conosciuto fino a quel momento, un mondo “che non è”. Non è casa, ma non è nemmeno “miele per le strade”, come dice suo padre. Un mondo dove viene mandato a lavorare senza che gli venga chiesto se è d’accordo, dove non si frequenta la scuola, dove si vive accampati in una casa senza armadi e con le tende a dividere le stanze.

La nostalgia di casa, degli amici, della vita di prima, unita alla fatica del quotidiano e alla rabbia, ma anche alla paura mettono Totò in fuga: sulla sua strada un orfano dell’alluvione del Polesine che cerca di cavarsela vendendo mazzetti di fiori pur senza licenza. I due ragazzi camminano insieme, tra analogie e differenze, tra paure e speranze, saggiando la vita dei “napoli” presi in giro dagli altri ragazzi, scappando, nascondendosi, trovando conforto persino in un sussidiario tanto familiare quanto mai avrebbero immaginato.

Renata Mambelli – ill. di Matteo Piana, Totò va al Nord, Piemme junior 2013, 137 p., euro 8

Il codice dei Re

21 Dic

More about Il codice dei reHo cominciato questo libro a Saluzzo e me lo sono portata dietro in treno verso Torino e se fossi salita in Val Susa sicuramente avrei collezionato un altro dei luoghi citati. La storia di Beatrice, che passa l’estate con lo zio antiquario, prende improvvisamente una piega di mistero quando una donna dall’accento francese e il suo misterioso capo dal nome di Zachar chiedono allo zio una lista di libri antichi, preziosi e molto particolari. Stanno cercando di ricostruire un’antica collezione e di risalire al Vocabolario della Lingia dei Re, un linguaggio che ha la capacità di ridurre in suo potere chi lo ascolta. Il libro forse sarà un po’ ostico al giovane lettore per via dei termini tecnici e dei riferimenti a testi antichi e a testi particolari non solo per chi si occupa di libri ma anche di biblioteconomia. Però questa recensione è assolutamente poco critica per un certo verso, nella misura in cui non ci si può non affezionare a un libro per quanto bene si conoscono i posti di cui parla. La vicenda si svolge prevalentemente a Torino, di cui ricrea l’atmosfera delle strade del centro, delle librerie antiquarie, dei portici. C’è proprio di tutto: dalle caramelle Baratti al cioccolato di Mulassano, dal gelato di Fiorio a un buon kebab, dal Golden Palace all’ascensore che sale dal Museo del Cinema alla cima della Mole Antonelliana. C’è una bellissima descrizione della Palazzina di caccia di Stupinigi e un’affascinante salita in Val Susa al Forte di Exilles. Ci sono riferimenti alla storia (i Savoia, la Francia) e ai suoi misteri (la Maschera di ferro, il motto FERT dall’interpretazione incerta). C’è soprattutto la splendida magia di una notte del racconto nei sotterranei della città,  una notte in cui un narratore e i suoi traduttori, la musica e la forza delle parole sconfiggono il tempo con la loro poesia. Una Corte dei Miracoli a cui ci piacerebbe davvero partecipare…

Ogni titolo di capitolo, in questo continuo rimando di riferimenti e allusioni,  è una posizione del gioco degli scacchi.

Pierdomenico Baccalario – ill. di Matteo Piana, Il codice dei Re, Piemme junior 2010, 328 p., euro 17,5