Una canzone per Candy

1 Lug

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Perché non riesci a capire, papà, avrei voluto dirgli. Trattami come un bambino o come un adulto, non come se fossi qualcosa che si trova nel mezzo.

Joe sta attraversando quella terra di mezzo che è l’adolescenza, quando tu fai fatica a riconoscerti e per il resto del mondo non sei né carne né pesce, né bambino né adulto. Joe ha una sorella più grande, un padre premuroso ma distante, una madre che non vive con loro. Poi ha la musica rock e il gruppo in cui suona il basso: la musica che lo fa sentire bene, che fa volare il tempo, che gli dà l’adrenalina necessaria e gli toglie ogni residuo di timidezza (e Joe ne ha tanta davvero di timidezza, mescolata al’inadeguatezza verso il mondo, al non sapersi muovere, al non sapere dove stare). Un pomeriggio, tra le strade di Londra, si imbatte in Candy e improvvisamente se ne innamora.

Era la voce di una ragazza. Era dolce e squillante come un gioiello che brilla in mezzo al fango e, anche se non era molto alta, riuscì lo stesso a farsi sentire in mezzo a quella confusione e a colpire le mie orecchie come la punta di diamante della lama di un coltello. Mi girai piano e, tra tutte le altre facce dai contorni diffusi, la vidi. Era appoggiata al muro e mi sorrideva. Quello era proprio il tipo di sorriso che toglieva il fiato, e lei era bellissima. Lei sì che sapeva sorridere.

Quando cerca di ritrovarla scopre un mondo altro, che vive parallelo al suo e di cui non sa nulla: Candy è una prostituta, si droga e dipende in tutto da un colosso di nome Iggy che è il suo protettore. Quando Joe cerca di portarla via dalla sua vita, quando Candy racconta come ci è finita, quando la bolla che li contiene (e che è fatta di normalità, come andare allo zoo  a vedere i canguri, e insieme di violenza inimmaginata) coinvolge anche altre persone, il dramma si affaccia e improvvisamente scoppia, inevitabile. Perché, come dice la sorella di Joe, certe cose capitano. Bosogna vedere poi cosa accadrà.

Un romanzo duro e asciutto , doloroso, dove ti sembra che ogni riga stia al posto giusto e sia assolutamente necessaria. L’autore ci regala alcune righe di prefazione davvero belle, che meritano quanto l’intero romanzo, e ci dice:  in un certo senso, credo che Candy parli proprio di questa sensazione: essere un ragazzo, innamorarti, trovarti in posti dove non sei mai stato. Io, però, ci sono stato e voglio raccontare come ci sente, cosa si prova e come le cose che desideri non sempre fanno per te, e tu lo sai, ma continui a desiderarle.

Kevin Brooks, Una canzone per Candy (trad. di Claudia Verardi), Sonda 2010, p. 281, euro 14.

2 Risposte to “Una canzone per Candy”

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    […] da una anticipazione editoriale. Lo volevo leggere perché l’ha scritto l’autore di Una canzone per Candy, romanzo altrettanto essenziale e duro sull’adolescenza tradotto da Sonda nel 2010. Anche […]

  2. Bunker Diary | Le letture di Biblioragazzi - lunedì, 11 maggio 2015

    […] conosce e apprezza la scrittura di Kevin Brooks (in italiano sono stati tradotti Una canzone per Candy, Sonda 2010 e L’estete del coniglio nero, Piemme 2014) sa che le sue pagine possono essere […]

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