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In viaggio con lo zar

9 Gen

La collana Libri corsari di Solferino si rivela ancora una volta di giusta misura per catturare il lettore nell’avventura, grazie al formato illustrato, alla scelta del romanzo breve, a una grande avventura che si presta molto bene ad essere letta ad alta voce. Pierdomenico Baccalario infatti ci mette dentro la giusta cadenza ritmata della narrazione orale e fa venir voglia davvero di farla suonare a voce alta, la storia del viaggio di Jakov Jurovsky e del giovane zar Nicola.

Siamo in Russia, nel maggio del 1891 e Jakov è un ragazzo cresciuto lontano dala sua città d’origine, insieme ai nomadi e al signor Potocki, per cui caccia preziose pellicce e che è quel di più vicino a un padre abbia mai avuto. L’abilità di Potocki e la sua conoscenza del territorio fa sì che l’uomo venga scelto per accompagnare da Vladivostok verso San Pietroburgo lo zar Nicola, in segreto, seguendo rotte che possano tenerlo lontano da chi sta complottando per ucciderlo. Il cacciatore accetta a patto di portarsi dietro il ragazzo e così comincia l’avventura a tre, l’addomesticamento, i guai. Toccherà a Jacov portare in salvo lo zar riconoscente; toccherà a lui, quasi trent’anni dopo, portare a compimento la tragica profezia di uno sciamano.

Come negli altri volumi, un’appendice di approfondimento e alcune pagine (qui di Guido Sgardoli) che dicono come gli elementi inventati dall’autore si innestino sulla storia vera e come le rivoluzioni tornino, ripresentino il conto, siano molto diverse. Tra i momenti migliori della storia, le parti in cui si descrive il rapporto tra Jacov e Potocki, gli insegnamenti, le parole importanti, i modi di fare che rimangono incisi anche nei modi di fare e di essere del ragazzo.

Pierdomenico Baccalario – ill. Rosalia Radosti, In viaggio con lo zar, Solferino 2018, 87 p., euro 10

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Le volpi del deserto

10 Apr

A undici anni Morice Renard si trasferisce con la famiglia da Marsiglia in un villaggio della Corsica dove i genitori hanno acquistato un albergo: sono gli ultimi giorni di giugno del 1986, sullo sfondo i Mondiali di calcio in Messico, davanti agli occhi il decadente Hotel Napoléon e un paesaggio da sogno: mare e scogliere su cui il ragazzino sogna di registrare suoni con la sua attrezzatura speciale. La passione per le registrazioni e il sogno di diventare rumorista passano però presto in secondo piano perché la nuova casa nasconde alcuni misteri: il precedente proprietario, uno skipper tedesco con una sola mano si è suicidato, alcuni libri della sua biblioteca riportano note e strane informazioni, un marinaio tedesco che vive in paese è appena scomparso, nelle cantine dell’albergo c’è qualcosa che non quadra. A guidare Morice nella scoperta del villaggio e dei suoi abitanti e a coinvolgerlo nella ricerca di indizi è Audrey, un’intraprendente coetanea figlia del sindaco. I ragazzi scoprono una vicenda legata alla Seconda Guerra Mondiale, una strana alleanza che ha coinvolto Rommel – il generale nazista detto “la volpe del deserto” – e l’autore de “Il piccolo principe” che ha volato proprio in quella zona che ha conosciuto un ragazzino, ora anziano e cieco. Un importante tesoro nascosto coinvolge da quarant’anni una serie di persone che hanno incrociato proprio al villaggio le loro vite: anche Morice e Audrey entrano nel gioco, in un crescendo di azione e di pericolo.

In questo romanzo il lettore incontrerà Saint-Exupéry e Roald Dahl, i Goonies e Hitler, cadaveri e sottomarini nascosti, l’indipendentismo corso e il potere dei sogni. Potrà divertirsi con i protagonisti a scovare indizi nascosti in libri che ha letto, immaginare vecchie mappe custodite da ciechi, analizzare una parte di Storia sotto un’altra luce. Come nei suoi testi migliori, Baccalario sa costruire un crescendo di tensione, dando un respiro narrativo ampio che viene dalla distanza: il protagonista infatti racconta trent’anni dopo, ricostruendo non solo la vicenda, ma anche l’atmosfera famigliare e il cambio di vita e il meraviglioso paesaggio corso. I ritratti vividi dei personaggi contribuiscono a farne un romanzo che di sicuro affascinerà il lettore alla ricerca di avventura e potrà incuriosire anche gli adulti che amano ritrovare in un libro altri libri, personaggi storici, riferimenti  e rimandi, giochi di parole.

C’è un errore di accento perché in dialetto genovese c’è sì una sola parola per il mare e il male, ma è o mâ (e non o mä come riportato), ma questo è un appunto di chi sa 😉

Pierdomenico Baccalario, Le volpi del deserto, Mondadori 2018, 320 p., euro 17, ebook euro 8,99

Il manuale delle 50 avventure …

23 Apr

50-avventureNell’arco di pochi mesi mi sono capitati in mano due libri che avrebbero reso felice la lettrice che ero a dodici anni; mi fanno felice ugualmente, ma penso al trillo di contentezza se li avessi incontrati allora. Uno è un romanzo francese che spero vi venga offerto presto nella traduzione italiana (si intitola Les Petites reines e l’ha scritto un’autrice da tenere d’occhio, Clémentine Beauvais, per Sarbacane); l’altro è questo manuale di avventure in cui Baccalario e Percivale sfidano il lettore a intraprendere attività pù o meno consuete. O meglio, consuete e più accessibili per chi cresce libero vagando tra boschi, case sugli alberi e torrenti, meno per altri. ma questa può essere l’occasione per accettare la sfida, munirsi degli indispensabili elencati a inizio libro (dallo spago al quadernino, passando per coltellino svizzero, biglie e via così), leggere le regole da rispettare giusto per non farsi male e sentirsi responsabili quel che serve e poi iniziare. Da 1 a 50 sono elencate le diverse attività, ciascuna corredata da descrizione e istruzioni, spazio finale per commenti e resoconti, tabella per dare un punteggio in base a coraggio/curiosità/cura/costruire/divertimento e un suggerimento su quel che ci si porterà dietro e dentro alla fine.

Le attività vanno dal dare da mangiare ad almeno sette animali diversi fino al nascondere un tesoro; trovate anche: osservare le stelle, fondare un club segreto, inventare una storia, imparare a riconoscere i funghi, esplorare la propria città ad occhi chiusi, scrivere un messaggio segreto, accendere il fuoco, dare battaglia (di neve!), riconoscere le impronte, rotolare da una collina.

Insomma, suggerimenti e istruzioni per fare, per esplorare, per occupare il tempo, magari pure per sbucciarsi le ginocchia o farsi qualche livido, per perdere la strada e poi ritrovarla, per avere un mucchio di avventure da ricordare, da raccontare, da rifare. Davvero una bella uscita, a cui si accompagnano anche cinquanta consigli di lettura diversi: al termine di ogni scheda dell’attività, infatti, ecco un titolo da leggere, in consonanza con l’avventura suggerita; grandi classici e ottimi libri di qualità. Unica nota: alcuni suggerimenti slittano leggermente in avanti rispetto all’età di lettura proposta (es Ogni giorno di Levithan), ma in fondo questo dovrebbe essere un libro che non ha età: insomma, potete raccogliere alcune sfide anche se avete più di 16 anni 😉

Pierdomenico Baccalario – Tommaso Percivale – ill. Antongionata Ferrari, Il manuale delle 50 avventure da vivere prima dei 13 anni, Il Castoro 2016, 163 p., euro 15,50

La prima volta che

24 Mar

Prima-Volta-CheAmmetto: ho aperto questo libro prevenuta. Una raccolta di autori italiani e per di più con un titolo così simile a quella raccolta edita da Rizzoli nel 2011 a proposito proprio della prima volta, della perdita della verginità. E invece mi sono ricreduta, anche se – com’è ovvio in ogni raccolta a più voci – ci sono racconti che mi hanno colpito di più, altri meno. La pluralità di voci è anche una pluralità di linguaggi, e questo è già un bel vantaggio: ai testi scritti da Baccalario, Basso, Boccati, D’Adamo, Dazzi, Ferrara, Masini, Percivale, Silei, Strada si affiancano infatti due fumetti di Sagramola e Sualzo che danno respiro all’insieme. Per di più parecchi dei racconti si confanno alla lettura ad alta voce, una giusta lunghezza e un ritmo che in qualche modo si tramanda da autore ad autore; quindi il libro si fa prezioso nel caso di incontri e percorsi di lettura coi ragazzi più grandi, permettendo a chi guida di offrire anche una lettura condivisa.

La prima volta descrive, a seconda dei casi, un tentativo di essere come tutti gli altri (fumare una sigaretta, saltare la scuola come i compagni fanno più o meno abitualmente) oppure un modo di segnare la differenza o ancora un’esperienza nuova (il primo contatto col mondo del lavoro in uno stage, la prima volta in vacanza senza genitori, la prima volta a casa da soli o la prima in cui ci si rende conto di provare lo sbigottimento dell’innamorarsi). Il lettore adolescenza vi si specchia; quasi tutti infatti sono ritratti di ragazzi vicini a chi legge per età, per esperienze quotidiane vissute e credo sia questo a dare valore al racconto: la possibilità di ritrovarsi, di sentirsi compresi. C’è un magnifico affresco corale di amicizia nel racconto di Baccalario, in uno scenario geografico e storico facilmente riconoscibile e ai miei occhi di lettrice forse più caro perché vicino e conosciuto in qualche modo; c’è l’interpretazione piena di grazia e garbo che Sualzo fa del concetto di ricchezza; c’è – non posso nascondere la mia preferenza – un racconto di Beatrice Masini che rasenta la perfezione, in cui il protagonista sceglie di non uscire un sabato sera per segnare la propria presenza, ma anche per fare la differenza misurando un’assenza, tirandosi fuori per un attimo dal consueto e vedere l’effetto che fa, guardare da un’altra prospettiva e poi prendersi tutta la realtà.

La prima volta che, Il Castoro 2016, 240 p., euro 15,50

Lo spacciatore di fumetti

28 Mar

Cercai il riflesso del mio volto: Sándor, quindici anni, che trasportava una certa dose di tensione nella tasca segreta del giaccone militare.

11 aprile 1989. Sándor cammina guardingo verso il parco alla ricerca dell’uomo che da quattro mesi incontra di nascosto, un uomo di cui non conosce che il nome e chissà se è vero, un uomo che lo rifornisce di fumetti che poi lui redistribuisce in gran segreto ad amici e compagni di scuola. Quel giorno di aprile però Mikla Francia Kiss ha una sorpresa, un carico speciale: una quarantina di albi diversi. Dove se li procura? Chi è realmente? Perché quel giorno sul tram ha scelto proprio Sándor per proporgli gratuitamente tutti quegli albi, facendone un contrabbandiere di storie? Queste domande accompagnano il ragazzo nel suo quotidiano, a casa con quel patrigno non facile, a scuola dove dei fumetti fa un vero e proprio commercio, nelle ore passate con i suoi tre inseparabili amici. Ma le domande diventano impellenti quando l’11 del mese successivo l’uomo non si presenta all’appuntamento, innescando una serie di avvenimenti da cu non si può fuggire. Intanto Sándor e Nikolai cominciano ad immaginare un loro fumetto, la storia di un supereroe che nasce dalle loro letture, dalle loro fantasie, dalla loro voglia di libertà. Perché la storia è ambientata a Budapest negli ultimi mesi che precedono gli scontri di piazza e il ritiro delle truppe sovietiche dall’Ungheria. Vivono cioè in un mondo dove ciò che rappresenta la libertà (sia un fumetto americano, un quadro, un brano di jazz) è assolutamente proibito.

– Voglio dire: sono semplici fumetti. Storie illustrate per ragazzi. Che male possono fare? (…) è come aver paura di un libro, di una sinfonia, di un quadro o di un monologo a teatro. Si può aver paura di queste cose?                                              – Credo di no, – risposi.                                                                                                                                                                                      – E invece sì, – replicò lui. – è proprio di queste cose che si deve aver paura, perché sono incontrollabili. Sono libere. E noi siamo animali liberi, anche si costringiamo a vivere in una città come la nostra.

Una storia di contrabbandieri di storie, dove potete trovare tanti suggerimenti per leggere fumetti e dove ogni titolo di capitolo rimanda a un fumetto in particolare: giocate a riconoscerli! Il libro inaugura la collana Carta Bianca di Einaudi Ragazzi.

Pierdomenico Baccalario, Lo spacciatore di fumetti, Einaudi Ragazzi 2011, p. 242, euro 10.

Il codice dei Re

21 Dic

More about Il codice dei reHo cominciato questo libro a Saluzzo e me lo sono portata dietro in treno verso Torino e se fossi salita in Val Susa sicuramente avrei collezionato un altro dei luoghi citati. La storia di Beatrice, che passa l’estate con lo zio antiquario, prende improvvisamente una piega di mistero quando una donna dall’accento francese e il suo misterioso capo dal nome di Zachar chiedono allo zio una lista di libri antichi, preziosi e molto particolari. Stanno cercando di ricostruire un’antica collezione e di risalire al Vocabolario della Lingia dei Re, un linguaggio che ha la capacità di ridurre in suo potere chi lo ascolta. Il libro forse sarà un po’ ostico al giovane lettore per via dei termini tecnici e dei riferimenti a testi antichi e a testi particolari non solo per chi si occupa di libri ma anche di biblioteconomia. Però questa recensione è assolutamente poco critica per un certo verso, nella misura in cui non ci si può non affezionare a un libro per quanto bene si conoscono i posti di cui parla. La vicenda si svolge prevalentemente a Torino, di cui ricrea l’atmosfera delle strade del centro, delle librerie antiquarie, dei portici. C’è proprio di tutto: dalle caramelle Baratti al cioccolato di Mulassano, dal gelato di Fiorio a un buon kebab, dal Golden Palace all’ascensore che sale dal Museo del Cinema alla cima della Mole Antonelliana. C’è una bellissima descrizione della Palazzina di caccia di Stupinigi e un’affascinante salita in Val Susa al Forte di Exilles. Ci sono riferimenti alla storia (i Savoia, la Francia) e ai suoi misteri (la Maschera di ferro, il motto FERT dall’interpretazione incerta). C’è soprattutto la splendida magia di una notte del racconto nei sotterranei della città,  una notte in cui un narratore e i suoi traduttori, la musica e la forza delle parole sconfiggono il tempo con la loro poesia. Una Corte dei Miracoli a cui ci piacerebbe davvero partecipare…

Ogni titolo di capitolo, in questo continuo rimando di riferimenti e allusioni,  è una posizione del gioco degli scacchi.

Pierdomenico Baccalario – ill. di Matteo Piana, Il codice dei Re, Piemme junior 2010, 328 p., euro 17,5