L’albero delle bugie

7 Set

albero-delle-bugieUn perfetto ritratto della società vittoriana e una straordinaria protagonista che non potrà non far pensare alla Calpurnia, amata da tanti lettori. Anche Faith ha una passione per le scienze e il desiderio di condividere col padre gli studi archeologici e la passione per i fossili, eppure ha imparato a nascondere la curiosità, l’intelligenza viva e quel che già sa sotto la maschera della brava bambina dalle buone maniere, quella che per caso su una spiaggia ha permesso il ritrovamento di un reperto eccellente che ha dato la fama al padre, il reverendo Sunderly. Ma Faith non è la bambina che tutti ricordano, sbiadita sullo sfondo del racconto di un ritrovamento scientifico, non è una comparsa casuale sulla scena della scienza: Faith è ormai una quattordicenne che non vede l’ora di indossare un corsetto da adulta, che osserva le persone intorno con la stessa efficacia e puntigliosità con cui si dedica alle scienze, che vorrebbe poter far vedere al mondo la propria intelligenza e i propri desideri di studiare. Invece è costretta costantemente a non stare al suo posto: confinata in salotto a bere il tè con le signore, mentre gli uomini fumano sigari e discutono di scoperte scientifiche; a bada del fratellino, quasi bambinaia e governante. Faith freme, soprattutto nel momento in cui la famiglia si trasferisce su un’isola in seguito a uno scandalo che ha coinvolto il padre e lei riesce ad arrivare a documenti e carte segreti; soprattutto nel momento in cui il padre muore e lei è l’unica a non credere al suicidio. Sarà la scoperta del tesoro paterno, un albero che si nutre di bugie per rivelare segreti a offrirle lo spunto per addentrarsi ancora di più nel mistero.

Un romanzo che difende i valori della parità tra generi, che offre una buona trama di mistero e un lato oscuro e fantastico rappresentato dall’albero, ma nel contempo porta il lettore ad affrontare temi importanti: innanzitutto la condizione della donna nella società dell’epoca, la considerazione dei suicidi, ma anche l’esplorazione di un mondo chiuso come può esserlo un gruppo di persone che vive nell’ambiente ristretto di una piccola isola, dove tutti si conoscono, dove i segreti corrono più velocemente che altrove, dove si tenta di nascondere il proprio passato o la propria natura quando essa non si adatta alle convenzioni del momento.  Per non dire del conflitto interiore che vive la protagonista nel suo voler compiacere il padre ad ogni costo per guadagnarsi un briciolo di affetto e di stima, ritratto non scontato di quanto di se stessi sia possibile soffocare per desiderio di essere amati. Un romanzo che offre senza dubbio una galleria di ritratti dell’umanità: della bassezza, della violenza psicologica, della cattiveria di cui possono essere capaci gli esseri umani, ma anche nel contempo della libertà e della capacità di volare alto che molti di loro vivono quotidianamente, senza paura di scontrarsi con stereotipi e giudizi altrui.

Il libro ha giustamente vinto lo scorso anno il Costa Book Award, primo romanzo per ragazzi a ricevere questo premio rivolto ad autori che statunitensi e irlandesi. La sua scrittura alta ci viene restituita in una traduzione  di grande qualità che penso restituisca appieno la complessità e la varietà lessicale utilizzata dall’autrice, la costruzione del marasma interiore della protagonista e insieme la ragnatela della trama che porta il lettore sempre più in profondità: gli scavi  che tanta parte hanno nel libro, lo scendere nelle viscere della terra, nelle gallerie e nei pozzi scavati per scoprire qualcosa di nuovo che viene dal passato rimandano in parallelo al percorso di Faith che scava non solo nella storia del padre e della famiglia, ma anche in se stessa, per portare alla luce la sua vera essenza e ribadire quanto vuole davvero essere se stessa sotto la luce del sole.

Il sito dell’autrice.

Frances Hardinge, L’albero delle bugie (trad. di Giuseppe Iacobaci con la collaborazione di Claudia Lionetti), Mondadori 2016, 415 p., euro 17, ebook euro 8,99

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