Il bambino che mangiava le stelle

22 Lug

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La storia comincia all’epoca del nostro trasferimento in Rue Merlin numero undici, quarto piano, porta a sinistra. È settembre, è l’anno dei miei dodici anni e in questo posto io non conosco anima viva.

A parlare è Lucie che racconta di come la sua vita venga decisamente movimentata dai vicini del piano di sopra: Marie, suo figlio Matthieu e la sua tata Maougo. Matthieu ha quattro anni ed è autistico. A differenza di molti bambini con la sua stessa patologia, riesce a parlare ed è un vero ciclone iperattivo che alza le braccia la cielo, si rotola per terra, danza su stesso. Ha la passione per i capelli lunghi (è capace ad entrare di corsa in un bistrot solo per disfare lo chignon a una cliente e metterle le mani in testa) e per il meteo serale e porta a spasso i suoi biscotti preferiti, visto che sono troppo buoni per essere mangiati. Insieme alla sua compagna di classe Théodore, Lucie inizia un percorso di addestramento: per il cane François a tornare selvaggio, per Matthieu a uscire per strada e stare con gli altri e per le due bambine stesse a conoscere nuovi aspetti del mondo e della vita. Camminando e correndo per Parigi, tra musica e improvvisazioni.

Il cuore ha le frequenze. E quando lei offre al piccolo i suoi capelli di stoppa bionda, ecco che quei capelli diventano come radici sull’orlo di un burrone, e Matthieu vi si aggrappa quasi fossero quelli di una principessa che lo aiuta a uscire dal labirinto sfuggendo all’agguato dei suoi mostri. O Maougo è una fata sotto mentite spoglie, che usa quei capelli stopposi come travestimento per agire indisturbata senza destare sospetti, oppure è una donna che nella parte precedente della sua vita ha avuto esperienze tanto cariche di insegnamenti da essere in grado ora di capire tutto.

Due annotazioni: 1) ancora una volta ci cade lo sguardo sul titolo: quello originale è L’enfant qui caressait les cheveux e ci piaceva molto di più; 2) a pagina 26 compare Théo: non è proprio immediato (complice il fatto che in italiano Théo suona più come nome maschile) capire che si tratta di Théodore, la compagna di classe della protagonista nominata per esteso qualche pagina prima.

Kochka, Il bambino che mangiava le stelle (trad. di Orietta Mori), Salani 2010, p. 88, euro 11.

Una Risposta a “Il bambino che mangiava le stelle”

  1. francesca sabato, 10 settembre 2011 a 14:13 #

    ………….

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