Warm bodies

13 Feb

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“La gente diceva che la musica era un gran mezzo di comunicazione; mi chiedo se in quest’era post-umana e postuma sia ancora vero. Metto il disco e faccio per spostare la puntina mentre gira, saltando strofe, saltando canzoni, danzando tra le spirali per trovare le parole che voglio riempiano l’aria. Le frasi sono scordate, fuori tempo, scandite da graffi profondi come strappi muscolari, ma il tono è impeccabile. Il burroso baritono di Frank lo dice meglio di quanto non riuscirebbero le mie vocali gracchianti, anche se avessi la dizione di uno dei Kennedy. Me ne sto in piedi davanti al disco, tagliando e incollando i contenuti del mio cuore fino a creare un collage nell’aria.
I don’t care if you are called – graffio – when people say you’re – graffio – wicked, witchcraft – graffio – don’t change a hair for me, not if you – graffio – ’cause you’re sensational – graffio – you just the way you are – graffio – you’re sensational… sensational… That’s all…
Lascio che il disco suoni il suo normale repertorio e torno a sedermi davanti a Julie. Lei mi guarda con gli occhi umidi e cerchiati di rosso. Premo una mano contro il suo petto, sentendo il lieve battito all’interno.”

Il protagonista di questo romanzo si chiama R. Solo R. E’ uno zombie e tutto quello che ricorda del suo nome è l’iniziale. Tutto quello che fa è vagare qua e là in un aeroporto invaso da suoi simili e cibarsi di esseri umani quando la fame si fa sentire. Fino a quando non incontra Julie, o meglio fino a quando non uccide il di lei ragazzo, e cibandosene inizia a provare qualcosa che non riesce a capire. Inizia lentamente a riprendere vita. Ricomincia a sognare e  a sentire. Una storia d’amore inusuale, tra uno zombie e un essere umano, inedita e ardita, ironica e romantica allo stesso tempo.

Le suggestioni di questo libro sono molte , come molti sono i riferimenti sia letterari che musicali (ad esempio Julie al balcone che si  interroga su cosa sia un nome ricalca pari pari il “Che cosa c’è in un nome? Quella che noi chiamiamo rosa, anche chiamata con un’altra parola avrebbe lo stesso odore soave” dei più famosi amanti della storia, oppure alla domanda di Julie «Ma dovevo tornare a casa, te lo ricordi? E tu avresti dovuto dirmi addio». R risponde alla maniera dei Fab4 «Non so perché dici… addio. Io dico… ciao»). E poi un libro che si presta a molte letture diverse, non solo la storia d’amore, ma anche la riflessione su cosa voglia dire vivere ed essere vivi, su cosa ci contraddistingua come esseri viventi.

Da questo romanzo è stato tratto l’omonimo film ora nelle sale, che non tradisce l’opera letteraria, anzi si integra perfettamente con essa, creando qualcosa di contiguo, ma differente, come il buon cinema dovrebbe fare.

Isaac Marion, Warm Bodies, Fazi Editore, 2012, pp. 269, € 14.50 (ebook € 1.99)

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Una Risposta to “Warm bodies”

Trackbacks/Pingbacks

  1. The Enemy | Le letture di Biblioragazzi - venerdì, 6 novembre 2015

    […] Questo è il loro periodo (degli zombies) dopo vampiri e lupi mannari e spero che duri un po’ più a lungo, visto che le storie che li hanno come protagonisti sono decisamente più interessanti e particolari (vuoi mettere un playboy con la mascella in decomposizione???altro che Cullen). […]

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