Sette minuti dopo la mezzanotte

23 apr

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Le storie sono creature selvagge e indomite, continuò il mostro. Quando le liberi, chi può sapere quali sconvolgimenti potranno compiere?

Questo libro è nato così. Siobhan Dowd ha liberato una storia, ha lasciato morendo l’inizio, alcune idee sulla trama, i personaggi. A Patrick Ness è stato chiesto di raccontarlo e, davanti al suo titubare, la storia ha fatto il resto: si è messa in moto, gli ha riempito la testa di nuove idee. Così è nata, passando attraverso le immagini stupefacenti di Jim Kay.

Leggero questo libro non è, già dal peso fisico, per via della carta su cui è stampato. Per via di tutto il nero che esce dalla china delle illustrazioni e dagli incubi notturni di Connor, tredici anni, alle prese con la malattia della madre, con una nonna atipica, con i bulli della scuola e con quella crescente sensazione di essere invisibile: la sua condizione di difficoltà, nota a tutti a scuola, ne fa un marginale, uno che viene giustificato comunque, uno che si sente solo.

Una notte, mentre cerca di scacciare il suo incubo, sente sussurrare il suo nome da una voce selvatica e indocile: il tasso che si vede oltre il giardino si è trasformato in una sorta di terribile mostro di foglie, ha camminato fino alla sua finestra e ora sostiene che a chiamarlo sia stato proprio Connor. Il mostro ritorna, sostenendo di dover raccontare tre storie e di doverne ascoltare una da Connor, che ha bisogno di lui. Il ragazzino prima è incredulo, poi si ribella a quella specie di sogno, poi lo segue nei suoi racconti e nella discesa verso la verità. Perché è questo che il mostro vuole far vedere a Connor: si può liberare dal suo incubo solo dicendo la verità. Per farlo Connor ha però bisogno di essere visto, di avere qualcuno che gli dica: io ti vedo. Vedo te, il tuo nero, le tue paure, la tua rabbia giusta e quello che sai anche se non riesci a dirlo.

Un libro nero e luminoso insieme, che dice in modo limpido e netto verità nude, taglienti e bellissime.

Qui il sito di Patrick Ness. Qui quello della fondazione voluta da Siobhan Dowd per la promozione della lettura in aree disagiate. Il sito di Jim Kay e la pagina dedicata a “A Monster Calls”, titolo originale di quest’opera, in cui spiega come è nato il “suo” mostro. Qualche parola del traduttore italiano che ci dice cosa abbia rappresentato per lui questo libro.

Patrick Ness, da un soggetto di Siobhan Dowd – ill. di Jim Kay, Sette minuti dopo la mezzanotte (trad. di Giuseppe Iacobaci), 222 p., euro 16

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4 Risposte to “Sette minuti dopo la mezzanotte”

  1. pierogaffuri lunedì, 23 aprile 2012 at 15:17 #

    Complimenti libro molto interessante

  2. Alessandra lunedì, 30 aprile 2012 at 07:25 #

    E’ piaciuto molto sia a me che a mio figlio di sedici anni. Ne abbiamo parlato a lungo…questo libro lascia vari segni dentro chi lo legge. Appassionante!

  3. loooopoooo martedì, 12 febbraio 2013 at 19:59 #

    no, non è vero non fa schifo solo che è triste perchè se non sbaglio la madre di conor muore.
    A me non piace questo finale:(

  4. jessica giovedì, 12 settembre 2013 at 10:38 #

    Dire che non piace un libro perché è triste è molto riduttivo. Forse i libri più belli del mondo sono anche quelli più tristi. In ogni caso questo libro è eccezionale, un capolavoro come pochi ce ne sono. Un mostro che riesce ad accompagnare un bambino nell’accettazione della morte della madre non è di tutti i giorni. E’ quasi emozionante come Mary Poppins.

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