Sganciando la luna dal cielo

29 nov

More about Sganciando la luna dal cieloLo faremo my way, a modo mio.

Ci sono momenti in cui chiudo il libro che ho letto e so già, ancor prima di pensarlo, che sarà molto difficile scriverne. Ho avuto la medesima sensazione con Come una bolla di sapone di Marie Chartres (Salani 2011), di cui infatti non ho scritto nulla, ma questa volta non posso non consigliare questo libro che è nato per essere letto ad alta voce, per essere condiviso (e anche per essere messo in versione cinematografica). Che lo leggiate a qualcuno o che ve lo godiate nel silenzio di una lettura solitaria, sicuramente riderete molto, riderete “ad alta voce”, forte e vi sentiranno dalla stanza accanto e verranno a vedere che state combinando. Oppure – come è successo a me per la Mina di Almond – la persona seduta davanti a voi in treno prima di scendere vi chiederà il titolo del libro che avete in mano, perché la vostra faccia e le vostre risa durante la lettura l’hanno incuriosita. Questo libro allora lo racconto a modo mio, dicendovi subito che è pieno di cose tragiche e pieno di cose ridicole. Che ci sono morte, pericoli,  malattia, pedofili (la protagonisti apostrofa così tutti i cattivi, poi qualcuno lo è davvero). Che ci sono due protagonisti eccezionali. Bob che racconta in prima persona, Bob sull’orlo dell’adolescenza, Bob protettivo e serioso. E il Ratto, ovvero sua sorella Marie-Claire, irritante, irriverente, inarrestabile, irresistibile. Dieci anni, senza pudori e senza peli sulla lingua e la spavalda sfrontatezza di chi non ha nulla da perdere. I due ragazzi vivono nella piatta campagna canadese insieme al padre che li sveglia ogni mattina con le canzoni di Sinatra: Bob è innamorato della sua insegnante e non vede l’ora di compiere quattordici anni, il Ratto sogna di fare l’attrice, impara lo spagnolo nel sonno, bippa tutte le canzoni del suo rapper preferito e dice cose che poi si avverano. Quando trovano il padre morto e scoprono di avere uno zio sconosciuto (probabilmente uno spacciatore di droga) a New York, il Ratto convince il fratello ad andare a cercarlo nella Grande Mela, perlustrando il Bronx. Lì scoprono la grande città e la sua umanità (un ritratto imperdibile a pp. 120-121) e incontrano una serie di singolari personaggi che cercano di aiutarli a modo loro.

Inutile dire che ho amato fin dalla prima pagina il Ratto: è della schiera di Calpurnia, Eloise, Olivia e Rita. Ha qualche parentela con Mina e una tendenza Ida B. Insomma, è una tipa che non sta mai zitta ma che non porta mai rancore, che dice e fa quel che le passa in testa, che trovi insopportabile ma anche irresistibile. Il Ratto però è più di tutte loro e di tutto questo. Il Ratto straborda, il Ratto è troppo, troppo in fretta, troppo forte, troppo subito. Perché il Ratto non ha tempo. Non ha tempo da perdere e non ha tempo da sprecare. E lo sa.

Mi sentii triste allora, ma non era una cosa brutta. Ero triste come quando si riflette sulle cose. Se qualcuno mi avesse detto la settimana prima che mi sarei trovato a New York, ad abbracciare mia sorella davanti al fiume Hudson, avrei riso. Invece ero lì e mi rendevo conto che non aveva alcuna importanza. Perché preferivo essere lì con il Ratto che in qualunque altro posto da solo.

Gragory Hughes, Sganciando la luna dal cielo (trad. di Michele Foschini), Feltrinelli kids 2011, 270 p., euro 15.

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3 Risposte to “Sganciando la luna dal cielo”

  1. Loredana mercoledì, 30 novembre 2011 at 11:20 #

    Ciao Caterina, grazie per le belle segnalazioni.
    A volte scopro che stiamo leggendo gli stessi libri e mi sembra di condividerli con voi!
    Il Ratto è straordinaria. A proposito di sue sorelle e cugine letterarie, chi sono Rita e Ida B. ?

  2. Caterina mercoledì, 30 novembre 2011 at 11:36 #

    Ida B. è la protagonista del romanzo di Katherine Hanningan pubblicato da Fabbri nel 2005 col titolo “Ida B. …e i suoi progetti per essere felice, evitare il disastro e (possibilmente) salvare il mondo”: una ragazzina che ama gli alberi, le storie, la natura. Un libro incantevole. Qui puoi leggere l’incipit del libro.

    Rita invece è la prte femminile della coppia Rita e Machin, bambina terribile alta tre mele e cane pigro che parla al bisogno, frutto dell’intesa di Jean-Michel Arroud-Vignod e Olivier Tallec, che con pochi tratti di grafite e qualche macchia rossa ha dato vita a due teppe niente male. La serie delle loro avventure è edita da Gallimard e non è tradotta – purtroppo – in Italia.

  3. Loredana mercoledì, 30 novembre 2011 at 11:41 #

    Grazie mille! :-)

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