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Il sole col singhiozzo

9 Ago

Il-sole-colsinghiozzo-ZoolibriSi presta bene alla lettura ad alta voce questo coloratissimo albo ricco di particolari, la cui storia sfiderà le capacità interpretative di chi legge, per vedere quanto si è capaci con i versi e con le interruzioni. Sì, perché  il libro si apre in una bella mattina di primavera che improvvisamente mozza in gola il canto al gallo e blocca a metà il  trillo della sveglia; torna il buio e poi il sole e poi di nuovo il buio… il sole si è alzato col singhiozzo, la luna e le stelle stanno crollando dal sonno e gli animali devono trovare una soluzione. Si provano ovviamente  tutte le soluzioni classiche, tranne limone e zucchero: bere acqua, trattenere il respiro e poi prendere un bello spavento. A questo punto tutti possono contribuire a costruire con la voce il botto che può spaventare il sole e far tornare l’ordine consueto delle cose.

Il blog dell’illustratrice.

Pina Irace – Valeria Valenza, Il sole col singhiozzo, Zoolibri 2016, 40 p., euro 15

La scimmia

21 Ott

scimmiaBruno è una scimmia, vive allo zoo e a furia di guardare le persone che lo guardano comincia ad interessarsi ai loro vestiti, a pensare che vorrebbe essere una persona, mangiare nei ristoranti, guidare l’auto. Piano piano comincia a capire la loro lingua e a riprodurla e poi prova a fischiare con una foglia, come ha visto fare ad un bambino. Bruno riflette (che è come pensare, ma forte ed è bello): se gli uomini prima erano scimmie, forse anche lui ha una possibilità. Bruno finisce al telegiornale, fenomeno di scimmia che fischia, e gli uomini se lo portano via: impara a suonare il sax, mette le scarpe e indossa i vestiti. Fa il gioco riflesso nelle illustrazioni del frontespizio: una scimmia dal pelo bianco che quasi sparisce, quasi si annulla dentro e dietro agli abiti, ai cappelli, alle cravatte, tentando di essere umano. Ma non lo sarà mai e questa certezza accompagna peraltro la consapevolezza di non essere solo una scimmia. Bruno è Bruno, e non è solo.

Un albo sulla ricerca della propria identità, sul senso di solitudine che si prova quando ci si dimentica che qualcuno come te c’è. Un albo da inserire nelle bibliografie degli illustrati da utilizzare anche con i lettori più grandi. Un albo le cui illustrazioni lasciano incanto, dando materia alle espressioni dei corpi e dei sentimenti, alle stoffe, ai panneggi, persino alle note musicali. Un albo su cui on line, nelle scorse settimane, tanto abbiamo visto scritto, polemizzato, sbrodolato: ci piace però guardarlo e pensare a queste storie, a queste pagine, nel modo in cui il lettore le prende in mano. Come la storia di Bruno che cerca sé stesso e che trova la definizione perfetta di sé, l’unica possibile, quella essenziale. Cosa che manca a molte persone, che devono per forza definirsi con la loro professione, il loro ruolo sociale, la loro posizione nel mondo. E non come se stesse.

Il sito di Gianluca Folì e il sito di Davide Calì.

Davide Calì – Gianluca Folì, La scimmia, Zoolibri 2013, 40 p., euro 20

Nei guai

16 Ago

More about Nei guaiQuesta storia ebbe inizio quando l’aquilone di Leo finì tra i rami d’un albero.

Non è proprio l’albero mangia-aquiloni di Charlie Brown, ma il rosso aquilone di Leo non vuole comunque saperne di tornar giù. Bloccato.  Così Leo tira su l’altra scarpa e poi il gatto e una scala e un secchio di vernice e, in un crescendo di rabbia per l’assurdità della situazione, persino la bicicletta,  il lavello della cucina e porte, bestie, navi, fari, persino i pompieri desiderosi di dare una mano. L’albero è saturo. Allora il bambino prende una piccola sega, prende la mira e torna a giocare col suo aquilone. E il resto dell’albero…

L’inconfondibile tratto di Jeffers in un albo che si presta a diventare un’app. A quando la traduzione italiana di The heart and the bottle? Il sito dell’autore.

Oliver Jeffers legge il suo albo (“Stuck, by me” !): 

Oliver Jeffers, Nei guai (liberato dai guai e tradotto da Zoolibri), Zoolibri 2012, 32 p., euro 15

Voglio il mio cappello

31 Mar

More about Voglio il mio cappello!

Un orso ingrugnito cerca il suo cappello scomparso: lo rivuole indietro. Interroga animali vari che incontra nella foresta e poi si corica a pancia in su a dirsi quanto era bello quel cappello rosso a punta… Ah, ma lui l’ha visto, quel cappello, durante la ricognizione nel bosco! Stava sulla testa di quel coniglio, l’unico che gli ha risposto sgarbatamente, gridando (ci credo, ha la coda di paglia e una gran voglia di difendere il “suo” cappello, mettendo le mani avanti e svelandosi colpevole…).

Così l’orso torna indietro e riconquista il cappello che gli sta buffamente sulla sua grande testa. Così ci sono un cappello ritrovato e uno scoiattolo che cerca un coniglio con un cappello in testa… “perché me lo chiede? Non ho visto conigli…” dice l’orso. Ops… ok, ho un cappello rosso a punta. Occhio agli orsi ingrugniti, la prossima volta che esco.

Jon Klassen: blog qui e qui.

Jon Klassen, Voglio il mio cappello, Zoolibri 2012, 40 p., euro 15

Un Piccolo Passo

3 Gen

Questo albo è del 2008, ma ci piace metterlo in vetrina all’inizio di un nuovo anno per ricordarci che ogni  giorno, ogni viaggio, ogni progetto, ogni conquista comincia con un piccolo passo. La storia (con le delicate illustrazioni di Simon James) ci presenta tre anatroccoli che cercano di raggiungere la mamma. Siccome al più piccolo traballano le gambe, il maggiore gli consiglia di provare a fare un passo: sollevare un piede, dire “uno”, metterlo avanti, dire “passo” e via così. Attraversano il bosco, la radura, i campi fino a raggiungere la mamma. Un passo dopo l’altro, appunto.

Buoni passi a tutti, per tutto l’anno che verrà.

Simon James, Un Piccolo Passo, Zoolibri 2008, 32 p., euro 13,50.

Chissadove

6 Mag

Più riguardo a Chissadove

In mezzo alla collina c’era un albero ricco di piccoli semi che crescevano silenziosi e impazienti di diventare alberi per poter un giorno parlare.

E per prendere la strada e andare a fiorire a nord, a sud, a Chissadove. Ma un piccolo seme rimane silenzioso sull’albero e l’albero si convince a tenerlo con sé, a proteggerlo, a rimandare la partenza al giorno migliore, che – inevitabilmente – è sempre quello che verrà. Un giorno però una gazza frettolosa fa sì che il piccolo seme lasci l’albero e incominci un suo viaggio, la cui metà non è poi così distante, ma dove cresce un progetto tutto suo.

Un bellissimo albo poetico sugli alberi-genitori e i semi-figli, sulla volontà di protezione che diventa ostacolo quando l’ombra della chioma parentale copre i progetti che il seme contiene. Un albo sull’andare nel mondo e sulla capacità di lasciar andare gli altri (i figli, gli amici, gli amori) perché tutti possano crescere. Un libro per i genitori, che si ricordino di non proteggere troppo. Un albo per tutti quelli che devono iniziare un viaggio. Un albo per chi è per strada e cerca un prato su cui fiorire.

Splendide le illustrazioni di Philip Giordano.

Cristiana Valentini – Philip Giordano, Chissadove, Zoolibri, 2009, euro13,50.