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I lupi di Currumpaw

6 Feb

lupi-di-currumpawIl lupo è da sempre animale sotto i riflettori; ne abbiamo detto in occasione di altri libri sul tema; lo è di nuovo in questi giorni in cui  la Conferenza Stato-Regioni vaglia il nuovo piano nazionale di conservazione che prevede l’abbattimento selettivo, con le scelte diverse delle Regioni e gli appelli da più parti. Di lupi parliamo noi oggi, raccontando una storia vera attraverso la scelta di William Grill di farne parola e immagini, secondo le modalità già sperimentate dai lettori in L’incredibile viaggio di Shackleton.

Anche questa volta, attraverso l’accostamento di testo e di sequenze illustrate che narrano il progredire della storia portando il lettore a leggere tutto ciò che ha sotto gli occhi (sia in forma di parola che di disegno), Grill racconta un’epopea partendo da una storia vera, quella di Ernest Thompson Seton e di Lobo.

Lobo è un lupo di trentacinque chili che a fine Ottocento, a capo di un branco di lupi grigi, semina il terrore tra gli allevatori della valle di Currumpaw, in New Mexico, prendendosi gioco di chi prova a farlo cadere in trappola o ad avvelenarlo. Per Seton, naturalista affermato e cacciatore di lupi, è una sfida: di studio innanzitutto di Lobo e del branco; di strategia poi. Ingannato anche lui, riesce ad avere la meglio quando si accorge che le impronte del capobranco sono precedute da quelle della sua compagna: catturata Blanca, Lobo è completamente disorientato; persa anche la libertà, si lascerà morire, aprendo però in Seton un nuovo modo di vedere. Da quel momento infatti, il naturalista si vota alla causa della difesa dei lupi e della tutela della fauna selvatica in estinzione. Fondò i Woodcraft Indians e poi i Boy Scouts statunitensi.

Il libro riproduce bene la continua contrapposizione tra natura e mondo civilizzato e regala ampie vedute, tramonti mozzafiato, cieli stellati accanto a particolari minimi: la cifra di Grill ancora una volta sta nel ricostruire la storia per fotogrammi che se ne stanno lì uno accanto all’altro, in tondi o quadrati che danno la possibilità a chi legge di ricostruire prendendo parte. Come già nel precedente libro, un nuovo bell’esempio di divulgazione.

Il sito dell’autore. L’organizzazione no profit dedicata a Seton e ispirata alle sue azioni.

William grill, I lupi di Currumpaw (trad. di Francesco Gulizia), Rizzoli 2017, 88 p., euro 22

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L’incredibile viaggio di Shackleton

9 Nov

grill

Questo libro ha viaggiato con me per tanti giorni, tenendomi compagnia dal bagagliaio dell’auto dove lo sapevo poggiato, spostandosi in luoghi diversi e conservando, come sospesa nell’aria dell’abitacolo, la storia straordinaria ed emozionante della spedizione Endurance voluta da Ernest Shakleton nel 1914 con l’idea di attraversare il continente antartico e drammaticamente sviluppatasi in un susseguirsi di imprese eroiche seguite alla distruzione della nave incastrata nel pack e al trasferimento dell’equipaggio in due accampamenti di emergenza fino all’isola Elephant da cui Shackleton partì in scialuppa con cinque compagni per cercare aiuto.

Il libro permette di seguire l’impresa fin dagli inizi, dividendo in quadri schematici i preparativi e le diverse fasi della spedizione, illustrandone i particolari, quasi a permettere al lettore di sistemare i vari pezzi (nave, equipaggio, provviste) e poi seguirne gli spostamenti. Assistiamo così alla raccolta del denaro, al reclutamento degli uomini e alla scelta dei cani da slitta, alla preparazione della nave e alle singole mansioni svolte dagli uomini come da programma oppure in seguito agli imprevisti che si trovano ad affrontare.

Possiamo intuire la lungimiranza di Shackleton nello scegliere uomini che sapessero cantare ma anche riorganizzare rapidamente lo spostamento delle provviste, che fossero ciascuno responsabile affezionato di un cane da slitta e che sapessero rimodellare la nave per migliorare la vita a bordo. Una lungimiranza che diede i suoi frutti anche nel tenere alto l’umore e nell’assegnare a ciascuno un obiettivo e una responsabilità che lo tenesse occupato in modo da non cedere alla debolezza e alla disperazione. Cogliamo così quanto la vera impresa dell’esploratore sia stata quella di non perdere nessun uomo, di tornare a riprendere quelli che aveva lasciato indietro, di organizzare la possibile sopravvivenza di ciascuno. Un’impresa in cui ebbero peso la capacità di alimentare la speranza, la capacità di far ridere e di condividere il tempo, mantenendosi fedele al motto della sua famiglia “By Endurance We Conquer”.

Un illustrato di grande formato che sicuramente piacerà ai giovani lettori che cercano storie vere e storie da leggere insieme per rimanere col fiato sospeso.

Il sito di Grill e il suo tumblr. Potete leggere la storia della spedizione scritta dallo stesso Shackleton scaricandovi gratuitamente l’ebook qui grazie al progetto Gutenberg oppure ascoltarvi la canzone che Battiato e Sgalambro gli hanno dedicato.

William Grill, L’incredibile viaggio di Shackleton (trad. di Caterina Vodret), Isbn Edizioni 2014, 68 p., euro 19