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Virginia Wolf, la bambina con il lupo dentro

14 Mar

Più riguardo a Virginia WolfVanessa, di radioso giallo vestita, ci racconta dell’umor nero di sua sorella Virginia. Così nero che l’ha trasformata in un lupo (sottraendo una -o al suo cognome!): sono versi da lupo quelli che fa, ma anche orecchie da lupo quelle che spuntano dalle coperte e zampe pelose quelle chiudono le finestre lasciando fuori il sole, gli amici, i colori. Poi Virginia urla in stampatello maiuscolo, non sopporta i minimi rumori, trasforma ogni su in giù e nulla la fa felice, né dolci né musica né boccacce di fratellino. Poi, nel buio rifugio sotto le coperte, la bambina-lupo confida alla bambina-sorella che forse potrebbe star meglio se potesse volare fino a Bloomsberry, un posto perfetto pieno di dolci, fiori, alberi e da cui è bandita la malinconia.

Virginia dice “A Bloombsberry, naturalmente”, come se tutti sapessero che quel luogo immaginario è il posto perfetto per stare bene. E mentre lei crolla addormentata, sua sorella prova a disegnarlo sui muri, a immaginarselo. Lo riempie di colori, bestie, fiori; ci mette un’altalena e una scala per trasformare i giù in su e strappa risate a Virginia tornata bambina.

L’umor lupo ti prende a volte per un motivo solo, a volte per la somma di una caterva di motivi, a volte per nessun motivo. C’è chi lo chiama buio. Fa fare i versi, gli urli, i ringhi e preferibilmente non si vuol veder nessuno. Come dice l’autrice di questa storia in una bella nota, se prende te devi nutrirti di cose belle e portarlo a fare una passeggiata. Se invece l’umor lupo è di qualcun altro, bisogna offrirgli spazio e pazienza, qualche coccola leggera non invasiva e piano piano tirargli fuori i sorrisi.

Il tratto e i colori hanno il garbo e la grazia di Isabelle Arsenault, di cui vi abbiamo raccontato la graphic novel Jane, la volpe & io, che qui dà corpo alle due sorelle Woolf in versione bambina.

Il sito di Kyo Maclear e il suo sito dedicato alla produzione per bambini e ragazzi. Il sito di Isabelle Arsenault.

Kyo Maclear – Isabelle Arsenault, Virginia Wolf, la bambina con il lupo dentro (trad. di Beatrice Masini), Rizzoli 2014, 32 p., euro 13

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Uno studio tutto per sé

19 Mag

Prendendo spunto da Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf, Uno studio tutto per sé affronta la tematica delle donne artiste nel corso della storia. Il tema, già trattato in altri libri (si pensi ad esempio i volumi su Artemisia Gentileschi o su Peggy Guggenheim ne Le Sirene della EL) permette qui una carrellata su importanti figure dell’arte femminile dal Cinquecento ai giorni nostri e procede grazie alle voci di tre amiche parigine che frequentano le lezioni d’arte di un famoso pittore, nonno di una di loro. Attraverso lo scambio di mail, le ragazze riflettono sul binomio donna-arte, sulla difficoltà di attuarlo, sulla possibilità di scindere arte maschile e femminile: visitando musei, leggendo manuali, raccogliendo informazioni biografiche, osservando quadri, si confrontano sull’arte, sulla vita, sull’amicizia, sull’inevitabile paura di crescere.
Il libro alterna le riproduzioni delle opere d’arte alle mail delle tre adolescenti (identificate ciascuna da un font diverso). Singolare la numerazione delle pagine (7 di 96; 8 di 96) che permette di sapere sempre… quanto manca alla fine!
Il libro fa parte della collana L’occhiotattile, a cura di Grazia Gotti, dedicata all’arte e agli artisti.

Federica Iacobelli, Uno studio tutto per sé: storie di arte e di amicizia, Motta Junior, 96 p., euro 14,90.