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La foresta

18 Apr

Le tavole originali in mostra da Zoo a Bologna durante la scorsa Fiera erano davvero belle, ma il piacere di poter sfogliare, toccare e notare anche i particolari con la copia tra le mani è sicuramente qualcosa in più. Le parti fustellate, goffrate e in rilievo, sia nelle pagine singole sia quando sono integrate nelle illustrazioni, rendono prezioso e particolare questo racconto del ciclo della vita fatto attraverso il crescere della foresta che diventa metafora – anche – della vita umana. Coproduzione di quattro case editrici – Enchanted Lion Books (USA), Terre di Mezzo (Italia), Gallimard Jeunesse (Francia) e Editorial Milrazones (Spagna) – si fregia di un breve testo di Bozzi vicino alla poesia che accompagna nel viaggio il lettore: si viaggia infatti guardando la foresta che cresce, ma anche addentrandosi dentro la foresta stessa, attraverso i tagli e i rilievi e i colori scelti da Valerio Vidali e Violeta Lópiz. E si percorre così la vita di un uomo, attraverso il volto bambino che si fa adulto e poi vecchio, chiudendo gli occhi e diventando evanescente. Un’evanescenza su cui trova posto un nuovo accenno di giovane pino, e poi via altri alberi nel ciclo della vita. Si dice allora della bellezza di vivere, degli incontri che si fanno, delle fatiche della salite, della possibilità di scegliere o meno se condividere, così come del mistero di quel che c’è al di là di questa foresta che si chiama vita.

Un libro prezioso che è (anche) per i grandi. Un libro che si presta ad essere assaporato, ammirato, a dare tanti spunti diversi, non solo di riflessione sulla vita, ma anche ad esempio a giocare col punto di vista: aprite quella bellissima pagina in cui si parla di radura e perdetevi con gli occhi in alto!

Riccardo Bozzi – Violeta Lópiz e Valerio Vidali, La foresta, Terre di Mezzo 2018, 66 p., euro 24

Jemmy Button

18 Set

Più riguardo a Jemmy Button. Il ragazzo che Darwin riportò a casaSe passi la mano sulla copertina di questo albo senti sotto le dita come una corteccia che ti dice quanto la natura sia al centro del racconto. Dentro c’è una storia vera che risale a inizio Ottocento, quando il capitano FitzRoy raggiunse col brigantino Beagle le isole della Terra del Fuoco e decise di portare in Inghilterra un ragazzo nativo di quelle terre, considerandolo un selvaggio e pensando di poterlo trasformare in un gentleman vittoriano. Qualche anno dopo lo riportò a casa, insieme a Darwin che voleva studiarne il comportamento nel suo habitat naturale.

L’albo ha un testo essenziale che dice semplicemente i fatti e permette di immaginare emozioni, sensazioni, l’intorno grazie alle illustrazioni che seguono il percorso di Jemmy, i tentativi di integrazione, i suoi occhi che guardano il mondo, grazie alla particolarità di evidenziarci la sua presenza sulle pagine, più o meno affollate, tra presenze altre che sono sagome, profili di cui non ci importa l’espressione o il taglio degli occhi, perché é il punto di vista del ragazzo quello che le immagini vogliono rimandarci. Così la storia riporta il bottone di madreperla regalato alla famiglia in cambio di Jemmy, gli alberi della foresta, i pesci del mare che accompagnano il Beagle nel viaggio, le vetrine di Londra, le stoffe, i concerti, il cappello a cilindro e poi il ritorno, la pelle nuda, la notte con la luna alta sull’sola, la nostalgia di quello che Jemmy sa per certo essere il suo posto e il ritorno a casa.

Il sito di Jennifer Uman e il blog di Valerio Vidali che hanno illustrato insieme.

Jennifer Uman & Valerio Vidali – testo di Alix Barzelay, Jemmy Button (trad. di Mara Pace), Rizzoli 2013, 48 p., euro 16

Nel bosco della Baba Jaga

27 Nov

Ottavo titolo della collana Le immagini della Fantasia, frutto della collaborazione tra la casa editrice Panini e la Mostra Internazionale d’Illustrazione per l’infanzia di Sàrmede che quest’anno festeggia 30 anni, ecco un volume dedicato alla Russia con nove fiabe tipiche riprese da Luigi Dal Cin e illustrate evocativamente da alcuni illustratori italiani e stranieri. Alcune fiabe sonopiù conosciute – come “Il pesciolino d’oro” o “La principessa ranocchia” – altre da scoprire e far scoprire; sono però ancora una volta forse più le illustrazioni a colpire l’immaginario, soprattutto perché in poche pagine si offre esempio di come linterpretazione di un’artista possa lavorare in modo diverso, quasi i ragazzi – sfogliando il libro – potessero trovarsi davanti aun piccolo catalogo di diversi tratti, diversi stili.

La colorata Baba Jaga di David Pintor che porta a spasso al guinzaglio la sua casa che marcia su due zampe di gallina in copertina apre il “catalogo” che continua con Facchinetti, Perrin, Castagnoli (a cosa pensa il suo soldato dall’occhio curioso?), Monserrat, Poliakova (uno splendido gallo da dizionario illustrato d’antan), Wilkon, Kostyukevich. Tra tutti, l’orso di Valerio Vidali è semplicemente essenziale, lussuoso, magico.

Il sito della mostra di Sarmede.

Luigi Dal Cin – illustrazioni di David Pintor, Fabio Facchinetti, Clotilde Perrin, Anna Castagnoli, Pep Montserrat, Sacha Poliakova, Valerio Vidali, Jozef Wilkon, Artem Kostyukevich, Nel bosco della Baba Jaga. Fiabe dalla Russia (progetto a cura di Monica Monachesi), Panini 2012, 48 p., euro 14.

Gigi Baruffa

9 Nov

Questa è la storia di Gigi Baruffa /Nato a Roma in un giorno d’aprile / Vita nuova che batte, che stantuffa /Nel cofano del tempo a venire.

Gigi Baruffa ha un monte di capelli neri indiavolati, gli occhi come due fornelli accesi, le gambe sempre in movimento, l’inventiva sempre in marcia, lo strillo acuto e la rabbia pronta a manifestarsi con grida, baraonde, distruzione, calci e pugni. A scuola è tutto un picchiare e uno scontrarsi (nei tre giorni di sospensioni poi fa fuori il televisore), amici non ne ha, se qualcuno gli risponde morde. Una disperazione insomma per le maestre e soprattutto per la sua mamma che avrebbe tanto voluto un bambino-passerotto che cinguettasse allegro e calmo e si è ritrovata invece un ciclone che rompe, distrugge e si azzuffa. Finché un giorno in cui Gigi è solo a casa bussa alla porta la Morte, venuta a prendersi la sua mamma e il suo papà, quei due che lui ama tanto e che ha giurato a se stesso di difendere sempre. Allora la rabbia di Gigi si scatena contro la morte,  fino a placarsi in sguardi belli e baci per i suoi genitori. Di Gigi Baruffa, nelle rime di Marco Lodoli e nelle illustrazioni di Valerio Vidali, ci piace tanto il papà: a differenza della mamma, che si mette le mani nei capelli e si fa venire l’asma a causa di quella disperazione di figlio, questo papà un po’ poeta, che ama le cose che poi il mare riprende e che desidera quel che ha, guarda il suo bambino arrabbiato, il suo bambino che gli piace tanto. Perché il papà sa che tutti i bambini sono un po’ arrabbiati / stavano in cielo con gli angeli e il mare / Poi cadono in terra sconocchiati / Non sanno più come si fa a volare. E probabilmente, ci piace pensare, il papà di Gigi è stato da piccolo un po’ “baruffa” anche lui.

Qui un assaggio dell’albo.

Marco Lodoli, ill. di Valerio Vidali, Gigi baruffa, la Nuova Frontiera junior 2011, 36 p., euro 14.

Gli ombrelli, quante vite!

4 Ott

Um dia, um guarda-chuva… è un picture book e racconta la storia di una giornata (speciale) di un oggetto comune.
(Perché gli ombrelli suscitano così tanta fascinazione? Come i baffi, le ghette, gli scaldamuscoli, le moffole, i cappellini da sole e le pistole ad acqua? L’ombrello è per definizione un bene solitario, aggrega ma non si combina.)
Questa storia inizia con uno smarrimento e procede incalzante e rocambolesca con molti colpi di scena. Tra cielo e oceano, dall’alto al basso. In questa ritmica cavalcata di Davide Calì e Valerio Vidali compariranno, tra gli altri, un sub, un giocatore di golf e un acrobata. Figure a metà, sul bordo pagina perché il protagonista resta il passaggio di mano in mano, la metamorfosi dell’ombrello, a lasciarci intendere che, come per ogni oggetto esiste almeno un uso nascosto, così per i fatti della vita si possono trovare tanti percorsi di senso.
Ecco forse perché in questo libro mancano i veri e propri nomi dei personaggi, l’uomo che perde l’ombrello è o senhor do cachimbo e l’ombrello che viene smarrito è un ombrello, che non perde l’anima (nera e anonima perché quasi platonica) ma attende il prossimo giro di walzer.
Le illustrazioni di Valerio Vidali hanno un’atmosfera metafisica, sospesa, e ricordano Monsieur Hulot di Jacques Tati, Wolf Erlbruch, Scarabottolo.
Il testo del libro, calligrafico, ha la voce sottile e decisa del maiuscoletto “inciso” sulle tavole ed è alternato ad alcuni divergenti commenti in corsivo  – sarà quella la voce del senhor do cachimbo?
Un libro accelerato, cinematografico, benfatto, degno del catalogo della giovane e già amatissima Planeta Tangerina.
Chissà se l’ombrello e il signore s’incontreranno mai, ad acquazzone concluso? Io, un ombrello perso, non l’ho mai ripescato!
I fogli di stampa.
Un video (da guardare accelerato) del libro sfogliato.
Davide Calì, illustrazioni di Valerio Vidali, Um dia, um guarda-chuva…, Planeta Tangerina, marzo 2011, pp. 32, euro 12,50