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Fragile come noi

9 Mag

5257-Sovra.inddUn romanzo che descrive come ci si sente da sedicenni senza nulla di particolare, ma soprattutto che ha la capacità di dire della gelosia che nasce nell’amicizia più consolidata, quando tra due amiche del cuore ne spunta una terza, l’equilibrio che dura da anni cambia fino a rompersi.

Cad ha appena compiuto sedici anni, frequenta una scuola femminile molto prestigiosa, ha buoni voti e, direbbe lei, nessuna caratteristica particolare che la faccia notare. I suoi genitori si aspettano molto, mentre lei vive in negativo la scuola in cui è stata ammessa e che l’ha separata da Rose, l’amica inseparabile da più di dieci anni, che va alla scuola pubblica, mista, e ha un buon giro di amici. Quindi Cad promette a se stessa nel giorno del suo compleanno un grande cambiamento per l’anno successivo: vuole arrivare a festeggiare i diciassette anni con tre obiettivi raggiunti: avere un ragazzo, perdere la verginità, vivere un “evento significativo”, ovvero qualcosa che ti rende interessante, che ti permette di raccontare la tua storia ponendoti al centro dell’attenzione degli altri. Non ha fatto il conto con Suzanne, una nuova compagna di classe di Rose, che presto ne diventa grande amica: Cad si sente esclusa, è gelosa e insieme affascinata da questa ragazza bella, spigliata, che parla poco del suo passato. E inaspettatamente amica: perché Suzanne si interessa a Cad, si appoggia a lei, si confida e allora tutto si ribalta: è Rose a diventare gelosa, a sentirsi messa da parte.

Nel sottile gioco dell’amicizia nuove che si scontra con un rapporto consolidato da tempo, il tutto incastrato nella crescita adolescente, nella scoperta di sé, nel necessario e doloroso confronto con gli adulti e coi coetanei, ecco inserirsi prepotentemente anche il passato di Suzanne, le violenze familiari, il non risolto che mina qualunque cosa. Un romanzo che regala un finale non scontato, ma profondamente onesto che dice del rispetto dell’autrice verso i suoi lettori (o meglio, le sue lettrici probabilmente vista la trama) e verso la descrizione della vita, così com’è.

Il sito dell’autrice.

Sara Barnard, Fragile come noi forte come l’amicizia (trad. di Valentina Zaffagnini), Piemme 2016, 319 p., euro 16, ebook euro 7,99

Graffiti Moon

11 Gen

Io voglio collidere. Voglio scontrarmi con Shadow e lasciare che nell’urlo fuoriescano i nostri pensieri, per poi raccoglierli e scambiarceli come manciate di sassolini lucenti.

Lucy Derwish brucia nella prima pagina di questo romanzo. L’incendio che le corre sulla pelle e dentro i pensieri è la speranza di arrivare a tempo per vedere finalmente Shadow, il più originale e misterioso writer di Melbourne, che lavora in coppia con Poet: uno fa murales e l’altro ci mette i titoli, uno cerca l’azzurro giusto per il suo cielo, l’azzurro che squarci l’anima,  e l’altro scrive poesie. Lucy è convinta che Shadow sia il ragazzo giusto per lei: perché lei perderebbe davvero la testa per uno che disegna ragazzi con cespugli al posto del cuore e ragazze che bradiscono tosaerba, perché con lui potrebbe parlare di arte e andare al cinema senza che qualcuno le metta le mani addosso al primo appuntamento come le è successo, perché lui capirebbe la sua passione per il vetro che sta imparando a modellare. Ma Lucy manca Shadow per cinque minuti. L’unica speranza di conoscerlo diventa allora la serata con Jazz e Daisy, diventa l’aggregarsi a Dylan, a Leo, a Ed (sì, proprio quello del fallito appuntamento di mesi prima) visto che Ed conosce Shadow. Nello spazio di una notte, storie di adolescenti che sognano, che raccontano, che nascondono, che si nascondono, che guardano spaesati il mondo e  i loro genitori, che si cacciano nei guai perché a volte finirci dentro è l’unico modo per uscirne. Una notte in cui Lucy scoprirà che il primo disegno che Shadow ha fatto su un muro l’ha fatto proprio per lei. Come foto di adolescenti nelle notte, come quelle di Bill Henson che la professoressa J (uno degli adulti illuminati di questa storia) ha mostrato in classe (nel vederle – dice Ed – ho sentito che qualcuno aveva capito, che qualcuno aveva visto come ci sente, a essere pelle nuda che brilla nell’oscurità). Un libro a due voci che parla di arte, di quella che sta sui muri e di quella che sta nei libri, di quella che si guarda, di quella che si legge, di quella che si fa; della magia del vetro che diventa forma, delle forme che parlano di chi le ha create.

Lei mi dice che quest’auto sta andando nel deserto. Che non è così male, come posto. Che se guardassi bene vi vedrei segni di vita. Sono stanco di guardare. Voglio che le cose siano semplici. Voglio salire  in una di quelle auto e andare da qualche parte, dove posso dipingere nell’etere in modo che le persone sappaino cosa sto pensando senza doverglielo dire. Si avvicina e anch’io mi avvicino e sono tornato a quel muro, a dipingere il fantasma nel vasetto di vetro. La sto sfiorando. Lei mi sorride e io sono perso. Mi dice che il furgone su cui siamo seduti era azzurro, in una vita precedente. Voglio crederci.

Questo è il blog dell’autrice di questo libro pluripremiato, di cui qui vedete il booktrailer italiano.

Cath Crowley, Graffiti Moon (trad. di Giovanna Scocchera e Valentina Zaffagnini), Mondadori Shout 2011, 217 p., euro 17.