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Io sono Marcello Fringuello

9 Feb

Marcello Fringuello

Tante impronte digitali rosse a cui pochi tratti di penna aggiungono ali, becchi e zampe a formare un nutrito stormo di fringuelli, quello rumorosissimo di cui fa parte il protagonista, dove tutti si salutano, si augurano la buonanotte, cinguettando qua e là senza mai tacere, a meno che all’orizzonte si profili l’orrenda, pericolosa bestia. Una notte Marcello si sveglia; è solo, intorno buio e silenzio: ecco che finalmente sente i propri pensieri, così belli da generarne altri, fino a montarsi la testa e decidere di lanciarsi contro la bestia. Che ovviamente lo ingoia. Ma proprio nella pancia altrui, tra borbottii di stomaco e intestino, il fringuello prende coscienza di non essere solo la cena di qualcun altro, ma di poter pensare così forte da indurlo a spalancare la bocca.

Una buffa irriverente riflessione sull’essere se stesi e non branco, sul tentare, sul pensare e poi sperimentare, sul punto di vista, sulla capacità di dire no, sulla bellezza e sulla necessità del silenzio. E che dire della doppia pagina che schematizza – bianco su nero – il ciclo della vita? 🙂

Se poi siete in vena di poetiche storie di volatili e sapete il francese, potete gustarvi l’ebook Il suffit parfois d’un cygne, realizzato da La souris qui raconte, che gioca proprio sulle varietà ornitologiche applicate alla dolcezza, al dolore, alla levità della vita.

Il blog dell’autore. Il sito dell’illustratrice.

Alexis Deacon – Viviane Schwarz, Io sono Marcello Fringuello (trad. di Paola Gallerani), LO editions 2015, 40 p., euro 14

Va bene se…

30 Dic

vabene_copCi sono tanti albi rivolti ai lettori più piccoli che dicono, attraverso storie o immagini eloquenti, che ciascuno ha delle caratteristiche positive, qualcosa che lo contraddistingue, una potenzialità che deve essere accolta, amata e non modificata dalle esigenze o dai gusti altrui (uno su tutti il sempre verde “La cosa più importante” di Antonella Abbatiello, Fatatrac)

Le colorate illustrazioni di Francesca Cavallaro regalano un catalogo particolare di bambini, animali e anche extraterrestri (!) che “vanno bene” così colti nelle loro peculiarità che il disegno spesso svela, al di là di quello che la brave descrizione di accompagnamento dice. Così come ci sono tratti somatici, vestiti, gusti personali differenti – come risalta dalla copertina del testo – c’è chi va bene con le ruote (e non è un monopattino), senza capelli (e non è un nonnetto calvo), in molteplici composizioni famigliari, da solo o in coppia.

Per provare, leggendo insieme, a trovare altre caratteristiche belle, altre peculiarità che fanno speciale chi ci sta vicino. Per dirla insieme alla Panzanella – e così suggeriamo anche una lettura sempre valida per i più grandi:

“Entro nello spogliatoio e mi fisso dentro lo specchio.
Io sono io. Questi sono i miei occhi, questo è il mio naso e questa è la mia bocca. Sono felice di essere qui, e non in un qualsiasi altro punto del passato, del presente o del futuro. In nessun’altra vita e in nessun altro corpo.
Io sono io e sono qui” (Giulia Villoresi, La panzanella, Feltrinelli, 2009).

Una sola perplessità sull’albo: dice il testo sul finale che si va bene come si è: è vero, è vero legato alle peculiarità suggerite nelle pagine precedenti; una lettura superficiale invece potrebbe mettere l’accento sul fatto che si va bene così e non c’è bisogno di cambiare. Mentre al contrario ciascuno può sempre migliorare, cambiare certi atteggiamenti negativi, limare certi difetti.

Il blog di Francesca cavallaro. Il sito e il blog di Isabella Paglia.

Isabella Paglia – Francesca Cavallaro, Va bene se… , Zelig 2013, 32 p., euro 9,90