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Le reginette

5 Lug

Quando parecchio tempo fa lessi questo romanzo in francese per una scheda di lettura per un editore, risi come una matta. Vincitore del Prix Sorcières, adattato con successo per il teatro, pare pronto per un road movie e infatti i diritti cinematografici sono stati già prelazionati da Lionceau Films; avrebbe anche tutti gli elementi per definirlo un romanzo pieno di sfighe e pure tendente al buonismo. Invece l’autrice riesce a mantenere alta fino alla fine la qualità della scrittura e della storia, grazie soprattutto all’autoironia della protagonista, molto spesso prossima alla causticità quando non all’autoderisione.

Al termine dell’anno scolastico, Mireille viene eletta Salsicciotto di Bronzo, secondo una tradizione che vota la ragazza più brutta della scuola su Facebook; è il terzo anno che viene premiata, ma ha perso il titolo di Salsicciotto d’Oro a vantaggio di una nuova della seconda B, Astrid, mentre la seconda piazza è stata assegnata a Hakima. Mireille condivide i premi: Astrid è strabica e Hakima le sembra un luccio. lei del resto la prende con la sua solita ironia, unica arma e corazza forse per sopravvivere al fatto che ci organizza la terribile gara è il suo miglior amico d’infanzia. Però conosce la durezza eel momento e i commenti pubblici dei compagni, per cui sa che le altre due nuove nominate – con la loro introversione e timidezza – potrebbero non prenderla bene; decide così di presentarsi, di conoscerle e di convincerle a non piangersi addosso. Scoprono di avere tutte e tre un valido motivo per andare a Parigi il 14 luglio e decidono di andarci in bicicletta, finanziandosi con la vendita di salsicce e salse varie (in originale sono proprio boudins, e così anche il titolo che hanno vinto) e raccontandosi attraverso un blog. Le accompagna Kader, fratello maggiore di Hakima, in sedia a rotelle dopo un’imboscata tesa ai soldati del suo battaglione mentre erano in “missione di pace”. Durante il viaggio otterranno molto incoraggiamento e applausi, ma ci sarà posto anche per la derisione, i commenti violenti, le gelosie, gli insulti. La strada percorsa insieme metterà in luce anche i limiti, le potenzialità e le corazze dietro cui ciascuna si nasconde.

Dei motivi per andare a Parigi, delle loro famiglie, delle passioni di ciascuna protagonista non dico; il lettore scoprirà lettura facendo, in questo libro in cui si mescolano parecchi temi importanti, in cui si ride, in cui si riesce a parlare con ironia di mestruazioni e videogiochi, di timidezza e padri importanti e assenti, costruito riportando post di blog e articoli di giornali on line con tanto di commenti.

Le tre vivono a Bourg-en-Bresse; il loro viaggio è quindi un percorso a tappe tr… , facilmente riconoscibili, rintracciabili su mappa e – perché no – un itinerario da cui prendere spunto.

Clémentine Beauvais, Le reginette (trad. di Bérénice Capatti), Rizzoli 2018, 291 p., euro 17, ebook euro 8,99

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Le vittorie imperfette

10 Mag

le vittorie imperfetteCapita di imbatterti in un libro per caso, lo cominci di notte e vorresti che la notte durasse il tempo di arrivare all’ultima pagina. E poi lo vorresti inserire subito tra le proposte di lettura per i ragazzi più grandi. Succede con la grazia e la misura giusta di questo libro che mette di fronte due mondi diversi, due squadre, due sistemi e tante vite; che intreccia le storie di due campioni sportivi con le vicende autobiografiche dell’autore mettendo il basket a far da collante. Se il basket infatti ha un ruolo fondamentale nella famiglia dell’autore e – pare – anche nella sua nascita, tutto il romanzo ruota intorno ai tre controversi minuti finali della partita  tra i sovietici e gli statunitensi alle Olimpiadi di Monaco del ’72. L’autore sceglie due protagonisti di quell’impresa, Saša Belov e Kevin Joyce, tracciandone le vite prima e dopo, ritrovando i loro sogni di ragazzi alla vigilia e immaginandone gli anni successivi, il peso delle scelte, il ritorno dei ricordi. Racconta del significato di quella partita per la storia dello sport e per i singoli che l’hanno vissuta, anche indirettamente, come lui che ci è stato catapultato dentro dalla casuale visione di un filmato d’archivio.

Il romanzo regala quadri successivi e connessi in cui i protagonisti somigliano ai personaggi ritratti da Hopper, che tanta parte ha nella storia, siano essi i genitori dell’autore, la fidanzata di Belov e il loro gatto, Dino Meneghin al campetto di Cisternino, un Joyce in là con gli anni sulle tracce della medaglia mai ritirata o un ragazzo che vive il miglior momento della vita prendendo i rimbalzi di un campione olimpico in una sessione di tiro. Si dice della strage di Monaco ’72, degli undici atleti israeliani morti nell’attacco terroristico di Settembre Nero, si dice dello sport che torna velocemente a un’apparente normalità per permettere la partita che vede opposte le due superpotenze di sempre e si racconta anche di quell’altro scontro che si consumò davanti a una scacchiera, con Fischer e Spasskij a rappresentare le due metà di un mondo diviso dalla Guerra Fredda.

Si dice di come vedi il mondo da bambino, del rapporto tra genitori e figli, di come va la vita oltre quel che puoi immaginare. Si dice dei sogni e dei progetti che si hanno da bambini e li si guarda alla luce di quel che succede dopo, sintetizzando la crescita e lo scollamento derivato in questo modo: “Suppongo che tutti i bambini coltivino progetti troppo ambiziosi perché si possano tradurre in realtà.Poi, man mano che la loro statura aumenta, si espandono anche la consapevolezza, la capacità di accontentarsi e di accettare quello che viene. Questo fenomeno prende il nome di crescita, una definizione perlomeno bizzarra dal momento che viene utilizzata per descrivere il suo esatto opposto, il progressivo ridimensionamento di ciò che ciascuno di noi si aspetta di ottenere nella vita”. Quel meccanismo di difesa che si mette in atto riducendo l’asticella delle aspettative, lasciandosi alle spalle i grandiosi sogni progetti per la propria vita adulta può incepparsi perché succede qualcosa che ti fa pensare a quanto ci credessi davvero, alla persona che davvero avresti voluto diventare.

Anche questo romanzo cresce nel suo andamento narrativo, ma non riduce le aspettative; crea anzi intorno al lettore una sorta di vortice, una spirale che cattura e che dovrebbe – secondo le stereotipate attese – culminare nella descrizione dei tre minuti finali della famosa partita. Invece no, scarta anche lui, come a volte scarta dalla mediocre linea della vita chi si ricorda dei propri progetti e riparte in quella direzione. Allora il lettore scopre che la spirale della storia lo porta ben al di là della cronaca sportiva, a comprendere cosa ci sia intorno e prima e dopo a quel che i filmati olimpici hanno consegnato alla storia, e come tre secondi in più segnino le vite di chi li sta vivendo e persino di chi ancora non c’è.

Il sito dell’autore. L’illustrazione di copertina è di Emiliano Ponzi.

Emiliano Poddi, Le vittorie imperfette, Feltrinelli 2016, 291 p., euro 17, ebook euro 9,99

Naked

11 Apr

5258-Sovra.inddKevin Brooks è riuscito a scrivere un libro magistrale a proposito degli anni Settanta, della musica e dell’ambiente musicale londinese di quel momento, sul terrorismo legato all’Ira  e parimenti su cosa significhi crescere, trovare una propria forma e innamorarsi profondamente. La voce della diciassettenne Lili ruota intorno all’estate del 1976 che cambia improvvisamente la sua vita e dei mesi che la anticipano e che la seguirono e che segnano la sua formazione e il suo destino; è un racconto per voce solista che, in prima persona, accompagna il lettore sulla scena musicale ed artistica di Londra a metà degli anni Settanta: sta nascendo il punk, i Sex Pistols hanno appena fatto il loro esordio, i Clash non sono ancora arrivati sulla scena; è appena uscito il primo album dei Ramones e il Sex, il negozio al 430 di King’s Road, di proprietà di Malcolm McLaren e Vivienne Westwood, è il luogo da frequentare per farsi notare.

Sicuramente le accurate descrizioni della scena musicale e delle atmosfere londinesi del momento faranno felici molti adulti appassionati e insieme daranno la possibilità ai ragazzi di ricevere dei riferimenti musicale che sovente non hanno e di andare ad approfondire. Per i giovani lettori, tutta la parte storica che fa parte integrante della narrazione (sia la questione musicale-artistica, sia quella sociale, sia il terrorismo e la questione irlandese) viene mediata dalla storia di Lili, ragazza ricca cresciuta con una madre fuori di testa e scelta dall’idolo della scuola per far parte di una nuova band che sta nascendo, i Naked. Fino a quel momento Lili suona il pianoforte e si prepara con scrupolo per gli esami i fine anno, non bada a quel che si mette addosso, ha pochi amici e la tendenza a rimanere da sola, ma Curtis Ray cambia la sua vita: non appena prova a suonare il basso e ad accompagnare le note degli altri musicisti, Lili prova senso di appartenenza e insieme euforia. L’ascesa della band è rapida tanto quanto la sregolatezza di Curtis: le canzoni che compone e canta sono dure, ipnotiche e a tratti bellissime, la sua vita è fatta di desiderio di fama e soldi, droghe, alcol e una stanza vuota in uno squat e Lili non è sempre fiera della loro storia e del loro rapporto. Fino a quando per caso, durante un’audizione per sostituire un membro della band, compare William Bonney. Che è l’esatto contrario di Curtis, che pare muoversi con una calma olimpica, mantenere sempre le promesse, scomparire per poi tornare al momento giusto e portarsi addosso un segreto che vela di mistero tutta la sua esistenza.

La capacità di Brooks è quella di rendere in modo vivido e decisamente reale sulla pagina ogni diversa sensazione, ogni tono diverso, ogni scena come un quadro che dice di quanto puoi fonderti con la musica; di quanto duri possano essere un tono di voce, una situazione famigliare, la vita; di quanto pieno possa essere un rapporto d’amore, quando ti fa felice al di là d ogni altra cosa.

L’incipit, quella pagina ritmata a incisi e frasi brevi e contrassegnata come primo capitolo, è perfetto per un’introduzione al romanzo, per essere letta ad alta voce e far venir voglia di entrare dritti e veloci nella storia.

Un’intervista all’autore. Un podcast in cui l’autore parla di questo libro.

Kevin Brooks, Naked (trad. di Giorgio Salvi), Piemme 2016, 383 p., euro 18,5, ebook euro 6,99

L’anno della maturità

7 Feb

balzarroUna vicenda ambientata nel 1987, all’indomani degli esami della maturità: Giulio parte da Roma in compagnia di quattro compagni di classe alla volta del paese ligure in cui c’è la casa di vacanza della sua famiglia per condividere un meritato riposo al mare. Ma giusto l’indomani dell’arrivo una vecchia lettera ritrovata per caso fa cambiare programma ai cinque: il testo frammentario infatti fa pensare che la madre di Giulio sia stata coinvolta una decina di anni prima in un episodio di terrorismo in cui è morto un uomo a Genova. I ragazzi lasciano il mare per addentrarsi nell’interno, tra piccoli paesini di media vallata, sulle tracce del passato: il periodo della Resistenza, quando i nonni di Giulio furono partigiani nella banda di Lupo, ormai settantenne scorbutico, e la seconda metà degli anni Settanta, quando la madre di Giulio tornò in quei luoghi per una ricerca storica e scoprì un’amara verità sulla propria famiglia.

Il romanzo mette molta carne al fuoco: il gruppo di amici, ognuno con le proprie caratteristiche, i rapporti tra di loro, gli amori, le simpatie; il periodo della Resistenza, coi suoi lati tragici di rivalse e odi che permangono nel presente e angoli oscuri; gli anni del terrorismo, la lotta armata, gli altrettanto tragici episodi, le uccisioni, i sospetti; la scelta di alcuni giovani di fermarsi a vivere in paese e dilatare nel tempo l’atmosfera hippie degli anni Settanta; la politica di sezione; i tentativi di combattere la retorica sulla Resistenza. Avrebbe meritato forse un respiro più ampio per permettere ai giovani lettori un maggior approfondimento, nella speranza che trovino  comunque spunti per approfondire periodi storici a loro non vicini né nel tempo né nelle atmosfere (compresi la Milano da bere e gli yuppies incravattati degli anni Ottanta citati nel testo).

La copertina e le illustrazioni interne sono di Marco Paci.

Anna Balzarro – ill. Marco Paci, L’anno della maturità, Sinnos 2014, 95 p., euro 10