Tag Archives: streghe

Rosmarino

27 Dic

C’è un pagina senza testo in questo albo in cui Cneut immagina la passeggiata nel bosco della protagonista come un’avanzare tra varietà differenti di fiori in cui lei si addentra arrivando quasi a confondersi tra loro, grazie al colore del suo vestito e nello stesso tempo spicca in qualche modo, decisa come il suo carattere. Rosmarino è una fata che vive come tutte le fate in un castello dalle torri dorate, dove tutte indossano abiti sui toni del rosso e del rosa e cappelli a punta e seguono regole ben precise di super buona educazione (niente briciole, niente schizzi, niente pattini a rotelle). Rosmarino non ci sta e decide di essere strega; nonostante gli avvertimenti della mamma, parte per il bosco delle streghe e ci si trova benissimo. sono gentili, le insegnano un sacco di trucchi e le prestano pure i pattini. E mica si annoia, come la mamma nel suo castello; del resto lei è Rosmarino e basta: un giorno mette il cappello tondo e un altro quello a cono; un giorno fa visita al castello, un altro un giro in barca. Non è tutta nera come le streghe né tutta leziosa come le altre fate: è se stessa e basta.

Un albo per pensare alla libertà di fare le cose che ci si sente di fare, per affermare se stessi.

Brigitte Minne – Carl Cneutt – adattamento di Giovanna Zoboli, Rosmarino, Topipittori 2017, 48 p., euro 24

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Bella

11 Nov

Il trillo di una chat aperta sul computer della strega: è l’orco che la invita a un pic-nic alla palude. Lei non vede l’ora e prova tutti i possibili vestiti, per poi uscire esattamente come il lettore l’ha vista prima, cioè lei stessa, senza preoccuparsi più di tanto. Sono gli animali che incontra lungo la strada a dirle che sarebbe più bella senza gobba, ritoccando i capelli, il mento… Basta un colpo di bacchetta magica ed ecco fatto. Peccato però che la strega non sia più lei e che l’orco non la voglia nemmeno vedere: vuole indietro quella vera! Con buona pace delle bestiole, destinate a pagare cari i loro suggerimenti.

Un inno all’essere se stessi e al “bello è ciò che piace” scritto e illustrato da Canizales, che lo ha pensato durante i viaggi nella sua natia Colombia, quinta destinazione mondiale per il turismo estetico.

Con questo albo e con Il libro più straordinario del mondo sempre di Canizales comincia la collana Alboom!-Gli albi col botto della casa editrice bolognese Les Mots Libres che si propone di fare libri con parole libere, quelle che – come dicono nella loro presentazione – “sono un impegno a esserci. Sono una responsabilità: poter rispondere delle nostre parole, questa è la nostra libertà”. L’esordio in primavera era avvenuto con un romanzo di Federica Iacobelli, dedicato ai giovani adulti, che ruotava intorno a David Bowie, primo della collana intitolata Vidas, come le biografie dei trovatori provenzali del basso medioevo in cui il racconto delle vite si muove tra storia e leggenda, intessendo insieme, come trama e ordito, aneddoti romanzeschi e fatti realmente accaduti. E scusate se è poco ;).

Canizales, Bella, Les Mots Libres 2017, 32 p., euro 15

Warren 13° e l’occhio che tutto vede

30 Ott

Un libro bello. Bello a partire dalla grafica, tutta giocata sul rosso e sul nero, nelle illustrazioni di Staehle che ha creato il personaggio principale più di dieci anni fa quando frequentava la scuola d’arte e ha trovato a dargli degna corona di parole il talento di Tania Del Rio.  Un libro da leggere ad alta voce, con un ritmo e un intreccio che coinvolgono o da sfogliare da soli godendosi appieno le immagini, le loro finezze, i particolari. Il formato (22 per 20) gratifica il lettore e permette di apprezzare al meglio la storia.

Il romanzo è imperniato sulla figura di Warren, tredicesimo discendente ed erede del Warren Hotel, un ragazzino mortificato dall’aspetto di rana o di mosca (a seconda di chi lo guarda), dall’animo indomito e dalle forti speranze: l’albergo è stato un punto di riferimento, lussuoso e prestigioso, per tantissimi clienti fino a cinque anni prima, poi, con la morte del padre, lo zio Rupert ne ha preso in mano le redini, mandando tutto a catafascio. Warren sogna di tornare agli antichi splendori e intanto si sobbarca ogni ruolo, dal facchinaggio alle pulizie, potendo contare solo sull’amicizia del cuoco e di un vecchio precettore che custodisce la biblioteca. Lo zio infatti si è ulteriormente rincitrullito dopo il matrimonio con la zia Annaconda, una strega giunta sotto mentite spoglie per tentare di trovare “l’occhio che tutto vede” che la leggenda dice essere nascosto nell’albergo. Vessato dalla zia, Warren dovrà ricredersi sulla leggenda che ha sempre reputato tale: sono troppe le persone che cercano l’occhio e quindi da qualche parte ci sarà. E poi perché c’è una piovra nel locale caldaia e una pallida bambina gli sta alle calcagna senza mollarlo? E chi è l’ospite bendato e misterioso che varca la soglia dell’hotel, primo dopo tanto tempo?

Un po’ di giallo, di enigmi e di codici, un po’ di magia, un po’ di umorismo sano. Questa si preannuncia come la prima avventura del ragazzino che crede nella bellezza dei suoi capelli e nella forza del progetto di dare lustro alla creatura dei suoi avi. Ovviamente aspettiamo le prossime!

Tania Del Rio – Will Staehle, Warren 13° e l’occhio che tutto vede (trad. Francesco Gulizia), Rizzoli 2017, 232 p., euro 19,90

Earwig e la strega

2 Ott

Una delle migliori autrici di storie di magia torna in libreria con un racconto lungo, ideale dagli otto anni ma adatto anche a essere letto insieme ad alta voce con lettori più piccoli. Si racconta di Earwig, bambina abituata a far fare a tutti quel che vuole lei, vissuta da sempre in orfanotrofio, dove è stata abbandonata in fasce con un biglietto che rivela che sua madre era una strega. Earwig fa di tutto per non essere adottata, proprio come il suo amico Budino, ma nulla può il giorno in cui due strani figuri si presentano e scelgono proprio lei. Sono Bella Yaga e Madragora e, come dicono anche i loro nomi, hanno a che fare con la magia. Hanno scelto Earwig perché Bella Yaga ha bisogno di due mani in più: non di un’aiutante, come crede e spera la ragazzina, ma bensì di una sguattera che prepari colazioni, triti le ossa di ratto e conti gli occhi di salamandra. Non ha fatto i conti con Earwig: come dice sempre, lei ama molto le sfide e non le sembra vero di trovare un alleato nel famiglio della strega, il gatto Thomas per vendicarsi e ovviamente far fare a tutti, anche in questa nuova casa, quel che vuole lei.

Non solo una storia di magia, ma una protagonista da aggiungere alla schiera delle ragazzine intraprendenti, dalla fervida immaginazione e che hanno sempre l’ultima parola.

Diana Wynne Jones – ill. Miho Satake, Earwig e la strega (trad. di Valentina Daniele), Salani 2017, 109 p., euro 10

Quando soffia il vento delle streghe

25 Gen

quando soffia il vento delle streghe

Torna in libreria in nuova edizione uno dei migliori testi di Vanna Cercenà, uscito per la prima volta nel 2002 nella collana “I nuovi ottagoni” di Fatatrac allora con le illustrazioni di Gianni De Conno. La nuova veste grafica offertagli da Lapis permetterà di presentarlo nuovamente ai ragazzi e di sapere che andrà in prestito una storia spesso dimenticata e nascosta sugli scaffali.

Si riprende la vicenda storica del processo alle streghe di Triora, utilizzando l’espediente della fuga a cui una di loro, Maria, costringe la nipotina di sette anni nel tentativo di salvarla. Siamo nel 1587 e la bambina, vestita da maschio, comincia un pellegrinaggio che la porta a Genova, sulle tracce della famiglia paterna, e a Firenze, dove apprenderà l’arte orafa. Bettina è figlia di un ragazzo ebreo, figlio a sua volta del rabbino di Genova, e di una ragazza cristiana che sono stati allontanati dalla rispettive comunità e la cui famiglia ha già pagato il prezzo del sospetto; la nonna le ha sempre taciuto dell’incendio che ha causato la morte dei genitori e del fratellino, dei sospetti che hanno generato l’odio, delle stesse maldicenze che tornano verso la forestiera che sa guarire con le erbe quando la carestia e le malattie colpiscono e tutti sembrano avere la necessità di trovare capri espiatori.

Abbiamo così nuovamente a disposizione una storia di qualità che parla di caccia alle streghe, di oscurantismo, di pregiudizi di genere e non solo, di difficoltà di convivenza tra tradizioni e religioni diverse e che dipinge un ritratto dell’epoca (i commerci, le condizioni di vita, i rapporti nel Granducato di Toscana, le trame e gli intrighi). Occasione ghiotta inoltre per ricordarvi due testi fondamentali che, con alta qualità di testo e di immagini, ripropongono il tema della caccia alle streghe. La scopa della vedova di Chris van Allsburg, come già detto, è un albo trasversale per età: a seconda del modo in cui lo si legge e lo si presenta, può essere una storia di streghe per i più piccoli, ma anche – con bambini e ragazzi più grandi – narrazione di come si reagisca di fronte alla diversità, a quel che esce dai confini del conosciuto e dell’abitudinario, allo straordinario e ancora una metafora in forma di racconto tradizionale della caccia e dei roghi a cui le donne sospettate furono condannate. La seconda proposta invece è un invito ad andare a recuperare sugli scaffali Ritratto di una strega/La strega di Vallebuja, in cui il testo di Bianca Pitzorno e le mirabili illustrazioni di Piero Ventura ripercorrono le accuse e la condanna di Caterina Farcigli nel 1642.

Il sito di Vanna Cercenà, Premio Andersen 2015. La copertina di questa nuova edizione è di Francesca D’Ottavi.

Vanna Cecenà, Quando soffia il vento delle streghe, Lapis 2016, 120 p., euro 10

La storia di Robert dai calzini rossi che si innamorò della strega

15 Giu

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Robert il carbonaio effettua volentieri consegne al numero 35 di via della Farmacia perché la signora Schlott ha sempre delle storie da raccontare e ciascuna legata a uno dei tanti oggetti che ha accumulato in casa. Quando vien fuori una collezione di calze, la signora Schlott comincia a narrare della strega che vive nel bosco, vicino alle tre querce, che raccoglie fiori e frutti in ogni stagione e che sferruzza calze di lana rosse convinta che facciano camminare molto più velocemente di quelle marroni. Sono rosse anche le calze che la vecchina regala a Robert, non tanto magiche quanto – dice – calze che aiutano a ricordare. Di sicuro fanno sognare e fanno un po’ di solletico e comunque spingono Robert ad addentrarsi nel bosco oltre i campi dell’azienda agricola per arrivare a una casetta dove una donna fa magie come frittelle ai mirtilli, corone di fiori, torte e temporali nel tentativo di riuscire prima o poi a vincere la bestia uggiosa della malinconia che deve essere ricacciata nello stagno.

Storia circolare dal sapore di fiaba, dove la magia sta dove non te lo aspetti, dove bisogna saper riconoscere la verità; storia che racchiude altre storie, della giusta misura per leggersela insieme ad alta voce in un incontro di lettura (mettete in cantiere per il prossimo anno scolastico!).

Il sito dell’autrice.

Jutta Richter – ill. di Jörg Mühle, La storia di Robert dai calzini rossi che si innamorò della strega (trad. di Alessandro Peroni), Salani, 88 p., euro 10, ebook euro 6,99

Cornabicorna contro Cornabicorna

11 Giu

CornabicornaControCornabicornaQuando parliamo di albi che funzionano sempre (o comunque al 99%!) sappiamo che ognuno ha il suo tesoretto di storie da utilizzare a colpo sicuro, utili soprattutto in quelle occasioni in cui non si conosce ancora la classe che è venuta in biblioteca o in cui si ha di fronte un gruppo di lettori eterogenei che partecipano ad un incontro a partecipazione libera. Tra questi sicuramente la serie di Cornabicorna, che va ad arricchirsi del terzo volume, e che permette anche – nel caso di letture cadenzate nel tempo con il medesimo gruppo – di creare attesa rispetto alla storia e di tendere un filo rosso tra gli incontri grazie al medesimo personaggio.

Dopo i precedenti Cornabicorna (2012) e La vendetta di Cornabicorna (2014), torna il personaggio di Pietro che continua ad odiare le minestre alle prese non con una, ma con ben due streghe. Tutta colpa dei suoi adulti che, come sottolinea lui, non sono manco in grado di vedere una strega in una zucca: la mamma affetta la cucurbitacea in cui era stata trasformata Cornabicorna nell’avventura precedente ed ecco che si fa realtà il detto “Zucca tagliata, strega raddoppiata”. Decise a trasformare il bambino in una succulenta minestra, le due finiranno per accapigliarsi vantando ciascuna di essere quella originale e si distruggeranno a vicenda.

Il testo presenta un’ottima carrellata di insulti, di quelli dove la fantasia si ingegna per prendersela con qualcuno senza mai utilizzare una parolaccia, come già avevamo sottolineato nel caso dell’albo Due mostri e come nel romanzo Dakota dalle bianche dimore di Ridley (Salani, 1992; in commercio c’è un’edizione del 2008 oppure andate a cercarlo in biblioteca). Un crescendo di epiteti che fa ridere i bambini; potete sfidarli a trovarne di nuovi, gentili ma pungenti!

Magali Bonniol – Pierre Bertrand, Cornabicorna contro Cornabicorna (trad. di Federica Rocca), Babalibri 2015, 32 p., euro 14

Olivia e le ombre

10 Feb

Più riguardo a Olivia e le ombreOlivia, undici anni, due genitori eccelsi matematici (per cui, per logico contrappasso, la matematica non è invece proprio il suo forte), un continuo cambio di residenza e di scuola che la lascia senza amicizie particolari. E la tendenza a mimetizzarsi, a non farsi notare, a passare inosservata. Quando i genitori comprano una vecchia villa a Olivia appare subito chiaro che qualcosa non quadra, a cominciare dai quadri appesi alle pareti che non si staccano dai muri, dalle pietre della cantina che sono in realtà lapidi fino ai gatti parlanti che le si presentano per impedirle una curiosa attività che la ragazzinaha scoperto di poter fare quando indossa degli occhiali trovati trovati tra vecchie cianfrusaglie: entrare nei quadri, sentire la pittura farsi come gelatina, arrampicarsi sulla cornice e spingersi dentro, attraversando paesaggi e incontrando persone.

Ma i paesaggi e le persone che incontra assomigliano ai luoghi intorno a lei: a certe stanze della casa, alla via dove abita. Così scopre che un tempo in quella casa abitava un pittore che praticava la magia e che era disposto a tutto pur di ottenere l’immortalità. Aveva trovato il modo per imprigionare le persone che lo ostacolavano dentro i suoi quadri e farli sparire dal mondo reale. La curiosità e l’intraprendenza di Olivia rischiano di risvegliare tutto questo mondo.

Questo tradotto è il primo di una serie di quattro libri che vedono Olivia come protagonista; ogni vicenda è autoconclusiva e sarà sicuramente un piacere ritrovare la protagonista nelle successive avventure.

Il sito dell’autrice. Il sito dell’illustratore e il suo blog che davvero meritano una visita.

Jacqueline West – ill. Poly Bernatene, Olivia e le ombre (trad. di Elena Orlandi), Piemme 2013, 282p., euro 16,50

La scopa della vedova

23 Ott

scopa

Capita che le scope delle streghe si comportino come qualunque altro mezzo di trasporto e, nonostante i loro poteri, perdano colpi come un’auto che tossisce nelle mattine troppo fredde, o si blocchino all’improvviso mentre si sta viaggiando. Ecco, la scopa della strega di questa storia casca nel bel mezzo del volo precipitando la sua padrona nel campo della vedova Shaw, alla quale – una volta sparita l’ospite – rimane la scopa. Che però ha mantenuto i suoi poteri: spazza da sé, ciba gli animali, spacca la legna e suona il pianoforte. I vicini, convinti che sia un essere malvagio e diabolico, si presentano più volte per minacciare, fino ad arrivare a bruciarla, ma la vedova e la scopa preparano vendetta di paura per poter vivere tranquille, in pace.

I testi di Van Allsburg colpiscono sempre i lettori, anche i più piccoli che rimarcano come le immagini sembrino “vere”, quasi reali, “come fotografie vecchie” dice qualcuno. Questo albo però può essere annoverato anche tra i tanti che – come abbiamo segnalato ultimamente – interessano i percorsi con gli illustrati per i ragazzi più grandi, ad esempio per i lettori della scuola secondaria di primo grado. Rappresenta infatti un buon approccio al tema del diverso e di come la diversità è trattata (e mal-trattata, per non dire di peggio) e su come lo è stata in tempi passati, invitando ad approfondire temi come le accuse di stregonerie, i roghi, ma anche il modo in cui la società ha considerato le donne che esercitavano la fisica.

Se leggete questo libro insieme a lettori di sei-sette anni, preparatevi a spiegare chi è una vedova (e ovviamente non dite che è una signora che ha perso il marito perché vi chiederebbero dove o se lo ha ritrovato…)

Il sito dell’autore.

Chris Van Allsburg, La scopa della vedova (trad. di Francesca Del Moro), Logos 2013, 32 p., euro 15