Tag Archives: Stefano Bortolussi

The Hate U Give

6 Ott

La sedicenne Starr vive costantemente divisa in due: da una parte la vita familiare, nel ghetto povero e violento, territorio di scontro tra gang, e la vita scolastica, in un prestigioso istituto a quasi un’ora di auto da casa, dove la maggioranza degli studenti è bianca e ricca e dove i genitori hanno iscritto lei e i fratelli per tentare di sottrarli all’ambiente del quartiere. La ragazza descrive perfettamente il proprio diverso modo di fare a seconda di dove si trovi, l’impossibilità di condividere davvero la propria vita con le amiche e addirittura col suo ragazzo, tutti bianchi e tutti così lontani dal mondo in cui è cresciuta.

Il contrasto esplode quando l’auto su cui l’amico di sempre la sta riportando a casa viene fermata per un controllo da un poliziotto che uccide il ragazzo, credendolo erroneamente armato. Quel che ne segue è vicenda reale e storica: lo spaccarsi dell’opinione pubblica, il ritrarre il ragazzo come uno spacciatore prima di averne le prove, la mancata condanna dell’assassino. Starr vive tutto sulla sua pelle, comprese le rischiose conseguenze della scelta di testimoniare e di dire la verità dei fatti. Il dolore del sentirsi incompresa e inascoltata, di rivivere un’ingiustizia toccata prima di lei a tanti altri nella stessa situazione, di sentirsi inchiodata a stereotipi e pregiudizi mette a nudo i meccanismi dei rapporti, delle amicizie, della convivenza e la necessità di far sentire la propria voce, conscia del rischio che nulla potrebbe cambiare, che la verità potrebbe ancora una volta essere insabbiata semplicemente a causa del colore della pelle delle persone coinvolte.

Angie Thomas riesce perfettamente nel rendere viva la realtà che racconta, permettendo al lettore di sentirsi presente sulla scena e partecipe dei fatti che avvengono; è vero, si parla di un tema attuale e urgente, ma in modo appassionato e non banale, sicuramente in modo sentito da parte dell’autrice, con un grande rispetto e del tema e del lettore: si percepisce che Thomas non scrive per scrivere un romanzo su Black Lives Matter, ma perché è forte in lei l’esigenza di dire una storia che sente propria, che conosce, che rende al meglio sulla pagina.

Il romanzo è ovviamente costellato dall’uso dello slang e da tanti riferimenti: le gang che si spartiscono il territorio, ma anche marche e prodotti statunitensi, e soprattutto film, musica (rap e hip hop su tutto), personaggi storici e organizzazioni che hanno avuto parte fondamentale nel movimento rivoluzionario afroamericano, come le Pantere Nere. Il titolo stesso del libro fa riferimento all’acronimo THUG (The Hate you Give Fucks Everyone) coniato dal rapper e attivista Tupac Shakur per dire che l’odio che si rovescia sui bambini e sui ragazzi tornerà a rivoltarsi contro ciascuno, nella società.

Angie Thomas, The Hate U Give. Il coraggio della verità (trad. di Stefano Bortolussi), Giunti 2017, 410 p., euro 14

Annunci

No surrender

18 Apr

Hoot, il precedente romanzo di Hiaasen tradotto in Italia, è un libro sempre presente nei percorsi per la scuola secondaria di primo grado: una buona storia, con toni gialli, dove è ben presente l’interesse del suo autore. Hiasen infatti è un giornalista che per The Miami Herald conduce inchieste su corruzione politica e speculazioni a danno dell’ambiente e un’attenzione ai temi ambientali ed ecologisti traspare anche tra le righe di questo romanzo.

Narra in prima persona Richard, sulle tracce della cugina coetanea Malley, decisamente propensa a cacciarsi nei guai. Richard non si lascia ingannare da una partenza anticipata per il collegio e ben presto capisce che è fuggita con un tizio conosciuto on line, forse manco del tutto volontariamente.  Si mette sulle sue tracce in compagnia di un singolare anziano, conosciuto mentre si nascondeva sotto un cumulo di sabbia per tentare di smascherare i cacciatori di uova di tartaruga sulla spiaggia. Secondo il web, Clint Tyree è morto da un pezzo, m prima è stato un campione di football, un soldato in Vietnam e governatore della Florida, improvvisamente scomparso dalle sene e secondo molti impazzito. Eppure è lì davanti a Richard, con un occhio di vetro, un nomignolo da lucertola e il bagagliaio dell’auto pieno di libri; offre il suo aiuto, una tempra eccezionale e una certa rapidità di azione. Così la coppia improbabile parte, missione salvataggio, unico iniziale apparente legame la passione per il picchio dal becco avorio, specie data per estinta.

Qualcuno obietterà sicuramente che è una storia che non sta insieme, fatta di personaggi improbabili e somme di situazioni in qualche modo estreme. Eppure è una storia che fila, che si fa leggere di corsa, che lascia il lettore soddisfatto: l’ottima abilità narrativa di Hiaasen è sostenuta da una certa vena satirica e dalla capacità di incastrare tutto al punto giusto; per quanto improbabili, i caratteri e le situazioni non stonano e l’autore arriva esattamente dove vuole andare, portando il lettore là dove sapeva fin dall’inizio.

D’obbligo la conoscenza del BigFoot, annessi e connessi.

Il sito dell’autore.

Carl Hiaasen, No surrender (trad. di Stefano Bortolussi), Giunti 2017, 264 p., euro 14