Tag Archives: Stalin

Il coraggio di un campione

17 Ago

4431-Sovra.inddIl piccolo Arcady è un talento del calcio, per lui riuscire a fare gol non significa soltanto il piacere del bel gioco e della sfida, ma la possibilità di sopravvivere: nell’orfanotrofio in cui cresce, diviso dai suoi genitori considerati nemici del popolo, vincere la sfida con un compagno vuol dire avere una razione di più di pane. Quando il temibile direttore gli ingiunge di esibirsi durante la visita degli ispettori, Arcady vede il suo destino cambiare: poco tempo dopo, l’uomo che lo ha colpito in quell’occasione per i suoi modi così distanti dalla brutalità degli altri, lo viene a cercare per adottarlo e portarlo a vivere in una linda casa ai confini con la campagna. Arcady è convinto che sia un allenatore colpito dal suo talento e che possa aiutarlo a coronare il sogno di giocare nella Società sportiva della casa dell’Armata Rossa. Il loro duplice percorso sarà alla scoperta del momento storico che vivono, del valore della libertà e del significato dell’amicizia, in un reciproco addomesticarsi a vicenda.

Pur essendo ispirato ad una storia vera, il romanzo si distingue dai tanti che vengono in questi mesi pubblicati (a sfondo storico; con al centro della narrazione un personaggio realmente esistito) perché non è didascalico, ma cattura l’attenzione del lettore con una prosa fluida e soprattutto con le illustrazioni dello stesso Yelchin che accompagnano tutto il testo, impreziosendo il volume fin dalla copertina.

Il sito dell’autore.

Eugene Yelchin, Il coraggio di un campione (trad. di Giorgio Salvi), Piemme 2016, 187 p., euro 16

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Tra le mura del Cremlino

30 Set

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Sono tra i lettori che, dopo la piacevolezza di Auslander e “Il ragazzo di Berlino”, si erano incagliati nella lettura de “L’ultima alba di guerra” causa l’abbondanza di particolari descrittivi di aerei di guerra et similia, legate senza dubbio alla grande attenzione che l’autore pone alla documentazione e alla veridicità delle sue opere. Con questo romanzo invece torna la scorrevolezza nella trama che ci presenta un altro fronte di Guerra, un altro periodo storico: siamo nella Russia stalinista tra il 1940 e il 1941. Misha Petrov, quindicenne, vive al Cremlino perché suo padre è segretario particolare di Stalin: una posizione privilegiata per poter osservare il mondo che ruota intorno al Vozhd e la società all’esterno, rendendosi conto dei propri privilegi; una situazione che si ripropone anche a scuola, dove il ragazzo fa parte del Komsomol, il gruppo di giovani comunisti all’interno del quale sono reclutati gli studenti più brillanti e meritevoli.

In realtà questa posizione privilegiata nasconde un altro lato della medaglia, fatto di paura e di somma attenzione: non si è al sicuro nemmeno se si abita tra le mura del Cremlino, nemmeno se si appartiene a una élite. Basta il minimo sospetto, la minima notizia arrivata alle orecchie sbagliate, una parola detta senza pensarci troppo o un pensiero manifestato con troppa libertà: subito si rischia la punizione, il declassamento, l’arresto. La madre di Misha sparisce così e con nessuno gli è permesso parlarne; solo a Valja, l’amica con cui raggiunge la scuola ogni giorno, Misha osa raccontare liberamente paure, sogni e dubbi. Improvvisamente nota le crepe del sistema, dubita di quel che sente, comincia a notare la ferocia e la spietatezza di alcuni conoscenti che occupano posti di potere. Anche il padre gli confida di essere a conoscenza dell’eliminazione di persone influenti, di aver assistito all’estorsione violenta delle confessioni agli arrestati e di come sia possibile quel che si vocifera: l’esercito tedesco si sta preparando a invadere la Russia.

Misha e Valja si trovano a fare scelte, a resistere a loro modo in una città che vive nel caos del terrore l’avanzata nemica. Misha scopre la verità sul passato della madre, ma conosce anche il vero volto dei compagni di scuola: la guerra sotto casa mette a nudo le mancanze e le incapacità di chi è al potere, ma svela anche la vera natura – a volte insospettata – di chi è più vicino.

Il romanzo scorre, la trama cattura il lettore, il finale non è definitivo né banale; insomma, un buon romanzo su una parte di storia e di mondo che raramente trova posto tra le narrazioni rivolte ai ragazzi.

Il sito dell’autore.

Paul Dowswell, Tra le mura del Cremlino (trad. di Edy Tassi), Feltrinelli 2014, 221 p., euro 13