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La ragazza degli orsi

19 Dic

ragazza orsiSe avete letto La casa che mi porta via non potete che riconoscere lo stile di Sophie Anderson e i suoi temi: torna la casa con le zampe di gallina, torna una Baba Yaga che accompagna le anime oltre il cancello, torna un sapere fiabesco che attinge a patrimoni fiabeschi, orali e no, per raccontare la ricerca di sé stessi.

Yanka sa che la sua mamma adottiva l’ha trovata a due anni fuori dalla grotta dell’orsa e l’ha portata al villaggio, crescendola con tutto l’amore possibile. Eppure lei si sente di appartenere ad un altro mondo, attratta irresistibilmente dalla foresta da cui le viene detto di stare lontana, affascinata dalle storie che Anatoly racconta seguendo le trace di una vecchia mappa. Yanka cuce inseme pezzi della propria storia: l’orsa, una madre principessa, una maledizione… Fino a quando le spuntano gambe pelose da animale: non solo sovrasta in altezza gli altri dodicenni del villaggio, ma si risveglia da un incidente col chiaro segno che qualcosa la lega all’animale che abita la grotta dove è stata trovata. E quando si accorge di capire il linguaggio degli animali che ha intorno, capisce di doversi addentrare nella foresta per un viaggio iniziatico che la porti a ricostruire la storia della sua famiglia e a capire quale sia il suo posto nel mondo.

La narrazione procede intessendo nella trama le storie dei vari personaggi che permettono a Yanka di avere un quadro di insieme, di capire chi fossero i suoi nonni e i suoi genitori, cosa è successo, chi le vuole bene davvero. Racconti dentro il racconto che rendono, insieme alle splendide descrizioni di flora e fauna, il libro adatto all’ascolto e a essere letto ad alta voce. 

Sophie Anderson – ill. Katherine Honesta, La ragazza degli orsi (trad. di Loredana Baldinucci), Rizzoli 2020, 384 p., euro 17, ebook euro 9,9

La casa che mi porta via

24 Gen

casa che mi porta viaTrovavo che, per quanto riguarda i romanzi per adolescenti, questo autunno passato fosse stato un po’ fiacco, un po’ faticoso. Poi, insieme pur da strade diverse, sono arrivati due romanzi luminosi e davvero belli, che ruotano entrambi intorno ai temi della morte e della vita. Intanto vi metto sotto gli occhi quello di Sophie Anderson per Rizzoli, ispirato a Baba Yaga e alle storie di sapore russo. L’incipit è davvero molto bello, mi fa pensare agli occhi di chi ascolta mentre viene letto l’inizio de La ragazza dei lupi: anche questa storia è fatta per essere letta a voce alta e la sua autrice ci mette dentro – almeno per la prima parte e il finale, in mezzo c’è un tratto in cui pare cedere, ma si riprende – il ritmo delle narrazioni orali.

Del resto, da lì si viene: Marinka, capelli rossi e quasi tredici anni, vive in una casa con le zampe di gallina che si sposta in continuazione, insieme alla nonna, Baba Yaga Guardiana dei Cancelli che sovente la sera prepara banchetti sontuosi per accogliere i morti e accompagnarli oltre il cancello, nell’aldilà dove nascono le stelle. Marinka prepara lo steccato di ossa, accende le candele nei teschi, osserva: toccherà a lei prendere quel ruolo, imparare la lingua dei morti, le formule che permettono di varcare la soglia del non ritorno in modo sereno. Ma la ragazzina è viva, vuole amici e possibilità di scegliere il proprio destino. Allora rompe le regole, litiga con la casa, prende a male parole la nonna e la taccola che le è sempre accanto, scopre verità nascoste sulla propria infanzia, cerca di mettere una pezza ai disastri combinati, incontra chi la affianca senza giudicarla. Un viaggio, verso una scelta inevitabile che Marinka vuole però affrontare da protagonista; un libro dove le nonne stappano le bottiglie coi denti, le case proteggono e parlano a loro modo, i morti sono presenze di vita. C’è magia in questo libro, una magia che permette di dire in modo lieve la vita e la morte che ne fa parte, il dolore e la serenità. Ci sono anche righe molto poetiche, che la traduzione di Giordano Aterini sicuramente accompagna al meglio.

Un libro che permette anche di incuriosirsi e di andare a cercare le storie della tradizione in cui la trama affonda le sue radici. Nelle pagine finali, l’autrice rivela che anche il suo prossimo lavoro avrà a che fare con le storie della tradizione slava con cui è cresciuta. Inutile dire che lo aspettiamo.

Illustrazioni interne di Elisa Paganelli.

Sophie Anderson, La casa che mi porta via (trad. di Giordano Aterini), Rizzoli 2019, 327 p., euro 17, ebook euro 8,99