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Io voglio vivere

11 Feb

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Mirjam Pressler offre in questo volume una sorta di lettura parallela del Diario di Anne Frank, facendone un complemento non solo per la lettura ma anche per la conoscenza della vita di Anne. I capitoli affrontano diversi temi utili ad avere un quadro più completo sulla vita di Anne, sul contesto storico, ma anche sulla pubblicazione dei diari.

Si parte dal fondo, potremo dire; si comincia infatti evocando quelli che possono essere stati i sentimenti del padre di Anne di fronte alla testimonianza scritta che gli restituiva la figlia perduta nel lager e lo faceva aprendogli gli occhi sulla sua sensibilità di ragazzina e sul suo talento di scrittrice.

L’autrice racconta – grazie anche a brevi note nel testo che spiegano e approfondiscono – dell’alloggio segreto, di ciascuno dei suoi abitanti, delle persone che li aiutarono nei due anni di clandestinità, dei cambiamenti nel suo corpo e nel suo guardare il mondo, del rapporto con Peter, dell’arresto e della deportazione, ma anche di come Anne aveva vissuto gli anni precedenti: la scuola, le amiche, le passioni.

Alcune fotografie allegate permettono al lettore di dare un volto alle persone di cui Anne parla nel Diario e di guardare i suoi occhi, il suo sorriso.

Il sito dell’autrice. Il sito di Matteo Corradini, di cui il libro contiene un commento finale a proposito dei luoghi dove ha vissuto/vive Anne.

Mirjam Pressler, Io voglio vivere. La vera storia di Anne Frank (trad. di Simone Buttazzi), Sonda 2014, 147 p., euro 14

Mi faccio un libro

11 Nov

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Costruire un libro senza pinzare insieme più fogli, senza cucire fascicoli, ma utilizzando un unico foglio e sperimentando piegature diverse ed accorgimenti che danno vita a modelli tridimensionali, libri con porte, libri sagomati.

Conosciuta l’esperienza di Paul Johnson e del Book Art Project, Maria Pia Alignani introduce questo metodo di lavoro in Italia dal 1994, traducendo due anni dopo per Sonda un primo manuale di Johnson col titolo “Facciamo un libro” e proponendo ora questa summa delle sperimentazioni fatte nei tanti laboratori tenuti in questi anni in scuole, biblioteche e librerie.

Il manuale propone le tracce per lavorare su diversi formati e progetti coi bambini da 3 a 7 anni, con i ragazzi da 8 a 14 anni e inoltre quelle per costruire con questi ultimi libri tridimensionali. La prima parte del testo è inoltre accompagnata – secondo lo schema tipico di questa collana – da approfondimenti e indicazioni per approfondire (riferimenti bibliografici e sitografici) a proposito di argomenti correlati e vari: dai formati alle fiabe, dal piacere di leggere all’importanza del colore, dal concetto di invarianza alla psicolgia cognitiva.

Maria Pia Alignani, Mi faccio un libro. Manuale per costruire libri da un unico foglio di carta, Sonda 2013, 209 p., euro 14

Doglands

7 Gen

doglandsSarai forte, ma non sarai il più forte di tutti. Sarai veloce, ma non sarai il più veloce di tutti. Ecco perché dovrai diventare il cane più coraggioso di tutti.

Si scriveva qualche post fa di quanti libri con cani protagonisti abbiamo letto in questo ultimo periodo. Il romanzo di Tim Willocks, autore di noir al suo primo libro per ragazzi, dà direttamente la voce agli animali: tutta la vicenda è infatti raccontata dal punto di vista dei cani, in particolare del protagonista Furgul, nato da una madre greyhound campionessa nelle corse, vincente nei cinodromi, ma – come le sue sorelle – privo delle caratteristiche che il suo padrone si aspetta. Il padre di Furgul infatti non era un grayhound, ma un lurcher, un incrocio tra un  levriero e un pastore irlandese, e ben presto anche Furgul e le sue sorelle mostreranno i segni della loro razza e verranno soppressi. Per questo la loro madre affida a Furgul il compito più importante: essere tanto coraggioso da diventare libero e tentare la fuga per scoprire i sentieri delle Doglands, dove i cani corrono liberi nel vento.

Una strada lunga e faticosa, dove Furgul si scontra con la morte e con la violenza che gli uomini usano gratuitamente verso gli animali; dove conosce gli agi e le regole dell’essere un cane da compagnia che cresce in famiglia; dove prova le condizioni insensate di certi canili; dove incontra per un breve attimo suo padre; dove guida una rivolta, sostenuto da altri cani che si coalizzano con lui ma anche con umani che sono dalla loro parte. Una strada dove Furgul impara quanto può essere doloroso lottare per la ricerca della propria libertà, ma anche quanto può far paura dover perdere comodità e sicurezze acquisite tradendo la propria natura.

Un romanzo che sicuramente piacerà ai ragazzi, sempre interessati alle storie dove sono gli animali ad essere protagonisti, tanto più in una storia che presenta il loro punto di vista.

Tim Willocks, Doglands (trad. di Simone Buttazzi), Sonda 2012, 223 p., euro 14

La scuola è finita

28 Nov

More about La scuola è finità!All’inizio del ventunesimo secolo la gente non è stata in grado di rifiutare quello che le veniva imposto.

Ma che cosa poteva fare?

Opporsi, opporsi con tutte le sue forze.

La scuola è finita non perché sia suonata la campanella che segna la fine delle lezioni, ma perché in questo scenario fantascientifico la scuola pubblica e gratuita non esiste più, ci sono solamente scuole private con rette molto alte. Siamo alla fine del XXI secolo e i protagonisti – Albert e Lila –  sono figli di famiglie che faticano ad arrivare a fine mese, che non possono permettersi il dentista (il quale comunque fa girare la ruota per identificare i dieci pazienti che hanno diritto alle cure) e che sono costretti a fare dei loro bambini dei “bambini aziendali” mandandoli in scuole pagate dalle aziende, dove il maestro si chiama promoter pedagogico e dove bisogna girare in divisa e lavorare nella ditta per una parte del tempo .

Un giorno Lila confessa all’amico che i suoi genitori hanno deciso di mandarla a una “scuola della Resistenza”, organizzata in clandestinità da persone che un tempo insegnavano nella scuola pubblica, dove è permesso leggere libri e discutere insieme. E dove è il modo – di insegnare, di partecipare, di sentirsi considerati e importanti – che fa la differenza.

Racconto di Yves Grevet, pubblicato in originale da Syros nella collana Mini Syros: libri da tasca, racconti brevi, prezzo minimo (3 euro in quel caso). Un po’ come i libri della collana doAdo delle Éditions du Rouergue. E come Gli Arcobaleni di Camelozampa in Italia. Buoni racconti che, viste le dimensioni, possono essere facilmente proposti anche ai lettori più riluttanti.

In appendice, qualche pensiero dell’autore sulla scrittura e sul suo mestiere di insegnante, da un intervento tenuto a Bologna nel 2011.

Il volume è il primo di sette (“7 racconti per 1 scuola diversa”), in cui insegnanti scrittori raccontano la scuola a modo loro, pubblicati da Sonda in occasione dei venticinque anni della casa editrice.

Yves Grevet, La scuola è finita (traduzione di Fabrizio Meni), Sonda 2012, 64 p., euro 6,50

La (vera!) storia dell’arte

10 Ott

Ti sei mai chiesto da dove venga un quadro, un ritratto, un certo soggetto prima che l’artista lo dipinga? Coissard e Lemoine ne danno qui un’interpretazione in tono tutto umoristico, provando ad immaginare cosa fosse successo un attimo prima che la Gioconda si mettesse in posa, che i canottieri si sedessero a tavola, che Napoleone abdicasse con fare sfinito. Così può essere questione di uno starnuto, di un pugno, di un’indicazione nascosta. Accompagnati nella versione italiana dalle rime di Roberto Piumini (a volte forse ostiche alla prima lettura del giovane lettore, a volte semplicemente esaustive – prendete quella direi perfetta che accompagna L’acqua di Arcimboldo), serie di quadri in galleria per una gioiosa, allegra dissacrazione dell’arte. In fondo, se l’urlo di Munch fosse tutta questione di un parrucchino volato via…

Con una nota dissacrante anche da parte nostra: aprite la prima immagine proposta (la stessa che vi mettiamo per comodità qui a lato), cioè il prima che gli autori immaginano per l’Uomo disperato di Courbet. Il tipo che guarda lo schermo non è identico a Matteo Renzi (con aggiunta baffuta) prima del restyling in vista delle primarie???

Sylvain Coissard, Alexis Lemoine, Roberto Piumini, La (vera!) storia dell’arte, Sonda 2012, 47 p., euro 12,90

Storia di agosto, di Agata e d’inchiostro

7 Ago

More about Storia d'agosto, di Agata e d'inchiostroCi sono libri che si fanno leggere per buffi motivi, a fronte di altri che magari sfogli, assaggi e poi lasci lì. Qui il motivo è davvero sciocchissimo: oltre ad avere un allegro titolo, la vicendadel libro comincia il giorno del mio compleanno! E così, vista la coincidenza, scopro il diario a due mani di Agata – dodici anni, genitori in Svizzera dalla nonna malata, sorella che anziché badarle va in montagna col fidanzato lasciandola sola per cinque giorni con una lista di cose da non fare – e di Gabo – diciotto anni, il ragazzo delle pizze a domicilio innamorato della suddetta sorella, una predilezione per lo zen e un impegno a smascherare un giro di scommesse e di corse clandestine di animali gestite dalla mafia.

Va bene, lo ammetto, detto così sembra un po’ assurdo, nel senso che nella vicenda c’è davvero tanta carne al fuoco: la storia della famiglia di Agata, il suo rapporto con la sorella più grande a cui la sua nascita pare aver rovinato la vita, ma anche il sentirsi sempre inadatto di Gabo, il tenere nascosto il suo daltonismo, il capitare nella vita di un ragazzina entrando dalla finestra dopo aver consegnato le pizze.  Però leggendo tra le righe ci sono diversi spunti sul chi siamo, sul come ci vedono, su quanto le persone che ci stanno intorno sanno davvero di noi e noi di loro. Riuscito meglio il personaggio di Agata, il suo rifugiarsi nella lettura (anche se Incompreso a Ferragosto, bimba mia…), il suo invaghirsi di questo ragazzo che la tratta come una sorella più piccola.

Con appendice finale sulla zoomafia e sull’uso di animali in corse e scommesse clandestine.

Nadia Terranova, Storia d’agosto, di Agata e d’inchiostro, Sonda 2012, 125 p., euro 12,90

La mia prima storia dell’arte

27 Mag

Béatrice Fontanel è un’esperta nel comunicare arte e bellezza ai ragazzi. Sonda ci propone questo suo testo, una passeggiata nella storia dell’arte attraverso i secoli, dalle incisioni rupestri a Jeff  Koons, passando attraverso MedioEvo, Rinascimento, Barocco e Rococò e poi i contrasti, le rivoluzioni e il grande laboratorio dell’arte sperimentale. Un’impostazione grafica eccezionale fa sì che questo testo possa, credo, aspirare a diventare una pietra fondamentale nell’educazione artistica dei ragazzi e va a coprire un vuoto nelle proposte didattiche rivolte all’infanzia: ogni argomento viene affrontato su una doppia pagina, con una spiegazione concisa, spesso ricca di riferimenti al periodo storico, agli avvenimenti sociali, all’accoglienza da parte della critica. Il testo è accompagnato da immagini di alta qualità che occupano la gran parte dello spazio e che invitano a tuffarcisi dentro: a pagina 57, ad esempio, sembra proprio di essere nella stessa stanza della Lattaia di Vermeer, di sentire il rumore del latte che scivola nella ciotola e il profumo dei semi di sesamo del pane. A pagina 83 si sente addosso l’acqua fresca dell’Asnières dipinta da Seraut. A pagina 76 si sta in silenzio davanti al tramonto, ascoltando quel che si sussurrano i due uomini nel Paesaggio serale con due uomini di Friedrich.

Le smorfie dell’espressionismo, il rebus del surrealismo, l’arte civile e quella che assembla materiale di recupero: una passeggiata che appaga gli occhi e aguzza la curiosità, facendo venir voglia di approfondire su un certo artista o su un certo periodo.  Un libro per parlare di arte dicendo quanto suscita in noi: stupore, sorrisi, tristezza, qualcosa che “sembra scavarci dentro come fanno i lombrichi quando muovono la terra”.

Béatrice Fontanel, La mia prima storia dell’arte (trad. di Mariateresa Cerretelli), Sonda 2011, 112 p., euro 24,50

Caro diario ti scrivo…

11 Mag

More about Caro diario ti scrivo...Nella collana “Ragazze come te”, Sonda propone una mini-raccolta di diari scritti da alcune dodicenni, che in futuro diventaranno scrittrici: Matilde Serao, Beatrix Potter, Anna Maria Ortese, Emily Dickinson, Silvina Ocampo e Jane Austen. L’idea è quella di presentare alle dodicenni di oggi i pensieri delle dodicenni di allora, dando alcuni assaggi della loro infanzia e sottolineando come dietro la voglia di tenere un diario e di raccontarsi possa celarsi già il seme dei racconti, dei romanzi, delle poesie che verranno successivamente. Il libro è costruito cucendo insieme alcuni diari immaginari di queste ragazze, a cui si affianca una scheda con notizie biografiche e curiosità. L’idea non è male e riesce soprattutto quando il personaggio presentato fa già parte dell’immaginario delle lettrici: quindi in particolare con Beatrix Potter, di cui non solo il diario, ma anche la scheda biografica sono davvero interessanti, ben costruiti e accattivanti. Per il resto, ci spiace che il testo paghi la disomogeneità tra le mani delle due autrici che lo scrivono, la poca vicinanza alle giovani lettrici di oggi di alcune delle protagoniste scelte, l’infelice scelta – nella prima scheda – di alternare “Matilde” e “la Serao” (che fa tanto “scheda del libro scolastico”).

Il blog di Nadia Terranova; il sito di Patrizia Rinaldi.

Patrizia Rinaldi e Nadia Terranova, Caro diario ti scrivo…, Sonda 2011, 111 p., euro 10,90

A scuola di narrazione

25 Mar

Un complemento del titolo (ops siamo scivolati nel biblioteconomichese 😉 ) che promette bene: “come e perchè scrivere con i bambini“. Ci ha incuriosito perchè ci sembra che si parli sempre troppo poco dell’importanza della scrittura creativa come parte dell’alfabetizzazione narrativa, al pari della lettura.

Il testo di Luisa Mattia, per tanti anni insegnante e ora scrittrice,  si sofferma molto sull’aspetto del come fornendo resoconti e proposte di spunti pratici per laboratori narrativi  e, in effetti, la parte operativa del volume è quella meglio riuscita.

Il testo però non ci ha convinte del tutto, forse per una scelta non proprio felice di inserire nei margini delle pagine brevissime schede illustrative che, invece di inserirsi nel flusso narrativo principale e arricchirlo, sembrano correre su un binario parallelo e costringono il lettore o a un salto a piè pari o a un tortuoso percorso all’interno dei capitoli. Si sente anche la mancanza di una bibliografia finale che avrebbe sistematizzato i riferimenti presenti nel testo.

Il racconto infantile è una modalità naturale di conoscenza del mondo e di formalizzazione delle esperienza del pensiero.

Il sito dell’autrice http://www.luisamattia.com/

Luisa Mattia, A scuola di narrazione, Sonda, 2011, 229 p., euro 15

La vita graffiata

2 Ago

More about La vita graffiataIl primo di agosto è come un foglio di carta piegato esattamente a metà e, quest’anno, il segno era particolarmente nitido, come quello lisciato più volte col dito.

Il primo di agosto è un giorno decisamente speciale per la protagonista di questa storia: per la prima volta riesce a scrivere tutto quel che le è successo nelle ultime settimane,  da quando  è rimasta ferita in un attentato terroristico in un supermercato. Ella è una ragazza israeliana che passa al supermercato per fare un favore alla nonna e perde, per la stessa esplosione che la ferisce, Yerus, la sua migliore amica etiope, a cui aveva dato appuntamento proprio lì di fronte. Il racconto delle settimane che seguono l’attentato è un tentativo di ricostruire, di dare voce a una rabbia cieca, al desiderio, alla necessità quasi fisica di sapere. Sapere perché. Sapere chi era la ragazza musulmana che si è fatta esplodere. Capire, incontrare, uscire dalla spirale di dolore che attanaglia Ella. Un storia narrata in prima persona che ci scaraventa nell’improvvisa esplosione di violenza nel quotidiano, in un conflitto dove tutto questo è la norma.

Tamar Verete-Zehavi, La vita graffiata (trad. di Sarah Kaminski e Maria Teresa Milano), Sonda 2010, 134 p., euro 12.