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La povera gente

5 Ott

la-povera-gente-9788832070149L’albo che segna l’esordio editoriale dell’illustratrice Chiara Ficarelli incanta: la profondità del buio, il modo che la luce ha di illuminare rughe e pieghe, impreziosiscono sicuramente il testo di Lev Tolstoj che condensa in poche righe, senza alcuna volontà di insegnamento o di moraleggiamenti, il concetto quanto mai attuale di solidarietà.

Jeanne è la moglie di un pescatore che attende il suo ritorno; ha riempito le ore con i gesti quotidiani, ma quando è sceso il buio e con lui la tempesta ha cominciato a temere il peggio. Teme la miseria per lei e per i bambini, se rimanesse vedova, ma teme soprattutto lo spezzarsi del loro legame e la perdita del reciproco amore. L’angoscia per la sorte di Paul le richiama alla mente (o forse potremo dire, non cancella il pensiero per) la vicina ammalata che però trova morta; si fa carico allora dei due bambini e li porta a casa, col pensiero costante della reazione del marito a quel suo gesto immediato e spontaneo.

Come già detto è la luce a sottolineare tutto, a dare voce anche a quel che non è detto: una finestra illuminata nella notte, una candela che rivela, il calore del camino, l’alba su tutto.

Lev Tolstoj – ill. Chiara Ficarelli, La povera gente (trad. di Igor Sibaldi), Orecchio Acerbo 2019, 36 p., euro 15

Con la testa tra le nuvole

8 Dic

con la testa fra le nuvoleDa qualche anno questo grande albo Gautier-Languereau abita la casa in montagna, arrivato da un qualche viaggio oltralpe non solo per il fascino delle sue illustrazioni, ma colpo di fulmine per il titolo, per quei trampoli rossi che veste il protagonista, per la bellezza elegante di quel legno di pioppo rosso che lo distingue da tutti gli altri e che nel contempo lo rende capace di abbassarsi al momento giusto.

Nella traduzione italiana, la città di Maraicume diventa una Maranabò dal suono evocativo: è costruita sull’acqua, le case sono poggiate su palafitte e gli abitanti si spostano su trampoli per non bagnarsi. Quelli più alti e più belli appartengono a Leopoldo, che si libra più in alto di tutti, interessandosi più alle cose del cielo che non alla sua città e sentendosi a suo agio nell’amicizia con una gazza, visto che a loro due basta uno sguardo per capirsi. Sordo ai richiami dei propri concittadini, un po’ sognatore un po’ malinconico nelle sue altezze, Leopoldo scopre dalla gazza della Grande Festa d’Inverno e, nella notte in cui vorticano lievi fiocchi di neve, prova a scendere fino a riconoscere l’importanza di quel momento di festa e a sacrificare il legno che lo sostiene perché possa aver luogo il falò che contraddistingue l’evento.

La narrazione volta all’imperfetto dà al testo il tono del racconto evocativo, quasi della leggenda, rendendolo particolarmente adatto – e qui anche il grande formato del libro aiuta – alla lettura condivisa ad alta voce. Peccato solo la traduzione del titolo, che perde gli originali trampoli rossi per puntare sulla presunta “testa tra le nuvole” del protagonista, a costo di travisarne un poco il senso. Le immagini di Puybaret però, le sue evocative gradazioni del blu che dall’azzurro chiaro vira nei toni dei verdi oppure si fa scuro per declinare tutte le sfumature della notte, sono tanto affascinanti da sorprendere, tanto più che ad un certo punto il libro regala un’uscita a sorpresa dallo sfogliare orizzontale consueto e raggiunge anche nella fisicità della pagina le altezze consone a Leopoldo.

Éric Puybaret, Con la testa tra le nuvole (trad. di Anselmo Roveda), EDT Giralangolo, 28 p., euro 15.

Il momento perfetto

7 Dic

momentoUn albo a struttura circolare da proporre ai più piccoli e da condividere nelle lettura ad alta voce, facendosi aiutare di volta in volta a vedere come procedere la storia, proprio grazie al meccanismo ripetitivo che fonda il successo di tanti albi così costruiti. La storia si sviluppa nell’arco di un’intera giornata e ha come ambientazione il bosco; il lettore segue i passi di Scoiattolo che – ricevuta una lettera dall’annuncio misterioso (il testo non è rivelato, ma capiamo che c’è qualcosa da fare in gran fretta) – incontra per strada una serie di amici che chiedono aiuto. La generosità del piccolo scoiattolo gli impedisce di rifiutare la mano che viene richiesta e così si ferma un po’ con ciascuno e ad ogni animale, che loda il suo arrivo proprio al momento giusto, risponde – chicca linguistica del libro! – con una diversa espressione che indica il modo di agire: in un baleno, in un batter d’occhio, in quattro e quattr’otto e così via. Fino a raggiungere la meta: ormai è sera, ma a quanto pare anche questa volta è il momento perfetto per dare il benvenuto alle nuove vite del bosco.

Slitta in alcuni punti la traduzione, ma la storia non perde di meraviglia, che si fonda in particolare sulle illustrazioni di Marco Somà che, ancora una volta, danno il respiro giusto alla narrazione e la colmano di particolari curiosi: gli abiti dei diversi personaggi, i particolari da cui sono attorniati, le finezze delle stoffe e delle architetture; insomma, una storia nella storia per chi ha voglia di cercare, notare, sorridere.

Il libro è pubblicato in italiano, spagnolo e catalano.

Il blog di Susanna Isern. Il blog di Marco Somà. Il blog di Liza Rendina che ha trasformato in pupazzi di maglia e stoffa alcuni dei personaggi dell’albo.

Susanna Isern – Marco Somà, Il momento perfetto (trad. di Anna Foglietta), La Fragatina 2015, 36 p., euro 16