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Io voglio vivere

11 Feb

Più riguardo a Io voglio vivere

Mirjam Pressler offre in questo volume una sorta di lettura parallela del Diario di Anne Frank, facendone un complemento non solo per la lettura ma anche per la conoscenza della vita di Anne. I capitoli affrontano diversi temi utili ad avere un quadro più completo sulla vita di Anne, sul contesto storico, ma anche sulla pubblicazione dei diari.

Si parte dal fondo, potremo dire; si comincia infatti evocando quelli che possono essere stati i sentimenti del padre di Anne di fronte alla testimonianza scritta che gli restituiva la figlia perduta nel lager e lo faceva aprendogli gli occhi sulla sua sensibilità di ragazzina e sul suo talento di scrittrice.

L’autrice racconta – grazie anche a brevi note nel testo che spiegano e approfondiscono – dell’alloggio segreto, di ciascuno dei suoi abitanti, delle persone che li aiutarono nei due anni di clandestinità, dei cambiamenti nel suo corpo e nel suo guardare il mondo, del rapporto con Peter, dell’arresto e della deportazione, ma anche di come Anne aveva vissuto gli anni precedenti: la scuola, le amiche, le passioni.

Alcune fotografie allegate permettono al lettore di dare un volto alle persone di cui Anne parla nel Diario e di guardare i suoi occhi, il suo sorriso.

Il sito dell’autrice. Il sito di Matteo Corradini, di cui il libro contiene un commento finale a proposito dei luoghi dove ha vissuto/vive Anne.

Mirjam Pressler, Io voglio vivere. La vera storia di Anne Frank (trad. di Simone Buttazzi), Sonda 2014, 147 p., euro 14

Doglands

7 Gen

doglandsSarai forte, ma non sarai il più forte di tutti. Sarai veloce, ma non sarai il più veloce di tutti. Ecco perché dovrai diventare il cane più coraggioso di tutti.

Si scriveva qualche post fa di quanti libri con cani protagonisti abbiamo letto in questo ultimo periodo. Il romanzo di Tim Willocks, autore di noir al suo primo libro per ragazzi, dà direttamente la voce agli animali: tutta la vicenda è infatti raccontata dal punto di vista dei cani, in particolare del protagonista Furgul, nato da una madre greyhound campionessa nelle corse, vincente nei cinodromi, ma – come le sue sorelle – privo delle caratteristiche che il suo padrone si aspetta. Il padre di Furgul infatti non era un grayhound, ma un lurcher, un incrocio tra un  levriero e un pastore irlandese, e ben presto anche Furgul e le sue sorelle mostreranno i segni della loro razza e verranno soppressi. Per questo la loro madre affida a Furgul il compito più importante: essere tanto coraggioso da diventare libero e tentare la fuga per scoprire i sentieri delle Doglands, dove i cani corrono liberi nel vento.

Una strada lunga e faticosa, dove Furgul si scontra con la morte e con la violenza che gli uomini usano gratuitamente verso gli animali; dove conosce gli agi e le regole dell’essere un cane da compagnia che cresce in famiglia; dove prova le condizioni insensate di certi canili; dove incontra per un breve attimo suo padre; dove guida una rivolta, sostenuto da altri cani che si coalizzano con lui ma anche con umani che sono dalla loro parte. Una strada dove Furgul impara quanto può essere doloroso lottare per la ricerca della propria libertà, ma anche quanto può far paura dover perdere comodità e sicurezze acquisite tradendo la propria natura.

Un romanzo che sicuramente piacerà ai ragazzi, sempre interessati alle storie dove sono gli animali ad essere protagonisti, tanto più in una storia che presenta il loro punto di vista.

Tim Willocks, Doglands (trad. di Simone Buttazzi), Sonda 2012, 223 p., euro 14