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Polly e il lupo tontolone

17 Apr

Un bell’illustrato con una storia “lunga” da leggere, sicuramente apprezzata dai lettori delle classi seconda e terza  della primaria, ma anche da chi cerca qualcosa di interessante da leggere con loro ad alta voce: arriva in Italia un classico della lettura inglese, nato dalla prolifica penna di Catherine Storr a metà degli anni Cinquanta, adatto appunto anche alla lettura condivisa perché i brevi episodi che lo compongono sono in realtà singoli episodi del buffo inseguimento tra un lupo e una bambina.

Un lupo che non esita a suonare il campanello della casa di Polly per gustarsi in un boccone la bambina, ben più furba di lui però che non perde occasione di prenderlo in giro e di lasciarlo con un palmo di naso. Il lupo è goloso e goloso e credulone; Polly lo prende un po’ per la gola e un po’ per il naso e riesce sempre a farla franca, anche quando viene catturata sul serio. La scaramuccia tra i due si basa sulle fiabe tradizionali che il lupo conosce, ma che mai legge fino in fondo né con attenzione: così, anche quando cerca di imitare i meccanismi di “Hansel e Gretel”, de “Il Lupo e i sette capretti” o di “Jack e il fagiolo magico” per non dir del classico Cappuccetto, qualcosa va sempre e comunque storto. Per di più è convinto che se pianti un piolo, cresca una scala intera, che si possa diventare invisibili, che basti un anonimo questionario per ottenere l’indirizzo preciso della preda.

Una lettura divertente, con tanti rimandi e tanti intersecarsi di storie.

Catherine Storr – ill. Simona Mulazzani, Polly e il lupo tontolone (trad. di Angela Ragusa), 105 p., euro 18

 

Susan la piratessa

27 Nov

Layout 1Fa sempre parte della collana “Celacanto” di Laterza questo illustrato di grande formato che contiene un racconto praticamente pronto per essere letto ad alta voce coi lettori più grandi e per introdurre la parte storica di un argomento a molti di loro assai gradito: i pirati. Il testo permette infatti, a margine della lettura, di approfondire il periodo storico in cui la pirateria ebbe fortuna, i suoi risvolti e anche il ruolo di molte donne sia in guerra sia a bordo di navi pirata, ovviamente celate sotto abiti e comportamenti maschili.

La voce narrante è infatti quella di una pirata: così, a differenza di quanto indicato nel titolo del volume, si presenta Susan Smith, giunta ormai alla fine della sua carriera e ritiratasi a gestire una locanda in Giamaica. Per i lettori ripercorre la propria vita: l’infanzia a Putney, la povertà della famiglia d’origine, il ruolo della madre e la scelta di tagliarle i capelli, rivestirla con gli abiti del fratello e inviarla a Londra in cerca di fortuna. Prima garzone presso varie botteghe, poi arruolata nella guerra di successione spagnola, imbarcata come mozzo, dopo aver a lungo sognato il mare, e infine per scelta passata tra l’equipaggio di un brigantino pirata. Susan evoca i viaggi in mare, il mercato degli schiavi, la bellezza delle Antille, la crudeltà dei combattimenti, le regole che vigevano tra gli equipaggi dei pirati.

Le immagini di Simona Mulazzani accompagnano la narrazione, grandi e colorate sono perfette per essere mostrate durante la lettura. Lettura durante la quale tenersi pronti a spiegare alcuni dei termini non certo consueti che la pirata utilizza: da fantesca a quartiermastro, da bompresso a magnanimo, oltre le battaglie e i riferimenti storici.

A proposito dell’illustratrice.

Carola Susani – Simona Mulazzani, Susan la piratessa, Laterza 2014, 57 p., euro 18

Il grande albero delle rinascite

25 Ott

Lussuosa copertina da accarezzare per questa raccolta di fiabe dall’India, settimo volume della collana Le immagini della fantasia, realizzato da Panini in collaborazione con la Mostra Internazionale d’Illustrazione per l’Infanzia di Sàrmede, giunta quest’anno alla ventinovesima edizione. Le illustrazioni, vere protagoniste del libro, sono firmate da alcuni tra i più importanti artisti italiani e stranieri in una galleria che permette di apprezzare stili diversi nell’interpretazione della stessa tradizione. Dieci fiabe che ricordano il valore della generosità e dell’umiltà, che ci insegnano che sono ben trentadue le perfezioni che rappresentano la bellezza, che ci ricordano che di solito è meglio fermarsi se qualcuno per strada ci chiede aiuto. La nostra preferita  – proprio a dover scegliere – è quella che racconta che un tempo gli elefanti volavano. Quando, a causa di un fastidiato asceta, si convinsero a scegliere una dimora fissa si divisero in tre gruppi che posarono le ali: un mucchio d’ali ricoperto di neve diede origine alla catena dell’Himalaya; altri pachidermi le lasciarono e diventarono balene nel mare, altri ancora delfini di acqua dolce. Ma un gruppo scelse di conservare le ali di volare per sempre: ogni stella nel cielo è uno dei due occhi che ogni elefante tiene aperto per assicurarsi di non  cadere e per vegliare sugli uomini. Le illustrazioni delicate di André Neves regalano eleganti elefanti che turbinano in mezzo alla neve.

Luigi Dal Cin, Il grande albero delle rinascite. Fiabe dalle terre d’India, Panini 2011, 48 p., euro 14.