Tag Archives: Silvia Vecchini

Acerbo sarai tu

15 Apr


“A me va bene il sapore che ho”. La voce che si fa poesia è quella di qualcuno che sta crescendo, ma che giustamente non ci sta ad esser definito acerbo. Non è negativo il sapore che ha; è il sapore di quel momento: quello della fatica di crescere, del bello di cambiare, delle rabbie, dei pomeriggi di noia, dei primi amori, della stanchezza di non si sa cosa.

Già così brava a cogliere l’essenza del crescere in Vetro e nei versi che accompagnano anche Fiato sopseso, Silvia Vecchini torna a dare voce all’età dello stupore e delle contraddizioni, quell’età così potente e fragile, in cui il problema è sentire il gusto di se stessi, non stare all etichette che ci appiccicano gli altri.

Ad accompagnarla è il tratto di Francesco Chiacchio che con macchie di colore dà volto e concretezza al sentire che viene detto; a volte poi è l’illustrazione a prendersi tutta la pagina, a spinger di lato le parole, quasi non ce ne fosse bisogno, quasi bastasse lasciarsi guardare o guardarsi, lì, in quel momento sopeso in cui talvolta ci si accorge che può anche nevicare dentro.

Silvia Vecchini – Francesco Chiacchio, Acerbo sarai tu, Tpipittori 2019, 80 p., euro 16

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21 giorni alla fine de mondo

25 Mar

Vi ricordate Fiato sospeso, quel fumetto che in modo delicato e profondo racconta com’è crescere? Ecco, i suoi autori tornano con una storia che ancora ha a che fare con lo sport, l’amicizia, il crescere.  Lisa, la protagonista, può essere una parente di Olivia a suo modo, un po’ le somiglia e gli echi della storia di una tornano in quella dell’altra. Lisa non fa nuoto, ma karate e vive in un paese sul lago, in una di quelle condizioni particolari per cui il tuo mondo si popola durante le vancanze e per il resto dell’anno vivi comunque nel campeggio di cui tua madre gestisce il chiosco, anche se l’atmosfera è ben diversa. Lisa fa karate appunto e i suoi principi accompagnano i capitoli del libro, un principio un capitolo; ha una dirimpettaia di nome Rima, di origine indiana, che l’ha eletta a migliore amica e che a volte forse le dà fastidio (è più piccola, è chiacchierona, vede anche quel che Lisa non vuole vedere). Poi c’è l’intorno: un capriolo che pare molti abbiano avvistato; un uomo che annuncia ogni giorno la prossima fine del mondo, un altro che gira con grandi cani neri. E ancora c’è Ale, l’amico inseparabile di quando era bambina, andato via improvvisamente quattro anni prima. Ora Ale torna e torna al vecchio progetto comune di costruire una zattera, anche se quello che cerca è il tentativo di far pace col grande segreto della sua famiglia, con quel che anche Lisa scopre.

Ci sono ragazzi che cercano, in questo fumetto, e adulti che a modo loro vegliano e indicano, anche quando non fanno parte della cerchia della famiglia, ma piuttosto della cornice che possiamo definire familiare perché è quella che la protagonista vede e incontra ogni giorno. Ci sono molte persone in questo libro che portano il peso di segreti, delle tragedie della vita, della fatica di crescere e di trovare se stessi. Ma l’unico modo di ripartire è – come sempre – la verità: andarle incontro, scoprirla, dirla ad alta voce.

Silvia Vecchini – Sualzo, 21 giorni alla fine del mondo, Il Castoro 2019, 205 p., euro 15,50

In solitaria parte

13 Set

Le stanze a cui fa riferimento il complemento del titolo non sono tanto quelle della poesia, quanto piuttosto le camere della casa di Recanati in cui è cresciuto Giacomo Leopardi. prestando la sua scrittura alla voce della di lui sorella Paolina, Silvia Vecchini accompagna il lettore tra i muri della casa, raccontando di come sia stata piena di vita e soffocante insieme. Delinea la famiglia, le figure e i caratteri di padre e madre, i fratelli, in modo particolare Paolina e Carlo, così vicini per età e compagni prima nei giochi, poi nelle riflessioni sulla vita e sul mondo, e il percorso di Giacomo che “amava il principio delle cose, l’attesa di altre ancora più belle”. Una casa che i genitori volevano fosse protettiva e tenesse lontano i figli da quel che avrebbe potuto contaminarli e distrarli. Una casa in cui Paolina trova posto anche per le stanze dei sogni di Giacomo, per dire del pensiero libero di suo fratello, ma anche di come la trattasse alla pari e alla pari le scrivesse.

Come già nelle altre uscite della stessa collana Jeunesse ottopiù (tra i più recenti La cena del cuore e Siamo partiti cantando), rueBallu dà la possibilità al lettore di avvicinarsi a una biografia in forma un po’ diversa: molto evocativa, accompagnata da illustrazioni d’autore e non scontata, nel senso che dà possibilità di approfondire a proprio piacimento altrove e non è didascalica. In più, come abbiamo sottolineato più volte, è di altissima qualità la parte materiale: la grafica, la carta, la cura di questi libri che sembrano taccuini chiusi con elastico.

Il blog dell’autrice. Il blog dell’illustratrice.

Silvia Vecchini – ill. Emanuela Orciari, In solitaria parte. Breve passeggiata tra le stanze di Giacomo Leopardi, rueBallu 2017, 109 p., euro 19

Il gomitolo azzurro

21 Dic

gomitoloUna nuova collana dedicata i più piccoli e ai lettori che si fanno indipendenti, con storie brevi in formato di quaderno morbido, dalla carta spessa e dai bordi arrotondati, con una buona scelta grafica che permette – a seconda dei titoli – di spaziare tra scelte stilistiche e tratti diversi: è Lilliput, della casa editrice Eli-La Spiga, i cui primi sei titoli sono arrivati da qualche mese in libreria e di cui parleremo qua e là nei prossimi post.

Intanto vi segnaliamo “Il gomitolo azzurro”, una storia che avanza a ritmo delle stagioni per soffermarsi sull’inverno nevoso (quindi adatta proprio a questi giorni!) con un andamento ripetitivo che piacerà ai più piccoli, permettendo loro di inserirsi nella lettura e ripetere insieme le parti identiche nelle diverse pagine.

In primavera, quando comincia a fare caldo, i pastori tosano le pecore: così ha fatto anche Isadora, sebbene di pecora ne abbia solo una, e ha ricavato un bel gomitolo presto tinto di azzurro.Passata l’estate, il tempo comincia a girare e ad annunciare l’inverno in arrivo, lei pensa alla legna per il camino, ma sempre rimanda la fornitura: tutti gli animali del vicino bosco infatti cercano riparo a casa sua e a lei non sembra vero di sferruzzare maglioni, berretti, sciarpe per tenerli al caldo. Poi ecco la neve: e come si fa adesso a raggiungere il paese? Sarà la generosità delle bestiole che ha aiutato a far sì che si possa accendere un bel fuoco, accompagnato da una buona merenda e da tante storie… che non guastano mai!

Questo titolo  è disponibile gratuitamente per essere sfogliato con iBooks su dispositivi iOS.  Un altro libro della collana, Dov’è la casa di gatto Nerone? di Pino Pace, con le illustrazioni di Isabella Grot, è acquistabile in formato ebook a 1,99 euro.

Il blog di Silvia Vecchini. Il sito di Ekaterina Trukhan.

Silvia Vecchini – Ekaterina Trukhan, Il gomitolo azzurro, Eli-La Spiga 2016, 32 p., euro 4,90

Una cosa difficile

22 Lug

una cosa difficileNoi piccoli degli anni Ottanta abbiamo avuto a che fare con macchine giocattolo in pura plastica, a cui succedeva spesso di perdere una ruota o due. Esteticamente non erano un granché, ma ci hanno permesso di esplorare il mondo, cortili e parcheggi, per chi viveva in città o campi assolati nei paesi in provincia.
Un amarcord forte, poetico è quello che mi ha acceso questo senza parole di profonda bellezza, pensato da Silvia Vecchini e illustrato da Sualzo, un sodalizio felice che ci ha già regalato ottimi libri.
Pochissimi elementi in questa narrazione: un paesaggio, due protagonisti, un oggetto da mettere a fuoco, destinato alla centralità narrativa. Prima oggetto stridente, lanciato da fuori, rimbalza per terra.
Più avanti, ecco il primo protagonista: un cane umanizzato, anzi un bambino. Incerto sul da farsi, si china finalmente per raccogliere l’oggetto misterioso. Lo tiene in mano, solo in mezzo al campo. Poi si incammina.
La strada diventa salita, il campo una montagna da scalare a fatica. Sulla cima, il cane bambino raggiunge l’amico. E’ di spalle, riflette su quanto accaduto prima che la narrazione incominciasse. Adesso è di fronte a noi, e ci accorgiamo che piange. Più in basso, la macchinina senza la ruota. Senza l’oggetto recuperato e riportato lassù.
Una sola parola campeggia in tutta la storia, semplice e difficilissima da pronunciare: “Scusa”. Insieme si può aggiustare tutto, ricucire lo strappo e salire insieme sulla macchina per nuove avventure.
Si scende a perdifiato per una dolce collina, adesso, non più un’aspra montagna. Il vento accarezza l’erba, l’infanzia torna ed essere spensierata, l’amicizia resa più forte da un’incomprensione risolta.
Sul suo blog  Silvia Vecchini ci racconta come è nato il libro, offrendoci anche interessanti spunti su come proporlo ad un gruppo di bambini, lasciando poi spazio alle loro interpretazioni attraverso il disegno. Qui trovate le poesie disegnate e qui un blog di Sualzo.

Silvia Vecchini – Sualzo, Una cosa difficile, Bao Publishing 2016, 48 p., euro 13

Black Hole

21 Giu

black holeLa passione del protagonista per l’astronomia e in particolare per il fenomeno dei buchi neri dà titolo al nuovo romanzo di Silvia Vecchini e offre un termine di paragone per quel che succede, così come il paragone con le stelle, con il cosmo punteggiano tutta la storia. Dice infatti il tredicenne Giulio, che narra in prima persona, “la caratteristica di un buco nero è la comparsa di un orizzonte degli eventi. E (…) niente, nemmeno la luce, può sfuggire all’orizzonte degli eventi”. Un buco nero pare l’estate di Giulio, torrida e solitaria nella città dove vivono i nonni e dove si trova temporaneamente per un incidente della nonna che ha bisogno di assistenza. Intorno a lui, come pianeti distanti, la madre sempre di corsa, il nonno con la memoria che fa cilecca, il padre che è più una voce nel telefono che una presenza, dopo la separazione dei genitori. Un buco nero che in qualche modo attrae è anche la casa lasciata a metà, lo scheletro mai finito di costruire al di là della ferrovia, che un giorno attrae Giulio quasi a chiamarlo: una terra di nessuno, un luogo desolato senza identità che diventa terreno di incontro per due che fuori nemmeno si guarderebbero: Giulio, solitario, senza amici, additato per il suo peso, e Samanta, diciassettenne rabbiosa con il mondo che sa giocare con il fuoco, camminare sui cornicioni, ma non dice nulla di se stessa e ama sentirsi raccontare ad alta voce la storia di Barbablù. Di lei in giro si dice che sia pericolosa, che abbia pestato uno più grande di lei, che abbia problemi a casa, che rubi. Per Giulio è l’avventura di entrare di nascosto in piscina, la mano che lo salva quando le vertigini incombono, la condivisione di silenzio e orsetti gommosi. Giulio sa che c’è qualcosa che non va, qualcosa che sfugge e che, nel caos degli eventi, deve trovare una forma e una ragione.

Con questo romanzo, sembra approfondirsi il ritratto che Silvia Vecchini offre di ragazzi che stanno crescendo e la possibilità ai lettori di riconoscersi, di rispecchiarsi nella fatica adolescente di sentire che si cambia, che ci si muove ad altra forma. Se Olivia in Fiato sospeso diceva che crescere è come stare sospesi prima di un tuffo: non sai mai quanta aria è necessario mettere nei polmoni; se in Vetro la protagonista suggeriva che crescere è avere il coraggio di prendere la bicicletta e andare a vedere cosa c’è oltre la cura dietro cui non ci si è mai spinta, in questo caso Giulio sintetizza “crescere è perdere i pezzi”. Si può rintracciare allora un’attenzione complessiva dell’autrice che, nel suo lavoro, segue passo a passo i suoi protagonisti, consapevole della loro fatica e delle loro domande, restituendo a chi legge ritratti veritieri di adolescenti che si affacciano sul mondo e prendono coraggio.

Il blog dell’autrice.

Silvia Vecchini, Black Hole, San Paolo 2016, 143 p., euro 14,50, ebook euro 6,99

Vetro

30 Set

VetroÈ arrivata la prima pioggia d’autunno dopo giornate di settembre ancora molto calde, proprio come per la protagonista di questo libro, che racconta con la grazia cadenzata di brevi frasi – un ritmo che avvicina alla poesia – di come sia crescere. Un passaggio di stagioni, dall’estate all’autunno, che segna un passaggio nella vita e nel corpo, l’uscita dall’infanzia e l’entrata in quella che la ragazzina vede come una galleria di cui conosce lo stato d’entrata, ma senza sapere come ne uscirà. Sarà Cambiata, quel cambiamento già iniziato e che molti nei mesi estivi hanno rimarcato e sottolineato; decide allora di mantenere una traccia di quella che è in questo momento scrivendo una cartolina all’indirizzo di casa. Scrive a se stessa per ricordare le cose che ama fare (guardare dai finestrini, disegnare sul margine dei libri, pensare al bosco, leggere all’aperto…) per lasciare una traccia.

L’intero libro in realtà, con i disegni e i collage, i toni sommessi dei pastelli, potrebbe essere un quaderno fabbricato, scritto, foderato proprio dalla ragazzina che quando torna dalle vacanze trova già la cartolina ad aspettarla: quel fitto elenco di cose che ama e che la rendono quella che è l’ha preceduta, proprio come nella realtà quella persona precede e fonda l’adolescente, la ragazza, la donna che verrà, rimanendo a memoria, per strappare un sorriso, per portare alla luce un ricordo quando verrà ritrovato e riletto.

La galleria che necessariamente si imbocca crescendo è un’incognita; l’accompagna in questo caso il coraggio del crescere, il prendere la bicicletta e andare a vedere un po’ più in là, oltre la curva, dove non ci si è mai spinti, oltre l’orizzonte quotidiano sconosciuto.

In coda due poesie in cui Silvia Vecchini cristallizza in un frammento di vetro la sensazione del crescere, una parte di sé che si sente, che duole anche quando non è ancora alla luce.

Il blog di Silvia Vecchini. Il sito di Cristina Pieropan.

Silvia Vecchini – Cristina Pieropan, Vetro, Fulmino 2015, 44 p., euro 13

La mia invenzione

14 Mar

la_mia_invenzione

Con questo albo ho provato a fare un gioco: a guardarlo innanzitutto nelle illustrazioni, a immaginare la morbidezza del maglione rosso della protagonista, il respiro pesante del fratellino addormentato sul divano; a pensare cosa ci fosse intorno: chi nella stanza accanto a quella dove i due giocano e leggono, cosa oltre il muretto del giardino, quale panorama davanti a loro e al loro cane abbracciati nella pace del pomeriggio. Ci ho messo insomma quel di cui il libro parla: il silenzio. Non viene nominato se non alla fine, il protagonista; nelle pagine precedenti è evocato descritto attraverso le sue caratteristiche e i gesti da fare per ottenerlo: spegnare qualcosa, dividerlo con qualcuno. Il silenzio può far paura la notte se non hai nessuno con cui condividerlo; può far crescere la rabbia se sei già arrabbiato, ma può anche pacificarti col mondo davanti alla bellezza della natura; precede grandi annunci, si riempie se hai a disposizione un libro o una finestra.

Ecco allora l’invito al lettore: osservare le immagini e far scattare la propria fantasia, dando voce e azione ai bambini che abitano tra le pagine, ai loro giochi, alle loro risate e immaginare per loro parole, situazioni, dita che si  muovono a disegnare sui vetri appannati di un’automobile.

Inutile dire che, tra le tante, una delle illustrazioni è davvero perfetta a rendere il silenzio ovattato che la natura ti restituisce quando si copre di bianco e nasconde tutto, quando ti dice che intorno ci sono animali, persone, bulbi, pensieri, ma intanto tutto è perfettamente silente: la bambina se ne sta a naso in su, in campo bianco, a sentire sul viso, sugli occhi, sul naso i fiocchi di neve che cadono e carezzano. Ecco, la neve è la consistenza lieve del silenzio.

Il blog dell’autrice. Il sito dell’illustratrice e il suo blog che parla catalano, oh sì!

Silvia Vecchini – Maria Girón, La mia invenzione, Edizioni Corsare 2015, 40 p., euro 15

Gaetano e Zolletta. Un posto perfetto

1 Set

gaetanozollettaUscirà in libreria il 12 settembre questa graphic novel dedicata ai più piccoli, ma già al Festivaletteratura di Mantova questa settimana ci sarà un’ anteprima: i personaggi nati per le pagine di G-Baby danno vita a una storia lunga autonoma che restituisce al lettore il rapporto tra un papà e il suo piccolo, fatto di chiacchiere, di sguardi, di scoperte condivise, di tentativi silenziosi di indovinare cosa l’altro possa desiderare, cosa possa servire a quello piccolo che cresce, cosa possa far piacere a quello grande che dà la mano.

In questa avventura, l’asino Gaetano cerca in ogni modo di accontentare il suo piccolo Zolletta nella ricerca di un posto speciale dove trascorrere la giornata, sulla scorta delle indicazioni degli amici: dai mari dove nuotano le balene al posto dove c’è sempre il sole, dai ghiacciai fino alla luna c’è tempo e spazio per scoprire insieme, per meravigliarsi, per fare fatica, per rimanere a bocca aperta. E il lettore può aggiungere la lettura non solo dei particolari e dei paesaggi, ma anche degli sguardi e dei gesti che danno la misura del voler bene, della bellezza di essere insieme anche quando non si va troppo lontano, ma semplicemente ci si rannicchia tra le zampe del papà, magari per farsi raccontare qualche bella e insolita storia.

Scommettiamo che tra le fotografie “appese” sulle carte di guardia stano nascoste tante altre avventure di Gaetano e Zolletta che aspettiamo fin da ora.

Stampatello perfetto anche per i lettori alle prime armi!

Ecco il booktrailer. Il blog di Silvia Vecchini. Il blog di Sualzo.

Silvia Vecchini – Sualzo, Gaetano e Zolletta. Un posto perfetto, Bao Publishing 2014, 48 p., euro 11

Fiato sospeso

19 Dic

GAMBE

Spingo, ci vuole forza

nelle gambe,

per fare e disfare,

andare e tornare.

Continuo a pedalare,

ci vuole fiato,

per cambiare.

Comincio la settimana che porta a Natale con un regalo. Un regalo arrivato nella buca delle lettera in un pomeriggio grigio d’inverno. Un regalo che mi son fatta leggendo. Un regalo che spero vi farete andando a cercare subito questa graphic novel, gustandola e regalandola ad altri. Pagine che raccontano la storia di Olivia, che si muove a fiato sospeso perché l’allergia con cui convive da sempre le impedisce certi cibi, certe attività, certe condivisioni di tempo con i coetanei, la mette ai margini dove lei finge di stare bene. Poi Olivia si tuffa, ogni giorno in cui si allena per le gare di nuoto e allora, con l’acqua intorno, nulla può far male, tutto sembra a posto, lei è come gli altri. Olivia va a fiato sospeso anche nella vita perché sta crescendo, perché l’adolescenza che va cucendolesi addosso è fatica, è non sapere cosa viene dopo e quindi non sapere quanta aria mettere nei polmoni, perché crescere è come stare sospesi prima di un tuffo.

Dieci capitoli ritmati dalle bracciate di Olivia (non a caso la sequenza intitola: riscladamento – entrare in acqua lasciare fuori il resto – sotto la superficie – apnea – virata – presa – spinta – gambe – risalire – tuffo) dove il nuoto diventa metafora della vita quotidiana, raccontando di scuola, amicizie, segreti, problemi , indizi, avventura. Con un finale dove la metafora si fa racconto e dove chi cresce viene paragonato ad un pulcino che dorme sicuro sotto il sottile guscio dell’uovo: un guscio che dovrà rompere da solo, con fatica, prendendosi tutto il tempo necessario, anche più del previsto,. Per questo i pulcini devono sognare al sicuro finché il loro becco non sia forte abbastanza.

Un testo molto bello, semplice, lineare e profondo e, proprio per la sua forma di graphic novel, importante da presentare ai ragazzi, da proporre, da far leggere.

Questo è il blog di Silvia Vecchini, qui invece potete leggere una sua intervista. Questo è il blog di Sualzo.

Silvia Vecchini – Sualzo, Fiato sospeso, Tunué 2011, Tipitondi, 137 p., euro 16,90.