Tag Archives: silenzio

La mia invenzione

14 Mar

la_mia_invenzione

Con questo albo ho provato a fare un gioco: a guardarlo innanzitutto nelle illustrazioni, a immaginare la morbidezza del maglione rosso della protagonista, il respiro pesante del fratellino addormentato sul divano; a pensare cosa ci fosse intorno: chi nella stanza accanto a quella dove i due giocano e leggono, cosa oltre il muretto del giardino, quale panorama davanti a loro e al loro cane abbracciati nella pace del pomeriggio. Ci ho messo insomma quel di cui il libro parla: il silenzio. Non viene nominato se non alla fine, il protagonista; nelle pagine precedenti è evocato descritto attraverso le sue caratteristiche e i gesti da fare per ottenerlo: spegnare qualcosa, dividerlo con qualcuno. Il silenzio può far paura la notte se non hai nessuno con cui condividerlo; può far crescere la rabbia se sei già arrabbiato, ma può anche pacificarti col mondo davanti alla bellezza della natura; precede grandi annunci, si riempie se hai a disposizione un libro o una finestra.

Ecco allora l’invito al lettore: osservare le immagini e far scattare la propria fantasia, dando voce e azione ai bambini che abitano tra le pagine, ai loro giochi, alle loro risate e immaginare per loro parole, situazioni, dita che si  muovono a disegnare sui vetri appannati di un’automobile.

Inutile dire che, tra le tante, una delle illustrazioni è davvero perfetta a rendere il silenzio ovattato che la natura ti restituisce quando si copre di bianco e nasconde tutto, quando ti dice che intorno ci sono animali, persone, bulbi, pensieri, ma intanto tutto è perfettamente silente: la bambina se ne sta a naso in su, in campo bianco, a sentire sul viso, sugli occhi, sul naso i fiocchi di neve che cadono e carezzano. Ecco, la neve è la consistenza lieve del silenzio.

Il blog dell’autrice. Il sito dell’illustratrice e il suo blog che parla catalano, oh sì!

Silvia Vecchini – Maria Girón, La mia invenzione, Edizioni Corsare 2015, 40 p., euro 15

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Io sono Marcello Fringuello

9 Feb

Marcello Fringuello

Tante impronte digitali rosse a cui pochi tratti di penna aggiungono ali, becchi e zampe a formare un nutrito stormo di fringuelli, quello rumorosissimo di cui fa parte il protagonista, dove tutti si salutano, si augurano la buonanotte, cinguettando qua e là senza mai tacere, a meno che all’orizzonte si profili l’orrenda, pericolosa bestia. Una notte Marcello si sveglia; è solo, intorno buio e silenzio: ecco che finalmente sente i propri pensieri, così belli da generarne altri, fino a montarsi la testa e decidere di lanciarsi contro la bestia. Che ovviamente lo ingoia. Ma proprio nella pancia altrui, tra borbottii di stomaco e intestino, il fringuello prende coscienza di non essere solo la cena di qualcun altro, ma di poter pensare così forte da indurlo a spalancare la bocca.

Una buffa irriverente riflessione sull’essere se stesi e non branco, sul tentare, sul pensare e poi sperimentare, sul punto di vista, sulla capacità di dire no, sulla bellezza e sulla necessità del silenzio. E che dire della doppia pagina che schematizza – bianco su nero – il ciclo della vita? 🙂

Se poi siete in vena di poetiche storie di volatili e sapete il francese, potete gustarvi l’ebook Il suffit parfois d’un cygne, realizzato da La souris qui raconte, che gioca proprio sulle varietà ornitologiche applicate alla dolcezza, al dolore, alla levità della vita.

Il blog dell’autore. Il sito dell’illustratrice.

Alexis Deacon – Viviane Schwarz, Io sono Marcello Fringuello (trad. di Paola Gallerani), LO editions 2015, 40 p., euro 14