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Lumberjanes. Guardatevi dal sacro micio

28 Mar

lumberjanes 1Arriva in Italia il primo volume (che contiene i primi quattro numeri della serie originale) di un fenomeno editoriale negli Stati Uniti lo scorso anno. Avventura tutta al femminile racconta di un gruppo di cinque amiche che trascorrono l’estate al Campo per tipe dure del Tortino di Cardo di Miss Quinzella Thiskiwin Penniquiqul che già dal nome promette bene 🙂 Aggiungeteci il fatto che  Miss Quinzella è una tipa nerboruta, ricoperta di tatuaggi che non disdegna la possibilità che si possano infrangere alcune regole se l’avventura merita, e che spuntano a trabocchetto tra le pagine animali fantastici, predatori enormi e colleghi scout dalla duplice condotta.

Le cinque protagoniste ben si bilanciano, ciascuna con le proprie caratteristiche e peculiarità, e fanno dell’unione la forza per risolvere enigmi, spalleggiarsi nei momenti di paura e darsi una mano quando finiscono inevitabilmente nei guai.

I capitoli sono intervallati dalle pagine del Prontuario Operativo – livello intermedio che descrivono i distintivi da ottenere volta per volta e richiamano i sentimenti ispiratori di una Lumberjanes, giuramento compreso. Il motto è “amicizia al massimo!” ed è inutile dire che le cinque faranno di tutto per onorarlo. Strizza ovviamente l’occhio alle giovani lettrici, ma i lettori maschi non disdegneranno avventura, mistero e sovrannaturale che spunta qua e là dietro i cespugli o nel fondo del bosco.

Ecco due delle autrici in video. Sfoglia un’anteprima sul sito dell’editore. Segui on line Broke Allen, Noelle Stevenson, Shannon Watters e Grace Ellis.

Stevenson – Ellis – Watters – Allen, Lumberjanes. Guardatevi dal sacro micio (trad. di Caterina Marietti), Bao 2015, 128 p, euro 14

Hilda e il segugio nero

1 Feb

hilda segugioAbbiamo conosciuto e apprezzato la terribile, furbissima Hilda dai capelli blu in Hilda e il troll e seguito le sue avventure nei volumi seguenti,”Hilda e il gigante di mezzanotte” e “Hilda e la parata dei pennuti”; sappiamo che vive a Trollberg e che la sua geografia è fatta di boschi, piscine rocciose, vita selvatica anche quando la tenda in cui dorme è piantata nel salotto di casa. Ma soprattutto abbiamo imparato a conoscere i tanti rappresentanti del Popolo Nascosto con cui entra via via in contatto, cominciando col voler dare una mano e finendo sempre in straordinarie avventura.

Questa volta Hilda viene iscritta dalla mamma al gruppo scout locale, promette di non essere snob ma coraggiosa, di sorridere e fischiettare e fare una buona azione ogni giorno, diventando così un Passerotto pronto a guadagnarsi i distintivi. Peccato che la buona azione scelta da Hilda non sia esattamente quella intesa dal gruppo, ma venga dal desiderio di aiutare un Nisse, cioè uno spirito casalingo che vive nelle case. Quello che la ragazzina conosce si chiama Tontu ed è stato accusato ingiustamente dal proprietario della casa e bandito dalle mura domestiche che aveva scelto: quale miglior impresa per Hilda che schierarsi dalla parte di chi ha ragione, ma non viene creduto?

Intorno ci sono il campeggio degli scout, la mamma, il ligio scout David e un segugio nero che si aggira per la città seminando terrore tra gli abitanti: un leggendario aprente di quel cane nero del bell’albo di Lev Pinfold. Hilda è sempre geniale, tenera, priva di mezze misure, soprattutto quando ci sono di mezzo le ingiustizie; è capace di mantenere le proprie posizioni nonostante tutto, pur di difendere quel che ritiene giusto. Hilda è assoluta, divertente e in qualche modo riesce sempre a farla franca; aspettiamo ovviamente le prossime avventure!

Il sito dell’illustratore. Sfoglia qualche pagina sul sito dell’editore.

Luke Pearson, Hilda e il segugio nero (trad. di Caterina Marietti), Bao publishing 2015, 48 p., euro 14

Ribelli in fuga

1 Mag

Più riguardo a Ribelli in fugaQuesto romanzo, ambientato tra il 1926 e il 1927, racconta la storia di un gruppo di ragazzini di un piccolo paese sugli Appennini che, sotto la guida del parroco, vivono l’esperienza dello scoutismo, condividendone gli ideali di coraggio, onore e lealtà, vivendo avventure tra i boschi, sulle loro montagne. Finché il fascismo arriva più forte anche in quell’angolo di mondo, imponendo le proprie regole, cancellando il ruolo del sindaco e del consiglio comunale per sostuirli con podestà, portando l’arma di convinzione della violenza, impedendo ai ragazzi di continuare a essere un gruppo scout e intruppandoli nell’opera nazionale balilla con i suoi raduni obbligatori del sabato.

Nel gruppo sono ben delineati i caratteri dei ragazzi e le caratteristiche degli adulti che li circondano così come del momento storico: ci sono le invidie, le simpatie, chi è portato naturalmente a essere leader, chi segue; ci sono le persone che seguono gli avvenimenti senza chiedersi nulla e chi diffida; chi prende la tessera per convenienza, chi rimane scostato, guardando con diffidenza i cambiamenti che stanno avvenenndo anche nel piccolo paese: le scritte inneggianti e i motti fascisti che compaiono sul muro, il parroco che viene obbligato a diventare cappellano ufficiale dei balilla e poi inviato dal vescovo in altra sede quando la sua azione diventa di intralcio al partito; le insegnanti che fanno scelte diverse come i genitori dei ragazzi.

Il romanzo rappresenta sicuramente un mondo originale di affrontare questo periodo storico che è lasciato a margine solitamente nella narrativa dedicata ai ragazzi per privilegiare invece il periodo delle Seconda Guerra Mondiale, le storie di deportazione e di resistenza. Mostra come il fascismo si potesse insinuare in una piccola comunità stravolgendone i legami e portando con forza e con violenza le proprie leggi e le proprie assurdità e di come si potesse reagire (con sgomento, con la testa bassa, con coraggio, con ribellione), delineando figure di ribelli che – nell’epilogo datato 1943 – fanno intravedere echi di Resistenza.

Lascia diversi interrogativi (davvero quattro ragazzini potevano lasciare le proprie case e le proprie famiglie per andare a vivere in un rifugio sulla montagna? Davvero nessuno in paese avrebbe reagito se non chiedendosene la ragione? Hanno continuato la stessa vita fino al 1943 e oltre?), una personale buffa domanda (mi sono ritrovata a domandarmi perché una bambina di sei anni di un piccolo paesino appenninico girasse con un pupazzo a forma di pinguino), un interrogativo di curiosità (in anni nemmeno troppo lontani l’anno scolastico aveva una durata diversa rispetto ad oggi e solitamente non si entrava in classe prima di ottobre, quindi è possibile che a Pruneto la scuola sia cominciata il 13 settembre 1926?). E semina anche inesattezze storiche: l’insegnante Rachele non poteva essere membro del consiglio comunale quando, nel 1927, il sindaco e il consiglio furono sostituiti dal podestà: in Italia le donne ottennero il diritto di votare e di essere elette nel 1946…

La vicenda è ispirata al gruppo scout delle Aquile Randagie, che operarono durante la guerra per aiutare ebrei, renitenti alla leva, disertori e ricercati a fuggire in Svizzera e la cui vicenda è stata raccontata dal regista Fausto Toncelli nel documentario “Il grande gioco”.

Tommaso Percivale, Ribelli in fuga, Einaudi Ragazzi 2013, 246 p., euro 10