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Eureka!

4 Gen

Con questo nuovo libro, Luca Novelli riprende i suoi “lampi di genio”  in grande formato illustrato, accattivante per i lettori curiosi che possono fare un viaggio tra scoperte e invenzioni che hanno segnato la storia dell’umanità. Prendendo spunto dall’Eureka! che, secondo la tradizione, sbraitava Archimede ad ogni trovata, Novelli racconta di come nascano e germoglino le idee, divise per macro argomenti: lampi di tempo, di salute, di guerra, di arte ma anche quelli da leggere (Omero, Dante, Shakespeare…). Ci sono idee più piccole e altre più eclatanti ma pur sempre importanti; ci sono i lampi di genio delle ragazze; quelli che hanno a che fare con il quotidiano, quelli che permettono di andare in automobile o sondare l’universo.

A molti di questi personaggi geniali l’autore dà la parola perché si presentino in prima persona: da Gustave Eiffel a Maria Telkes, da Pierre de Coubertin  Christian Barnard, ecco una galleria che spazia in ambiti diversi eche permette di capire come l’invenzione di un singolo, magari fortuita, magari supportata o migliorata da altri ha fatto avanzare l’umanità non solo nella scinza, ma anche ad esempio nella musica o nella poesia: ci sono artisti e artigiani, scienziati e scrittori. E chissà che a qualche lettore non venga una felice ispirazione!

Luca Novelli, Eureka! 10.000 anni di Lampi di Genio, Editoriale Scienza 2018, 144 p., euro 19,90

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L’orso che non c’era

19 Gen

orso che non c'era

Tra le righe di questo libro, tra gli alberi che accolgono il lettore fin dall’inizio si nasconde un prurito che, gratta gratta, diventa un orso il quale scopre di avere una tasca nella pelliccia e ci trova un foglietto che lo interroga: chi è? Sarà proprio gentile, felice e persin bello come suggerisce l’appunto? Domande che vanno ad aggiungersi a quella che il peloso animale si era posto quando aveva preso coscienza di esser diventato, da prurito, orso: è il primo orso o forse l’ultimo; insomma era solo nei paraggi oppure no? La soluzione, come sempre di fronte ad una domanda di vitale importanza, è mettersi in ricerca e quindi in cammino, nella foresta, ascoltando il silenzio, incontrando curiosi altri animali, accentando un passaggio, fischiettando, contando senza bisogno dei numeri, rendendosi conto che tra i punti cardinali figurano certamente anche “pranzo, colazione, giusto, sbagliato”.

Cerca cerca l’orso, tra le erbe, i rami e le piante che Erlbruch disegna; impara, riconosce e felice poi si fa l’occhiolino: trovato! 😉

Da leggere insieme, ad alta voce; occasione per andare a riprendere gli altri testi illustrati da Erlbruch e proporli ai lettori, visto che affrontano proprio le grandi domande della vita.

Il sito dell’autore, compositore e drammaturgo.

Oren Lavie – ill. Wolf Erlbruch (trad. Silvia Manfredo), L’orso che non c’era, e/o 2014, 48 p., euro 12