Tag Archives: Sara Welponer

Fridolin

13 Nov

A UmbriaLibri per parlare di nativi digitali e lettura, mi incanto sfogliando questo albo nello spazio NPL allestito dalla Regione Umbria e trascino istantaneamente chi mi accompagna in libreria perché devo portarmelo a casa. Lo scovo nell’espositore che presenta di piatto gli illustrati, nascosto in triplice copia dietro una serie di albi più grandi, e mi prendo il piacere di sovvertire l’ordine costituito della Feltrinelli di Perugia e sitemarlo davanti ben in vista.

La storia è qualla di un giallo canarino che vive in una gabbietta con letto, tavolo e sedia a cui ogni giorno si accomoda per mangiare i semi che gli porgono gli esseri giganteschi e senza piume che vivono attorno. Quando in primavera la gabbieta viene spostata sul balcone, scopre un mondo che lo emoziona tanto da faticare ad addormentarsi. Impara a cantare dagli altri uccellini e sogna ogni notte volo e libertà. Un giorno poi la gabbia rimane aperta: eccolo ruzzolare e poi volare, circondato da amici che gli insegnano di bacche, semi, fiori nutrienti, di fronde tra cui dormire, di suoni per concertare insieme. Fino all’autunno. Qualcuno vola lontano; altri hanno sentito di un giardino dove un albero ospita graziose casette di legno in cui trovare riparo.

Seguite la storia nelle illustrazioni lievi e delicate; inutile dire che la mia preferita è la nanna notturna, dove sul grande albero un solo uccellino tiene accesa la luce per leggere… E poi guardate bene Fridolin, col muso tondo e il becchetto spalancato. In Veneto, di un bambino in carne si dice che è un “canarin da casòn”; in occitano, i bimbi con la boccuccia affamata e protesa al cucchiaio sono degli uslin, degli aucelin. Ecco, Fridolin ha quell’espressione lì, di un bambino proteso a scoprire tutte le novità e i sapori del mondo.

Il sito dell’illustratrice. Il sito delle edizioni corsare.

Sara Welponer, Fridolin, edizioni corsare 2012, 32 p., euro 14

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Signor Alce

29 Feb

Era solo il secondo sabato di settembre ma l’aria si era già rinfrescata e Signor Alce pensò che era il momento buono per fare il cambio del guardaroba.

Signor Alce abita in un villaggio tra i monti, si scalda con la legna, è disordinato il giusto e ha una borsa dell’acqua calda di colore rosso. Il rosso è il suo colore preferito, adora lo strudel, la cioccolata calda in inverno e la limonata d’estate. Non ama i negozi di abbigliamento e finisce sempre per comprarsi dei vestiti identici a quelli consumati, fa una deliziosa zuppa di cipolle e passa volentieri la serata davanti al camino in compagnia di un buon libro. Quando scopre che  Bruno il carpentiere, che vive isolato in una baita sul monte, si è rotto una gamba, decide di andargli a portare un po’ di spesa e poi torna col giornale, con le provviste, per fare due chiacchiere, per giocare a scacchi. Sul filo dei giorni d”autunno, Signor Alce scopre la bellezza di avere un amico, qualcuno con cui condividere le sue lente giornate, senza bisogno di una scusa.

Un albo per perdersi nei particolari delle illustrazione (mi fan venire in mente i particolari che Nordqvist semina qua e là nella casa di Petterson): tra le stoffe diverse dei cuscini, le fotografie alle pareti, gli utensili in cucina, l’armadio sottosopra. Un libro dove Bruno stira e Signor Alce cucina la zuppa, dove ci sono il caldo del fuoco nel camino e dell’amicizia, le montagne blu e frescoline dell’autunno che avanza, l’ultimo tepore del sole dietro ai vetri.

Qui il blog dell’illustratrice. Qui il sito dell’autore.

Davide Calì – Sara Welponer, Signor Alce, Emme 2012, 32 p., euro 13,90