Tag Archives: Roberta Magnaghi

Un elefante nella stanza

24 Nov

elefante nella stanzaL’elefante nella stanza è per modo di dire il problema che tutti hanno davanti agli occhi e che nessuno vuole vedere. In questo caso è bello grande, ma nessuno vuole sconvolgere la tranquillità e la buona fama acquisita negli anni del quartiere residenziale di una cittadina di provincia, dove tutti si conoscono, dove la rispettabilità dipende dal lavoro che si svolge e dall’automobile che si possiede, dove sarebbe quasi un delitto non essere più invitati alle feste del quartiere e a prendere il caffè tra  amici. A disturbare l’apparente tranquillità è la tredicenne Masha che trascorre, come sempre, l’estate nel quartiere, a casa dei nonni. Non solo quella cittadine le sembra il luogo più noioso del mondo, ma non ha amici (non ne cerca e non viene cercata) e ad avvicinarsi all’adolescente con le cuffie dell’iPod perennemente nelle orecchie sono due fratelli, Julia e Max, di nove e sette anni. Masha non impiega molto a capire che il padre picchia violentemente i bambini e utilizza una violenza verbale se possibile ancora più forte: ci sono i lividi sui loro corpi, le lacrime, i tremori e gli strani comportamenti di Max, la scena inequivocabile a cui Masha assiste dalla finestra.

Siccome nessuno la ascolta e tutti svicolano da un discorso che sembrano conoscere fin troppo bene, Masha decide di agire e porta i fratelli in una casa abbandonata a margine di un campo di orzo, scoperta all’inizio dell’estate. La casa blu è la sua unica possibilità di salvarli, unita ai tentativi di renderla confortevole, di procurarsi cibo e passatempi, di andare avanti nella sua idea nonostante sappia benissimo di essersi cacciata in un’impresa più grande, che viene da tutti equivocata: i bambini si disperano pensando alle reazioni paterne; i media titolano a caratteri cubitali; la polizia la accusa di rapimento; la nonna si rifiuta di parlarle. Solo il nonno intuisce i desideri di Masha, che cerca – col suo gesto – di combattere non solo l’omertà dei vicini, ma anche la loro ipocrisia, quella che respira ogni volta che la trattano mielosamente per il semplice fatto d’esser orfana di madre. Cresciuta in solitudine, abituata al silenzio del padre, Masha cerca di fare da sé, conscia del fatto che non si può fingere, che non ci si può nascondere.

Susan Kreller, Un elefante nella stanza (trad. di Roberta Magnaghi), Il Castoro 2014, 187 p., euro 15,50

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Il delfino bianco

27 Ago

delfino biancoKara Wood sta finendo il suo primo anno alle scuole medie e viene regolarmente presa in giro dai compagni per la dislessia e per la situazione famigliare: una madre biologa marina, scomparsa da un anno durante un progetto di difesa dei delfini e un babbo pieno di debiti che sta per vendere quel che hanno di più importante, la barca che i genitori hanno ristrutturato insieme. Proprio la vendita della Moana è lo schiaffo che Jake Evans urla a Kara, uno schiaffo più freddo delle onde tra cui la ragazzina si immerge e di quelle che si infrangono tra gli scogli su cui si rifugia a pensare e a cercare un segno mandatole dalla madre. Ma la Moana è anche il motivo che le permetterà di fare amicizia con Felix, un nuovo compagno di scuola affetto da paralisi cerebrale che scopre la magia del mare, in cui si sente libero nei movimenti e uguale agli altri.

Kara e Felix, forti di una certa rabbia nei confronti del mondo e della passione per il mare, si alleeranno nell’ardua battaglia di convincere l’intera cittadina in cui vivono a salvare la barriera corallina, a rischio distruzione causa la possibile eliminazione del blocco del dragaggio. Il perno della loro battaglia sarà una piccola delfina bianca, ferita proprio dalle reti a strascico che alcuni pescherecci utilizzano anche in zone proibite, arenatasi sulla spiaggia e ritrovata da Kara. Una battaglia contro il tempo e contro gli interessi di alcuni, dove l’insistenza di Kara nel cercare un segno che significhi il ritorno della madre si trasformerà nell’accettazione della verità e nella nuova capacità di far posto agli altri nella sua vita: non solo Felix, non solo i nemici di sempre, ma anche la signorina Penluna, creduta pazza da molti, le cui parole e la cui cura verso i più piccoli riecheggiano a conforto nell’animo della ragazzina.

Il sito dell’autrice. L’illustrazione della sovraccoperta è di Daniele Fabbri.

Gill Lewis, Il delfino bianco (trad. di Roberta Magnaghi), Mondadori 2014, 263 p., euro 15, ebook euro 4,99

Reckless

11 Nov

More about Reckless

“Cos’era che la lacerava dentro e la tormentava come la fame o la sete? Non era amore. L’amore era caldo e morbido come un letto di foglie. Questo sentimento, invece, era scuro come le ombre sotto un arbusto velenoso, e famelico. Oh, se era famelico!”

I fratelli Reckless sono diversissimi l’uno dall’altro. Il più giovane è timido e pacato, mentre il più vecchio è inquieto e temerario. Con la scomparsa del padre Jacob, il maggiore, passa sempre più tempo nello studio di lui in cerca di indizi che lo possano mettere sulle sue tracce. Fino a quando non si accorge che lo specchio è una vera e propria porta tra i mondi, il suo e una versione del suo dove le fiabe non sono racconti fantastici, ma realtà, dove la magia esiste e ogni cosa è possibile. Si ritrova così avventuriero in questo nuovo universo, e ci si trova pure bene, anche se questo mondo è molto più pericoloso e oscuro del nostro. Fino a quando di nascosto il fratello lo segue e  si ritrova vittima di un maleficio. Toccherà a Jacob cercare di salvarlo, cercare di evitare che il fratello diventi un Goyle e perda così la sua umanità.

Il nuovo lavoro della Funke non delude e si colloca sulla scia di quei romanzi (Tre sorelle nel bosco, …) che attingono a piene mani dal repertorio fiabesco e creano nuove storie a partire da questo. La sua scrittura è semplice, lineare e di facile lettura. Diverte il gioco “riconosci la fiaba” che il lettore sarà portato automaticamente a fare.

Cornelia Funke, Reckless (trad. di Roberta Magnaghi), Mondadori 2010, 280 pp., euro 17.