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Siamo tutti fatti di molecole

13 Lug

9788880339717

Stewart ha tredici anni, è basso, decisamente nerd e a volte un po’ pedante, ha un q.i. fuori dalla media grazie al quale frequenta una scuola privata insieme a compagni altrettanto dotati. Ashley ha appena un anno in più, è bella e parecchio “vuota”, dedita alla moda e a seminar zizzania tra le amiche per risultare sempre la più popolare, scivola sovente sulle parole giuste da usare ed è impegnata a mantenere intatta la perfetta immagine di sé e quindi a non far sapere a nessuno che suo padre si è dichiarato gay e adesso abita nella casetta in giardino. I due soggetti si trovano sotto lo stesso tetto perché il padre del primo e la madre della seconda, innamoratisi al lavoro, decidono di andare a vivere insieme, condividendo le giornate e anche le abitudini di famiglia, i mobili, le tradizioni in occasioni del Natale. Non tutto può filare liscio, specie se Stewart decide di cambiare scuola e di sfidare se stesso alla prova la scuola pubblica: è sicuro che la sua mamma, morta due anni prima, sarebbe fiero di lui: la scuola nuova è più vicina a casa e frequenterà alcuni corsi con la sorella acquisita. Certo, rimane il problema di farsi degli amici, entrare in qualche gruppo e anche prendere parte, persino quando – sempre comunque ottimista e positivo – si trova a difendere chi gli sta rovinando la vita.

Rispetto ai precedenti testi di Susin Nielsen tradotti in italiano, Lo sfigato e Caro George Clooney, puoi sposare la mamma?, questo nuovo romanzo abbassa un po’ l’asticella; forse per troppa aspettativa di chi legge; forse perché la narrazione a doppia voce è davvero tanto usata in questo momento nella letteratura per i ragazzi più grandi; forse una sensazione passeggera, data dal fatto che l’autrice – brava lei però in questo caso! – si è impegnata a rendere antipatici il giusto certi personaggi e a tratti ti vien voglia di infilare la mano nel libro, prenderli per la gola e scuoterli un po’.

Comunque anche questa volta il lettore si può divertire a ritrovare in ruoli minori nella storia alcuni dei protagonisti dei precedenti romanzi: ci sono Violet e Phoebe e poi ancora Cosmo e Amanda, un po’ cresciuti, un po’ cambiati: questo vezzo dell’autrice ti fa sentire l’unità delle sue storie, come se prendesse un quartiere, una zona della città e osservasse le persone, la loro quotidianità, i percorsi lungo i quali le loro vite si sfiorano e si incrociano. Bello, no?

La copertina del libro è di Rita Petruccioli. Susin Nielsen sarà a Mantova in settembre ospite di Festivaletteratura.

Susin Nielsen, Siamo tutti fatti di molecole (trad. di Claudia Valentini), Il Castoro 2015, 262 p., euro 15,50

Più libri più liberi 2013 / 2

23 Gen

Concludiamo la nostra rassegna delle novità nel settore non fiction presentate dagli editori per ragazzi durante la dodicesima edizione della Fiera “Più libri più liberi” di Roma.

geis_numeriDue proposte molto colorate da parte de Il Castoro per i più piccoli con Il mio primo libro dei numeri e Il mio primo libro dell’ABC di Patricia Geis per una prima conoscenza dell’alfabeto e dei numeri puntando sulle forme e i colori garbatamente vivaci e brillanti. Due cartonati con le pagine tagliate orizzontalmente in due o tre strisce a scalare, sagomate sul margine destro nella forma della lettera dell’alfabeto o del numero di cui si parla, un solo appunto su questa caratteristica: le pagine tendono ad aprirsi insieme presentando qualche difficoltà soprattutto per i più piccoli, proprio di questo si è lamentato con me un piccolino di due anni.  Continua a leggere

I racconti di Punteville

18 Ott

Per vari motivi erano un po’ di giorni che mi giravano sottomano grafiche dozzinali da banconi del supermercato, così la prima cosa che mi ha colpito non potevano che essere le illustrazioni della brava Rita Petruccioli che riesce a mettere su carta le descrizioni delle città pensate da Gianluca Caporaso.

I racconti di Punteville sono costituiti da una serie di storie ambientate ognuna in una città caratterizzata da un segno di punteggiatura che, con le sue caratteristiche, conforma le abitudini degli abitanti: dall’indeterminatezza nella città di puntini puntini agli spazi ampi di punto e virgola. In ognuna di esse, ovviamente, si parla, si lavora, si gioca, si costruiscono case, ci si innamora. E la città di punto? Beh quella è la fine. O almeno così si credeva, finché un pallone…

Un bel libro grazie al quale trovare mille modi per fare imparare la differenza tra una virgola e un punto e virgola.

Qui il booktrailer e qui il sito dell’illustratrice.

Gianluca Caporaso – ill. di Rita Petruccioli, I racconti di Punteville, Lavieri 2012, 76 p., 11 euro