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Tu (non) sei piccolo

10 Ago

Tu_(non)_sei_piccolo_HIA proposito del “tutto è relativo”: è sufficiente l’arrivo di terzi incomodi a smontare la polemica, prima gentile e poi rissosa, tra chi fa confronti e cerca di gridare più forte per far valere il proprio punto di vista. In apertura di albo un orso marrone decisamente più grande dice ad un altro, azzurrino e più piccolo, “Tu sei piccolo”. L’interpellato, senza scomparsi ribatte: “io non sono piccolo. Tu sei grande” e su questa risposta, e sul modo in cui viene data, già ci sarebbe di che pensare e scrivere; il secondo orso infatti sembra fare una semplice constatazione che non intacca la pacificità della sua giornata, mentre l’altro, con la sua zampa accusatoria puntata in avanti, fa vanto della propria altezza. A dar man forte ai due arrivano in massa i loro simili, in un crescendo di toni, fino a quando ecco apparire zampe pelose di qualcuno che più grande non c’è e minuscoli orsi di taglia inferiore a chiunque altro presente sulla scena: i piccoli e i grandi diventano altri, la polemica si placa perché la fame la fa da padrone, ma c’è spazio per una scena finale che potrebbe riaprire ogni discorso e che regala sorrisi e risate.

Questo libro ha vinto il Theodor Seuss Geisel Award 2015, assegnato ogni anno dall’ALA al miglior libro per bambini in età prescolare. Il sito di Christopher Weyant, uno dei fumettisti di punta del New Yorker.

Anna Kang – Christopher Weyant, Tu (non) sei piccolo, Terre di Mezzo 2015, 32 p., euro 10

Il mio cuore e altri buchi neri

3 Ago

il mio cuore e altri buchi neri

Va bene, potete dire che è l’ennesimo libro per adolescenti che parla di suicidio, che vede protagonisti un ragazzo e una ragazza che finiscono comunque per innamorarsi o quanto meno passarci vicino, che adotta una narrazione coinvolgente (qui un diario giornaliero scritto dalla protagonista contando i 26 giorni che mancano all’ora X; altrove un’alternarsi delle due voci e dei loro punti di vista). Ditelo, così vi possiamo ribattere che è l’ennesimo romanzo di questo tipo costruito, scritto e tradotto davvero bene .

La storia si apre su un giorno di marzo: mentre la primavera bussa alle porte la sedicenne Aysel cerca un compagno di suicidio sul sito Dipartite Serene; pare quasi impossibile, visto che una delle clausole per lasciar questo mondo in compagnia è che si viva a breve distanza, eppure c’è qualcuno, a pochi chilometri in un angolo sperduto del Kentucky, che ha lo stesso obiettivo. Roman si sente responsabile della morte della sorellina, annegata mentre era affidata a lui un pomeriggio di un anno prima; non esce da mesi, è guardato a vista dai suoi genitori e ha rinunciato a tutto, compresa la carriera di giocatore di basket. Aysel invece non ha un posto suo: vive con la famiglia della madre da quando il padre è in prigione per aver assassinato, in un attimo di follia, un brillante studente dal promettente futuro sportivo. Tutti la guardano, la indicano e lei fugge, temendo di portare in sé il germe della pazzia paterna e cercando di allontanare gli altri dalla proprio tristezza.

Concepire e dettagliare i piani di un suicidio significa doversi incontrare, parlare, in qualche modo scoprire; significa mettere tempo nell’ascolto e nell’osservazione dell’altro e poi finire – chissà – a vedersi con gli occhi di quella persona e a intravedere una luce, una speranza nei propri occhi, una postura più fiera di quella che ci si è cuciti addosso. Tutto il tempo che il lettore passa insieme ai protagonisti è attraversato e accompagnato da elementi di fisica, la materia preferita di Aysel. Come il professore chiede agli alunni di fotografare i concetti studiati in classe nel quotidiano, così la ragazza applica le teorie a quel che sente e vede intorno, in particolare quella delle relatività, ma anche il fatto che l’energia viaggia e viene trasmessa quando la gente presta attenzione. Forse l’amore non è allora che coinvolgimento che spinge a prestare attenzione, trasformando così l’energia potenziale dell’altro in energia cinetica. Il modo in cui Roman disegna Aysel sul suo blocco fa scoccare la scintilla: la ragazza sulla carta ha qualcosa in sé che Aysel non ha mai immaginato di portare in sé, di poter sentire finché non è stato lui a leggerglielo addosso.

Un finale non negativo, ma nemmeno scontato ricorda che il romanzo intreccia molti temi importanti: il rapporto con la famiglia e quello con le proprie origini (i genitori di Aysel vengono dalla Turchia, ma la madre fa di tutto per cancellare il passato), l’ambiente scolastico, l’idea che ci si fa di se stessi, la paura di travolgere chiunque con la tristezza, la necessità di essere visti davvero.

Il sito dell’autrice che sostiene #WeNeedDiverseBooks, associazione che si batte per la pluralità (di argomenti, generi, editori,…) nella letteratura per ragazzi. Il romanzo è tradotto ad oggi in 22 Paesi e i diritti cinematografici sono già stati opzionati dalla Paramount: non male per un esordio, no? La copertina originale ci piace assai perché non strizzava l’occhio a uscite passate (Green e simili) e a film, ma lascia che il testo sia semplicemente se stesso.

Jasmine Warga, Il mio cuore e altri buchi neri (trad. di Lorenzo Borgotallo), Mondadori 2015, 279 p., euro 17, ebook euro 6,99