Tag Archives: Pam Smy

Thornhill

9 Ott

Coinvolgente e nero, non solo nel colore delle illustrazioni e della copertina, ma nell’atmosfera che si crea in questo libro che riprende i meccanismi a cui Brian Selznick ha abituato i lettori con un andamento narrativo che mescola il racconto fatto attraverso le parole e quello attraverso le immagini, complementari e necessarie le une alle altre. Qui Pam Smy sceglie di connotare con ciascun registro narrativo una voce diversa e di aggiungere in più il diario e il muoversi tra due diversi momenti storici.

Il lettore infatti si trova di fronte a una parte illustrata che racconta di Ella: siamo nel 2017, la ragazzina si è appena trasferita in una nuova casa dopo la morte della mamma, il papà è spesso assente per lavoro e lei è presa dalla curiosità per la vecchia casa abbandonata che vede al di là della staccionata. Il testo invece è il diario di Mary, datato 1982, pagine inquietanti dove la ragazzina – che vive a Thornhill, istituto di orfani in attesa di adozione – parla delle sue giornate isolate dal resto del gruppo, vissute nel terrore di un’altra ospite della casa. Il mondo rassicurante di Mary sono i personaggi che costruisce, modellandoli con la creta e vestendoli di stoffa, ispirati anche alle sue letture, come nel caso de “Il Giardino segreto”. Sul suo resoconto lungo il filo dei mesi non incombe solo la chiusura dell’istituto, ma anche l’ombra di qualcosa di terribile, il senso di impotenza di fronte al terrore e agli adulti che fingono di non vedere, la cattiveria che si insinua in ogni gesto quotidiano, il tremendo senso di solitudine. Attraverso i pupazzi, attraverso vecchi ritagli di giornale si ricompone il puzzle degli evnti passati e si crea un legame tra la ragazzina dell ’82 e quella contemporanea che arrivano a far toccare le loro solitudini e a dare in qualche modo una forma di cupa luminosità all’atmosfera di graduale crescendo e svelamento che l’autrice – già conosciuta in Italia per le illustrazione de Il riscatto di Dond – sa costruire. Da 13-14 anni.

Pam Smy, Thornhill (trad. di Sante Bandirali), Uovonero 2017, 538 p., euro 18,50

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Il riscatto di Dond

4 Dic

il riscatto di dond

Gli abitanti dell’isola di Inniscaul affidano la loro sorte ai dettami di Dond, il dio degli inferi, incisi sul menhir che si trova sul precipizio della scogliera e a cui è vietato avvicinarsi: il sacrificio di un tredicesimo figlio al compimento del tredicesimo anno di età garantirà all’isola tredici anni di buona sorte. Per sfuggire alla crudele regola, le donne non partoriscono più di dodici figli, ma Meb partorisce due gemelli inattesi: Bawn, il dodicesimo figlio maschio tanto atteso, e la sua gemella Darra, subito allontanata dalla madre e cresciuta dall’anziano del villaggio nella piena consapevolezza del destino che l’attende. Un destino che sta per compiersi, perché l’apertura di questo racconto ci regala Darra alla vigilia del suo tredicesimo compleanno e della mattina in cui sarà portata al largo e morirà annegata, con una pietra legata al piede, per obbedire alla superstizione dei suoi concittadini. Ma il fratello che lei non conosce sfida le regole e le va incontro; insieme scoprono la verità sulla notte della loro nascita e con la madre affrontano il destino e rompono la vera maledizione che grava sull’isola.

Un racconto lungo che dice di superstizione e magia; che parla di morte, ma anche di come chi muore possa tornare sotto altre forme per camminare accanto ai passi di chi resta. Un racconto accompagnato da illustrazioni superbe che scolpiscono i visi, raccontano emozioni, fanno sentire il vento, le grida dei gabbiani, la potenza delle onde.

Questo è l’ultimo dei libri scritti da Siobhan Dowd: l’ultimo ad essere tradotto in italiano e anche l’ultimo nel vero senso della parola perché sei sono stati i romanzi che ha scritto. Per chi non li conoscesse tutti o per chi avesse voglia di riprenderli in mano e di lasciarsi avvolgere dalla voce straordinaria di questa autrice, eccoli: Il mistero del London Eye (2011) , La bambina dimenticata dal tempo (2012) e Crystal della strada (2014), editi da Uovonero; Sette minuti dopo la mezzanotte, di cui l‘autrice lasciò traccia e trama riprese da Patrick Ness (Mondadori, 2011) e La carne dell’angelo  (Salani, 2008). C’è un’immagine, nelle prime pagine di questo libro, che assomiglia a quella della copertina e che ritrae la protagonista ferma sul bordo della scogliera, il mantello e la lunga treccia accarezzati dal vento e lo sguardo che intuiamo lontano: sa perfettamente qual è il destino che l’attende, ma è comunque lì, in piedi, vestita della sua dignità di fronte al vento e al precipizio. È così che mi immagino Siobhan Dowd quando ha scelto – negli ultimi giorni della sua vita –  di fondare l’organizzazione che porta il suo nome, quando ci ha lasciato delle storie grandiose e potenti che la rendono, ogni volta che vengono lette, voce viva.

Il blog dell’illustratrice. The Siobhan Dowd Trust, fondato dall’autrice per sostenere dei progetti di lettura a favore dei ragazzi svantaggiati, a cui vanno i diritti d’autore delle sue opere.

Siobhan Dowd – ill. Pam Smy, Il riscatto di Dond (trad. di Sante Bandirali), Uovonero 2014, 112 p., euro 14.

Un nuovo amico in giardino

8 Mar

More about Un amico segreto in giardinoLob è fatto di pioggia e di vento. Di sole e di grandine. Di luce e di buio. è fatto di fuoco, di terra e aria. è fatto di ghiaia e pietre, e polvere di stelle. Di tempo andato e di tempo a venire. Le stesse cose di cui siamo fatti tutti.

Lob è il titolo di un poema di Edmund Thomas in cui si parla di un vecchio signore che l’autore ha incontrato in campagna, un uomo dal volto dolce, color della terra, e occhi azzurri, un uomo legato a figure archetipiche come Herne il Cacciatore o Robin Hood, un uomo di cui Thomas scrive “la sua casa era dove era libero”.

A lui si richiama il Lob che dà titolo a questo romanzo incantato dove la piccola Lucy ascolta il nonno raccontare di un uomo vecchio, più vecchio degli alberi che aiuta nell’orto e in giardino facendo piccoli lavoretti. “I lavori da Lob”: pulire gli attrezzi, spazzare le foglie, raccolgiere i ceppi, tutto senza ricevere ordini: Lob fa quello che vuole, in silenzio, senza essere visto. O meglio, lasciandosi intravedere solo dalle persone che hanno occhi e animo giusto per vederlo, come è successo a Lucy. Lob, spiega il nonno, è sempre esistito, va per le strade, cammina cercando la persona giusta e, quando la trova si ferma con lei, per tantissimo tempo. Quando il nonno muore e la casa viene venduta, Lucy è molto triste: vorrebbe tanto essere una “persona da Lob”, vorrebbe essere scelta da lui, vorrebbe portarlo in città, vorrebbe che i suoi genitori non la prendessero in giro quando parla di lui. Ma Lob percorre le strade, cercando le persone giuste, cercando ch lo sappia vedere e apprezzare. Noi seguiamo il suo cammino, la scoperta della grande città, gli incontri, le disavventure, i suoi pensieri. E ripete la sua magia: la magia dell’orto, che quando ti si semina dentro ti rimane appiccicata per sempre. Un libro lieve che parla di vita e di morte, di luce e di buio, di piante che crescono, di vita che spunta dai semi, della magia che si sente nel cuore e nelle dita.

P.S.:  che cos’è Lob, tra le altre cose, Lob che lascia cadere semi sul suo cammino, se non un membro di diritto del Guerrilla Gardening, il movimento che si prefigge di interagire con lo spazio urbano attraverso piccoli “attacchi verdi” che combattano il degrado ambientale delle città e facciano fiorire piccole aiuole inattese? Questo è il sito italiano: libera il giardiniere che è in te!

Il sito dell’autrice. Il blog dell’illustratrice. Lob è su Facebook! Qui l’autrice parla di lui.

Linda Newbery – ill. di Pam Smy, Un nuovo amico in giardino (trad. di Luisa Agnese Della Fontana), Salani 2012, 218, euro 14