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Pom e Pim

14 Feb

Formato quadrato e copertina rigida per raccontare ai più piccoli le avventure di Pom e del suo compare di pezza Pim. Avventure dal formato piccino, di quando si esce per andare a spasso e, tra fortuna e sfortuna, succedono parecchie cose: tipo trovare un soldo, poter comprare un gelato, farsi venire mal di pancia, ma proprio mentre si sta a pancia in su sul letto scoprire dove si era cacciato il palloncino colorato. Grandi illustrazioni accompagnate da un testo brevissimo che a volte si tacciono lasciando spazio a chi legge di dire, interpretare, scoprire particolari ed espressioni che danno corpo alla storia.

Il lettore si affezionerà a questo buffo duo, tenero e irresistibile: un Pom che un attimo è triste e un secondo dopo si illumina di idee, e il suo Pim elegantissimo nell’improvvisato impermeabile, pronto alla felicità che regala il poter mettere i piedi in una pozzanghera sotto l’acquazzone.

Di Olof Landström già conosciamo il tratto, grazie alle storie di Benny tradotte da Babalibri e perché è lui ad accompagnare Ulf Strak tra le pagine di Sai fischiare, Johanna?

Lena e Olof Landström, Pom e Pim (trad. di Samantha K. Milton Knowles), Beisler 2019, 28 p., euro 13

Sai fischiare, Johanna?

23 Nov

Che meraviglia le giuste misure. Che meraviglia la possibilità di dare in mano una buona storia a un lettore di sette, otto anni, età per cui a volte si fatica a trovare testi non in serie che davvero meritino. Qui la penna poi è quella di Ulf Stark che utilizza lo stesso umorismo che conosciamo dalle storie di Ulf e Percy e da quell’imperdibile romanzo che rimane “Il paradiso dei matti”. Non solo umorismo, ma anche lo sguardo sulla vita che permette di dire con grazia lieve quel che succede, comprese – in questo caso – la vecchiaia e la morte. Il tutto ad altezza di settenne, perché questa è l’età dei due protagonisti, Ulf e Bertil detto Berra, amici per la pelle alla ricerca di un nonno per Berra che sia divertente almeno quanto quello del compare. La casa di riposo è piana di vecchietti: quale posto migliore per trovarne uno? Berra adotta il signor Nils: si assomigliano tantissimo, visto che ognuno ha un cerotto sul mento (uno è caduto dall’altalena, l’altro si è tagliato radendosi) e si piacciono a vicenda e a vicenda si sorprendono. Nils porta i bambini all’aperto e costruisce con loro un aquilone con un foulard di seta appartenuto alla moglie, Berra gli organizza un compleanno coi fiocchi. In mezzo ci sono i racconti di una vita, le carinerie dei piccoli (un fiore di calendula spampanato in regalo, il sapore delle girandole alla cannella) e la realtà: Nils perde la memoria, il suo cuore non funziona molto bene e il suo tempo non è più molto. E poi c’è Nils che insegna a fischiare al suo nipotino: è difficile e bisogna esercitarsi per farsi sentire. Ma quando ci si riesce, si può fischiare un’intera canzone, proprio mentre si alza il vento, e salutare per bene, quasi in festa, chi ce lo ha insegnato.

Sono quattro brevi capitoli, buffi e profondi, che parlano per voce di Ulf e che si prestano perfettamente per la lettura ad alta voce. Una storia che sicuramente toccherà anche i grandi, che potranno leggerla come sguardo onesto e lieve sulla vita: non a caso da questo premiato libro è stato tratto un film che ogni anno la televisione svedese ripropone con successo a Natale. Magari qualcuno lo ha già letto: uscì in Italia nel 1997 per Piemme, nella prima serie azzurra de Il Battello a Vapore.

Ulf Stark – ill. Olof Landström, Sai fischiare, Johanna? (trad. di Laura Cangemi), Iperborea 2017, 60 p., euro 9