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Qui ci sono le altalene

2 Gen

Questo albo nasce in un contesto particolare: un reparto di neonatologia, a contatto con i bambini nati prematuri e con chi di loro si prende cura, genitori,medici, infermieri… La ballata sul cui testo è costruito il libro nasce proprio per questi piccoli e viene dalla voce di altri bambini che l’autrice ha interrogato. Racconta il mondo, quel che c’è fuori da quelle stanze, quel che i bambini possono fare; utilizza il potere delle parole che non guariscono certo, ma curano, incoraggiano, sostengono, fan venire voglia di guardare al di là.

Non ve lo dico cosa c’è in quelle parole, le leggerete voi. Vi dico invece che accanto alle parole ci sono le illustrazioni dell’artita catalana Eva Sánchez Gómez, che prendono piede man mano che si sfoglia, prima figure appese qua e là, poi a piena pagina, come se il testo, le parole dunque potessero dare il la, lo slancio per la corsa in bicicletta, per un tuffo, una ridda festosa, un inizio di cammino. Anche per questo, per la testimonianza della forza che le parole possono avere e nel contempo della capacità delle illustrazioni di dire e bastare a se stesse, per il tutto il senso di vita che si porta appresso, è bello avere questo libro a inizio di un nuovo anno di letture.

Nell’ultima pagina c’è un QR Code per ascoltare direttamente la ballata, per voce di Monica Morini e musica di Gaetano Nenna.

Monica Morini – ill. Eva Sánchez Gómez, Qui ci sono le altalene, Edizioni Corsare 2018, 2 p., euro 18

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Prima di me

10 Mar

Prima di meIn questi giorni di formazione a insegnanti e bibliotecari sulle novità da proporre in lettura nell’ambito del progetto Nati per Leggere, questo libro mi accompagna con le sue illustrazioni in apparenza astratte, grandi tocchi di colore che paiono fare festa: festa di fronte a qualcosa di nuovo, all’inatteso, allo stupore di chi si sente nascere ed esce allo scoperto.

Luisa Mattia dà voce, con garbata poesia, a un bambino che sta per venire al mondo e disegna il suo formarsi attraverso le sensazioni proprie di chi parla, costruendo quasi come in un puzzle l’insieme di pezzi che danno l’intero, a cui verrà dato un nome, come riconoscimento, come benvenuto.

La voce riconosce e ripropone le domande che fanno i bambini quando si interrogano sulla propria nascita: ci si chiede dove si era prima, e cosa ci fosse prima di noi e ci si rende conto che prima c’era già buona parte delle persone e delle cose che si conoscono. E poi la voce bambina racconta del proprio prendere forma, del sentirsi acqua e vento e luce, uccello senza ali, brivido, gioia dell’attimo che segna il formarsi e poi il crescere e il delinearsi delle diverse parti del corpo fino al momento in cui si viene al luce, in cui la propria dignità di essere è sancita appunto dall’avere nome.

Un libro che fa primavera, dove il nido è un gomitolo azzurro, l’inizio del cammino una foresta apparentemente tutta uguale, la traccia iniziale un segno giallo caldo come un raggio di sole o il pelo di un pulcino.

Il sito di Mook. Il sito di Luisa Mattia.

Luisa Mattia e Mook, Prima di me, Topipittori 2016, 32 p., euro 16

Parto

10 Ott

Più riguardo a Parto

Parto. Prendo il titolo non come sostantivo, ma come verbo. Scelgo di privilegiare l’accezione che non ne fa azione di un momento finito che mette al mondo una nuova vita, ma quella invece che segna l’inizio di un cammino, dove non c’è esatta meta definita, dove non c’è percorso segnato e completamente conosciuto, dove si prende e si va e il senso si costruisce insieme al passo, dove il senso prende forma nell’andare, in quel che andando si apprende, si conosce, si scopre.

Questo libro, nato per essere voce di bambino e diario di nove mesi in acqua e diventato poi anche voce di madre e diario di nove mesi in aria, si fa libro doppio dove il medesimo tempo di viaggio è raccontato da due punti di vista differenti che si incontrano nella pagina centrale per dare vita a un nuovo tratto di strada. Potete leggere le sensazioni, le emozioni, le domande messe in parola oppure scorrere la galleria delle fotografie che le accompagnano (O forse è il contrario? O meglio, si accompagnano, immagini e parole, proprio come un genitore e un bambino fanno durante la loro vita perché non sempre guida nella strada chi è più grande o chi sembra avere maggiore conoscenza del mondo) e lasciarvi stupire dalla bellezza del quotidiano che c’è in ciascuna.

Il sito di Chiara Carminati. Qualche notizia su Massimiliano Tappari, i suoi libri per Corraini.

A margine, visto che ne abbiamo parlato con Chiara Carminati: che lo prendiate da un lato o da un altro, il libro vi rimanda in copertina delle scie d’aereo su sfondi diparto_aria colore diverso. On line, su gruppi e pagine FB vari, c’è chi ha associato queste immagini alle scie chimiche e alle varie teorie ad esse legate, alimentando un dibattito legato al fatto che sia stata scelta proprio questa immagine per un libro che parla di nascita, bambini, ecc. e a supposti messaggi subliminali. Evito commenti; penso a certe derive che si rischiano quando si parla di bambini, dei più piccoli soprattutto, in tanti luoghi della rete dove sembra che certi eventi faccian perdere un po’ il lume della ragione. E comunque, come dire, abbiamo imparato qualcosa di nuovo, no? Che a volte, facendo, susciti dibattiti che non ti aspetti…

Massimiliano Tappari – Chiara Carminati, Parto. Diario di nove mesi in acqua/in aria, Panini 2013, 112 p., euro 14,50