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La ballata del naso rotto

11 Giu

Felice uscita editoriale da la Nuova Frontiera junior che ci ha abituati a leggere romanzi interessanti che arrivano dal Nord: in questo caso dalla Norvegia, una trama non banale perché l’autore non rischia mai di cadere nella caricatura pur attribuendo ai suoi personaggi caratteristiche importanti (la mamma del protagonista è obesa; la loro vita in una casa popolare al limite dell’indigenza), soprattutto in cui si ride bene per il sottile senso dell’ironia che lo pervade e per la capcità di Bart di essere ottimista comunque, di osservare la vita con uno sguardo realistico, ma anche un po’ naif.

Bart – che deve il suo nome ai Simpson – cammina sempre galeggiando tra quel che capita intorno: ad esempio, non ricorda esattamente il nome dei suoi compagni di scuola, si impagna al corso di boxe a cui la madre lo ha iscritto pur sapendo che non è esattamente lo sport che fa per lui, indice una giornata di pulizia del suo palazzo nel giorno del suo compleanno e – guarda un po’ – riesce a radunare un bel po’ di gente. Bart ha sempre le cuffie e ascolta arie di opere liriche, la sua passione, pur non avendo mai assistito a una rappresentazione teatrale. Del resto non ha mai imparato ad andare in bicicletta e persiste nel cercare on line suo padre, di cui conosce solo nome e conogne e la probabile provenienza statunitense. Ha una nonna che gli vuole molto bene e che ha la capacità di rispettare i confini: quelli dell’indipendenza del nipote, ma anche quello della dignità della figlia che cerca di farle credere di avere un lavoro regolare e di mangiare sempre tre pasti al giorno: la nonna sa, aiuta, ma non umilia.

La vita di Bart poi si riempie di imprevisti: una compagna di classe troppo intraprendente; la mamma che finisce in ospedale; Geir, il vicino di casa tossicomane, pieno di guai ma anche di buona volontà e buoni sentimenti verso Bart; persino un possibile papà all’orizzonte. Allora Bart scarta dalla sua routine; invece che cantare nascosto in bagno si trova a farlo davanti alla gente, capisce quanto sono complicate le ragazze (“sono belle, ma fanno paura”) e impara persino a pedalare, mentre Geir finge di tenergli il sellino. Ecco, un libro che dice anche delle figure adulte che hai intorno, non necessariamente tuoi famigliari, non necessariamente “a posto” secondo i canoni della società, ma perfette per te, in quel preciso istante, in cui stai crescendo, prendendo forma e loro sono lì con l’atteggiamento giusto.

Il libro è raccontato in prima persona: anche per questo, e per il suo modo di essere sempre a lato, onesto, timido ma in fondo pieno di quotidiano coraggio, Bart è un personaggio a cui il lettore potrà sentirsi vicino e, a tratti, simile.

Arne Svingen, la ballata del naso rotto (trad. di Lucia Barni), La Nuova Frontiera junior 2019, 189 p., euro 15,50

Pesi massimi

17 Apr

pesi massimi Sulla scorta di Cattive ragazze, che presentava storie di donne sconosciute ai più che in epoche diverse hanno segnato la Storia, ecco un nuovo graphic novel di Sinnos che raccoglie figure esemplari, proprio come spesso i ragazzi ci chiedono: storie vere. In questo caso poi delle storie che hanno a che fare col razzismo in ambito sportivo: sono infatti raccontati episodi di atleti protagonisti di imprese eccezionali non solo sul piano sportivo, ma su quello umano.

Vengono raccontate figure come Arthur Ashe, primo tennista di colore ad alto livello che mise poi lo stesso orgoglio e voglia di affermazione nella lotta all’Aids; come Jesse Owens e le sue quattro medaglie d’oro vinte davanti a Hitler; come Carlos Caszely che face del suo livello calcistico un’arma per opporsi alla dittatura cilena. Ma anche l’aiuto di Gino Bartali agli ebrei e alla Resistenza durante la Seconda Guerra Mondiale, la vittoria della nazionale di rugby sudafricana contro gli AllBlacks, il podio a pugno chiuso di Città del Messico 1968.

Il tutto cucito da una cornice in cui Muhammad Alì racconta la sua e queste storie a un ragazzino che sul campo da calcio ha insultato un avversario di colore. Nei diversi profili vengono messi in luce i particolari che permisero certe imprese, andando oltre le regole e le convenzioni del momento storico, imprimendo la forza dell’atto sportivo ad atti civili e sociali.

Il testo utilizza il carattere LeggimiGraphic, appositamente progettato, e segue una disposizione di vignette e balloon sulla pagina che facilita la lettura da parte di chi ha difficoltà.

A proposito dell‘autore. Ascolta in podcast Federico Appel che parla del suo libro su Radio3 a Fahrenheit.

Le tavole del libro sono esposte a Bologna, al Museo Civico Archeologico, per la mostra Sport. Figure e parole dai libri per ragazzi, visitabile fino al 9 maggio.

Federico Appel, Pesi massimi. Storie di sport, razzismi, sfide, Sinnos 2014, 79 p., euro 11