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Molto prima di te

25 Lug

Quando ero piccola piccola misuravo i costi delle cose in Playmobil e il tempo in “io c’ero? No? Neanche nei pensieri?”. Questo libro comincia proprio “molto prima di te”, comincia dai pensieri, addirittura prima dei pensieri.

Comincia con un percorso di crescita, da un bambino che disegna un omino di macchie e poi uno di pane e uno di caramelle e uno di sassi che rotola nel torrente e via via, crescendo, fa omini di vita che durano poco, pur incuria, per intemperie, per intervento di pasticcioni che rovesciano o di golosoni che divorano. Finché il bambino diventa uomo, incontra una mamma e arriva un bambino d’amore che rimane.

Un percorso di vita che sembra quasi una conta, che nella più essenziale semplicità dice con leggerezza di come si nasce, nei pensieri non pensati prima ancora che in carne ed ossa e a cui le tavole di Mandana Sadat (alle prese qui con un papà e un bambino, dopo la bambina in attesa della mamma in Sera d’inverno, Boehm Press, 2006) danno la dolcezza che ne fa piccola poesia anche per i grandi.

Un albo che porta in apertura una frase di Serge Gainsbourg (!): “Ma chi esiste senza amore?”. Lo stesso amore che in migliaia di chilogrammi, tonnellate di litri, centinaia di centimetri, bilioni di molecole e miliardi di chicchi, il papà di Coline Irwin le invia da oltre Atlantico da quasi trent’anni. Lei li ha condensati in quello che per me è forse il più bel libro sull’amore di un papà che cerca di dare alla sua bambina la misura del suo bene per lei. Lo conta, mentre si parlano al telefono, nel numero delle lettere di tutti i libri che leggono insieme, delle pecore che i bambini del mondo contano per addormentarsi, dei giorni in cui pareva non germogliare mai quel seme piantato in giardino, degli aghi di pino caduti durante le loro passeggiate, dei fiocchi di neve accarezzati… un piccolo libro quadrato, fotografie a sinistra, evocazioni di ricordi a destra.

Rascal – Mandana Sadat, Molto prima di te (trad. di Tommaso Gurrieri), Cult editore 2012, 44 p., euro 14

Coline Irwin, C’est autant d’amour que je t’envoie, Memo 2010, 68 p., euro 15

Piccolo Cerchio e Grande Quadrato

30 Mag

In originale questo libro si intitola Mercredi. Il mercoledì è infatti il giorno in cui i bambini francesi sono tradizionalmente in pausa settimanale dalla scuola e così probabilmente anche i due protagonisti di questo albo, che giocano insieme a trasformarsi. Uno fa e l’altro imita. Ben presto però il Gran Quadrato propone forme e misure irraggiungibili per il cerchio piccolino e ognuno finisce per giocar da solo. La soluzione è cominciare a creare nuove forme lavorando insieme, mescolando pezzi di blu e di arancio, linee squadrate e curve, sempre più complesse e belle, fino… fino a scambiarsi un pezzetto di sé che diventa pezzetto dell’altro.

Esattamente come quando quel che condividiamo, facendo e raccontando, fa sì che ognuno si porti dentro e dietro un pezzetto dell’altro.

Ogni volta che sfoglio un albo realizzato da Anne Bertier me la immagino mimo. Perché per questo lei ha studiato: per essere mimo. Nell’essenzialità grafica delle sue storie, nelle linee che si rincorrono sulla pagina c’è la semplicità perfetta di chi sa dirti tutto con movimenti puliti e minimi.

Nel 2011 questo libro è stato scelto per essere donato ai nuovi nati o adottati di sei dipartimenti francesi, nell’ambito di Premiéres Pages, un progetto che persegue le medesime finalità di Nati per Leggere.

Anne Bertier per le éditions MeMo. Sfoglia un’anteprima del libro.

Il libro vuole essere un omaggio a Nathalie Parain, l’artista di origine  russa che fu una delle illustratrici principali degli Albums du Père Castor (Flammarion) negli anni Trenta. Ecco una pagina del suo Ronds et carrés (Flammarion, 1932).

Anne Bertier, Piccolo Cerchio e Grande Quadrato (trad. di Elena Battista), Gallucci 2012, 48 p, euro 15 

Quand ils ont su… (Quando l’hanno saputo…)

27 Dic

Quand ils son su… è uno strabiliante libro-passeggiata, libro-mondo, libro-gioia. Èd è un’opera di grande design, con un formato particolarissimo. Come tutti i libri per bambini che non sanno ancora “leggere”, il testo è progettato per essere fruito in coppia, ma non come la intendiamo di solito − cioè con l’adulto che legge ad alta voce per il suo piccolo aiutante girapagina. No, in quest’opera di Malika Doray, i lettori possono entrambi sfogliare la propria “metà” di libro, perché esso è rilegato in modo da sostenere una narrazione in parallelo. Infatti, pagina dopo pagina, ha luogo un’avvincente sfilata di personaggi che fanno qualcosa di festoso, mossi dalla notizia. (Adesso brucerò la sorpresa ai lettori…) Alla fine, nel “fondale” del libro, scopriremo che cosa ha reso tutti così partecipi e volitivi: alla coppia di ranocchie è nato un ranocchietto. E tutti gli amici della foresta non potevano stare a guardare con le mani in mano. Gli orsi hanno fatto dei pacchetti, gli elefanti dei mazzolini, i coccodrilli hanno nascosto i denti, i caimani hanno brontolato e i lupi hanno trascinato i piedi per andare a vedere… Insomma, amici più o meno affettuosi si uniscono alla festa.
Il formato del libro studiato per la lettura affiancata, però, rischiava di generare caos appaiando tavole troppo diverse o fasi della narrazione incomprensibili se non sequenziali, ma l’artista si è abilmente sottratta a questa trappola, in due modi geniali:
Primo. Ha congelato la narrazione in poche fasi, cioè
• l’averlo saputo (la storia inizia in copertina e innesca la suspence fino alla fine del libro)
• ciò che tutti hanno fatto (sequenza di azioni sullo stesso piano temporale)
• la festa e la rivelazione della notizia.
Secondo. Ha rappresentato i personaggi con una tecnica compositiva minimale e potente fa pensare a una moderna arca di Noè! I personaggi, tutti colorati a tinte piatte − sembrerebbe con un pennellone − sono composti in modo quasi geometrico: c’è il corpo, costituito da un rettangolo colorato come un vestito che non ha niente a che fare con la pelliccia (la perfezione dei colori fa chiedere se sono venuti prima o dopo il disegno), una zampa appoggiata a terra, ci sono le due “braccia” e la testa con gli occhi. Questi personaggi nella loro elementarità riescono a essere estremamente espressivi. Sebbene lo schema compositivo sia frontale, l’essere in equilibrio su una gamba li rende ballerini e dinamici, gli occhi (chiusi, ammiccanti, curiosi, sorridenti) fanno rimbalzare lo sguardo e godere del bianco della pagina, le teste sono inclinate o voltate (alla cubista). Un’altra finezza è che le pagine dei due lati del libro, se letti voltandole insieme, ospitano coppie di animali che hanno relazioni extratestuali (per esempio i topi e gli elefanti) e le combinazioni delle loro occhiate sono sempre curiosamente divertenti. Bello, no? Non lo state già comprando? Ma il libro non finisce qui! Perché adesso comincia la vera festa, che è sul retro interamente stampato. Il libro si apre, si srotola la fisarmonica e inizia la festa, senza parole, perché pieno delle chiacchiere, dei giochi e dei versi di tutti gli amici venuti a bisbocciare, a mettersi in equilibrio sugli alberi e a innamorarsi.

N.B. In casa mia non avevo abbastanza superficie per guardarlo tutto insieme. Peccato! Un presepe di animali lieto, speranzoso e ingegnoso.

La scheda del libro con breve video che mostra in 20 secondi tutto quello che ho  impiegato una vita a scrivere.

Selezionato dal Conseil géneral du Val-de-Marne per essere regalato ai neonati del dipartimento nel corso del 2012.

Malika Doray, Quand ils ont su…, Editions MeMo, 60 pp. a fisarmonica con un pop up, 24 x 32 cm, 20 euro