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Lena, Trille e il mare

6 Dic

Tornano i protagonisti di Cuori di waffel, SuperPremio Andersen 2015; sono cresciuti, hanno ormai dodici anni, ma li riconosciamo subito: Trille, che racconta al lettore, e Lena, impulsiva, combattiva, con la risposta sempre pronta. Sono cresciuti sì, alcune cose stanno cambiando e anche la loro amicizia viene messa alla prova, visto che essere in tre non è esattamente come essere in due. Arriva infatti una nuova compagna di scuola che si è trasferita nel fiordo dall’Olanda per un anno. Si chiama Birgitte e Trille un po’ se ne innamora, mentre pare che Lena non la sopporti. Del resto, Lena è strana: pesta sulle tastiere ancora più forte per indicare il suo disappunto verso la madre che continua a mandarla a lezione di musica e si riempie di lividi e graffi agli allenamenti della squadra di calcio dove però, dopo il cambio di allenatore e malgrado la sua bravura, non sta più in porta. Lena rumina e avanza a testa bassa; Trille tenta ogni traiettoria per incontrare Birgitte senza capacitarsi di come lei possa ridere in compagnia di Kay-Tommy e un po’ si scoccia quando vede il nonno e Lena insieme tramare un segreto.

Con la solita arguzia, con la capacità di andare in profondità rimanendo leggera, Maria Parr parla in questo libro non solo di quanto sia complicato crescere e coltivare negli anni un legame saldo, ma soprattutto di quanto sia difficile essere se stessi se gli altri vorrebbero importi qualcosa che non ti appartiene e sembra che quel che è importante per te non lo sia per nessun altro. Lena è esagerata nelle reazioni, nell’entusiasmo, nel prendere l’iniziativa, nell’infilarsi letteralmente nell’occhio del ciclone pur di avere una buona scorta di cioccolato, ma sa anche quando è necessario essere estremi nelle reazioni per essere presa in considerazione.

La storia si dipana lungo un anno, da estate a estate, in quattro capitoli che seguono il ritmo delle stagioni, con la scuola, lo sport, il ribes da raccogliere, il saggio di fine anno, il tempo per qualche sgridata e per un’impresa eroica per salvare il nonno. C’è anche spazio per una bella pagina in cui Trille racconta quanto sia normale mangiare gli animali a cui si è voluto bene: viene proprio dal Nord questo libro sincero e gaudente!

Quel che difetta forse è la copertina, apprezzabile dai più piccoli mentre il romanzo offre spunti interessanti anche per i lettori di 11-12 anni. Rispetto a “Cuori di waffel”, cambia la traduttrice: da sottolineare quindi il lavoro fatto a questo giro per mantenere una fluidità d’insieme, rispettosa dei lettori che hanno amato il precedente romanzo anche per la scrittura, per le espressioni di Lena, per la poesia di alcune riflessioni di Trille.

L’illustrazione di copertina è di Åshild Irgens.

Maria Parr, Lena, Trille e il mare (trad. di Lucia Barni), Beisler 2017, 256 p., euro 14

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Tonja Valdiluce

16 Nov

tonja valdiluceChi ha letto ed apprezzato Cuori di waffel (Premio Andersen 9/12 anni e SuperPremio Andersen nel 2015) non può che esibirsi in capriole felici di fronte a un nuovo romanzo di Maria Parr, tanto più che questo secondo conferma la felicità di scrittura del precedente abbinata alla caratteristica – nordica, verrebbe da dire – di affrontare con onestà e lieve grazia la vita, come va e come è.

Piacerà questo libro a chi conosce la montagna, a chi riconoscerà nella descrizione della Val di Luce (così prossima al mare, ma così isolata nelle sue altezze) la condizione di chi sceglie di vivere in un luogo poco abitato, non facilmente raggiungibile, che conosce un tempo quotidiano diverso dal tempo in cui è toccato dal turismo, per cui può quindi capitare che ci sia in tutta la valle una bambina sola, abituata a prendere il bus per la scuola in paese, ma abituata anche a sentire la valle sua tanto da essere conosciuta come il bolide di quell’angolo di terra.

Già, perché Tonja – abituata a vivere all’aria aperta, a una mamma che studia il mare ed è sovente via, a cantare a squarciagola e a dare un caloroso benvenuto a chi arriva – è una bambina speciale, che ama con forza la sua terra, che sa avere un rapporto paritario con gli adulti che la circondano, che sa essere spiazzante, intraprendente, con la risposta pronta sempre. Il lettore la conosce mentre sta per prepararsi alle vacanze da celebrare con un salto mortale sugli sci, testando un nuovo slittino costruito dal suo amico Gunnvald e dispiacendosi perché l’unico campeggio della valle vieta la presenza di bambini e quindi a lei l’occasione di farsi nuovi amici. Ma Tonja non si dà per vinta: le ingiustizie paiono darle una carica eccezionale e – si vedrà – anche quelli che considera torti: Gunnvald è il suo padrino e il suo miglior amico, ha settantaquattro anni, è scorbutico come un troll e suona il violino come nessun altro, eppure le ha nascosto un segreto. Anzi, tutta la valle ha nascosto un segreto alla ragazzina che viaggia in bicicletta con un gabbiano sul casco e fa camminare un montone puntando sul rosso dei propri capelli. Il romanzo allora – sempre pungente e ironico – diventa racconto del rapporto tra grandi e piccoli, dell’amicizia che non è questione di età, ma anche della fiducia, di quanto conosciamo gli altri anche quando ci pare di non conoscerli più, dei rapporti tra genitori e figli e della vita. Racconta anche del silenzio, di quel che non si riesce a dire, della potenza che ha in sé la bellezza della natura e dell’amore che ti lega a un luogo di cui ti senti parte.

E poi Tonja fa parte del cerchio delle ragazzine “terribili” della letteratura: piena di entusiasmo, dolce e ruvida, pronta a saltar sulle barricate, a fare una pazzia, a dimenticarsi di avere paura quando il gioco (o il salto o la situazione) vale davvero. E non possiamo non amarla. Siamo di parte sì; voi leggete e poi fateci sapere.

Maria Parr – ill. di Ashild Irgens, Tonja Valdiluce (trad. di Alice Tonzig), Beisler 2015, 278 p., euro 14,90

Cuori di waffel

21 Ott

Più riguardo a Cuori di waffel

Ci sono cose che succedono all’improvviso e bloccano tutto. Capita così che un libro ti aspetti per tre mesi sotto il bancone di una libreria e, quando torni, ci sia una bellezza particolare nel sapere che è stato lì in attesa per tanto tempo, a covare la possibilità di essere letto. Recupero così, a cinque mesi dall’uscita, questo meraviglioso libro che ci dà ancora una volta un assaggio della capacità degli scrittori nordici di regalare una storia da leggere e consigliare e consigliare ancora confezionandola col quotidiano, con lo stupore, con la capacità di dire le cose grandi (si affaccia la morte di una persona cara tra le pagine, ma anche il dolore della distanza e l’incapacità di dire) in modo semplice e leggiadro.

Trille ha nove anni e vive nella minuscola Baia di Martinfranta con la sua famiglia, il nonno e un’incredibile vicina di casa di nome Lena che è anche la unica compagna femmina in una classe altrimenti maschile ed è un tornado. Lena ha sempre in mente qualcosa e trascina Trille in avventure tipo allestire un’arca in stile Noé (trascinando bestie varie tra cui coppie di insetti e una mucca), racimolare il denaro per comprare un nuovo pallone suonando per strada Bianco Natal in una calda e assolata giornata estiva, mettere un annuncio in bacheca per trovare un papà. Ogni volta i due ragazzini si mettono nei guai, si procurano ammaccature e fratture varie, promettono solennemente di non farlo mai più. Certo, come dice saggiamente il papà di Trille: “Tu e Lena non rifate mai la stessa cosa due volte, ne combinate sempre di nuove!”.

Così assistiamo al tentativo di Lena di farsi polena (anche se a disposizione c’è solo un canotto), di salvare un agnellino calandosi dall’alto come Gesù nel quadro a casa della zia, di salvare una vecchia giumenta costruendo una casa di riposo per cavalli e affini. Lena è battagliera, umorale, facile all’entusiasmo come a farsi scura in volto e se c’è qualcosa che non va non esita a tirare un pugno da manuale al compagno che la prende in giro. Trille le dà man forte e intanto la osserva: vorrebbe tanto che Lena gli dicesse che lui è il suo migliore amico, esattamente come lui sente per parte sua, per la sua metà. Lena invece è sbrigativa negli affetti, ruvida e insieme morbida perché tutto quello che non riesce a dire a parole lo esprime coi gesti, con l’irruenza, con l’impulsività.

I due protagonisti sono accompagnati nelle loro giornate da adulti che strizzano l’occhio, come il nonno con la sua motocicletta nella cui cassa èIMG_3043 possibile nascondersi e con il suo partecipare al gioco dei pirati, e la zia-nonna che cucina montagne di waffel e racconta le storie del tempo di guerra. Il tempo di Tille e Lena invece è quello di due bambini che vivono liberi e leggeri nel loro mondo, che passano i pomeriggi in mare, a scivolare sul bob oppure a inventare storie e suggestioni. E che hanno la fortuna di partecipare al raduno autunnale delle pecore (“è possibile essere più felici?” chiede Trille). E quindi questo libro è arrivato al momento giusto 😉

Da non perdere. Proponetelo ai lettori dalla classe quarta della scuola primaria e anche agli adulti che vi stanno intorno: è una di quelle letture per cui si ride forte e insieme c’è profondità e bellezza. La bellezza della vita.

A proposito di Maria Parr. A proposito di Bo Gaustad.

Maria Parr – ill. Bo Gaustad, Cuori di waffel (trad. di Alice Tonzig), Beisler 2014, 164 p., euro 13