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Santa Muerte

31 Mar

Che piacere avere a disposizione un nuovo libro di Marcus Sedgwick che questa volta si rivolge ai lettori delle secondarie di secondo grado. Con la solita capacità narrativa, tesse una narrazione perfetta per essere lette anche ad alta voce, alimentando di tensione quello che a prima vista può essere definito thriller, ma che in realtà è una profonda riflessione su cosa significa scegliere da che parte stare nella vita. Un romanzo scritto nel 2016, ma quanto mai attuale visto che racconta di migranti, scontri tra bande e cartelli della droga sul confine in Messico, al confine con gli Stati Uniti, lungo la linea di quel muro di cui tanto si parla.

A giocarsi la partita più importante è Arturo, che vive in uno dei quartieri più poveri di Jaurez, si arangia spostando materiale nel cortile di un meccanico, si trascina nella vita come tanti che vivono introno a lui, tra baracche e la violenza dei clan. Improvvismente è tornato Faustino, l’amico d’infanzia, il quasi fratello che non vede da un po’; è tornato perché si è messo nei guai: lavora per un cartello della droga, ma ha usato il pacco di soldi che diveva custodire per far passare negli States la sua ragazza e il loro bambino. Ha bisogna di rimpiazzare la cifra e sa che Arturo può vincere la somma a carte. Arturo vince e poi perde, in un’altalena che rispiecchia il giocarsi la partita della vita col destino e con la Santa Muerte, con la Catrina che porta in forma di scheletro incisa sul coltellino.

Tutto si gioca nello spazio di 36 ore: ritmo serrato, passato che torna, conti che non tornano e improvvisa la certezza di chi si vuole essere, di come si vuole essere uomo in piedi. Temi come si è detto molto attuali, per tenere i riflettori accesi su un angolo di mondo, su una striscia di confine di cui non dimenticarsi.

Bella la copertina firmata Bebung.

Marcus Sedgwick, Santa Muerte (trad. di Giulia Guasco), Pelledoca 2019, 232 p., euro 16

La Regina delle Ombre

21 Mar

Ma lì, nel cuore della foresta, era diverso. Da qualche parte, tra gli alberi, il sentiero che conduceva a Dio era stato smarrito. Era andato perso tra i racconti popolari e le credenze e le chiacchiere bisbigliate sottovoce attorno al fuoco.

Un libro uscito da qualche anno che mi era sfuggito e ho recuperato dopo aver letto che Marcus Sedgwick è stato selezionato per il premio della Yalsa.

Una classica storia del terrore ambientata in un villaggio isolato durante un nevoso inverno. Peter e suo padre sono due tagliaboschi e vivono ai margini di un piccolo villaggio. Un giorno viene trovato impiccato nel bosco un altro taglialegna e gli abitanti decidono di seppellirlo come suicida nonostante abbia il petto squarciato…Peter inizia ad indagare su questa strana morte e ben presto si scontra con un mistero ben più grande e terrificante.

Sedgwick scrive di vampiri come se si trattasse di zombie, riportandoci alle origini delle leggende e delle storie di vampiri. Qui non sono belli, giovani ed affascinanti, ma semplici non morti che si aggirano a caccia di sangue, come in tutti i racconti popolari. Un bel viaggio nel mito dunque con un pizzico di sano terrore.

Marcus Sedgwick, La Regina delle Ombre, Feltrinelli 2008, p.222, € 12

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