Tag Archives: Marco Drago

Mosquitoland

28 Giu

Perfetta come road movie (del resto, diritti già opzionati da Broad Green Pictures), ecco l’avventura di Mim, sedici anni, appena trasferita da Cleveland a Jackson, nel Mississipi, al seguito di padre e matrigna. I cambiamenti nella sua vita sono stati tanto repentini che davvero non riesce ad abituarsi, tanto più che la madre è rimasta a Cleveland, che da un po’ di tempo non riesce a sentirla e che mancano quattro giorni al Labour Day, che loro due han sempre festeggiato insieme. Allora Mim parte: 1524 da percorre in pullman e il suo viaggio ricorda quello del buffo Testa di melone dell’omonimo romanzo Mondadori di Michael de Guzman, un susseguirsi di incontri, spaccato della nazione e dell’umanità, ma anche di quel che non ti aspetti: la persona con cui – per un breve tratto purtroppo – Mim lega di più è Arlene, un’anziana signora che sa osservare molto bene ed essere nel contempo rispettosa e d’aiuto verso la compagna di viaggio. Tra gente assurda e oscura e nuovi amici bizzarri e presto indispensabili, Mim si avvicina alla meta tra peripezie e intoppi vari.

Tutto quel che succede è ben delineato sulla pagina grazie anche all’irresistibile modo di esprimersi che Arnold regala alla sua eroina, a tratti davvero esilarante e anche autoironica (scommetto che riderete soddisfatti in certi passaggi), che racconta, scrive un diario/resoconto per una certa Isabel la cui identità sarà nota solo alla fine, ma anche la capacità di astrarsi e di osservarsi e descriversi dall’esterno.  Mim dispiega così la sua vita complicata, la sua famiglia con segreti e tragedie, gli incontri casuali e non banali, la scoperta che le cose possono essere interpretate davvero male dando vita a una serie di equivoci non da poco. E poi ci sono Walt, con la sua purezza, e Beck, di cui Mim si innamora senza se e senza ma, che conosce il valore del tempo e il valore di chi gli sta davanti. Saggio, Beck, E saggia anche Mi, che mostra entrambi i medi al medico, che sa che scrivere è meglio che arrendersi alla follia del mondo, che sa quanto valgono la sincerità, la gentilezza e le sorprese. E che augura cose tipo: “Sii una ragazza di speranza e di argomenti importanti”.

David Arnold, Mosquitoland (trad. di Marco Drago), Rizzoli 2018, 416 p., euro 18, ebook euro 9,99

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La figlia del nord

22 Dic

figlia del nord

Nella Norvegia del sedicesimo secolo, Ebba Rose viene alla luce in un bosco, durante un terribile temporale. Ottava figlia di un cartografo che non ama viaggiare e della sua superstiziosa moglie, nasce per compensare la morte della sorella maggiore e porta nell’iniziale del nome la direzione della sua nascita, l’Est, che ne farà una bambina mansueta e diligente. In realtà è inquieta e propensa alle scoperte e al viaggio, visto che è nata rivolta a Nord, cosa che la madre ha sempre negato per evitarle il presunto tragico destino a cui la ragazza non sfugge. A quindici anni, l’orso bianco che dieci anni prima è apparso per salvarla dalle acque gelide di un fiume, torna a chiederle di seguirlo in cambio della guarigione di un’altra sorella: Rose si trova così a condividere la vita dell’orso in un castello lontano. In realtà è un principe che cerca di fuggire al destino di sposare la regina dei troll e Rose, che rompe il patto con lui e lo condanna al matrimonio, dovrà cercare in ogni modo di raggiungere una terra sconosciuta, quasi inesistente per riportarlo indietro e condividerne la vita.

Ricco di particolari sulla mitologia norvegese, ma anche sulla vita degli inuit, sui vichinghi, sulla ricerca geografica e cartografica del tempo, il romanzo si ispira alla fiaba norvegese “A oriente del sole e a ovest della luna”, tanto cara a Tolkien e a cui è debitrice anche “La bussola d’oro” di Pullman, e raccoglie gli echi di tutte le fiabe incentrate sulla figura dello sposo animale, come “La bella e la bestia”. L’autrice sa riflettere sulla pagina in modo impeccabile non solo i paesaggi attraversati dai personaggi nei loro viaggi (la storia è raccontata da voci diverse, che si alternano capitolo per capitolo), ma anche la realtà sociale ed economica dell’epoca.

Il sito dell’autrice. L’illustrazione di copertina è di Anton Lomaev.

Edith Pattou, La figlia del Nord (trad. di Marco Drago), Rizzoli 2014, 492 p., euro 16,90